Diario di navigazione
Sarà per deformazione professionale, o perché ho poca memoria. Sta di fatto che prendo molti appunti. E malgrado aggregatori, sistemi di social bookmarking, nani, ballerine e tutti gli altri strumenti che il web 2.0 mette a disposizione, lo faccio anche quando vago per la blogosfera. E per questo ho pensato di riassumere, come in un vero e proprio diario di navigazione, la mia settimana nel blog. Non è né vuole essere (né potrebbe essere) una rassegna stampa del blog italico, ma semplicemente una riorganizzazione dei miei appunti, ove raccolgo le non rare scoperte e le tante cose che mi sorprendono, mi interessano, mi stupiscono e mi fanno riflettere mentre vago a volte perso – altre consapevole – nei rivoli dei post di amici e perfetti sconosciuti (…in sintesi: serendipity autoreferenziale…)
La settimana, ovviamente, è partita con gli strascichi dell’ultimo Barcamp. Innumerevoli le cronache che si sono susseguite sull’argomento (tra gli altri, Christian Conti ne fa un simpatico post, Giovy un dettagliato resoconto, Antonio LdF una serie di piccoli ma efficaci ritratti di blogger, Gaspar entra nel dettaglio dei singoli interventi, Lele si perde in ringraziamenti). Molto incisivo il post di Marco; solo Piero – fuori dal coro – ne parla male (o almeno non ne parla bene…). Ma di particolare interesse mi è sembrata la querrelle tra coloro i quali vogliono mantenere “incontaminato” da influssi ed influenze commerciali il “modello” del barcamp, quanti ci riflettono cogitabondi e quanti invece pensano che tale contaminazione possa essere positiva. Considerazione personale: qualcuno ha criticato Tombolini per la sua presentazione dell’e-book, ma tutti hanno bevuto il suo vino…
Mettendo da parte le questioni “barcampistiche” la settimana è stata poi dominata dal filmato inviato da Antonio Di Pietro su YouTube. La storia e la sostanza sono note. I commenti contrastanti. Massimo Mantellini sostiene che la comunicazione istituzionale del Consiglio dei Ministri vada fatta per vie ufficiali, Antonio Sofi, al quale fa poi eco Giuseppe Granieri, gradisce invece l’idea del Ministro. Cosa ne penso? Al di là delle valutazioni politiche, non capisco perchè avere un blog sia considerata una cosa positiva, inviare un video su YouTube no. Mi chiedo, invece, se Di Pietro si sia reso conto della grana in cui si è messo… Ha promesso di commentare i Consigli dei Ministri: quello di venerdì scorso era molto delicato. Manterrà la promessa? E comunque, come lo farà? Come per i romanzieri, la prova del nove è al secondo libro. E solo dopo potremo dare un giudizio…
Si riapre il dibattito qulla validità delle “mappe” dei blog, e di quella di Nova in particolare. A farlo è Tony Siino, che nel suo Deeario ha pubblicato un post interessantissimo sull’argomento, seguito poi da Giuseppe Granieri.
Si è parlato molto, in questi giorni, del blog in qualità di protomedia. Simone Morgagni spiega in un suo post cosa si intende con questo termine.
Qualche tempo fa parlai del cambiamento nel mondo dei media. Ci torna ora il Blog di Reporters, per raccontare dei cambiamenti nella redazione del Los Angeles Times. Ancora una volta, ci si muove verso un approccio integrato tra on-line ed off-line. E addirittura questa volta a guidare sarà l’on-line.
Concludo con qualche “spigolatura“:
- l’idea più divertente? quella di Catepol, con il suo post …sperimentale.
- Il tormentone? il dilagare dei meme. Maurizio Goez continua con quello sulla pubblicità, e rilancia quello sull’innovazione di Pierluca Santoro (rispetto al quale sono ancora latitante).
- La moda del momento? Naturalmente Twitter, raccontata da “Lady Twitter”, in arte Svaroschi e ripresa da un bel post di Massimo Mantellini.
- Il post più toccante? questo, segnalato da Andrea Beggi.
Con questo, concludo il mio diario di navigazione. Fatemi sapere cose ne pensate!
Alla prossima!
Non riesco ad entusiasmarmi di fronte ad alcune iniziative finalizzate ad aumentare la propria visibilità nella blogosfera italica.
La brava Alessandra Flora ha avuto il coraggio di intervistarmi per 
Tutti di ritorno a casa al termine del primo Barcamp romano, il RomeCamp. Questo è il tema dei messaggi che viaggiano in Twitter da ieri sera (ok, avete vinto, lo ho installato. Ora però quelli che mi hanno convinto, mi aggiungano ai contatti!). Il BarCamp romano c’è stato, ed è finito. Tanti e simpatici i partecipanti. Quanto alle partecipant(esse) delle quali qualcuno ha parlato in un post di giorni fa, si è lavorato su un principio di qualità più che di quantità…
Rifiuti l’omologazione di massa? Sei una persona libera, che non ha paura di essere se stessa? Bene. Allora sei un indipendente. Un vero beauty seeker che sceglie la bellezza a prescindere dalla griffe o dallo status symbol del momento. Perché l’indipendenza è un modo di pensare che trascende l’età, la nazionalità, la cultura, il sesso e la religione.
Non posso non rispondere a
Ultimamente si fa un gran parlare di Web 2.0, 3.0, 4.0 e chi più ne ha più ne metta. Eppure oggi, come (un po’ troppo spesso) mi succede ultimamente, non sono riuscito ad inviare una banalissima e-mail.
Atto Unico. Scena Unica.
È ancora vivo nei nostri occhi il ricordo degli occhi lontani ma mai spenti di Piergiorgio Welby che combatte la sua battaglia per la morte, che un’altra storia si impone alla nostra attenzione, riaccendendo il dibattito sulla bioetica, sull’accanimento terapeutico, sui nuovi scenari posti ed imposti dalle tecnologie applicate alla medicina.
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