Archivio

Archivio per aprile 2007

Mauro Lupi al Bloglab parla di blog e consumatori

11 aprile 2007

Per la rassegna dei filmati degli speech che hanno inaugurato Bloglab, è la volta di Mauro Lupi. Mauro non ha bisogno di presentazioni. Nel suo intervento ci racconta come i blog siano entrati ormai a pieno titoli nella comunicazione, e di come ormai siano sempre più spesso considerati parte integrante nelle strategie delle aziende.


Buona visione!




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Cronache Universitarie

Phishing Lesson Nr. 1

9 aprile 2007

pesca.jpgMa io dico…


quando provate a fare phishing su indirizzi italiani, non potreste almeno far tradurre meglio i messaggi? Oggi non avevo finito di complimentarmi mentalmente per una mail pressochè impeccabile nella quale mi si chiedeva cordialmente di fornire i dati del mio conto Banco Posta per un aggiornamento del sistema (non ho un conto Banco Posta, ma il messaggio era fatto talmente bene che mi è quasi dispiaciuto), che mi è arrivata ‘sta cosa qui:



“Cliente caro di Poste Italiane,
Recentemente abbiamo notato uno o più tentativi di entrare al vostro cliente di Poste Italiane
da un IP address straniero.


Se recentemente accedeste al vostro cliente mentre viaggiavate, l’inizio attività insolito
i tentativi possono essere iniziati da voi. Tuttavia, se non iniziaste
l’Istituto centrale di statistica del ceppo, visiterà prego Poste Italiane presto come possibile verificare il vostro identità”


Ora, a parte il fatto che è divertente pensare all’”istituto centrale di statistica del ceppo“, cosa vi costa tradurre per benino? Magari qualcuno ci casca, o almeno per premiarvi vi fornisce i dati!


…eh… benedetti ragazzi…


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Senza categoria

Antonio Pavolini al BlogLab parla di Podcasting

9 aprile 2007

Continua la rassegna degli interventi visti al BlogLab la scorsa settimana!
Oggi, dopo Diego Bianchi e Alessio Jacona, è la volta di Antonio Pavolini. Antonio, che già nei mesi scorsi si era prestato a spiegare agli studenti universitari cos’è il Podcasting, ne parla anche agli studenti del BlogLab, raccontando la sua storia di podcaster, uno dei primi in Italia.

Buona visione!







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Cronache Universitarie

Alessio Jacona al Bloglab

8 aprile 2007

Dopo Diego “Zoro” Bianchi è la volta di Alessio Jacona, di Blogs4Biz.


L’intervento di Alessio verte, ovviamente, sui temi del Corporate Blogging e del nanopublishing. Ma ci parla anche dei problemi del nostro giornalismo, e di come i blog possano essere una valida soluzione per alcuni di essi.
Ci racconta la sua storia, e la storia di Blogs4Biz (ma è possibile dividerle?).


Buona visione!




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Cronache Universitarie, Incontri

Diego “Zoro” Bianchi al Bloglab!

7 aprile 2007

Con un ritardo che definire abissale è un pallido eufemismo, approfittando della piccola pausa festiva ho iniziato a riversare dei filmati “di fortuna” (la qualità delle riprese è tutto tranne che eccelsa) con gli interventi degli amici che hanno partecipato al seminario di lancio di BlogLab.


Non potevo non iniziare dal mito di tutti noi, colui il quale umilmente seguiamo e che rappresenta per noi tutti una guida ed un faro. Di chi sto parlando? Ma naturalmente del mitico Diego Bianchi, questa volta in una rarissima veste “seria”, che lasciati i panni del valoroso Zoro si racconta e lo racconta ai numerosi studenti che lo hanno letteralmente sommerso di applausi…


Buona visione!







