Archivio

Archivio per marzo 2007

Anche gli ingegneri hanno il loro social network

14 marzo 2007

AIGERS.jpgHo appena ricevuto una mail dagli amici dell’AIGERS, l’Associazione di Ingegneri Gestionali della mia Università (si lo so, insegno a Scienze della Comunicazione, ma mica è vietato avere amici ingegneri!!) che mi comunicano il lancio di una loro nuova iniziativa che mi sembra davvero degna di nota.
Social Aigers” è un social network che si propone di creare una rete di professionisti grazie alla quale gli utenti possano condividere esperienze e ampliare rapporti personali e professionali con tutti i membri della community. Si aggiunge ai tanti Social Network che stanno tentando di prendere piede in Italia ma a mio giudizio ha alcune caratteristiche di unicità che lo distinguono dagli altri: il fatto di essere focalizzato sugli ex-studenti dell’Università, il fatto di essere evidentemente indirizzato ad una rete professionale specifica, il fatto – non indifferente – di nascere in seno ad una associazione con obiettivi no-profit.


Naturalmente, ci si può iscrivere anche se non si è soci dell’Associazione. Io l’ho appena fatto.


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Diario di Navigazione

Adotta un Blogger…

13 marzo 2007

bambino.jpgBenigno ha gestito progetti di formazione per diversi milioni di euro.
Benigno ha lavorato per le Nazioni Unite, per la Comunità Europea, per Governi e grandi aziende.
Benigno ha visitato per lavoro tutto il mondo.
Benigno ha un sacco di cose da dire sulla formazione e sulla cooperazione internazionale.
Benigno è forse un po’ “rompi”, ma ha molto da insegnare.
Benigno abita a Torino.
Benigno è un “ragazzo” sveglio.
Benigno vuole aprire un blog.
Benigno ha 89 anni.

Chi gli da una mano?

(che io, da Roma, posso fare pochino…)


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Considerazioni Sparse

Settimo diario di navigazione

12 marzo 2007

bussolaa.jpgSarà che sono un po’ preso dal nostro laboratorio, ma questa settimana non ho notato, nella mia blogosfera personale, un vero e proprio filo conduttore. Sono un paio di mesi – da quando scrivo questi post – che ogni settimana c’è un argomento che guida gli interventi del nostro network, e quindi mi ci ero abituato. Ma stavolta sembra proprio che un tema dominante non sia emerso, per lasciare il posto a mille interessantissimi rivoli di conversazione. Ma anche questo è il bello dei blog.


E quindi, questa settimana passiamo direttamente alle spigolature:



  • Per la serie “chi la dura la vince”: sembra che a vincere sia Twitter, che apparso in forze qualche mese fa, ancora fa parlare di se, e lo fanno questa settimana in molti. La prima è Caterina, che conia ad-hoc l’azzeccata espressione “neverending present continous” e fornisce numerosi collegamenti per approfondire il tema. Segue Luca, che racconta la sua esperienza con il cinguettatore, fornendo inoltre simpatici esempi del suo utilizzo. Ne parla infine il fertile Antonio Sofi, descrivendone le applicazioni in diversi contesti, dalla didattica alla politica.
    Noi, dal canto nostro, Twitter lo utilizzeremo per BlogLab
  • Tra gli spunti interessanti di questa settimana, non posso non citare quello di estroversa, con tanto di logo, relativo alla salvaguardia della lingua italiana, e quello di Massimo, che rilancia il tema del microcredito (per la cronaca, Kpoliawoe il frumento lo ha trovato, ma non mancano certo altre iniziative finanziabili!).
  • Della serie “Lo voglio tutto” (e non siate maliziosi): Giovy se la prende con chi pubblica versioni parziali dei feed; gli fanno eco Federico, con alcune interessanti considerazioni sul tema, e “Kbiba”.
  • A tutto BarCamp: Giovy lancia la votazione per il logo del Barcamp Italia, Gaspar comincia a parlare del CitizenCamp previsto a Bologna per il 24 Marzo, e spuntano i primi post sul tema (ma con tutti ‘sti Camp, quando lavoriamo???).
  • La vergogna nazionale: ne ho già parlato e ne hanno parlato in molti, ma questa settimana è Sonia a fare il punto sulle disavventure di Gavalotti con la SIAE.
  • Per la serie “Mamma il meme” questa volta a tentare il lancio è Pierluca, con un post decisamente articolato ed un tema mooolto complesso: il ROI dei blog (NDP: e dei social media), al quale prima o poi dovrò dedicarmi (nota per chi legge questa rassegna settimanalmente e/o conosce Pierluca: è innegabile, è proprio fissato! :-) ).
  • Per la serie “Amarcord”, Tomas e tanti altri danno il benvenuto al vecchio e caro Commodore, ve lo ricordate?
  • Per la serie “BloGirl Power”, si preannuncia una fitta serie di impegni per le ragazze del blog. La WebWitcher Amanda ha organizzato infatti il primo Girls Geek Dinner italiano, previsto per il 30 Marzo a Milano, preceduto di pochissimi giorni dal primo “FemCamp” italiano, a Bologna, del quale però ci parla un maschietto
  • Riflessioni (interessanti) sono quelle di Marco sul tema del ruolo dei blog. Varrebbe la pena di approfondirle.
  • Per la serie “Illetterati digitali” (come dice Massimo Mantellini), non si può non citare il contributo di Gian Luca sulla splendida idea del nostro illuninato ministro della Pubblica Distruzione, che ha pensato bene “lasciare al mercato” (???) l’acquisto delle connessioni internet da parte delle scuole. Con 40 euro al mese di finanziamento. Complimenti. Davvero.

Anche per questa settimana, è tutto. Chissà dove ci porterà la blogosfera nei prossimi sette giorni…


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Diario di Navigazione

BlogLab: si mobilita la blogosfera!

11 marzo 2007

mani.jpgA pochi giorni dalla pubblicazione della notizia, l’idea di un laboratorio universitario che coinvolga direttamente la blogosfera sembra essere piaciuta tanto agli studenti (che già in fase di “pre-lancio” si sono iscritti numerosi) quanto ai Blogger.
Proprio ieri ho fatto una bella chiacchierata con l’amico Antonio Sofi, nella quale commentavamo entusiasti le richieste di coinvolgimento e le offerte di supporto. Offerte di tanti nostri amici, ma anche di blogger che abbiamo conosciuto per l’occasione. Ed anche questo ritengo che sia un grande valore aggiunto di BlogLab: grazie ad iniziative come questa, gli amici ed i colleghi diventano sempre meno “virtuali”, aumentano le occasioni di scambio e condivisione per lavorare assieme, si ha modo di confrontarsi con persone che – altrimenti – forse non avremmo mai conosciuto. E dal confronto non si può che crescere.


Ad oggi, hanno deciso di darci una mano Mauro Lupi, voce preziosa che avrà senz’altro molto da insegnare ai partecipanti sul tema del corporate blogging; Antonio, che (ovviamente) si occuperà di podcasting, Francesco Napoletano (in arte Napolux) e Davide Salerno, che sebbene ancora non lo sappiano avranno molto da fare sul tema delle tecnologie; E ancora Antonio, che potrà così mettere alla prova la sua nuova iniziativa; Catepol ed Antonella (meglio nota come Lady Twitter), che ovviamente non potevano mancare a rappresentare il gentil sesso; Federico Fasce (in arte Kurai). Una squadra che comincia davvero a diventare folta e che – conoscendo le potenzialità e la competenza dei suoi componenti – promette davvero faville (Jtheo, sei anche tu dei nostri? :-) ).


Tanto per “dare i tempi”, abbiamo ancora qualche giorno per “contarci” ed aggregare altri “volenterosi volontari” che dovessero decidere di sposare la causa (stiamo già pensando anche ad un LabCamp, Giovy!). Questo è il momento di diffonderla tramite i nostri blog, in vista di un primo incontro con gli studenti che si terrà a Roma alla fine del mese ed al quale – ovviamente – chi dovesse essere in zona sarà il benvenuto…


Piccola nota tecnica: i citati, e gli altri che si aggiungeranno, potrebbero mandarmi due righe di biografia ed una foto in formato 55×70 da inserire nel sito del Bloglab, assieme a quelle già presenti?


