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Archivio per marzo 2007

BlogLab: poche ore all’alba

29 marzo 2007

battaglia.jpgDiego “Zoro” Bianchi posticiperà la produzione delle sue celebri videocronache attirandosi le ire di milioni di fan. Antonio Sofi, Vito Antonio Bonardi, Federico Venturini e Francesco Biacca si alzeranno all’alba attirandosi le ire di Morfeo. Toni Siino passerà la notte in treno, Attirandosi le ire dei compagni di letto (forse russa). Mauro Lupi abbandonerà un convegno Edelmann, attirandosi le ire del Chairman (o è lui il chairman?). Alessio Jacona abbandonerà la redazione. Antonio Pavolini affila i microfoni da giorni. Fraktal abbandonerà i clienti che la inseguono famelici.

A provocare tanto scompiglio è il lancio di BlogLab, il nostro laboratorio (e per nostro intendo dei blogger). La giornata di domani da seminario di presentazione si sta trasformando in una simpatica occasione di incontro con un po’ di amici blogger. L’organizzazione sarà in perfetto stile 2.0. Ossia molto folksonomica (…a buon intenditor…).

Chi vivrà vedrà.

A tra poche ore!

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Cronache Universitarie, Incontri

Il caso Ritalia e l’Apologia di un Universo Ingenuo

28 marzo 2007

italia.jpgSul caso del noto portalaccio italiota tanto si è detto, e tanto si dirà nei prossimi giorni. Personalmente mi sono limitato a far osservare alcune strane coincidenze, che però non hanno sollevato le critiche che in qualsiasi paese civile sarebbero state più che ovvie. Ma che volete, in Italia siamo tutti presi a parlare di costumi sessuali, e le cose veramente inquietanti passano facilmente sotto silenzio.


Ad ogni modo, più che del portalaccio in se, ritengo sia particolarmente interessante ragionare sulla ormai nota iniziativa nata “dal basso” con il dichiarato obiettivo di “Riprogettare Italia.it”, ossia Ritalia.


Iniziativa lodevole, nata dall’entusiasmo e dalla competenza di professionisti qualificati (posso dirlo con convinzione perché molti li conosco personalmente) che vogliono fare del dialogo costruttivo una bandiera e del confronto una modalità di lavoro.
Tuttavia – da che l’iniziativa è stata lanciata – continua ad esserci qualcosa che non mi torna nella sua sostanza profonda. Qualcosa che non capisco, che mi sfugge e mi lascia un po’ inquieto. Qualcosa che – in fondo – penso sia sintomatico della realtà che rappresenta l’universo dei blogger, il nostro universo.


Un universo che, a dirla tutta, mi sembra un universo ingenuo. E tutto sommato ha tutte le ragioni d’esserlo, vista la sua età e le sue caratteristiche. Mi riferisco, sia chiaro, a quell’ingenuità che è propria dei bambini, dei sognatori e dei romantici. Un’ingenuità “positiva” di un universo adolescente, che ha ancora il coraggio e la forza di indignarsi di fronte alle stranezze ed alle brutture del nostro mondo un po’ meschino. Un’ingenuità che è sinonimo di voglia di fare, di migliorare, di sistemare le cose.


Ma quest’ingenuità – che è poi l’ingenuità per la quale amo il nostro universo – nasconde delle insidie. Insidie che rischiano di minare le basi di progetti belli come Ritalia. La prima insidia, la più pericolosa, è quella di non cogliere la vera sostanza del problema. Il disastro che si manifesta a chi si collega al portale italiano del turismo non nasce (solo) da scelte tecnologicamente sbagliate, non nasce (solo) da contenuti a dir poco ridicoli, non nasce (solo) da soluzioni progettuali discutibili. Nasce (soprattutto) dal fatto che Italia.it è un progetto che pianta i suoi costosi piedi d’argilla in un sistema marcio alla base.


