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Archivio per dicembre 2007

E qualcosa rimane…

31 dicembre 2007

…tra le pagine chiare e le pagine scure“.

E quindi eccomi qui, l’ultimo giorno del 2007, a chiedermi cosa rimanga tra le pagine chiare e le pagine scure …di questo blog. A chiedermi cosa rimanga – ma soprattutto cosa mi rimanga – di un “luogo” che è diventato, nel tempo, parte integrante delle mie giornate. Un luogo che ha raccolto riflessioni sugli argomenti dei quali tratto professionalmente, ma anche su tanti scorci di vita che vanno ben al di là della mia professione. Parlando con un amico ritrovato dopo tanti anni on-line, dissi di aver aperto il blog per sperimentare. Ed era vero. Riflettendo sull’opportunità di aprire un blog, pensai inoltre che vi avrei potuto inserire le cose scritte per altri contesti, per concentrare tutto in un unico posto. Ed era vero. Ciò che non avevo considerato è che – con il tempo – le cose sarebbero cambiate. Ed ecco che il luogo di sperimentazione si è trasformato in un luogo di incontro, ed il luogo ove cetralizzare tutte le cose scritte per altri contesti si è trasformato nel luogo ove preferibilmente scrivo. Al punto che se non posso pubblicare qui ciò che scrivo, evito addirittura di scriverlo.

Senz’altro essere qui mi ha consentito di comprendere potenzialità e limiti di forme di comunicazione nuove ed interessanti, ma – con mia grande sorpresa – il valore maggiore proveniente dell’esser qui non è stato rappresentato da tutto ciò.

Ciò per cui sono davvero grato al mio blog, invece, viene dalle tante persone che ho trovato o ritrovato in questo periodo. Persone che nel tempo avevo perso di vista, e che tramite i blog ho incontrato di nuovo. Persone che non conoscevo e che tramite la blogosfera ho conosciuto e subito riconsciuto. Persone che in poco tempo sono entrate a far parte della mia vita al punto che difficilmente, quando penso ai miei pochi, veri amici (gli amici veri non possono che esser pochi), oggi riesco a farlo senza includerne alcuni che ho conosciuto dai loro blog. Persone che sento spesso, on-line come off-line, ma anche persone con le quali i rapporti sono radi, ma profondi. Veri e reali, malgrado il contesto virtuale dell’incontro. Persone che ho visto poche volte, ma anche persone che ormai vedo così spesso da dimenticare di averle conosciute da un blog. Persone con le quali ho molto in comune, ma anche persone con le quali condivido solo la grande passione della condivisione.

A tutte queste persone, che non cito perchè son certo che si riconosceranno nelle mie parole, delle quali non collego i blog perchè questo è tutto tranne che un meme, va un grazie sincero.

Buon anno a tutti…


Stefano



Considerazioni Sparse

Usabilità, Ergonomia, Antipatia

30 dicembre 2007

Non è stata tanto l’interfaccia utente pensata da un cercopiteco con problemi cognitivi, quanto piuttosto l’acidissima commessa dell’Auchan Porta di Roma a farmi desiderare ardentemente di prendere la Cassa Amica e farla ingoiare alla suddetta commessa (quella di servizio alle 19.30. Si, proprio tu, bruttantipaticacida e pure ignorante. Tiè, tante volte ti trovassi a passare da qui per caso).

Ulteriore riprova del fatto che non c’è interfaccia informatica al mondo tanto mal fatta da riuscire ad eguagliare la sana, vecchia maleducazione umana quanto a capacità di far uscire dai gangheri.



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Identità parallele e profili identitari

28 dicembre 2007

Catepol, riprendendo un post di David Armano, ci parla di sistemi sociali. Sistemi sociali che, nella loro visione, appaiono un po’ come sistemi solari, costitutiti dall’insieme dei canali disponibili (blog, twitter, facebook, ecc…). In questi sistemi sociali, afferma catepol, sta a noi “gestire quante e quali identità sociali multiple vogliamo e/o riusciamo a gestire“.


Concordo con gran parte del discorso, tranne che con quella nella quale si parla di identità sociali multiple. Quella delle identità sociali multiple è una teoria che ormai da qualche anno saltella e rimbalza in convegni e conferenze, ma che non mi ha mai trovato particolarmente convinto. Se è innegabile che l’utente sviluppi un processo di ricostruzione identitaria utilizzando strumenti come Second Life, è altrettanto evidente, penso, che di tale processo non si possa più parlare con tanta forza per quanto riguarda i social network come la blogosfera, twitter, facebook e via dicendo.


