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Archivio per febbraio 2007

Italia.it. Ma guarda quanto è piccolo il mondo…

27 febbraio 2007

nicolais.jpgLeggo in un articolo di Anna Masera sulla nota questione del portalaccio italiota l’opinione di Falavolti, Amministratore Delegato di “SI Innovazione Italia”:



“Col nuovo governo/ministro (Nicolais) si è deciso che fosse comunque utile partire, per evitare di interrompere un’iniziativa importante per il settore turistico, che in Italia rappresenta il 10 per cento del prodotto interno lordo. D’ora in poi sarà l’Enit, infatti, a gestire il portale” conclude l’ad di “Si Innovazione Italia”


Se non sbaglio l’attuale Ministro Nicolais nel 2005 è entrato nel Consiglio di Amministrazione di ITS S.p.A., la società che in cordata con IBM ha realizzato il portale… ma mi sa proprio che non sbaglio…


Ma guarda tu com’è piccolo il mondo


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Quinto diario di navigazione

25 febbraio 2007


bussolaa.jpgDiario breve questa volta. Il tempo è tiranno, ed ancora non ho capito se ‘sta cosa che faccio serva o meno (ma per ora mi diverte, quindi…), allora cerco di stringere…


La settimana è cominciata con i commenti (anzi, parliamoci chiaro, le critiche) all’orrido portale italia.it ed all’agghiacciante relativo logo. Ne ho già parlato in un breve post, puntando a quelli che mi sono sembrati gli interventi più interessanti, Aggiungo il blog di Ramos, che sembra che ‘sta cosa la abbia presa proprio male! Ad ogni modo, non ho trovato un solo post posivitivo… Che dire… Italia.it ha messo proprio tutti d’accordo, una volta tanto…


L’altro tema di rilievo, che vedrà i blogger probabilmente impegnati anche per una buona parte della prossima settimana, è quello dell’appena trascorso MarCamp. Io me lo sono perso per un imprevisto mal di schiena :-( . Ma, come di consueto, la rete ha cominciato a parlarne nei giorni precedenti, connotando sempre di più quest’occasione d’incontro come un ritrovo di amici, oltre che una (s)conferenza. E questo penso che non possa che farci bene. Tra i post più simpatici quello di Gaspar, che introduce il concetto di “punti moglie” da valorizzare per le prossime occasioni. Diversi i postlive”, e cominciano a leggersi in giro anche i primi commenti del dopo barcamp. Tra le tante cronache, segnalo quella di Elena, la serie di post di Enrico, il resoconto di Filippo. Nei prossimi giorni, sicuramente, la lista dei post dedicati all’evento si arricchirà molto…


Passiamo ora alle consuete spigolature:




  • Meme o non meme?: è questa la domanda che si pone Giovy, alla quale rispondono Gaspar ed il sottoscritto (nel mio caso con un post un po’ ermetico, sul quale ritornerò tra qualche giorno);



  • Mememania: eh si, perché uno a settimana non basta, e allora ci pensa il solito impagabile Luca, riprendendo l’idea della “Z-List”, ossia le liste dei “piccoli blog interessanti”. L’idea mi piace, la scelta terminologica (che non è di Luca) è a mio giudizio agghiacciante. Capisco le attribuzioni di valore, ma chi vorrebbe essere un “Z-Blogger”? Al di là di questo, mi sembra un buon modo di far conoscere… la coda lunga della coda lunga… Hanno pubblicato le loro liste Marco, Catepol, Andrea, Aluccia e tanti altri.



  • Acquisizioni e Bolle: è la volta di blogo.it, con riflessioni nei post di Lele e Stefano.



  • ROI e Blog: è un tema caldo, sempre più caldo. Ne parla diffusamente ed a più riprese Pierluca.



  • Esagerazioni: sono quelle che riporta Dario, parlando delle elucubrazioni di Nova Spivak sui prossimi 30 anni di sviluppo del Web. Personalmente, mi piacerebbe avere una visione chiara sui prossimi tre




Anche questa volta è tutto, alla prossima!


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Diario di Navigazione

Ma in che mani siamo?

25 febbraio 2007


italia.jpgÈ un preservativo usato? È un peperone? No! È il nuovo logo dell’Italia, secondo il nostro delirante Rutelli che – preso in questi giorni da più importanti paturnie governative – avrà senz’altro avuto poco tempo per leggere i numerosissimi commenti che hanno scosso la blogosfera sui suoi due ultimi capolavori (il citato logaccio ed il super portale costato decine di milioni di euro). Un’ottima guida ragionata sul tema è quella di Federico, che riassume i post più interessanti.