Il sistema della politica italiana e del suo sottobosco fatto di accordi di parte, di favoritismi, di piccole e grandi collusioni, di amici ed amichetti furbi; insomma di incompetenza portata al potere. Il sistema che vede nel portale del turismo italiano solo uno dei tanti disastri compiuti – questi si in maniera bipartisan – in anni ed anni di governi più o meno truffaldini. I quarantacinque milioni di (nostri) euro di fronte ai quali ci siamo tutti scandalizzati non sono che una goccia nel mare di sprechi perpetrati negli ultimi dieci anni in nome dell’e-government.


Chi lavora in questo settore sa bene quante e quali risorse siano state impiegate in progetti come la carta d’identità elettronica, i portali pubblici per il cittadino e le imprese, le varie informatizzazioni sempre parziali e sempre da rifare. Sa bene che ogni volta che un nuovo Ministro vara un nuovo piano (nel nostro settore come negli altri?) lo fa senza il minimo riguardo per ciò che è stato fatto dai Governi precedenti. Il che equivale a dire senza il minimo riguardo per i (nostri) soldi già spesi, che vengono così bruciati in nome di “nuove strategie” che dovranno favorire nuovi amici.
Per questo temo che il progetto Ritalia rischi di pagare per l’ingenuità dell’universo nel quale è nato. Per questo penso che il vero rischio del progetto non sia quello di fallire, ossia di non produrre risultati progettuali, ma paradossalmente quello di riuscire.


Perchè riuscire potrebbe voler dire togliere le castagne dal fuoco all’IBM di turno, che magnanima si dice addirittura “disponibile ad accettare i suggerimenti” , a riprova del fatto che la cara mamma è tanto brava da dare addirittura ascolto ai buoni consigli. Che peraltro le forniscono un’ottima scusa qualora dovessero essere sbagliati. A riprova del fatto che con Ritalia – e questo penso che non sia solo ingiusto, ma anche immorale ed un po’ ridicolo – un manipolo di privati si stia trovando a fornire volontariamente (e volontaristicamente) una prestazione professionale per la quale qualcuno è stato profumatamente pagato.


Ma questo non risolverà il problema, non impedirà un nuovo Italia.it. Instaurerà invece un curioso e forse pericoloso precedente. Un precedente per il quale i cittadini si debbano trovare a “riparare i danni” generati dalla PA.


Forse andrà pure bene per un portale. Ma si provi a pensarlo per una ASL o una scuola… Questo, forse, è ciò che mi rende inquieto. Interrogarsi sui motivi, su come son stati spesi i soldi, su chi ha fatto cosa. Questo avrebbe consentito – prima di cominciare a “ripensare” Italia.it – di comprenderne davvero la genesi. Per impedirne la ripetizione.


Non so cosa ne sarà del progetto Ritalia.it. Se avrà successo o meno. Non credo che si arrivi in prima battuta ad una vera proposta progettuale condivisa con il piccolo esercito di ospiti presenti al Barcamp un po’ particolare di sabato prossimo. Ma francamente non credo che sia così importante. In questo progetto – paradossalmente – non conta tanto il risultato quanto il processo. Un processo – questo si – oggettivamente interessante da analizzare. Ma questa è un’altra storia.


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Considerazioni Sparse

Nono diario di navigazione

26 marzo 2007

bussolaa.jpgAhimè, me
lo sono perso
. Con il mio Master che si
svolge spesso di sabato è sempre più difficile muoversi per l’Italia nei week
end. Ma anche questo Barcamp, ottimamente organizzato da
Antonella (che si sta beccando
meritatissimi ringraziamenti da tutto il web italico) pare proprio che sia stato
un successone. Buona l’idea dell’incontro tematico, buona l’idea
della diretta in streaming organizzata grazie al
Cineca. Insomma, un BarCamp davvero “on-line”.
Anche se – a dire il vero – non sono riuscito a seguirlo per bene perché non
potendo intervenire da remoto ho avuto diversi travasi di bile. Insomma, è come
non poter andare ad una cena di amici e poi provare a guardarla in TV …che
rabbia… Sono
decisamente d’accordo
con Matteo, su questo punto.
Ad ogni modo l’evento lo si può rivivere nei tanti
racconti che
in queste ore stanno popolando la blogosfera; nella