Quello che sta avvenendo con i social netowork, invece, è un processo di riaggregazione dei pattern identitari. I diversi strumenti dei quali disponiamo, infatti, non costituiscono degli elementi che ci permettono di sviluppare identità sociali multiple, ma sono sistemi attraverso i quali fornire diverse espressioni della propria identità. Diverse espressioni che – a differenza di quanto può avvenire con Second Life – costituiscono pennellate che complessivamente contribuiscono alla rappresentazione della propria identità (per inciso: non è un caso che chi utilizza strumenti come Second Life approdandovi dai social network, non sfrutti Second Life per “nascondersi dietro” identità fittizie, ma ricostruisca in Second Life avatar in tutto simili al proprio essere reale).


In altri termini, l’identità reale e quella virtuale, in un contesto in cui reale e virtuale sono sempre più sovrapposti, si trasformano in identità fisica ed indentità digitale, ma entrambe assolutamente reali. La sovrapposizione dei pattern identitari fa si che attraverso i diversi strumenti dei quali disponiamo si tenda ad enfatizzare dei tratti della propria personalità, con il risultato di trasferire un’impressione di sè potenzialmente parzialmente diversa da quella prevalente (con il risultato che qualcuno, incontrandomi, mi dice “ma lo sai che dal blog sembravi una persona seria?“) ma l’intento non è più quello di mascherare la propria identità, quanto piuttosto quello di esprimerla in forme diverse.


La pervasività delle reti sociali rende inevitabile tale fenomeno e fa si che – a meno di voler celare la propria identità – gli attori che compongono la rete usino i diversi strumenti a disposizione in termini associativi, e non dissociativi.


C’è da considerare, inoltre, che i social network rischiano addirittura di agire in direzione opposta a quanto ipotizzato da chi parla di identità sociali multiple. Essi infatti creano cortocircuiti tra le diverse identità e tra i diversi ruoli che si assumono in società, così che – ogni volta che qualcosa finisce in un social network – essa diventa parte integrante di una identità che va al di là dei ruoli. Ecco quindi che si cercano su Internet contenuti sviluppati da protagonisti dei fatti di cronaca, si viene licenziati perchè scoperti su Facebook a feste mentre ci si è dati malati a lavoro, e così via (il così via include l’esser pescati in questo stato dai propri studenti :-) ).


Per questo motivo piuttosto che di sistema solare parlerei di bolle identitarie, nelle quali i diversi strumenti servono ad enfatizzare diversi tratti della propria identità, come rappresentato nella figura a lato, che sviluppa quella realizzata da Armano cambiandone però l’impostazione concettuale.


E voi che ne pensate?


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Fenomenologia degli Auguri Seriali

25 dicembre 2007

Lo ammetto, non ho un buon rapporto con gli auguri di Natale. Specialmente con quelli spediti via SMS. Come molti, ho la rubrica pienotta, e comincio a chiedermi qualche giorno prima del 24 Dicembre come fare per evitare di passare la Vigilia a spedire SMS.


Devo dire che non ho ancora trovato una risposta. Però ho visto, negli anni, più tipologie di soluzione, relative a diversi “auguratori seriali“.



  • C’è il generalista, che se la cava con un “Buon Natale e Felice anno nuovo” spedito a tutta la rubrica. Qualche minuto e passa la paura. Peccato che a volte aggiunga particolari non proprio esatti (perchè saluti i bambini, se non ne ho???);
  • C’è il comico, che se la cava con una battuta che spedisce al mondo intero. Se la battuta è azzeccata passi, ma ogni anno mi ritrovo a collezionare decine di SMS identici. Praticamente una catena di Santa Claus…
  • C’è il clusterizzatore, che arriva a suddividere i messaggi per genere (donne/uomini, colleghi/parenti/amici, single/coppie, blogger/restodelmondo). Questa tipologia, orientata alla mass customization, è particolarmente interessante soprattutto per le eccezioni che produce. Più di una volta mi sono arrivati messaggi doppi e tripli (eh si, perchè se uno e amico, collega e single e la clusterizzazione non è attenta, succede anche questo). E quindi ecco che Tizio prima mi manda un “Carissimo, spero che il 2008 sia ricco di soddisfazioni e che avremo modo di passare belle giornate assieme” e subito dopo mi spedisce il più formale “Le auguro i miei migliori auguri per un sereno Natale“. Di solito al secondo rispondo con una pernacchia (siapure virtuale).
  • C’è l’artigiano, che con calma e pazienza fa un lavoro di qualità, più che di quantità, e personalizza ogni messaggio con particolari che fanno chiaramente capire che quel messaggio è per te, solo per te… (ma a Natale probabilmente non riesce a fare altro).
  • C’è il “supponente“, nel senso che suppone che voi abbiate il suo numero in agenda e non si firma, o alla meglio si firma solo con il nome…
  • C’è l’imprevisto, che avete saltato pure se avete mandato SMS a tutta la vostra rubrica e ovviamente vi fa rimanere di …sasso (diciamo così, che è Natale) facendovi auguri assolutamente imprevisti