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Cronache Universitarie, Incontri

Nicolais, Italia.it ed il conflitto d’interessi all’italiana…

6 aprile 2007

nicolais.jpgLeggo su Punto Informatico di oggi che il Governo, a valle delle note critiche (“polemiche”, sono definite) relative ad Italia.it, attraverso il Ministero della Funzione Pubblica ha rilasciato una nota nella quale, tra le altre cose, si dice:



“Il progetto originale di Italia.it risale, come noto, al precedente Governo che aveva impegnato risorse e preparato progetti mai realizzati. Per non disperdere il lavoro comunque portato avanti e dare una corretta finalizzazione ai fondi già stanziati e considerata anche l’importanza che il Governo Prodi ha ritenuto di attribuire al Turismo, il Ministro Nicolais e il Vice Presidente Rutelli hanno deciso di procedere nel progetto, incentrato su una reale collaborazione con le Regioni e su un’ attività di promozione del sistema turistico italiano, che vedrà successivamente ampliate le aree dell’incoming e dell’informazione diretta”


E ancora si afferma:



Il Ministro Nicolais, in quanto titolare delle relative competenze, ha comunque istituito una commissione di indagine che dovrà, in tempi brevi, fare luce sulle criticità e sulle possibili omissioni che hanno accompagnato sinora lo sviluppo del programma”


Ma io mi chiedo, ancora una volta, se è mai possibile che NESSUNO in questo paese da operetta (era giusta la scelta dell’intro musicale del portalaccio, subitaneamente e freudianamente rimossa!) si sia reso conto dell’evidente conflitto d’interessi nel quale si trova – magari suo malgrado – il Ministro Nicolais. Ministro il quale, vorrei ricordarlo ancora, era nel consiglio d’amministrazione della società che si è aggiudicata l’appalto. C’è bisogno di una commissione di indagine per sapere come sono andate le cose?


bha… che tempi…


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Perchè???

5 aprile 2007

crocerossa.jpgSe sei un avvocato e difendi un amico, probabilmente gli farai lo sconto…
Se sei un commercialista, e segui un parente, forse gli dedicherai particolare attenzione…
Se sei un medico, e visiti un conoscente, tenderai a trattarlo meglio di uno sconosciuto…


Se sei un informatico parenti, amici, conoscenti e pure sconosciuti non perderanno occasione per chiederti di tutto, senza considerazione per orari, impegni, tempi, costi…


posso anche capire la tendenza al volontariato, ma la domanda è:


Perchè???


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Considerazioni Sparse

Internet, Diritto e Diritti…

3 aprile 2007

cavi.jpgSono stato invitato a partecipare ad un convegno internazionale sull’e-Government che si terrà questo mese in Finlandia. Mi hanno chiesto di parlare di come la tecnologia entri nei processi di e-Gov, ma ho intenzione di sollevare un tema che ritengo più importante: riguarda la “gestione” di Internet in quanto diritto universale.


Riporto qui di seguito una prima, primissima bozza del mio intervento, che naturalmente – contando sull’intelligenza collettiva che caratterizza questo mondo – mi piacerebbe migliorare con i vostri suggerimenti, così da poter portare, oltre alle mie idee, anche quelle della rete nella quale siamo inseriti… Diciamo che si tratta di un tentativo di “relazione collettiva” …chissà che non abbia un seguito!



Rilevanza di una governance della Società dell’Informazione
Lo sviluppo dell’Information & Communication Technology (ICT) e la sempre maggiore diffusione delle reti, base della moderna società dell’informazione, stanno producendo forti impatti sui diversi ambiti di espressione dei diritti individuali e collettivi. L’organizzazione sociale, economica e politica sono toccate in maniera crescente dallo sviluppo delle tecnologie di informazione e comunicazione, influenzandone l’evoluzione ed essendo da esse a loro volta influenzate, generando effetti in due direzioni parallele e complementari:



  • Le ICT producono effetti e cambiamenti nella società
    Le tecnologie inducono radicali cambiamenti nei diversi aspetti della società con i quali entrano in contatto. Mutando i contesti di riferimento, mutano gli scenari di quadro inducendo nuove riflessioni rispetto a temi fondanti della società. Elementi come – ad esempio – la tutela della proprietà intellettuale, il diritto d’autore, la privacy sono strettamente correlati all’utilizzo delle soluzioni tecnologiche adottate dalle organizzazioni pubbliche e private che – naturalmente – generano significativi impatti sui cittadini.

