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Archivio per maggio 2007

Scandalo in Cisco

29 maggio 2007

Roma. Lele Dainesi, uomo nuovo delle Pubbliche Relazioni di Cisco Italia, è al centro di uno scandalo che farà discutere molto nei giorni a venire. Sembra che al recente FemCamp, infatti, con una cerimonia di investitura di taglio medioevale casualmente ripresa dai media, abbia fatto firmare a molti dei partecipanti una dichiarazione.
Diversi dubbi sussistono sulla natura di tale dichiarazione. Sembra infatti che fosse una promessa di rimanere un uomo libero anche a valle dell’assunzione in Cisco, ma voci di corridoio sostengono che la verità sia ben diversa. Sembra infatti che la dichiarazione sotto la quale molti noti blogger italiani hanno ormai apposto la firma fosse scritta con inchiostro simpatico. Pare che il vero testo contenga un impegno da parte dei firmatari a divenire parte dello Human Network di Cisco. Gli impegni che dovranno assumersi i blogger con tale contratto restano ancora un mistero.
Fonti accreditate parlano di una rete di multilevel marketing a mezzo blogosfera, attraverso la quale Cisco vorrebbe influenzare centinaia di migliaia di ignari lettori per proporre i suoi prodotti. Su tutta l’oscura vicenda, in Cisco vige il più stretto riserbo. Anche Andrea Beggi si è trincerato dietro un oscuro no comment.


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Considerazioni Sparse

La PA alla Fiera dei Tarocchi

27 maggio 2007

C’è stata a Roma, la scorsa settimana, la diciottesima edizione del ForumPA, occasione annuale per parlare di innovazione nella Pubblica Amministrazione. Il tema dell’articolo per la mia rubrica su EPolis, quindi, non poteva che essere questo.
La sintesi del pezzo, che come di consueto riporto qui? In quest’occasione come in altre la PA dovrebbe mostrare i muscoli, ma scopre dei muscoli flaccidi, che non riescono a risollevare il suo corpo appesantito.


Come al solito, i vostri commenti sono più che benvenuti!


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Detto in giro ,

Perversioni Barcampiche

26 maggio 2007

Dopo aver visto Robin Good che parlava da solo sul treno, tra gli sguardi perplessi ed un po’ preoccupati degli altri passeggeri, pensavo di aver visto tutto.

Ma mi sbagliavo. Mentre pubblicavo il mio post, infatti, mi son trovato improvvisamente seduto su una panchina di Bologna con Andrea Beggi, Samuele Silva, Alessio Jacona, Gioxx ed un’altra barcampessa non meglio identificata.


Come? Grazie al collegamento HSDPA del computer di Andrea, che ha configurato al volo una rete WiFi con i computer degli altri quattro e si è messo in streaming con UStreamTV. E così mi son trovato a chiacchierare via Skype con Andrea sogghignante e soddisfatto, Alessio che telefonando a Magda per salutarla in videodiretta per poco non raggiunge un technorgasmo nella spiegazione del tutto all’ignara consorte, e Gioxx che non avendo nulla di meglio da dirmi mi ha fatto una pernacchia…


Caspita, come cambia la comunicazione… :-)


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Considerazioni Sparse, Incontri

FemCamp: considerazioni sparse…

26 maggio 2007


Estroversa dice di aver avuto la sensazione d’esserci. Mi verrebbe da dire beata lei!
Non riesco a “respirare” l’aria dei barcamp da remoto. Esserci e partecipare, in effetti, continuano ad essere due cose molto, molto diverse.


Ma grazie al videostreaming di Robin, alla diretta del Cineca, alla chat con la quale ho conosciuto BlownAWish e Francesca, alle foto su Flickr e – per la prima volta – ad Andrea (novello Robin Good…), le informazioni proprio non mancano


Come è andata? Bene, secondo alcuni. Poteva andare meglio, secondo altri. Ai post(eri) l’ardua sentenza…


Da quello che ho visto, però, una considerazione la voglio fare (e ti pareva…).
Molto belli alcuni interventi. Feba ed Elena in particolar modo hanno letteralmente brillato per humor e capacità di non prendersi troppo sul serio (la loro presentazione è qui). E non sono state certo le uniche, a proporre interventi brillanti ed interessanti. Ma alcune partecipanti, in alcune presentazioni, mi son sembrate un po’ troppo prese dal ruolo di neo-suffragette in salsa Web.