Jacopo lancia un sondaggio, al quale nel momento in cui scrivo hanno risposto in 215 , nel quale chiede se il portalaccio italia.it (che non linko per pietà) piaccia o meno. La cosa allarmante è che ci sono pure 15 persone che hanno votato si!! Napolux infine, oltre al danno ci regala anche la beffa. Quella dei siti degli altri paesi


Il mio problema, però, supera il tema in questione (loghi, portali, ecc…). Io mi chiedo infatti, – al di là dei discorsi di fazione e di parte (tanto una vale l’altra) – ma se questi animali sulle questioni per le quali non sono competente (e che quindi non noto in maniera così evidente) lavorano con lo stesso livello di becera incompetenza dimostrata in quasi tutte le questioni delle quali capisco qualcosa, in che mani siamo?


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Vob Qjddpmb Qspwb…

21 febbraio 2007

crittografia.jpgTf Hjpwz bwfttf sbhjpof, rvftup nfnf epwsfccf hfofsbsf npmujttjnj mjol dpnf tf bwfttf tfotp. p op Hbtqbs? ;-)

…dilttb dif of qfotbop:

Luca, Matteo, Samuele, Vittorio, Maurizio, Andrea, Gaspar, Davide, Mau, Mavero, Napolux, Marco, Plamasco, Tony, Antonio, Davidonzo, Catepol, Placida, Estroversa, Luigi, Luciano, Giovy, Fullo, Federico, Lele, Stefano, Cristian, Tambu, Antonio, Maurizio, Svaroschi, Giorgio, Francesco, Vito, Senzastile, Axell, Luca, Valentino, Nicola, Antonio e Camu.

(…no, non sono impazzito! :-) )

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Considerazioni Sparse

Io non leggo i blog. Partecipo..

21 febbraio 2007

gruppo.jpgLo ammetto. Ho saltato un paio di Meme. Ma non posso ignorare anche quello di Davide. Un po’ perchè gli ho praticamente strappato dalle mani un piatto di pasta durante l’ultimo BarCamp romano e mi sento colpevole, un po’ perchè l’argomento è più stuzzicante di quanto non sembri ad una prima lettura.

Davide si domanda: perchè leggere un blog? E qualcuno – in maniera decisamente impeccabile – risponde: “perchè no?” (a Roma si direbbe: “mettece ‘na pezza…“).

Eppure penso ci sia altro. E penso che quest’altro finisca per inficiare il senso stesso della domanda. Penso infatti che i blog non si leggano. Si partecipino. Proprio pochi giorni fa ho scritto che i blog sono conversazioni. Ed alle conversazioni, infatti, si partecipa. Quindi, più che leggere i blog, io partecipo ai blog. E lo faccio con un approccio totalmente diverso da quello che ho quando leggo un libro o un articolo su una rivista cartacea piuttosto che su un portale. E’ la concezione stessa del blog che mi porta ad avere un approccio diverso rispetto al modello di fruizione del contenuto che ho di fronte. Non è tanto la disponibilità di strumenti di feedback, che possono esserci anche su un portale; quanto piuttosto la consapevolezza del fatto che un blogger il feedback se lo aspetta. Lo vuole esplicitamente. Si mette in discussione.

E lo fa attraverso un processo di knowledge generation dalle caratteristiche assolutamente interessanti. Tanto difficile è convincere gli individui a condividere conoscenza con un approccio orientato alle community, quanto semplice è spingerli a farlo con un approccio orientato alla rete
(delle differenze tra comunità e rete ne ho parlato qui, ma non riprendo il discorso, sennò finisco fuori tema ed addio meme). I blog sono strumenti di generazione di conoscenza; conoscenza che nasce da quel confronto costruttivo che è parte integrante del processo di sviluppo e di crescita – personale e professionale – dei knowledge worker. Certo, questo è valido per alcuni blog. Ma il concetto può essere esteso a tutti i blog assumendo il fatto che comunque chi scrive un blog intrinsecamente si mette in discussione. Anche quando racconta la sua giornata di shopping.