  • Le ICT diventano strumenti di interazione con la società
    La pervasività delle tecnologie è tale che esse ormai rappresentano – soprattutto nella loro accezione di rete – strumenti privilegiati di interazione con la società civile. In altri termini, attraverso le tecnologie gli individui ed i gruppi sociali si relazionano con il mondo esterno, entrando in contatto con un ecosistema informativo e relazionale sempre più strutturato e complementare a quello tradizionale: tale contatto è fondante per la costruzione di nuovi universi di valori e di visione del mondo.

È evidente come tali tendenze, soprattutto in considerazione della dimensione globale delle stesse, generino nuove, grandi problematiche. Problematiche che possono essere ricondotte a due concetti chiave: tutela e garanzia.



  • La tutela si riferisce alla sempre più pressante necessità di attuare processi di monitoraggio ed indirizzo rispetto agli sviluppi della tecnologia quando questa genera impatti significativi sulla società. I sistemi nazionali, infatti, sono sempre più spesso tributari degli sviluppi internazionali determinati dalle aziende High Tech.
    Non sono gli Stati o gli organismi internazionali a definire quali debbano essere le basi normative sulle quali strutturare – ad esempio – i sistemi di tutela della privacy, di gestione della proprietà intellettuale, di accessibilità o di garanzia del consumatore ma, paradossalmente, sono spesso le grandi Corporation ed i “potentati” delle telecomunicazioni a definire cosa si possa o non si possa fare. Tali fondamentali determinazioni nascono però non in funzione di basi normative, ma “semplicemente” di caratteristiche software o hardware, caratteristiche e funzionalità spesso determinate da organismi di standardizzazione internazionali si, ma non sempre pubblici. In altri termini, estremizzando con un esempio, è come se la definizione dei limiti di velocità sulle strade fosse determinata non dalle legislazioni nazionali ma dalle caratteristiche delle vetture prodotte dall’industria dell’auto.
    In questo ambito rientrano principalmente le tematiche connesse ad elementi come la tutela della Privacy ed il Diritto d’autore o – in generale – la tutela della proprietà intellettuale (si pensi al Digital Right Management ed alla sua esegesi, per comprendere quanto marginale sia il ruolo delle istituzioni nazionali e quanto – invece – sia decisivo il ruolo delle grandi corporation internazionali: il riferimento alla normativa Ipred2 di prossimo probabile varo in sede UE è eloquente in tal senso).

  • La garanzia si riferisce alla necessità di definire parametri internazionalmente condivisi di accesso alla rete ed alle informazioni in essa contenute, da essa veicolate e con essa generate da parte degli utenti che ne usufruiscono.
    Per quanto riguarda l’accesso alla rete, è di fondamentale importanza definire una politica complessiva di gestione del tema della Net Neutrality (ossia l’indipendenza della struttura di rete rispetto alla tipologia di dati da essa trasferiti). Il tema tocca infatti la stessa natura profonda della rete e delle sue infrastrutture di gestione, determinando significativamente gli sviluppi dei processi di convergenza orientati al triple play (interazione congiunta di dati, video, voce) e – più in generale – alla libertà d’accesso al network.
    Per quanto riguarda l’accesso alle informazioni ed i modelli di generazione delle stesse, sempre più spesso la cronaca riporta atti censori nei confronti di servizi o di attività degli utenti della rete orientati ad influenzare in maniera determinante la possibilità di acquisire o divulgare informazioni on-line. In tal caso ad essere intaccata non è soltanto la libertà di informazione, ma anche la libertà d’espressione dei cittadini, in nome di principi normativi spesso dubbi o opinabili. In ogni caso, una politica complessiva di gestione di tali problemi deve poter essere determinata in ambito internazionale.