divertente ricostruzione
di Elena,
negli
incontri
di
Francesca, nelle

riflessioni
(autoreferenziali?) di Dema. Alberto ne da un
ricostruzione
che parte dagli interventi che ha seguito e le chiacchierate che ha fatto,
Giovanni
ne fa una vera e propria
cronaca “live”;
Gaspar scrive un
bel post.
Anche chi non c’era ne parla: Vittorio
in primo
luogo
, che elenca i “partecipanti virtuali”; Davide, con i suoi

auspici per il futuro
; Federico, che
condivide la mia
frustrazione
, Francesca, che coglie l’occasione per
aggiornare il blogroll;
Caterina
, che ne parla

in pigiama
.

Ma non è stato il BarCamp l’unico tema sul quale i
blogger hanno concentrato i propri sforzi creativi. Quella trascorsa è stata
un’altra settimana vagamente autoreferenziale. Pietra dello scandalo è stato

un post
di Massimo, che si chiede come mai i blogger italiani non
hanno che poche migliaia di lettori. Immediata
la
risposta
di Mauro, che si chiede se migliaia di lettori sono pochi
per un blog. Nella stessa direzione della risposta di Mauro

una acutissima riflessione
di Marco. Anche Dario fa una

lunga riflessione
sul tema, Gaspar come al suo solito

coglie la sostanza delle cose
in poche parole, Andrea parla del

vero valore aggiunto
dei blog, ed io pure una volta tanto

dico la mia
. Non credo, comunque, che il tema sia esaurito… Vedremo nei
prossimi giorni…

Veniamo ora alle spigolature:

  • Per la serie “Web 2.0: questo sconosciuto”,
    particolarmente interessante uno scambio di battute tra
    Andrea e

    Roberto
    , il primo critico contro coloro i quali sostengono come non vi siano
    novità nel Web 2.0, il secondo orientato direttamente a dimostrarne la non
    esistenza…
  • A proposito di Digital Divide,
    condivisibili
    le preoccupazioni
    di Paolo, sia sui giovani che sui giornalisti…
    Preoccupazioni condivisibili, temo…
  • Per la serie Voglia di Twitter, Dario
    segnala i migliori

    tool utili
    per gli affezionati del dilagante cinguettatore;
  • Per la serie “chi ce l’ha più lungo” (e non
    pensate male!) Sonia scrive un simpatico post
    sulle
    “dimensioni”

alla prossima!

Diario di Navigazione

Io sto bene nella coda lunga

21 marzo 2007

coda.jpgSi domanda, il buon Massimo, come mai i blog italiani abbiano al più “poche migliaia” di lettori. Gli risponde Mauro, dicendo che migliaia di lettori non sono pochi.

E secondo me ha ragione da vendere.

Se scrivo su un blog è perchè vedo e voglio i vantaggi dello stare nella coda lunga, nella quale – da qualche mese – mi trovo oltremodo bene. Penso di essere un discreto osservatore del mondo dei media, e – anche banalmente guardando ai log del mio blog – so come far lievitare le visite. Qualche post riferito all’attualità, tette culi nani e ballerine, e le visite salgono, salgono, salgono.

Ma non mi interessa. Non mi interessa che il mio blog faccia 1.000 visite o 10.000, non mi interessa se non entrerò mai nell’empireo dei siti più letti. Non mi occupo di gossip, non mi occupo di politica, non mi occupo di attualità. Mi interessa un settore di nicchia. E questo vuol dire che scrivo di cose che non interessano al 99% della popolazione. Il che equivale a dire che il 99% della popolazione non è interessato a visitare il mio blog. E con questo?

Quando voglio esser letto scrivo sui giornali, e di solito trovo qualche incosciente pronto a pubblicarmi. Lo ho fatto per anni. Ma oggi mi da molta più soddisfazione l’esser letto da quelle poche, pochissime persone che stimo, e che stanno come me a loro agio alla fine di quella coda lunga lunga lunga. I blog non sono giornali, e cercare nei blog la platea dei giornali non è uno sport che fa per me.