Tornando alla domanda, quindi, penso che il modo più corretto di porla sia “perchè partecipo ai blog?“. Leggerli, è un’altra cosa…
Ma l’ultima parola, all’autore del meme



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Quarto Diario di Navigazione

18 febbraio 2007

bussolaa.jpgUna settimana dedicata alle novità, quella appena trascorsa. Tanto dall’altra parte dell’oceano che da questa. Per quanto riguarda le novità d’oltreoceano, tutti a commentare il nuovo servizio di Yahoo: Pipes. Lo fanno – in particolare – Marco che ne descrive il modello ed il Tao dei Blog, che ne spiega il funzionamento. Le impressioni? Massimo è perplesso, mentre Ubik parla addirittura di rivoluzione. Chi avrà ragione?

Ma parlando delle “cose nostre” non si può che partire dal tanto atteso rilascio della nuova versione di BlogItalia. Ce ne parlano ovviamente Tony nel suo Deeario, ma anche Giuseppe, Luca e tanti altri. Marco invece lancia una nuova iniziativa: TuoiVideo, che si propone – nell’ottica “longtailiana” – come alternativa nazionale a YouTube. Un’iniziativa coraggiosa della quale ancora hanno parlato in pochi.

Relativamente pochi hanno poi ripreso la notizia del lancio del primo computer quantistico commerciale (?). Tra questi, Emil e David Orban con una lunga e dettagliata serie di post.

Tra tante novità dei giorni scorsi, questa settimana anche i filosofi si lanciano nelle iniziative For Profit; stay tuned! :-) .

Per quanto attiene le discussioni che hanno movimentato i sette giorni appena trascorsi, una è nata proprio qui. Si è partiti dal professional blogging per arrivare al tema della pubblicità ingannevole (anche se alcuni sembrano non capire bene la differenza tra i due concetti). Ho scritto un breve resoconto della discussione, al quale si aggiungono gli interventi di Marco, Gianluca, Antonio, Pierluca e Luigi.

Sempre numerose le segnalazioni relative al cangiante mondo dei media. Luca ci parla di giornali che si sfidano a colpi di blog nel Regno Unito e di altre novità dal mondo dei media stampati, Marco della dicotomia tra Giornalismo e Citizen Journalism (con una visione “apocalittica” che non mi sento di condividere del tutto e sulla quale conto di tornare a breve) mentre Andrea ci aggiorna sulle evoluzioni di Vanity Fair. Vicino al tema dei media (ma non solo) è un interessante post di Federico, che ci parla di Copyright nell’era del digitale.

Veniamo ora alle spigolature della settimana:

  • Iniziamo dalla BarcampMania: Giovy è sempre fonte di preziosi aggiornamenti, questa volta sul LitCamp, il primo BarCamp letterario (peccato che si accavalli con quello di Matera);
  • Della serie “a tutto meme”: Dario si chiede (e ci chiede) quanto tempo spendiamo sui nostri blog. Classica domanda da non fare a voce alta, se non si vogliono rischiare liti in famiglia e pericolose riflessioni sul nostro stato mentale. Parallelamente (e credo indipendentemente) Enrico scrive un simpatico post sulle 10 regole per non fare indigestione di Web;
  • Sul tema del DRM cui si è fatto cenno la scorsa settimana, Nicola ci parla della risposta di Michael Robertson alla lettera aperta di Jobs;
  • Tra le “iniziative 2.0Marco continua con i 2000 volti di blogger, ai quali aggiunge pure le mappe, ed Andrea lancia bdigital, un’iniziativa per la diffusione della cultura digitale che promette molto bene…
  • Della serie “Hai visto Vista?” questa volta citiamo Gaspar che cita Schneier;
  • Il video della settimana? “The Google Masterplan”, gentilmente sottotitolato da Marco. Talmente realistico da sembrare sin troppo inquietante;
  • Della serie “Colpito e Affondato” non posso non citare il post di Biagio, che ci parla di alcuni sintomi di quello strano fenomeno che potremmo definire “autovippizzazione” di (alcune) Blogstar. Caro Biagio, è successo una volta anche a me, poi ho scoperto che il tipo che avevo incontrato ad una cena e ricontattato in seguito tramite il suo blog, alla cena non era con la moglie ma con un’amante, e quindi un pochino capisco che non volesse sentirmi… poverino…
  • Per concludere: la prospettiva storica. È quella di Massimo, con un divertente post sul chi genera il traffico on-line.

