Il blog di Stefano Epifani
Appunti su Web, Tecnologia, Società...

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aprile, 2008

Non posso che sorridere, leggendo questo sfogo di Ester e ripensando a qualcosa che scrissi un po’ di tempo fa… è un sorriso un po’ amaro, in realtà, che scema quando leggo anche questo post di Vittorio. C’è qualcosa che accomuna noi, la mamma di Vittorio e le ragazze “cretinette” delle quali parla Ester. L’evoluzione. O forse – meglio – il cambiamento.

Un inesorabile, lento (ma neanche tanto) cambiamento che fa sì che l’atteggiamento rispetto alle tecnologie muti implacabilmente nel tempo. E se la mamma di Vittorio è perplessa da YouTube ed infastidita da un mouse/mosca che si muove qua e là per lo schermo, Ester è perplessa ed infastidita dall’uso che fanno le ragazze di un newsgroup. Ma la natura del fastidio temo sia la stessa della perplessità dell’ottuagenaria genitrice dell’amico blogger.

Le cose cambiano, le modalità di comunicare mutano e si allontanano dai nostri schemi interpretativi. Il nostro modo di interpretare la realtà delle tecnologie (e non solo quella) non è quello giusto, è solo il nostro. Ed è un flash di un percorso evolutivo (o – in taluni casi – involutivo) che non possiamo pensare di arrestare.

La natura della differenza d’approccio tra Vittorio e sua madre rispetto alle tecnologie è forse simile a quella che c’è tra noi ed i nativi digitali, i quali fanno un uso assolutamente funzionale delle tecnologie, senza sapere cosa ci sia dietro, senza interrogarsi su come funzionino, senza chiedersi da dove provengano. Ma quanti di noi sanno come funziona un motore, una televisione, lo sciacquone del water?
Per certi versi, l’ignoranza tecnologica delle nuove generazioni, abilissime con il cellulare ma spesso completamente estranee all’informatica, è forse un bene. Un bene in quanto sintomo di una accettazione delle tecnologie quali parte integrante della vita quotidiana. Ma è senz’altro anche un rischio. Un rischio che nasce da una diversa capacità di lettura delle tecnologie stesse, delle loro possibili applicazioni, dei potenziali impatti sulla vita e sulla società.

La nostra responsabilità, in questo, è grande. Siamo l’ultima generazione che è nata prima del cellulare. Siamo l’ultima generazione a ricordarsi di quanto l’e-mail non esisteva. Siamo la generazione in grado di confrontare il prima ed il dopo.

E siamo comunque una generazione che – tra qualche anno – di fronte al pronipote di YouTube, avrà la stessa reazione della mamma di Vittorio. E questo ha fatto scemare il mio sorriso…

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È proprio litigiosa la blogosfera italiana (ma esiste?). Non potendo più prendersela con Blogbabel, qualsiasi cosa che assomigli ad una classifica è un buon motivo per scatenare la (prevedible?) rissa. Eppure l’idea di Montemagno non era malvagia:

invece di preoccuparmi di riempire un teatro da 500 posti, distribuisco il lavoro tra una trentina di blogger dando ad ognuno di loro venti inviti, ed il gioco è fatto”.

Peccato che così Marco abbia scontentato tutti.

  • Ha scontentato quelli che sono rimasti fuori dalla lista dei trenta eletti, (“…e io che sono, un blogger di serie B?”).
  • Scontenterà quelli che non saranno invitati dai trenta eletti di cui sopra (“manco in seconda battuta mi chiamano!”). Diverse amicizie si incrineranno per questo (“…ma come: non sono nemmeno nei primi 20 posti dei tuoi pensieri? Ti tolgo dalla blogroll!”).
  • Ma soprattutto, e questa è la cosa più divertente, scontenta anche i trenta eletti, che hanno il problema di distribuire ‘sti venti inviti. Con me è arrivato per primo Alessio. Ma altri cinque me lo hanno proposto in rapida successione… Sembra facile, trovare nei propri contatti altri venti blogger che non siano stati già contattati da un altro eletto! Chi rimarrà con il cerino in mano?

Dal mio punto di vista a volte tendiamo un po’ troppo a drammatizzare, da queste parti… Montemagno chiama trenta amici e gli chiede di dargli una mano a riempire un teatro. Non c’è nulla di male, se non che il reporter diffuso diffonde la lista della “sporca 30ina” (come la definisce lui) facendola passare per la lista dei blogger più autorevoli. E differenziandoli da tutti gli altri 470.

Voi che ne dite, imprudenza, ingenuità o calcolo?

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22 apr 2008, by

IdioTI(M)!