Le prossime informazioni e le novità a brevissimo, su queste pagine e su quelle del Laboratorio!


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Cronache Universitarie

Le due facce della Procter & Gamble

9 marzo 2007

peg.jpgUn paio di mesi fa nell’Università dove insegno ho moderato una conferenza alla quale ha partecipato il responsabile del personale di Procter & Gambe. Una persona dall’entusiasmo contagioso, che ha motivato i ragazzi presenti in sala trasmettendo una passione viva per il suo lavoro. Che consiste, peraltro, anche nell’andare in giro per le Università d’Italia a “raccontare” la sua azienda, con l’obiettivo di “catturare” i migliori talenti.

Un paio di settimane fa una mia tesista (brillante, ottima media, grande motivazione) impegnata su una tesi avente come argomento l’e-recruiting, mi ha chiesto qualche riferimento di figure aziendali da intervistare per la sua tesi. Le ho dato – tra gli altri – la mail ed il numero dell’ufficio (il fisso, beninteso, quello che danno anche al centralino, per intenderci), della persona che in P&G si occupa dell’argomento.

Inutile dire che la persona in questione si è negata alle mail ed alle telefonate della mia studentessa. Sin qui tutto normale, capita spesso che i responsabili delle aziende ignorino le richieste di studenti e laureandi. Ma questa è l’e-mail che ho ricevuto, e rispetto alla quale sono rimasto realmente perplesso (giuro, in tanti anni di insegnamento non mi era mai capitato!):

Gent.mo Prof. Epifani,

vede sotto l’e-mail che ho ricevuto da una sua studentessa. Posso capire come mai le ha dato il mio recapito diretto senza preventivamente avvisarmi?

Grazie

Xxxx Yyyy

Ora mi chiedo: quale delle due facce è quella della vera P&G?

Ma soprattutto: quanto dell’appassionato lavoro di ricerca dei talenti del responsabile del personale è inficiato dall’operato della sua collega?

Meditate talenti… meditate…

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Senza categoria

A scuola di blog: Blogger in cattedra

5 marzo 2007

studenti.jpgChe succede quando l’Università e la Blogosfera si incontrano? Succede che i blogger salgono in cattedra. Lo fanno per spiegare agli studenti cosa è, come si fa e come si gestisce un blog.


È questo, in estrema sintesi, l’obiettivo di BlogLab, una nuova iniziativa che si propone di realizzare un laboratorio ove gli studenti universitari possano “sperimentarsi” in qualità di blogger, vivendo in prima persona i paradigmi di quell’universo sempre più complesso e strutturato che è la blogosfera.


Per questo motivo assieme ad alcuni amici che vivono come me le dinamiche universitarie, Antonio Sofi e Tony Siino, ed altri che in queste dinamiche verranno catapultati a breve a causa del loro entusiasmo e della loro buona volontà (Luca Conti, Lele Dainesi, Diego Bianchi), abbiamo deciso di partire in quest’avventura.


L’obiettivo? Quello di assistere un manipolo di studenti universitari nelle diverse fasi di progettazione, realizzazione e soprattutto gestione e promozione di un blog.


I motivi? Diversi e numerosi. La voglia di sperimentare nuove modalità di insegnamento; la consapevolezza di come il modo migliore per far comprendere la blogosfera sia quello di farla vivere nella pratica; la voglia di divertirsi e crescere assieme ad un gruppo di amici con i quali provare qualcosa di nuovo. E poi, penso, ognuno di noi avrà le sue motivazioni personali che arricchiranno quest’avventura.


Le modalità? Un laboratorio universitario che sarà gestito con modalità variabili di Università in Università (nella mia ad esempio è inquadrato come attività didattica integrativa per gli studenti delle lauree specialistiche, nel caso di Antonio farà parte integrante del corso di studi, e così via).