Scrivere su un blog come i nostri (il mio, e quello di molti di coloro che stanno leggendo questo post) vuol dire conoscere – mentre si scrive – i volti di chi ci leggerà, e magari cercarli nella finestra del MyBlogLog, o nei meandri dei commenti. Vuol dire parlare tra amici, perchè, come ho detto altre volte, i blog sono conversazioni.

E se si è in tanti, non si conversa, al limite si fa (o si subisce) una conferenza. O no?

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Considerazioni Sparse

Bloglab: ai posti di partenza!

20 marzo 2007

sdc.gifL’”Avvio delle macchine” è previsto per il 30 Marzo.

Questa è la data nella quale – con un seminario alla Sapienza – inizieremo il nostro esperimento. Al seminario saranno presenti Antonio Sofi, Diego Bianchi, Mauro Lupi, Tony Siino; ma la partecipazione è naturalmente allargata a tutti i blogger che vorranno venire a salutarci ed a presentarsi agli studenti.
Per il momento, oltre a quelli già citati, gli amici che hanno dato la loro disponibilità a supportare gli studenti nel Bloglab sono i seguenti (rigorosamente in ordine alfabetico):

Naturalmente, se mi sono scordato qualcuno, …mi corigerete.
Quale sarà il vostro ruolo? Semplice: ad ogni blogger “navigato” saranno assegnati alcuni studenti. Gli studenti potranno riferirsi a lui (o a lei) per ottenere supporto, per avere consigli, per confrontarsi insomma. Nell’ottica di un approccio “inter pares” abbiamo scelto di definire tali blogger “fellow“, con una scelta terminologica che vuole indicare come non vi sia, nel rapporto tra blogger e studente, alcun ruolo di “dominanza”.

Ecco quindi nascere i “BlogLab Fellow“, ossia i blogger che – volontariamente – si sono proposti di supportare ed aiutare gli studenti che parteciperanno al laboratorio. E visto che oggi l’immagine è tutto, ai fellow tocca anche un antipixel, quello qui sotto:

fellow.gif

…se volete inserirlo nel vostro blog, potete farlo con il seguente codice, che punta direttamente al sito di BlogLab:

fellow.gif

In questi giorni, inserirò la lista dei fellow nell’apposita pagina del sito BlogLab…
Ovviamente, per qualsiasi chiarimento non esistate a contattarmi, tramite il blog o per posta elettronica!

…i lavori continuano…

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Cronache Universitarie, Incontri

A Radio Imago parlo di giornalismi

20 marzo 2007

radioimago.jpgNei giorni scorsi sono stato invitato da Antonio Pavolini alla trasmissione che conduce assieme alla simpatica Daniela Apollonio: Proxy Bar, su Radio Imago. Ho scoperto una realtà fatta da persone appassionate, entusiaste e competenti. Una Web Radio “nuova” in tutti i sensi, che fa molte cose interessanti e spero sia destinata ad un grande futuro.


Radio Imago è un tentativo di radio culturale, di quelle che non trovano posto nei canali mainstream ma che possono trovare nel Web un canale di distribuzione ideale, sempre ovviamente che gli sponsor se ne accorgano.


Sono stato intervistato sul tema dei rapporti tra stampa ed internet. Doveva intervenire anche Antonio Sofi, ma per problemi tecnici mi ha lasciato solo. Risentendo stralci dell’intervista, ho l’impressione di esser stato un po’ più “talebano” di quanto non sia in realtà, ma sottoscrivo…


L’intervista, per chi fosse così masochista da volerla ascoltare, è naturalmente disponibile on-line


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Ottavo diario di navigazione