Ho cambiato banca. Succede che la nuova banca – per sbaglio – rifiuti la RID del contratto con la TIM. Succede quindi che il pagamento della bolletta del II bimestre non venga effettuato.

Risultato
: oggi il mio cellulare non fa chiamate in uscita. Muto. Morto. Un cadavere.

Succede che provi a chiamare il 119, ma dal cellulare anche quel numero è disabilitato (…complimenti). Succede quindi che chiami il 119 dal fisso, per sentirmi dire il motivo per il quale il telefono è stato staccato. “Ma – ci tiene a precisare l’impeccabile fanciulla – dal Sistema (detto con la esse maiuscola) risulta che le abbiamo mandato una lettera il dieci di questo mese“. (Una lettera???).

Ora io mi chiedo: possibile che questa banda di idioti mi abbia mandato negli ultimi quindici giorni cinque o sei SMS per promozioni varie, ma non si sia degnata di inviarmi un SMS di alert per dirmi di contattarli per problemi con i pagamenti? Il bonifico l’ho fatto, vediamo quanto impiegano a resuscitarmi il telefono…

(poi dici… “perchè ho la faccia incazzata?”)

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Via Mauro arrivo a questo interessante studio di Universal McCann. Secondo lo studio – arrivato alla sua terza edizione – in italia ci sarebbero oltre otto milioni di lettori di blog e più di tre milioni di blogger.

Al di là della sbrigativa descrizione della metodologia che pur viene fatta all’inizio del rapporto, mi piacerebbe molto capire come è stato selezionato il campione, e quanto esso sia realmente rappresentativo (e – soprattutto – rappresentativo di cosa).

Universal McCann fa gentilmente sapere che il sondaggio è stato erogato on-line ad un pubblico di utenti della rete, ma trascura di far notare come ciò faccia si che il campione estratto dalle pur numerose interviste (17.000 a livello mondiale) sia un campione non probabilistico, generalmente considerato poco valido.

Come dire – tirando il concetto all’estremo – che hanno chiesto agli utenti internet italiani se sono utenti internet, e poi hanno concluso che tutti gli italiani sono utenti internet.

Tanto per dare un’idea: tre milioni e mezzo di individui equivalgono al 6% della popolazione complessiva includendo under 6 (che non sanno scrivere e sono quasi quattro milioni) ed over 70 (che di rado scrivono su un blog, e sono oltre otto milioni).

Confondere il numero di blog esistenti (perchè – ad esempio – tra blogcattedra, bloglab ed altre appendici solo io ne ho cinque o sei) con il numero di blogger non mi sembra una grande idea. Confondere il numero di blog attivi con il numero di blog aperti nemmeno. Confondere gli utenti internet con un campione probabilistico, idem.

Ho il sospetto che alla Universal McCann queste cose le sappiano bene, ma a volte i dati eclatanti fanno bene al business…

bho…

Update: mi sa che Massimo è d’accordo con me…

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Bloglab è finalmente in partenza! Questo mercoledì, alla Sapienza, incontreremo gli studenti romani (ma l’invito è naturalmente aperto a tutti) e la settimana successiva, sempre a Roma, si terrà il primo incontro plenario, con la partecipazione degli altri amici che quest’anno ci affiancano nell’iniziativa.

Forse è proprio l’allargamento alle altre Università, possibile grazie alla collaborazione di Vittorio, Andrea, Fabio e Roberta – che si aggiungono al gruppo iniziale formato da me ed Antonio – una delle prospettive più interessanti di questa nuova edizione del Laboratorio.

Mercoledì raccoglieremo le idee per i blog che saranno proposti dagli studenti della Sapienza e nei giorni immediatamente successivi, come non mancheremo di comunicare sul blog del laboratorio, la stessa cosa avverrà per gli studenti delle altre Università. In breve quindi si partirà con la fase operativa del laboratorio, che speriamo davvero vada bene come quella dell’anno scorso. Saranno presenti alcuni dei partecipanti alla scorsa edizione, in qualità di fellow e per raccontare la loro esperienza.

Il fatto che una buona parte dei blog nati nel laboratorio sia ancora vivo e vegeto è per noi motivo di grande soddifazione. Il fatto poi che molti dei partecipanti abbiano avviato stage che si son conclusi felicemente non fa che confermarci che l’idea di mettere insieme Università, aziende e blogger sia una idea vincente.

Per quanti volessero farsi un’idea dei “risultati” del nostro laboratorio, penso che il modo migliore sia quello di farsi un giro in alcuni tra i più interessanti blog nati nella prima edizione, che riporto qui di seguito e che – in molti casi – meritano davvero di essere aggiunti all’aggregatore…

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…come Luca Luciani, non capiscono la differenza tra avere la faccia incazzata ed avere la faccia da cazzo



…al solito: bravo Diego

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