Anche per questa volta è tutto. Naturalmente, come al solito vi chiedo di “delurkizzarvi”, anche perchè – ad un mese dal lancio di questa specie di “rubrica” – mi piacerebbe molto conoscere il vostro parere

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Diario di Navigazione

Ripreso mentre ruba. La soluzione? Semplice: eliminiamo le telecamere

15 febbraio 2007

mano.jpgNon passa giorno, ormai, nel quale non si parli dell’ennesimo filmato rubato con un cellulare in una scuola, piscina, palestra, chiesa, falegnameria, asl, e chi più ne ha più ne metta. Non più tardi di ieri su tutti i giornali si parlava dell’episodio di Lecce, che è soltanto l’ultimo di una lunga, lunghissima serie. Si è partiti con l’increscioso video sul ragazzo down, per passare ad altre scene di varia umanità che – chissà perchè – sono quasi sempre inquetantemente ambientate nelle nostre scuole.

Ma non è sull’infimo livello culturale degli attori di tali show che voglio riflettere, quanto piuttosto su uno strano meccanismo di comunicazione che – a valle di tali show – si scatena.

Vediamo che succede:

  • Delle piccole bestie a due zampe se la prendono con un ragazzo down in una scuola. Il filmato viene ripreso con il cellulare ed inviato su YouTube.
  • Una maestra si abbandona in effusioni con gli studenti e viene ripresa con il cellulare. Il filmato viene fatto girare on-line.
  • Gruppi interi di minorenni si danno alla pazza gioia in modo vagamente illegale e si riprendono con il cellulare. Il filmato viene inviato via MMS.

Quindi, riassumento, abbiamo: ragazzi down picchiati, episodi di sesso in aula, effusioni tra maestre e studenti. Tanto per citare i casi più noti.

Come risolviamo il problema? Semplice! Vietiamo l’uso del cellulare a scuola!! (questa sembra la soluzione che stanno adottando molte scuole).

Eh si, perchè qui il problema non è comportamento dei nostri sempre più scellerati ragazzi o dei loro sempre più scellerati insegnanti, quando il fatto che tale comportamento, grazie al cellulare, possa essere reso noto e divulgato.

Come dire che se qualcuno viene sorpreso e filmato mentre ruba, la soluzione non è denunciarlo, ma eliminare la videocamera che l’ha ripreso. E tutti a parlare di privacy, di diritti, di tutela.

Ma possibile che nessuno rifletta rendendosi conto che il fatto che tali episodi siano stati ripresi e divulgati ha consentito che siano venuti alla luce? Quanti sono i piccoli soprusi quotidiani che rimangono celati agli occhi del mondo – e quindi impuniti – sui quali mai si farà giustizia? Qualcuno pensa forse che se non ci fosse stato il cellulare le violenze sul ragazzo down non avrebbero avuto luogo? Ora, è evidente che non è pensabile che in barba alla privacy ed alle più elementari norme del Diritto chiunque possa divulgare senza colpo ferire fatti, immagini e scene con enorme facilità. Ma non è pensabile che si provi a scaricar la colpa su uno strumento che – per di più – è lo strumento che è stato utilizzato per divulgare i fatti! L’inquetante sospetto è che l’importante non sia risolvere i problemi, ma assicurarsi che nessuno li veda.

Ci sono delle dinamiche, nella comunicazione, che mi sfuggono, evidentemente.

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Terzo Diario di Navigazione

11 febbraio 2007

bussolaa.jpgOgni settimana succede qualcosa di interessante e di nuovo nelle conversazioni che si dipanano nei mille rivoli del blog nostrano. Scrivere questi post mi aiuta a rendermene conto.

I nostri feedreader questa settimana sono stati dominati dall’esternazione di Jobs sul tema del DRM. Riguardo all’ormai arcinota vicenda della Lettera Aperta del Guru della Apple, molto (e da molti) si è detto. Tra gli interventi che ho trovato più interessanti cito Simone, che descrive la vicenda con numerosi link ed approfondimenti; Nicola, che riporta la risposta di Michael Robertson; Alessio, che annota l’adesione della EMI; Tommaso, che riflette sull’impatto reale del DRM; Luca, che la vede in modo forse cinico, ma credo abbastanza realistico. In sostanza, Jobs ha ragione o torto? Parla per portare acqua al proprio mulino? A volte si può fare (e dire) la cosa giusta facendo anche i propri interessi…

