Il blog di Stefano Epifani
Appunti su Web, Tecnologia, Società...

Month:

giugno, 2008

29 giu 2008, by

Sintomi…

01000011 01100001 01110010 01100001 00100000 01000011 01100001 01110100 01100101 01110000 01101111 01101100 00101100 00100000 01101101 01101001 00100000 01110011 01100001 00100000 01100011 01101000 01100101 00100000 01100001 01110110 01100101 01110110 01101111 00100000 01110010 01100001 01100111 01101001 01101111 01101110 01100101 00101110 10001010 00100000 01100110 01101001 01101110 01101001 01110100 01100001 00100000 01101100 01100001 00100000 01110000 01100001 01100011 01100101 00101110

Continue reading

C’è voluto un po’ di tempo in più del previsto (io le cose facili mai), ma alla fine ce l’ho fatta. Ho venduto la mia casetta di Roma e mi sposto in campagna. Me ne vado in Sabina, ove ho acquistato una bella villetta lontana dal traffico, dai vicini, da tutto.

Circondato da ulivi e mucche, sperimenterò la condizione di digital diviso (perchè qui ADSL manco a parlarne) in un Comune ove l’informatica non è che una prospettiva lontana (uno sguardo al sito del Comune è significativo).

Un po’ come un novello Hahnemann, verificherò cosa vuol dire vivere dove la rete non esiste.
Mi sa che mi serve un bell’”in bocca al lupo“…

Continue reading

Ricevo da Luca una interessante segnalazione su una mozione del Parlamento Europeo in discussione a Settembre. La mozione, presentata dalla socialista estone Marianne Mikko, riguarda il tema della “concentrazione ed il pluralismo dei media nell’Unione Europea” ed ovviamente si riferisce anche al problema dei contenuti generati dagli utenti.

Luca conclude il suo post con una serie di domande di assoluto interesse:

“I blog necessitano di una regolamentazione o possono meglio difendere la propria credibilità autoregolandosi come avvenuto fino ad oggi? E’ una tutela per l’utente o un vincolo a favore degli editori tradizionali imporre un valore economico alle produzioni amatoriali usate da soggetti commerciali? Come è possibile normare un mondo così dinamico e in continua evoluzione?”

Tuttavia, leggendo il testo della proposta, nutro qualche perplessità non certo sulle domande che si pone (e ci pone) Luca, quanto piuttosto sulla concretezza della proposta. Una proposta che mi sembra che partendo da presupposti errati (o nella migliore delle ipotesi distorte) giunga, inevitabilmente, a considerazioni sbagliate.

Il testo – infatti – non considera esplicitamente i blog come una minaccia, nè ritengo che esso possa essere considerato una minaccia per i blogger (nel senso che non credo sia nelle intenzioni dell’estensore esserlo), ma esprime in alcuni suoi passaggi tutta l’inadeguatezza culturale del contesto nel quale è stato partorito.

La proposta parte dal presupposto che il primo obiettivo di qualsiasi azienda operante nell’editoria sia quello del profitto (Punto F delle premesse), considera il fatto che spesso i giornalisti si trovano a lavorare in condizioni precarie e senza tutele (Punto L delle premesse) e nota che l’attività degli utenti orientata alla produzione di contenuti – essendo questa attività sfruttata in taluni casi da realtà editoriali di tipo economico – possa talora configurare eventi di concorrenza sleale (Punto M delle premesse), danneggiando oltretutto i giornalisti.

Cosa si pensa di fare per risolvere il problema? La seguente genialata: Visto che qualcuno usa commercialmente (e.g. come fonti) contenuti essenzialmente gratuiti e da questi contenuti trae un profitto, disincentiviamo la produzione di contenuti gratuiti, o trasformiamoli in contenuti a pagamento.

In sostanza lo spirito del draft non sembra affatto quello di voler danneggiare o controllare i blog, come qualcuno ha scritto di temere, ma semplicemente quello di favorire (e magari pure in buona fede) il pluralismo dell’informazione tutelando i produttori “professionali” di informazione.