La governance dei processi citati ha una dimensione evidentemente internazionale. Dimensione immediatamente compresa dalle grandi corporation, anch’esse di respiro internazionale, che sembrano avere spesso una comprensione del fenomeno e del suo respiro globale molto più profonda di quella dei singoli Stati. Stati – questi si nazionali – che nella migliore delle ipotesi non hanno gli strumenti (culturali, tecnologici e spesso giuridici) per gestire “alla pari” l’interlocuzione con realtà globali, nella peggiore si limitano ad imporre le proprie determinazioni, anche se in contrasto con quello che lo stesso ONU ha tentato di dichiarare in passato come “Diritto Universale”.


Sistemi transnazionali ed Internet Bill of Rights
Nell’ultimo quindicennio sono stati diversi (anche se blandi) i tentativi di organismi internazionali di definire strumenti di gestione organica dei problemi sopra esposti. In particolare, si ricorda la “Raccomandazione sull’Accesso Universale al Cyberspazio” e la dichiarazione dei principi “Building the Information Society: a global challenge in the new Millennium” dell’ONU, redatte nel 2003. In entrambi i casi, ci si è fermati di fronte alla sostanziale rinuncia degli organismi internazionali a farsi carico delle problematiche riguardanti la rete e la sua gestione. Si ricorda in proposito, a titolo d’esempio, la conclusione del Summit dedicato alla società dell’informazione tenutosi a Tunisi nel 2005, nella quale l’allora Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan affermò testualmente che ”le Nazioni Unite non intendono farsi carico di internet o diventare il loro poliziotto”; il che sostanzialmente ha significato lasciare ai soli Stati Uniti la governance di Internet (attuata attraverso l’Icann) sino al 2010.
Tuttavia, è chiaro come le soluzioni ai problemi sopra esposti non possono che venire da determinazioni prese da parte di organismi internazionali aventi funzioni di indirizzo, con un modus operandi già ampliamente diffuso in altri ambiti come l’energia, l’ambiente o gli stessi diritti umani. Le tematiche connesse all’accesso ed all’informazione toccano sempre più da vicino la società civile, e non possono che essere prese in altissima considerazione da quegli organismi internazionali che della tutela della società civile si occupano.
I World Summit sulla Società dell’Informazione hanno avviato un processo che ha permesso di discutere questi nuovi scenari. Tuttavia gli accordi di alto livello raggiunti a Ginevra e Tunisi hanno bisogno di convertirsi in principi e strumenti in grado di influenzare lo sviluppo di una Società dell’Informazione centrata sul rispetto e la promozione dei diritti individuali e collettivi. La proposta di un “Internet Bill of Rights”, che l’Italia caldeggia insieme a molti altri attori, tra i quali governi, società civile, imprese, cittadini, rappresenta il tentativo di fissare i principi basici di riferimento attraverso i quali orientare lo sviluppo dell’internet e della società dell’informazione.


A partire dal Internet Governance Forum di Atene (2006) è stata costituita una “dynamic cohalition” della quale l’Italia è parte attiva, il cui compito è proprio quello di dare impulso all’elaborazione di una Carta di riferimento per lo sviluppo del più grande spazio pubblico – e del più poderoso strumento di distribuzione di potere – con cui ci si confronta oggi che è la rete di internet ed i contenuti che attraverso essa si creano e circolano.
Tuttavia, di pari passo alla elaborazione dei contenuti dell’Internet Bill of Rights ed alla definizione dei suoi ambiti d’azione, è necessario procedere alla definizione degli strumenti di carattere transnazionale in grado non solo di facilitare la formulazione ed adozione della Carta, ma anche – e soprattutto – di garantire che i suoi principi vengano considerati quale punto di riferimento per gli individui, i gruppi, le imprese, gli Stati, in modo che le discordanze e violazioni di quei principi – da qualsiasi parte essi provengano – possano essere rese manifeste e riscontrabili con i principi universali dei diritti dell’uomo.


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Incontri

Decimo diario di navigazione (con un po’ di ritardo…)

2 aprile 2007

bussolaa.jpgNon proprio puntuale, ma ecco il consueto diario di navigazione!