Gli attori? Naturalmente gli studenti, noi docenti, i blogger che vorranno aiutarci in questa nuova ed entusiasmante avventura, le aziende. Aziende vicine alla blogosfera e che – credendo nell’iniziativa – metteranno a disposizione la loro competenza ed il loro know-how con degli stage qualificati che verranno offerti ai primi classificati (perchè ovviamente ci sarà una classifica. D’altro canto, si può vivere senza?).


Naturalmente quest’iniziativa non può che essere “orientata” al Web2.0. Come dire che sarà in perenne fase di beta. Ciò significa che suggerimenti, critiche, consigli e offerte di supporto sono naturalmente i benvenuti!


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Considerazioni Sparse, Cronache Universitarie

Sesto Diario di navigazione

5 marzo 2007

bussolaa.jpgSalve a tutti!


Indovinate un po’ qual’è stato l’argomento più gettonato della settimana dai blogger? Chi l’avrebbe mai detto: il portalaccio italiota del quale ho parlato pure io, qui e qui. In effetti sembra che l’argomento stia davvero infiammando la blogosfera italica, che si sta muovendo con iniziative varie che spaziano da un incontro (del quale parla anche Giovy e che segnala David, che non ricordo perché ma conosco: dove ci siamo incontrati David?) ad una petizione contro il logo, ad un blog dedicato. Oltre a Federico, che la scorsa settimana segnalava i post principali, anche Paolo questa settimana ha pubblicato un post che contiene i riferimenti ad alcuni interessanti interventi. 67 centesimi a testa: questo è quanto c’è costato il coso secondo i conti di Marco, che (giustamente) li rivuole indietro.


Per quanto mi riguarda, non posso non citare l’ottimo articolo (non è proprio un post, visto che è stato pubblicato su un Free Press) di Antonio, con il suo interessante punto di vista sulle cose calate dall’altro che si scontrano con il web. Andrea pubblica un post molto lucido, dove riporta alla realtà ed alle sue dimensioni la questione del recoding della home page dell’attrezzo. Luca riporta l’opinione del creatore del logo (che dimostra come un buon copywriter possa giustificare l’ingiustificabile). Massimo da un ottimo suggerimento a Paolo, che sul suo blog annuncia l’interessamento del comitato ICT della Margherita… Federico, invece, ci racconta come lo farebbe.


Comunque, del tema hanno parlato proprio tutti. Siamo arrivati al punto che anche chi non ne parla, si sente in dovere di parlarne per dirci che non ne parla… bho…


La mia opinione? Al di là del problema politico – che rimane a mio giudizio il principale e che non è risolvibile con la buona volontà ed il volontariato – il portalaccio si rifà ad un modello di comunicazione vecchio, pesante e centralistico, che non sfrutta le reali potenzialità della rete. Non ci serviva un portalone, ma una guida flessibile, tutta basata sui paradigmi del Web 2.0. Ma questo va al di là della comprensione di chi se ne è occupato. Ultima nota su Italia.it: ma sei tu che ti sei commosso ed hai avvisato Google? :-)


Per quanto riguarda le spigolature della settimana:



  • Il video della settimana è quello che ci propone Nicola, sul tema della Net neutrality (no, quello di Rutelli no, è troppo anche per me);
  • Della serie “che sfiga”, il link è questo… e c’è poco da commentare! :-) ;
  • Una riflessione molto interessante sul rapporto tra vecchi e nuovi media, e di come a volte i nuovi si comportino come i vecchi – che condivido in pieno – è quella di Federico, che trovate qui.
  • La conquista dei new media (da parte degli old media) è il tema delle riflessioni di Marco, di Cristian e di Carlo.
  • Memememememe: Catepol batte tutti. Tre in un colpo solo!
  • Un bel post è quello di Mauro (perché? Perché è una persona seria e coerente …e poi ha stregato una mia tesista che non fa che parlarmi di lui… uff…)

Anche questa volta è tutto, alla prossima!