19 marzo 2007

bussolaa.jpgTwitter, twitter e ancora twitter.
A due mesi da quando
lo
definimmo un po’ tutti
la moda del momento, il “cinguettatore” non sembra
voler smettere di far parlare di sé. E questa settimana pare proprio che tutti,
ma proprio tutti abbiano sentito il bisogno di esternare la propria fedeltà alla
simpatica applicazione. Carlo Felice

si lascia conquistare
; Giovy
ci parla di AutoTwit: una
applicazione per i …più gravi, che aggiorna automaticamente twitter ad orari
prestabiliti (..argh…); Paolo si chiede
che futuro abbia
l’applicazione
; Caterina ha deciso di togliere la corona di Lady
Twitter ad

Antonella
, con un fuoco di fila di post che – a dire il vero – sono
uno più
interessante
dell’altro
; Nicola presenta

Twittervision
. Personalmente, ritengo che twitter sia solo il sintomo
di un cambiamento nel nostro modo di concepire i rapporti. L’evolversi delle
tecnologie porta ad un evolversi nelle modalità di comunicare. È sempre successo
e sempre succederà. Oggi lo chiamiamo Twitter… domani chissà (…oddio, giuro
che la rima è casuale!)

La polemica della settimana è innescata da
Franco Carlini, che

in un suo pezzo
su VisionBlog non usa parole di stima per la blogosfera in
generale, e per quella italica in particolare. La levata di scudi è quasi
unanime, ma non mancano le voci a favore: Antonio ribadisce

punto per punto
la sua volontà di usare toni colloquiali con i lettori del
suo blog e Beniamino

dissente
; Mauro evidenzia
un
errore di fondo di Carlini
, quello di utilizzare per i blog le stesse
metriche adottate per i giornali;
Bernardo


condivide
la visione di Carlini; Andrea compie
una mirabile
opera di equilibrismo
, pur assestando qualche colpo ed aggiungendo carne al
fuoco; Fabrizio
si dice
d’accordo o forse no
; Lele vive una specie di

delusione d’amore
. Federico
vede, prevede e
stravede
; come di consueto con acume. Io,
per una volta, mi tengo decisamente in finestra a leggere tutti questi
interventi, e non penso che in molti si accorgeranno della mia assenza (che è
comunque un’opinione: a buon intenditor…).

Ma veniamo alle spigolature:

  • Si comincia a parlare di
    BlogLab: Lo fanno

    Luca
    , Caterina,
    Adriano,
    Antonio,

    Giovanni
    ,

    Andrea
    ,

    Carlo
    , e tanti altri. Io, invece, devo aggiornare il sito, e nel frattempo
    vi dico di tenervi liberi per la mattinata del 30, soprattutto se passate dalle
    parti di Roma!
  • Per la serie “non sparate sul pianista”,
    Marco
    rilancia la sua campagna “Naviga
    Italiano
    ”, e puntualmente si becca
    le bordate
    di Roberto e

    le puntualizzazioni
    di Ludo
    in due rate
    ;
    Massimo, invece, approfitta per

    allargare il discorso;
  • Aumenta

    l’importanza dei Social Network
    dal punto di vista di chi si occupa di
    Pubbliche Relazioni; ne parla Mauro riportando un recente studio;
  • Riguardo il portalaccio
    italico
    , Marco

    segnala una iniziativa
    (una raccolta di fonti) che mi lascia un po’
    interdetto e sulla quale devo ancora farmi una opinione. Credo che se la avesse
    organizzata Marco lo avrebbero già tutti
    lapidato. Piuttosto,

    siamo primi
    .
  • Per la serie “sono in
    vendita
    ” questa settimana si lancia Dario, che offre una

    recensione
    sul suo blog all’albergatore che gli farà uno sconto su una
    doppia a Pasqua. L’iniziativa avrà successo? Potrebbe lanciare una moda!
  • Per la serie “social club
    si comincia a parlare del Girl
    Geek Dinner
    del prossimo 30 Marzo, a Milano. E io continuo a dire che

    le donne
    che ne

    parlano


    sono poche
    . Ora, sapendo da fonte certa che le iscritte ci sono, la domanda
    è: perché tacete, dolci navigatrici del Web? Temete di esser sommerse dalle
    richieste di invito? Non siete fiere della vostra “Geekaggine”? Bho…

Scherzando e ridendo, siamo arrivati all’ottava puntata del diario… che vuol dire due mesi… il tempo vola…

Alla prossima!