Penso che non sia difficile immaginare l’argomento che ha dominato la settimana. Di Ritalia Camp hanno parlato un po’ tutti (me compreso). Ed in effetti la portata dell’evento, indipendentemente da come si concluderà e se porterà a qualcosa, è vasta. Un buon punto di partenza per iniziare a surfare tra i post ad esso dedicati è la consueta rassegna stampa di Federico. Cita – in particolare – i post di Davide e di Maurizio, ed altri che hanno fatto considerazioni degne di nota.

A queste aggiungo:

  • un interessante (e divertente) post di Mafe, su Maestrini per Caso, ove si mettono in evidenza i principali punti di forza e di debolezza dell’evento ed ove si dimostra perché Ritalia Camp non ha funzionato. Anzi, ha funzionato;
  • il post di Vittorio, che riporta le valutazioni sull’evento ad una dimensione Politica, che continuo a ritenere sia stata assolutamente poco evidenziata sinora;
  • il post di Robin, con le tante videointerviste fatte durante l’evento;
  • le valutazioni – in positivo e negativo – di Napolux;
  • la considerazione, caustica quanto realistica, di Gaspar;
  • il post ...criticamente costruttivo (o costruttivamente critico?) di Davide;
  • la divertente telecronaca di Ritalia su Second Life, a cura di aghost.

Naturalmente, altri contributi alla discussione si stanno aggiungendo più che numerosi. Per quanto mi riguarda, rimango convinto che la bontà dell’evento non si veda e non si vedrà tanto nei risultati concreti, quanto nell’evidenza che ha dato al problema ed al processo che ha sviluppato. Come pure ritengo che la discussione si sia spostata troppo presto su di un piano progettuale (Quanto utile? Quanto possibile?) quando – soprattutto con i numeri che si avevano – sarebbe stato possibile lavorare maggiormente (prima) ad una riflessione politica. Ma, come dice qualcuno, tra il fare ed il non fare è (quasi) sempre meglio il fare.

Ma la settimana, Ritalia Camp a parte, è stata ricca di spunti, tra i quali cito i più interessanti, o divertenti (o entrambe le cose) che mi son passati sotto mano. Pardon, sotto feed..

  • Girl Geek Dinner. Si è svolto il 29 Marzo a Milano il primo incontro delle “donne geek”: ne parlano Deborah per il tramite di Marco; Tiziana, che si è scoperta fuori target (?!?), Elastigirl che si scopre affetta da ansia da pretazione; Luca, con un post molto acuto. E naturalmente tanti altri e tante altre
  • Pesci d’aprile. Sembra proprio che sia stato un Primo Aprile pieno di buontemponi, come ci fa notare Luca nel suo post;Il video della settimana. Non possono che essere più d’uno: quelli premiati nel corso dello YouTube Video Awards del quale ci parla Michele. Quello sul Kiwi è davvero commovente.
  • Tagged. È l’applicazione “2.0” che ti frega in modo molto “1.0”. E che ha coinvolto tanti blogger come Andrea (che addirittura chiede scusa agli amici); Giovy, che si attrezza con i filtri di Google ed offre il suo aiuto, Birra Analcolica, che sostiene che la colpa è (anche) di chi ci è cascato, Vanz che cita Ossimora nei commenti di LiveFast (che intreccio!); Keper, e tanti altri…
  • Open Consultant? È un’opinione di David sulla quale sarebbe interessante ritornare. Per il momento, Accenture è avvisata..
  • Re Sole. È Luca… che non pago di Twitter, Trubmler, Smittler e tanti altri si fotografa anche dal barbiere:-)
  • Poveri loro… o poveri noi? è la domanda che viene leggendo il post di Caterina
  • Meme. Quello della settimana, proprio per non essere autoreferenziali a tutti i costi, è quello al quale rispondono Raucci e Mauro, e del quale attentiamo autorevole parere da Giovy!

Anche questa volta è tutto!

Alla prossima…

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Diario di Navigazione