L’altra iniziativa che ha dato da scrivere alle nostre tastiere è quella dei “2000 Bloggers”. In sintesi: tale Tino Buntic decide di realizzare una pagina con 2000 foto di altrettanti blogger, contando sui backlink. Technorati non gradisce quella che potremmo definire “turbativa di classifica” e decide di rimuovere i link provenienti da iniziative del genere (alle quali si aggiungono, con mia enorme perplessità, i meme, come fa notare Francesco). L’iniziativa, comunque, è stata ripresa in Italia da Marco, che si propone di realizzare una pagina con i volti dei blogger italiani ed al quale va il mio in bocca al lupo. Dell’iniziativa e delle reazioni di Technorati hanno parlato Marco (ovviamente) in più post; Flavio con un bel post sull’argomento e tanti altri che hanno linkato l’iniziativa dopo aver inviato la propria foto. Per la cronaca: Una sinergia con Giuseppe Granieri potrebbe non guastare…

Ma veniamo alle spigolature della settimana:

  • Gli immancabili Barcamp: ne parlano Giovy, che ha lanciato una nuova interessante iniziativa, e Simone, che la commenta.
  • La morte dei giornali cartacei: è una storia che periodicamente rispunta. A rinfocolarla, questa volta è nientepopodimeno che Sulzberg, l’editore del NY Times. Ha detto in una intervista che non sa se tra cinque anni il Times sarà ancora in edicola o verrà distribuito on-line. Molti hanno letto l’affermazione come la preconizzazione della morte della carta stampata. Ne parlano Carlo su Reporters ed Alberto, con un post estremamente interessante che penso ponga nella giusta prospettiva il problema.
  • Il video sul Web 2.0: ha fatto il giro del mondo il bel video di Wesch, che Sonia commenta in modo a mio giudizio molto efficace ed obiettivo.
  • Visioni: sul futuro, con un simpatico post di Jacopo, e sul passato sulla storia della blogosfera italica con quello che ritengo sia un post davvero memorabile di Andrea.
  • Visioni catastrofiche: sono quelle di Marco, che si chiede che succederebbe se Wikipedia chiudesse davvero. Su questo tema (bolle speculative in salsa 2.0) vorrei davvero tornare in seguito..

Alla prossima settimana, e se volete segnalarmi cose interessanti, fate pure!

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Diario di Navigazione

Firefox e il terrorismo… pessimo gusto e trovate di marketing

11 febbraio 2007

antifirefox.jpgRiprendo da MaestroAlberto la notizia di una iniziativa “di marketing” della TrianglePower che definire “singolare” è un tiepido eufemismo…

In sostanza chi si collega al sito della società con Firefox si trova con una immagine (riportata in miniatura in questo post) che declama “When you download firefox you are downloading terrorism“: quando scarichi Firefox, stai scaricando terrorismo.

Più sotto, illeggibile in corpo 4 (provare per credere!!!), è riportata questa scritta:

It’s a joke, lighten up. Firefox doesn’t support ASP.Net AJAX controls, so you won’t be able to download anything

Mi sembra davvero una trovata di pessimo gusto… sarà pure fatta per farne parlare (e facendolo cado nella trappola) ma scherzare su certi argomenti, in un certo modo, non mi piace…

Chissà Mozilla che ne pensa! :-)

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Blog e Pubblicità: Il giorno dopo

10 febbraio 2007

conversazione.jpgI blog sono conversazioni. Non sono certo il primo a dirlo, ma ne sono quanto mai convinto. Il mio post di ieri ha sviluppato una interessante discussione, qui ed in altri blog, della quale mi sembra corretto tirare le fila.

Personalmente, ritengo che la visione che si avvicina di più alla mia sia quella di Gaspar, quando dice (cito le testuali parole):

A me pare che bloggare per denaro assomigli troppo a telefonare per denaro: troppo deprimente per i miei gusti :)

Questo perché il mio blog cerca di essere una conversazione “senza fini di lucro”; ma capisco che ci sono molti altri tipi diversi di blog, e quindi non mi sorprendo e non mi scandalizzo di trovare la pubblicità in blog “di servizio”.

Vivo però questa pubblicità come qualcosa che diminuisce la qualità generale del blog, in quanto vuole obbligarmi ad avere attenzione ad elementi estranei e non conversativi (la pubblicità) di cui, diciamocelo, non sento nessun bisogno (per favore, non venite a dire “io amo e clicco tutta la pubblicità dei miei siti preferiti, che non ci credo neanche…)”

Anche Davide, e Titti mi sembrano sostanzialmente della stessa idea: Alberto sviluppa una interessante teoria sulla proporzionalità inversa tra quantità degli annunci e qualità dei contenuti, mentre Luca fa dell’assenza di pubblicità una scelta ideologica.