Come dire che le donne, quando tra donne parlano di donne, a volte tendono a prendersi un po’ troppo sul serio… Son perplesso di fronte a tutti gli “-ismi” ed il femminismo (piuttosto: ha ancora senso?) mi lascia freddino… ma vi prego, convincetemi del contrario.. ho sempre desiderato essere politically correct


UPDAtE DELLE 20:30mentre scrivo, Robin Good parla da solo da un treno, ed io parlo con Andrea Beggi, Alessio Jacona, Gioxx e Samuele Silva che sono seduti su una panchina e mandano tutto in streaming via Ustream e HSDPA, mentre telefonano ai parenti e salutano via web…


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Ritalia: ‘ndo stai?

25 maggio 2007

23 Maggio: Nessuna novità? Non è mia la domanda, ma di un anonimo abitante dell’IP 89.202.144.42, che si chiede cosa sia successo dal 23 Aprile ad oggi… Non posso che condividere…

La pagina di RItaliaCamp è abbastanza laconica, quella di Ritalia non ne parliamo, il blog del progetto è fermo a cinque settimane fa…


La speranza è che abbia sbagliato io nel cercare le informazioni…


Ora (a meno che non mi sia perso una puntata), due son le cose: o il progetto è un po’ fermo, o c’è una leggera carenza di comunicazione da parte di chi lo sta portando avanti… cos’è peggio?


Chiedo lumi agli amici:-)


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Senza categoria ,

Gentiloni e i ggiovani

23 maggio 2007

No, non posso farlo.. non posso parlare male pure di questo… d’altro canto già ci pensa egregiamente Loska….


Non posso criticare il fatto che si continui a trattare i “ggiovani” per un branco di semilobotomizzati in cerca di tette e culi


Non posso far notare che alcuni dei video sono davvero di pessimo gusto


Non posso chiedermi perchè (anzi, xkè) si continui a pensare che per trattare con i giovani sia sufficiente infarcire i testi di deliri essemmesseggianti che fanno a pugni con l’italiano…


Non posso far notare che ogni volta che si parla di Internet viene rappresentata come un ricettacolo di maniaci e di pervertiti


Non posso evidenziare come si faccia sistematicamente in tutto il sito terrorismo psicologico


In fondo (ma proprio in fondo in fondo) la cosa sarà stata fatta con buone intenzioni (delle quali però è lastricata la strada per l’inferno…)


…e tu c6? ce la fai? 6 connesso?


bha…


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Considerazioni Sparse ,

Fenomenologia del Blog: commenti e discussioni

22 maggio 2007

Prima evidenza:
Il numero di commenti ad un post è inversamente proporzionale alla sua lunghezza.

Seconda evidenza:
Il numero di commenti ad un post è inversamente proporzionale alla sua complessità.

Risultato:
La strada per il successo per lanciare discussioni? Post brevi e scemi.
Evviva.

(in realtà il discorso è serio: quanto si presta la blogosfera ad affrontare tematiche realmente complesse?)

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Considerazioni Sparse

Amici miei, tutto questo è Politica, con la P maiuscola…

19 maggio 2007

Diego (questa volta non il suo Zoro) con l’acume che lo contraddistingue ha centrato il problema riguardo al Barcamp di Matera.
Ne abbiamo parlato molto anche di ritorno verso Roma, ma l’argomento si è poi diluito nei post (nel mio in particolare, mea culpa), nella voglia di ricordare una bella giornata.

Il BarCamp di Matera è stato diverso da tutti gli altri.
Lo è stato perchè – a differenza di tutti gli altri – è stato un BarCamp politico.