Devo ammettere di essere stato, in passato, un clusterizzatore, ma quest’anno sto avendo un approccio più artigiano… e voi, a che categoria appartenete?


PS: piuttosto, ovviamente, auguri a tutti!!!


Update delle 11.30: Sonny mi rimbrotta e mi dice: “Non pensi che, accanto a quelle da te elencate, ci possa essere anche la “categoria” (che bruttissima parola) di coloro che spediscono messaggi per un senso di educazione, cultura, sensibilità, appartenenza, riconoscenza, affetto?”. Non posso che essere assolutamente d’accordo, in questo post mi riferisco al metodo, non alle intenzioni! :-)


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Considerazioni Sparse

Passata la festa, gabbatu lu santu

20 dicembre 2007

Questa settimana su ePolis ho pubblicato una breve riflessione – fatta decisamente a caldo – sulle primissime evidenze di una ricerca che sto conducendo assieme a due mie giovani e brave tesiste (ogni tanto qualche complimentoa chi se lo merita non guasta). Il tema della ricerca è la comunicazione politica nell’era del Web 2.0. In altri termini, l’idea è quella di rispondere alla domanda “i nostri amministratori ed i nostri politici che uso fanno delle tecnologie di comunicazione interattiva?“…


Ultimamente si fa un gran parlare di come il Web e le nuove forme di comunicazione on-line possano cambiare il modo di vivere la relazione tra il cittadino ed i suoi rappresentanti. Ma quelli che vengono definiti “social media” stanno mutando realmente tale rapporto? In altri termini, quanto sono usati dai nostri politici e dai nostri amministratori i potenti strumenti di relazione che internet mette a disposizione? A questa domanda abbiamo tentato di rispondere con una ricerca condotta dal La Sapienza, Università di Roma. I risultati preliminari sono forse prevedibili, ma non per questo meno sconfortanti. A parte pochi sperimentatori, che della comunicazione on-line hanno fatto un vero e proprio cavallo di battaglia, nella sostanza c’è il vuoto. Un vuoto fatto di indifferenza completa nei confronti delle potenzialità che la Rete metterebbe a disposizione se soltanto vi fosse qualcuno pronto a sfruttarle. Un vuoto colmato al più da qualche candidato che apre un sito elettorale con il quale dialogare con il cittadino durante le elezioni, ma che quando da candidato diviene eletto, dimentica completamente tale dialogo, incurante persino di cancellare i resti di eteree promesse. Resti che il più delle volte rimangono nella memoria della Rete, a testimoniare che le buone intenzioni e la volontà di dialogo con il cittadino sono presto scomparse, durate il tempo di uno spoglio.

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Zeitgeist

18 dicembre 2007

Sembra che Beppe Grillo – dopo una brutta esperienza su badoo – abbia deciso di passare a Myspace, continuando a caricare i suoi video su YouTube. Indiscrezioni riferiscono che nel suo prossimo spettacolo parlerà sicuramente della situazione dell’Alitalia, asserendo che neanche una vincita al superenalotto potrebbe salvarla! Nel frattempo, l’agenzia delle entrate indaga sui redditi del comico genovese per una supposta irregolarità nei rapporti con l’INPS, mentre lui in segno di protesta boicotta il derby milan-inter.


Google, Tiè! :-)


PS: in odor di meme …altre versioni?