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Diario di Navigazione

Cari amici vicini e lontani

3 marzo 2007

mappamondo.jpgOgni tanto, sbirciando tra le statistiche del blog, scopro cose interessanti
Mi piace, in particolare, curiosare sulla provenienza dei visitatori. E così mi accorgo di avere più lettori a Roma che a Milano, che mi snobbano dalle Marche, che sono molto letto in Veneto. Ma soprattutto scopro alcune visite frequenti e ricorrenti da posti un po’ remoti, che testimoniano lettori più o meno affezionati (eh si ragazzi, perchè quelle palline su Google Analytics sono persone vere, in carne ed ossa, che si svegliano, mangiano, lavorano, escono, e si collegano). E quindi, invertendo il concetto del “delurking day”, approfitto di questo post per salutarne alcuni…

Le scoperte che mi piacciono di più sono quelle dei posti dai quali è desumibile un solo lettore che si collega più o meno spesso. Da Londra, Parigi, New York, Madrid, Barcellona, Berlino e le altre grandi città siete in più d’uno, e quindi il saluto è cumulativo, ma il primo saluto “personale” va al mio affezionato lettore di Vilnius, in Lituania, che non salta un post. Tra i fedelissimi, un saluto ad un ignoto amico di Los Angeles, che si riconosce tra gli altri (non molti, in realtà, o sei sempre tu?) dall’IP che è sempre lo stesso. Un saluto anche a te, che mi leggi da Bogotà (Colombia), a te che ti colleghi da San Josè (California), a te che sei a Garden City (Kansas), ed a te che vieni da Edmonton. Sempre in Canada, saluto anche il mio lettore di Camrose, che poi è vicino Edmonton (chissà se vi conoscete!).
Tornando al vecchio continente, ho un lettore a Nazareth, in Belgio. E non posso poi non salutare il mio fido lettore di Galati, in Romania, e l’affezionato lettore di Istanbul. Che dire poi al mio lettore di Valladolid, e di te che vieni da Coimbra?


Saluti e baci a tutti!
…quasi quasi vengo a trovarvi…


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Una piccola prova: Fenomenologia del meme

1 marzo 2007

crittografia.jpgCome sa chi legge da un po’ di tempo questo blog, non ho in gran simpatia i sistemi e le scorciatoie per scalare le classifiche conquistando link più o meno (imm)meritatamente. Tuttavia ho sempre considerato i meme come qualcosa di intrinsecamente positivo. Positivo e sociologicamente interessante, peraltro. Infatti la logica alla base del meme è notevole: si tratta di un ottimo sistema per “generare” contenuti su temi anche complessi, consentendo confronti e verifiche incrociate e – nella migliore delle ipotesi – concludendosi con un’analisi condivisa. Quasi una Delphi un po’ semplificata, per certi versi.


Poi ho letto questo post di Giovy che – essendo uno che stimo – mi ha fatto riflettere. I meme sono degli strumenti utili per generare sapere su di un tema oppure delle scorciatoie per scalare le classifiche di Technorati e compagnia cantante? Giovy protende per la seconda ipotesi. Immediatamente, un’altra persona che leggo e che stimo – Gaspar Torriero – in maniera netta e bruciante (ma simpatica come al solito) gli da torto.
Per cercare di sciogliere il nodo sui meme ho quindi fatto una piccola prova (Vob Qjddpmb Qspwb). Ho scritto un messaggio dai contenuti decisamente insignificanti lanciandolo come un vero e proprio meme.


Il testo del messaggio era il seguente:



Se Giovy avesse ragione, questo meme dovrebbe generare moltissimi link come se avesse senso. o no Gaspar? …chissà che ne pensano:”


e giù una lista di link in vero stile meme


Piccolo particolare: il testo del messaggio era “criptato” con un semplicissimo algoritmo ottenuto traslando ogni lettera di una posizione, così che “ciao” apparisse “djbp“.


Cosa è successo? Alcune cose molto divertenti



  • Primo risultato: questo post è stato il più commentato del mio Blog (cosa che non so se deve farmi contento…)
  • Secondo risultato: alcuni amici blogger hanno ripreso il meme, con il risultato di riempire gli aggregatori ed i feed reader di messaggi un po’ “strani“.

