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Archivio per ottobre 2007

La rete oltre la Rete

17 ottobre 2007

Tra un ricovero ed un po’ di Toradol (che visto il suo effetto euforizzante non vorrei diventasse per me come il Vicodin per Dr. House) ho ripreso la mia collaborazione con ePolis, sempre per parlare di “fatti” che riguardano la Rete. Questa settimana, nei miei 1.500 caratteri parlo di Social Network, con tanto di riferimento alla prossima blogbeer romana! ;-) .


Come vedete nel file PDF, il mio pezzo è giusto sotto quello di Luigi De Ficchy. Luigi, del quale posso vantarmi di essere amico, ha da poco aperto un blog. Per lavoro fa il Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia ed i suoi pezzi – tutti riferiti a problemi della Capitale – sono un’inesauribile miniera di spunti e di idee. Vi invito quindi a visitare il suo blog, e lasciare lì i vostri commenti!


Nel frattempo, come di consueto, di seguito riporto il testo del mio pezzo…


Nell’immaginario collettivo troppo spesso l’appassionato di tecnologie assomiglia ancora oggi al ragazzo che vent’anni fa, nel film War Games, disputava una cruciale partita a dama contro il computer del Pentagono per sventare una guerra atomica. Tuttavia la realtà è ormai ben diversa. Gli appassionati di informatica da “nerd” si sono trasformati in “geek”, e sono tutt’altro che isolati gli uni dagli altri. Non a caso è sempre più frequente sentir parlare di Social Network: reti sociali. Un termine che non viene dall’informatica ma dalla sociologia e dall’antropologia e che in internet trova un terreno di coltura ideale. Il concetto alla base delle reti sociali è semplice: la rete non è fatta (solamente) di cavi e computer ma (soprattutto) di relazioni tra persone. Relazioni rese più forti da una tecnologia che non isola le persone, ma le avvicina per creare vere e proprie comunità di interessi. Piazze telematiche ove incontrarsi, nelle quali anche senza gli effetti speciali di Second Life è possibile scambiarsi opinioni su temi di interesse comune o su passioni condivise. I social network sono sempre più numerosi e trovano la loro linfa vitale nell’innata voglia di confronto dei propri utenti. Alcuni sono trasversali, altri specifici. Gli appassionati di letteratura, ad esempio, non possono non collegarsi ad Anobii, ove potranno consultare centinaia di migliaia di biblioteche personali ed inserire le proprie letture. E sarà inevitabile scoprirsi a navigare tra gli scaffali dei propri “vicini” alla ricerca di buoni consigli, o di persone con gusti simili ai propri. Per gli appassionati di fotografia la tappa d’obbligo è quella di Flickr, ove fotografi dilettanti e professionisti condividono le proprie creazioni ed entrano in contatto tra di loro. Ma gli esempi potrebbero proseguire a lungo. Insomma la rete – oggi – è tutt’altro che una questione di tecnologie. E per i romani che volessero averne la conferma, un collegamento al sito Blogbeer eliminerà ogni dubbio!


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Lasciate ogni speranza voi ch’entrate!

12 ottobre 2007

Quasi tutti gli ospedali utilizzano ormai il sistema del Triage per gestire le visite del Pronto Soccorso. In sostanza, vengono attribuiti dei codici-colore ai singoli pazienti, in funzione della gravità delle loro condizioni riscontrata ad un primo esame. In base al codice (bianco, verde, giallo, rosso) viene definita la priorità nel prestare le necessarie cure.


Il Sant’Andrea di Roma non fa eccezione. Certo però che leggere i messaggi del cartellone elettronico nel quale il Triage viene spiegato agli sfortunati “aspiranti al ricovero” non è confortante. Giovedì scorso alle cinque di mattina, con il Pronto Soccorso vuoto, l’indicazione per i codici verdi era di due ore di attesa (ma ogni tanto l’altoparlante richiamava dal bar il personale medico).


Ma la cosa vagamente inquietante era il messaggio per i codici bianchi (quelli meno gravi): “Il tempo d’attesa per i codici bianchi non è determinabile”.


Meno male che non ero un codice bianco…


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Fuori dai denti ,

Ancora sull’ignoranza, a partire dal Web 2.0

7 ottobre 2007

Con il mio ultimo post, nel quale prendevo spunto dalle disavventure di una studentessa per parlare della condizione dell’Università italiana, ho messo forse troppa carne al fuoco (concordo con Matteo: …troppi punti). Il ruolo dell’Univesità, la voglia di studiare, il Web 2.0, il ruolo degli intellettuali nella società contemporanea.


Tutti temi che mi piacerebbe approfondire. E per farlo, voglio iniziare da quello forse meno importante ma che però ha catalizzato l’ovvia attenzione di alcuni amici che hanno commentato il post: il Web 2.0 e il suo ruolo in tutta la faccenda. Prima di tutto una premessa: Roberto si chiede cosa avrei risposto io alla mia domanda (!). Lo ho fatto a più riprese, ma penso che la risposta migliore venga – guarda caso – proprio da un’altra sudentessa, che mi scrisse quasi un anno fa nei termini immediatamente riportati in questo post. (Peraltro, penso che a volte il nostro indulgere a dire che il Web2.0 non esista tout court, riveli un po’ di malcelato snobismo, e su questo la penso come Calogero e Markingegno).


Ma il punto non è questo. Mai mi sarei sognato di bocciare uno studente per una “definizione” errata e soprattutto mai lo avrei fatto per un’interpretazione di un fenomeno da me non condivisa, purchè ben argomentata. Quindi ben vengano i commenti di Massimo (Mantellini) Massimo (Moruzzi), Maurizio, Jhonnie, Paolo ed altri che affermano in toni vari che il Web 2.0 è una Buzzword. Ma tali commenti sono accettabili e condivisibili perchè provengono da persone che sanno di cosa si sta parlando! Fenomeno di marketing, di costume o moda che sia, sanno quale insieme di valori (o disvalori) evochi, cosa comporti, che impatti possa avere (o non avere). E ciò è ben diverso dall’ignorare completamente un fenomeno.


Se mi laureo in storia greca, una cosa è dire che Efesto non esiste, ben’altra cosa è dire che non lo si è mai sentito nominare!


Conclusione perfetta – a mio giudizio – quella di Marco, che si stupisce di come per alcuni l’ignoranza possa essere considerata una virtù.


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