Il vero problema è però ben diverso. Non è regolamentando i blog o altri UGC che si può tutelare il pluralismo dell’informazione. Per farlo è necessario rendersi conto che il mondo dell’informazione è cambiato profondamente nella sua struttura e nelle sue regole. La value chain tradizionale è stata irrimediabilmente sovvertita dal fatto che il ruolo del giornalista non può più essere quello di intermediario esclusivo dell’informazione, merce che è disponibile – e gratis - ormai a tutti. In un contesto dominato dall’overflow informativo il giornalista ha il gravoso compito di selezionare, discernere, fornire chiavi di lettura. Se per farlo utilizza fonti gratuite, ben venga, purchè ne riconosca la paternità. Se utilizza fonti non professionali senza verificare i contenuti il problema è del giornalista, non della fonte. Non si possono equiparare tutti i blog: esistono blog professionali e blog amatoriali, blog affidabili e blog che non lo sono. Chi approccia a questo mezzo in maniera acritica ed inconsapevole rischia di esserne fuorviato, è vero. E questo è un punto sul quale vale la pena di riflettere. Ma che ad approcciare in maniera acritica ed inconsapevole alla blogosfera è chi vorrebbe normarla, nel bene o nel male, questo è un po’ più grave. O almeno triste.

Piccola nota conclusiva: le questioni sollevate dal draft della Mikke sono risolvibili utilizzando i normali strumenti normativi dei quali già l’UE dispone, come peraltro fa notare puntualmente Marco Massarotto in un suo post molto efficace.

Continue reading

Mi chiedo se il Signor Rossetti della Mosaico Arredamenti abbia già percepito l’effetto boomerang della sua azione legale contro Sergio Sarnari.

La storia è riassumibile in due righe: Sergio acquista dei mobili ma non si ritiene soddisfatto, parla della cosa sul suo blog in un modo che l’Amministratore della Mosaico Arredamenti ritiene diffamatorio, e questi lo denuncia chiedendo un risarcimento di 400.000 euro (alla faccia!). Rossetti inoltre ha anche la brillante idea di minacciare di ulteriori azioni legali tutti gli altri utenti che dovessero commentare il post …direttamente nei commenti al post in questione:

Consiglio a coloro che hanno intenzione di inserire sul
presente blog notizie non veritiere e/o diffamatorie sulla società da
me rappresentata di valutare l’opportunità di tale comportamento,
rappresentando che le azioni giudiziarie sin d’ora promosse nei
confronti del sig. Sarnari saranno estese a quanti concorreranno a tale
fattispecie criminosa e/o civilmente illecita”

Ora, senza entrare nel merito della questione, mi chiedo se Rossetti si sia reso conto della stupidaggine fatta in primo luogo denunciando Sergio, ed in secondo luogo minacciando i suoi commentatori. Ovviamente la notizia è stata ripresa, tumblrata, twitterata, diffusa, commentata, analizzata e riportata da mezza blogosfera, con due conseguenze immediate:

  • la notizia è stata amplificata, con le conseguenze in termine di immagine che si possono bene immaginare per la Mosaico Arredamenti, che prima non conoscevo ma che in futuro eviterò accuratamente;
  • Google, come fa notare Caterina, sta facendo il suo lavoro, a giudicare dai risultati della ricerca “Mosaico Arredamenti” (stamane era in quarta posizione, ora in seconda… tra poco chissà…). E neanche questa si può proprio definire buona pubblicità…

In conclusione, caro Signor Rossetti, fare Corporate blogging è una scelta. Ma non si può impedire che la conversazione proceda. E non si può “scegliere” che gli altri parlino di voi. Non nella blogosfera. Faccia una cosa, mi dia retta: invece di consigliare, segua il consiglio di Antonio Tombolini, non rimedierà alla brutta figura, ma avrà dimostrato che sbagliando si impara.

Continue reading

iulm.gifCito dall’incipit di una presentazione dello IULM:

La IULM è la prima e unica università in Italia a formare specificatamente nel settore della comunicazione nei suoi ambiti di applicazione

Ora, a parte che l’italiano è proprio bruttino, non vi sembra di esservi montati un po’ la testa?

Continue reading

In questo momento di scarsa produttività blogghesca personale, colgo al volo l’occasione di segnalare il bel video prodotto da Stakastagista ed i suoi valenti colleghi nell’ambito del laboratorio Think Communication sul tema dell’Employer branding.

Bello malgrado la mia infausta presenza, che viene però compensata dagli amici Patrizio di Nicola, Marco Stancati e Fabio Ricceri (del quale consiglio a tutti di seguire il blog, essendo Fabio uno dei massimi esperti italiani sul tema).

Buona visione!


Continue reading

Copyright © studio:mw 2009, All Rights Reserved
Powered by WordPress