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Deprivazione sensoriale

18 dicembre 2007

Devo ammetterlo. Il tanto amato/odiato Twitter è entrato a pieno titolo nella mia dieta mediale. Naturalmente me ne accorgo in occasione della sua manutenzione, ossia quando non posso utilizzarlo. E non potendo utilizzarlo provo una sorta di deprivazione sensoriale, un po’ come quando si entra in una camera buia, e per un attimo si pensa di aver perso la vista.

Così, torturato dall’ansia di non sapere cosa stia facendo Catepol e dal dolore di perdere l’ultimo twit di Gigi, angosciato per non sapere l’ultima pillola di saggezza di Ninna_r, confuso dal non sapere a quale stazione/aereoporto/vaporetto si trovi Pandemia, afflitto dal fatto di perdermi gli ultimi risvolti della complicata vita di Stefigno e triste per non poter leggere le riflessioni surreali di antoniocontent, non posso fare altro che vagare solitario in una blogosfera improvvisamente un po’ più silenziosa…

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Lo sport nella Rete

17 dicembre 2007

Qual’è il rapporto che lega gli sportivi con la propria squadra? E come viene influenzato dagli sviluppi dei social media? In altri termini, quali sono gli impatti del cosiddetto Web 2.0 sulle relazioni tra tifosi, atleti e società sportive?

Da queste domande parte la riflessione sullo sport nell’era del Web che rappresenta la bozza di un mio contributo (scritto per chi si occupa di sport, prima che di Web) ad un libro di prossima pubblicazione sulla comunicazione sportiva e che – come di consueto – ho il piacere di condividere con voi, naturalmente in attesa dei vostri commenti.

Buona lettura!

Scarica: sport_e_reti.pdf

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Cuor di Leone

16 dicembre 2007

Come non condividere il punto di vista del nostro Presidente del Consiglio, che poco fa da Fabio Fazio ha affermato che la Ragion di Stato gli ha impedito di incontrare questo pericoloso dissidente?


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Una conversazione interessante su Blog e Social Network

16 dicembre 2007

Di norma, quando da queste parti un post riceve diversi commenti interessanti, è mia abitudine sintetizzare la discussione che si svolge nei commenti in un nuovo post. Stavolta però il compito sarebbe particolarmente arduo, in quanto parlando del rapporto tra blog e social network si sono confrontati Caterina, Gigi, Antonio, Davide, onTypes, Tommaso, Mario, Geronimo e Paolo Via, sviluppando un thread particolarmente utile, che vi consiglio di leggere.


Quasi tutti sostengono il primato dei contenuti; Gigi sostiene – rispetto ai Social Network – il primato della rete reale, rispetto a quella sociale, esprimendo dubbi (assieme a Caterina) rispetto alle esperienze come Facebook. Antonio sostiene di non vedere differenza tra social network e blog, “social network naturali e fisiologici“.


Particolarmente interessante il commento di Davide “Folletto” Casali, che consiglio di leggere per intero. A questo Paolo risponde evidenziando gli aspetti negativi collegati allo sviluppo di reti virtuali a discapito di quelle reali.


Da approfondire il punto di vista di onTypes: “Nei blog le relazioni nascono per cio’ che la gente scrive (e dice di pensare), nei social network come facebook le relazioni nascono per cio’ che la gente e’ (o dice di essere…). Credo anch’io che l’integrazione tra le due modalita’ di social networking sia la destinazione da raggiungere”. A tal proposito mi domando e gli domando: non c’è il rischio, nei sistemi come facebook, che le relazioni risultino troppo artefatte, tenendo ad essere basate sul nulla?


Saggiamente, Davide poi riporta la discussione alle sue origini, ossia alla psicologia sociale, mentre Caterina, chiamata in causa dall’incauto nominare Twitter di Paolo, si scaglia in difesa del suo regno! :-)


Tommaso si chiede: “Quanti avranno voglia, tempo e risorse per costruirsi una rete di relazione con un proprio blog e quanti invece preferiranno scegliere uno strumento di SN (classico o di microblogging che sia) per la propria presenza in Rete? Se il bisogno sarà quello di comunicare, conoscere ed interagire con altre persone non è più facile affidarsi ad una community già esistente, piuttosto che lottare per trovare un po’ di luce? I contenuti verranno di conseguenza, imho“. Potrei anche condividere, se non fosse che mi interrogo sulla sostanza delle relazioni, se si pongono i contenuti in secondo piano!


Ottima e calzante mi sembra la conclusione di Mario, nell’ultimo commento (per ora) al post: è tutto vero, ed è tutto falso…


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