E questo non perchè a Matera vi siano le elezioni e vi partecipino una torva di candidati. Non è certo quella la politica alla quale mi riferisco, la politica strillata dai cartelloni elettorali. Mi riferisco alla politica vera, quella bella, quella che abbiamo quasi tutti dimenticato. Mi riferisco a quella politica che scalda gli animi, che smuove le coscenze, che cambia le cose. Perchè è di quella politica – anzi, di quella Politica – che c’è bisogno a Matera come in tutto il Sud, ed in tutta Italia.

Perchè al primo BarCamp del Sud Italia, una volta tanto, non si è parlato soltanto di reti, di social network “da cazzeggio” (Svaroschi, mi perdonerà la citazione!) e di amenità techno-geek. Si è cercato di parlare di problemi concreti. Si è parlato di problemi veri. Si è parlato di problemi che cambiano la vita delle persone e che disegnano il territorio.
Si è cercato di capire come le reti ed i socialnetwork possano davvero impattare sul tessuto di una regione, di una zona, di un paese. E questo, vivaddio, è fare politica. Di quella vera. Di quella che non si fa più ma che forse è necessario – e possibile proprio grazie alle reti – ricominciare a fare. Pochi lo hanno capito davvero, e con la loro presenza hanno voluto portare una preziosissima testimonianza politica, anche rispetto a chi non c’era.

Perchè il ruolo di iniziative come il Barcamp di Matera va ben oltre il Barcamp di Matera. Perchè l’iniziativa nata a Matera e che si sta sviluppando qui è prima di tutto un’iniziativa politica. Perchè se andrà avanti il suo successo non si misurerà in funzione della validazione XML delle pagine che costituiranno l’aggregatore, ma dell’impatto politico che avrà sul territorio. Il successo si misurerà in funzione di quanto riuscirà a smuovere le coscienze, a far riflettere la gente, a cambiare le cose.

A Matera ho detto che per creare la Rete bisogna uscire dalla rete. Uscire dalla rete, è fare politica. Di quella buona.

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Incontri

Apocagrati ed Integralittici? Ha ragione Jarabe de Palo…

18 maggio 2007

Ha ragione Jarabe de Palo:



Depende ¿de qué depende?
de según como se mire, todo depende


Eh si… perchè se il coltello sia un’arma o meno lo decide chi lo impugna
Lo è, se lo usa Jack lo Squartatore. Non lo è (o non necessariamente), se lo usa Vissani.
In quest’ottica ritengo vada letta la discussione intorno ai blog e – soprattutto – ai blogger.


Che siano Apocalittici o Integrati, piuttosto che Apocagrati come afferma l’amico Massimo o Integralittici come allora aggiungo io, tutto dipende da loro. Ossia da noi. Questa è l’unica osservazione che mi sento di fare al commento di Claudio, e che mi frulla per la testa da quanto è partito il meme del mio giardiniere preferito. Non ha senso cercare risposte definitive. Non ha senso cercare accordo. Tutto dipende. Da chi usa il blog. E da come lo usa. Perchè il blog – comunque – è soltanto uno strumento. Magari evocativo. Che richiama idee e forse ideali (per ora). Idee di libertà, di autonomia, di anticonformismo o viceversa di conformismo. Ma solo e sempre uno strumento.


La considerazione è banale, ma consente di inquadrare la questione nell’unico modo possibile.
Chi sono io rispetto al (mio) blog? E rispetto alla (mia) blogosfera?


Un esempio? Se sono un giornalista potrò vivere il blog come lo strumento attraverso il quale esercitare la mia professione (Alessio, ti ci ritrovi?). Ma potrò viverlo, sempre da giornalista, anche come un luogo ove dire ciò che non è opportuno dire sulla testata dove scrivo (chi si candida a rappresentarne l’archetipo?). E potrò viverlo, inoltre, come un luogo ove parlare liberamente di argomenti collegati alla mia professione, ma che non trovano spazi sul mio giornale (Carlo, siamo d’accordo?). Ma vogliamo cambiare esempio? Presto fatto…
Se sono un professionista, potrò vivere il mio blog come uno strumento ove discutere di tematiche attinenti il mio lavoro (giusto Mauro, Titti, Maurizio?). Ma viceversa potrò anche viverlo come un luogo ove parlare di me, e guai a chi mi parla di lavoro! E allora la mia prospettiva cambierà ancora. Se non sono nessuno (o meglio: se non ho un’identità definita, o non mi piace quello che faccio nella vita ) potrò fare del blog ragione di vita, o strumento di realizzazione professionale, o ultima speranza, o grande opportunità, a seconda dei punti di vista (e qui metteteci chi vi pare). Ed in funzione di tutti questi questi “potrò” cambierà completamente l’approccio alle cose ed ai discorsi che affollano la nostra piccola blogosfera di blogosferanti… Non si può mettere in un unico calderone il blog di google con quello di beppe grillo (ammesso che sia ancora un blog)!