Molti altri affermano di non vedere nulla di male nel fatto che un blog ospiti annunci pubblicitari; tra questi Doxaliber e Riccardo. Visione che condivido (come condivido quasi tutte le considerazioni che fa nel suo blog Pierluca in proposito).

Nella discussione è intervenuto anche Robin con una lunga ed articolata risposta nella quale sostiene – in sostanza – che gli ads di google arricchiscono il blog consentendo al navigatore di avere indicazioni utili su link di qualità. Su questo, anche Mario sembra d’accordo (?!?).

Ora, al di là del fatto che mi chiedo come mai Robin consideri “link di qualità” – in un articolo dove si parla di Richard Stalmann – la pubblicità di case in affitto (ieri Richard suggeriva ai suoi lettori un sito sui Tarocchi!), penso che in questo discorso si corra il rischio di affastellare due diversi livelli di discussione:

  1. la liceità o meno della pubblicità su un blog;
  2. le modalità con le quali tale pubblicità vi venga eventualmente inserita;

Ora, sul primo punto penso che quasi nessuno abbia da dire. Nel mio – come ho detto – non la metterei, ma non vi vedo nulla di male nel fatto che qualcuno la metta. Io non la metto perchè se è vero che i blog sono conversazioni, non mi va di interromperle con la pubblicità. E per altri motivi che sarebbe lungo dettagliare. Ma condivido appieno la visione di chi la mette agendo correttamente.

E questo mi porta al secondo punto, quello sulle modalità. Ho l’impressione, infatti, che molti facciano una grande confusione tra informazione ed informazione pubblicitaria, passando dall’una all’altra con inquetante disinvoltura. E questo appare evidente quando leggo che passare da un link all’altro è proprio della natura dei blog, e che anzi li arricchisce. Certo! è verissimo, proprio perchè i blog sono conversazioni! Ma sarà un po’ diverso navigare da un link che suggerisce l’autore da uno che suggerisce google (suggerimento che – poco o tanto – frutta all’autore), no?

a tal proposito, Titti afferma:

“Di un blog dotato di inserzioni (pubbliche ed accessibili a chiunque) non si può essere responsabili per il solo fatto di possederne login e password”

E proprio per questo, come afferma Riccardo,

“se un lettore si intrattiene sul nostro blog deve comunque poter distinguere i contenuti dagli annunci pubblicitari, senza che questi ultimi lo inducano a cliccare in modo ingannevole.”

In altri termini, stante il fatto che inserire pubblicità in un blog (come in un portale, un sito, una rivista on-line, ecc…) non è di per sè sbagliato, esistono a mio giudizio quattro situazioni possibili determinate da due variabili: correttezza e invasività.

  • la correttezza esprime il fatto che l’utente si accorga o meno di trovarsi di fronte a della pubblicità. Secondo me è un valore assoluto. Si deve essere corretti con i propri utenti;
  • l’invasività esprime il fatto che la pubblicità dia fastidio nella navigazione o nella fruizione dei contenuti. Secondo me non è un valore assoluto. Si può scegliere se essere invasivi o meno;

Vediamo le quattro situazioni:

  1. Pubblicità corretta e non invasiva: è il caso dei vecchi (e poco efficaci) banner, o dei link sponsorizzati presenti sulla barra destra di google ed in molti altri siti o blog;
  2. Pubblicità corretta e invasiva: è il caso delle mille “trovate” per aumentare il click through dei banner o di altri strumenti (fate un giro su Repubblica.it!). Sono una rottura di scatole, ma è chiaro che si tratta di pubblicità;
  3. Pubblicità scorretta e non invasiva: esiste? …bhè… qui ci stanno bene gli advertorial… e certi redazionali…
  4. Pubblicità scorretta e invasiva: è quella che si mescola con i contenuti. Siano di un sito, di un blog o di una trasmissione televisiva (a proposito di Product Placement). Tanto più scorretta quanto più l’utente non si rende conto di trovarsi di fronte ad un messaggio pubblicitario.

E, rispetto a quanti hanno detto che tutto sommato chi gira per blog ha un livello di competenza sufficiente per rendersi conto del fatto che si tratta di pubblicità, bhè:

  • credo che tendano a sopravvalutare fortemente il livello di competenze medio dell’utente internet italico;
  • credo inoltre che il fatto che io tenga le tasche chiuse non renda meno ladro il ladro che prova a scipparmi (ok, il paragone è forte, ma è tanto per rendere l’idea…).

Che ne dite?

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