Diario di Navigazione

Poveri noi…

18 marzo 2007

asino.jpgNei giorni scorsi ho avuto una sessione d’esami con gli studenti del primo anno (informatica): è stata una buona occasione per riflettere sul livello di competenze informatiche dei nostri giovani. Troppo spesso si dice che il digital divide si sconfiggerà semplicemente con il tempo, quando le nuove generazioni entreranno nel mondo del lavoro.


Bhè, con il permesso degli “autori” (non hanno capito molto della Rete, ma sono simpatici e disponibili) riporto alcune risposte



…che dire?
(oltre al fatto che le risposte non sono tutte così, ovviamente! :-) )


Nota 1: tranquilli, ai malcapitati ho chiesto l’autorizzazione…
Nota 2: …e le voci sono pure leggermente artefatte, così la privacy è garantita…
Nota 3: prima che qualcuno dica che l’Università non funziona: questi sono del primo anno, e non la hanno praticamente ancora vista…



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Sircana: due pesi e due misure?

17 marzo 2007
bilancia.jpgChi segue questo blog sa che in questa sede sono abbastanza lontano dalle vicende di attualità.
E comunque, di queste, mi interessano gli elementi legati alle dinamiche di comunicazione.
Proprio relativamente a tali dinamiche, leggendo la riflessione di Carlo Felice della Pasqua (che peraltro sostanzialmente condivido), mi chiedo: tutto questo fervore in tutela della privacy, con tanto di decreti (ad hoc?) del Garante e generale levata di scudi, non appare singolarmente tempestivo?

Come mai qualche mese fa non è emerso il problema, quando a far scoppiare il caso del momento fu – ad esempio – Salvatore Sottile?

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Fuori dai denti ,

P&G: 3 a 1 palla al centro!

17 marzo 2007

peg.jpgQualche giorno fa ho raccontato su queste pagine della brutta esperienza avuta con Procter & Gamble relativa ad una loro dipendente non proprio …disponibile. Bhè, a pochissimi giorni di distanza dalla pubblicazione del post sono stato contattato dalla responsabile del settore recruiting. Persona gentile e cordiale con la quale abbiamo avuto modo di chiarire la cosa.


Dal chiarimento sono emerse alcune cose che mi sembra corretto – avendolo già fatto in precedenza – riportare qui:


dati oggettivi:



  • la tipa contattata dalla mia studentessa non è più la responsabile del recruiting ed ora si occupa di altro; il che non toglie che si sia comportata in modo non esattamente esemplare;
  • il responsabile del personale citato nel post non è il responsabile del personale nazionale, ma territoriale; il che non toglie che sia sembrata una persona estremamente competente ed entusiasta del suo lavoro, come già detto;

mie valutazioni:



  • la nuova responsabile del recruiting è – a differenza della precedente – una persona estremamente disponibile e cordiale, che non mancherò in futuro di importunare con i miei tesisti;
  • la Procter & Gamble sta molto attenta ai blog. E questo mi sembra un dato estremamente interessante. Il fatto che sia stato contattato dopo appena un paio di giorni dalla pubblicazione del post incriminato vuol dire che non solo in P&G c’è qualcuno che costantemente effettua un monitoraggio della blogosfera per verificare chi parla dell’azienda e come ne parli, ma anche che questo qualcuno si prende regolarmente la briga di instradare le informazioni che acquisisce verso i canali più appropriati. E vuol dire anche che i personaggi in tal modo raggiunti si prendono realmente la briga di verificare situazioni e contesti, con l’obiettivo di tutelare l’immagine dell’azienda e di risolvere gli eventuali problemi.

Perchè tre a uno? semplice: dei tre punti due sono per il responsabile del personale e la responsabile recruiting, l’altro per l’attenzione ai blog…


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