Che senso ha parlare d’etica dei blogger, se chi scrive i blog non può essere assimilabile ad una categoria omogenea? Il blog è solo uno strumento e non ha un’etica intrinseca. Tutto dipende da chi lo scrive. E da come si vede e si vive chi lo scrive rispetto al suo blog…


Non ci si metterà mai d’accordo su cos’è un blog – su cosa sia lecito e cosa non lo sia, su cosa sia giusto e cosa sbagliato – se non ci si rende conto che tutto ciò è filtrato da un elemento identitario imprescindibile… Io che ci faccio on-line? e che faccio con il mio blog?


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Considerazioni Sparse

Cisco tra blogger apocalittici ed integrati

15 maggio 2007

“Se lavori, ti tirano le pietre.
Non fai niente e ti tirano le pietre.
Qualunque cosa fai, capire tu non puoi
se è bene o male quello che tu fai”


Mi chiedo se non stia pensando al motivetto di Antoine il buon Stefano Venturi, che è incappato nella querelle nata da una considerazione del mio blogaforista preferito, Gaspar Torriero


In effetti il motivetto descrive abbastanza bene la situazione nella quale si è messo l’AD di Cisco Italia, che avendo pensato di invitare 100 blogger ad un aperitivo milanese si è trovato con una bella gatta da pelare…


Eh si.. perchè i blogger sono creature strane, e vanno trattate con cautela… li consideri e si arrabbiano… non li consideri e si arrabbiano… insomma, trovano sempre un motivo per arrabbiarsi! Fosse che bloggare rende nervosi?


Come la vedo? Lo diceva il vecchio Umberto: ci sono gli apocalittici e ci sono gli integrati



  • Gli apocalittici sono quelli che nel blog vedono prima di tutto un’idea. L’idea della comunicazione libera, senza frontiere, orizzontale, (dal basso, ha detto qualcuno, ma mi piace di più pensare dalla periferia, che al centro c’è sempre troppo traffico…). E se sei apocalittico l’aperitivo di Venturi è quasi un tentativo di corruzione, che esclude il centunesimo ed il millesimo blogger della lista… è contrario alla logica dei barcamp, ecc… ecc…
  • Gli integrati sono quelli che nel blog vedono prima di tutto uno strumento di comunicazione, integrato nel sistema dei media. E allora è logico chiamare i cento blogger più attivi, in qualità di influencer, nè più e nè meno di come si chiamerebbero i giornalisti di una rivista di settore. E costa pure di meno (i blogger, si sa, si accontentano di qualche gadget, i giornalisti sono più esosi).

MFP è (o vorrebbe fare) l’apocalittico, Lele è (felicemente) integrato, Gaspar è integrato ma ogni tanto si diverte a giocare all’apocalittico…


Non c’è – in questo – il giusto e lo sbagliato. Ci sono due modi diversi di vedere le cose. Ci sono due modi di vivere un nuovo strumento che sta profondamente cambiando gli assetti della comunicazione. Ci sono due interpretazioni di un ruolo (avere un blog o essere un blogger?).


Io sono apocalittico i giorni pari ed integrato i giorni dispari. Ma non per questo arricchisco gli psicologi. Ma forse per questo – purtroppo – sono costretto a perdermi l’aperitivo con Stefano e Lele, che ringrazio comunque dell’invito. Ma ho lezione.


E voi? siete apocalittici o integrati?


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Considerazioni Sparse