Ma cos’è che ha scatenato il putiferio di commenti sul mio e di post sugli altri blog? Non certo il contenuto del messaggio, quanto la sua forma. Se avessi scritto il messaggio in chiaro, nessuno avrebbe risposto al meme. Riprova ne sia il fatto che praticamente nessuno ha risposto al meme riprendendo l’argomento del meme stesso, ma pressochè tutti hanno commentato la boutade della scrittura trasposta.


Qual’è la lezione? Semplice (e scontata): il meme, per funzionare, deve avere un elemento di interesse. Questo elemento può essere la forma, come nel mio caso, o il contenuto, come nella maggior parte dei casi. Se ripubblicassi oggi un meme “crittografico” non riceverei nemmeno una risposta, avendo rapidamente (e fortunatamente) esaurito l’effetto novità. D’altro canto, il meme può generare Post se l’opinione in risposta è forte e netta e di conseguenza il blogger che risponde la vuole ospitare sulle sue pagine; oppure semplici commenti al post originale, quando la questione non è di particolare interesse…


La mia conclusione, quindi, è che anche se Giovy avesse ragione, i meme sarebbero comunque una cosa utile. Mi spiego meglio: dal momento in cui il meme è seguito perchè solleva un interesse condiviso con chi vi risponde, poco importa se chi lo promuove ne ottiene un vantaggio. Anzi: è giusto e corretto che chi lo promuove ne ottenga un vantaggio, soprattutto se poi costui si carica dell’onere di trarre delle conclusioni che facciano tesoro dei diversi interventi dei partecipanti al meme.


Tra i commenti al mio post, cito quello di Davide, che dice:



“Ma il meme non è un tormentone? Quindi che io sappia non è chi lo lancia che deve stabilire se una cosa è un meme o meno ma è ciò che gravita attorno ad esso che se “impazzirà” per qualcosa lo farà diventare un meme, ovvero un tormentone.
E’ come nelle canzoni alla radio: quella che viene lanciata è la canzone, poi se piace al pubblico verrà mandata in onda tante di quelle volte che diventerà un tormentone”


In teoria è così, ma nella pratica è invalso l’uso di “lanciare un meme” inserendo nel post l’invito diretto ai propri amici e contatti (ovviamente autoreferenziali), sollecitandone l’intervento. Quindi, Davide, dividerei i meme in due grandi categorie:



  • quelli naturali, che cioè si diffondono per l’interesse che sollecitano, indipendentemente dalla presenza al loro interno di “chiamate alle armi”;
  • quelli indotti, che sono innescati in genere da un listone di indirizzi in coda al post. Non credo che questo secondo tipo di approccio sia negativo in assoluto. Mi sembra invece un simpatico ed efficace modo di chiamare a raccolta i propri contatti, per sapere cosa ne pensano su di un argomento.

Per concludere, saluto i coraggiosi che hanno scritto in uno strano linguaggio dei post nei loro blog, come Catepol – sempre simpatica, Camu – che è un po’ critico ma ho il sospetto che non abbia seguito “all’indietro” il discorso, perdendone così parte del senso (ma se sbaglio corregimi!), Luigi, Tambu, Estroversa (che mi fa arrossire), Andrea, Vittorio (che ritiene che il mio meme sia “potenzialmente devastante” …è positivo, vero? :-) ), Davide, JokerRulez, Gabriele, e quelli che ancora non ho notato…


Certo, però, anche soltanto per principio, varrebbe davvero la pena di lanciare un “metamemesull’utilità dei meme


Luca, Matteo, Samuele, Vittorio, Maurizio, Andrea, Gaspar, Davide, Mau, Mavero, Napolux, Marco, Plamasco, Tony, Antonio, Davidonzo, Catepol, Placida, Estroversa, Luigi, Luciano, Giovy, Fullo, Federico, Lele, Stefano, Cristian, Tambu, Antonio, Maurizio, Svaroschi, Giorgio, Francesco, Vito, Senzastile, Axell, Luca, Valentino, Nicola, Antonio, Camu


che ne dite?


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