Il blog di Stefano Epifani
Appunti su Web, Tecnologia, Società...

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luglio, 2010

In questi ultimi tempi mi sto buttando su alcune iniziative nuove. Di quelle “globali” vi parlerò tra pochi giorni, appena i tempi saranno maturi. Per il momento però voglio dirvi di quella “locale”. Come sa chi ha la sventura di frequentarmi, da un paio d’anni mi sono trasferito in Sabina (per la verità, sono due anni esatti oggi!).

Mi sono letteralmente innamorato di questa terra, della sua bellezza, della sua storia. Per questo motivo da qualche tempo avevo in mente di fare qualcosa sul territorio, per il territorio. Dopo essermi chiesto per un po’ cosa fare, e grazie all’incontro di alcune persone, alcune delle quali sono ormai entrate a far parte del gruppo dei miei amici più cari (dai Elena, ti aspettiamo!!), abbiamo deciso di creare una rivista. Cartacea. Free Press.

Si, lo so che parlare di una rivista cartacea da parte di uno che “vive” di rete può apparire strano, ma ritengo che per essere sul territorio, soprattutto nella mia zona, sia ancora necessario mantenere un preidio “cartaceo”. E quindi ecco nascere Vita Sabina. Naturalmente Vita Sabina è anche completamente on-line ed ha un sua Fan Page su Facebook, alla quale vi invito ad iscrivervi per essere aggiornati sulle attività della redazione.

I “perchè” di Vita Sabina sono presenti nell’editoriale, mentre il nostro punto di vista sulla Sabina è raccontato nello Speciale. Vita Sabina, nella sua edizione cartacea, è un bimestrale. Gli aggiornamenti on-line, invece, saranno continui. La rivista andrà in distribuzione dalla prossima settimana. Sarà distribuita in 10.000 copie in tutta la Bassa Sabina ed in alcune zone di Roma Nord.

Inutile dire che piuttosto di dilungarmi oltre nel “raccontare” la rivista mi piacerebbe ricevere da voi commenti ed idee. E quindi, fatevi sotto…

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Mi faccio vivo, in attesa di parlare del recente incontro veneziano, per pubblicare l’ultimo contributo alla rubrica Non Solo Cyber, dell’Espresso.

Una breve riflessione su una prospettiva di cambiamento introdotta da iPad e simili. Voi che ne pensate?

Chiunque lo abbia avuto per le mani, non ha dubbi sul fatto che l’iPad stia segnando nuovi paradigmi nell’interazione uomo-macchina. La tavoletta interattiva di Steve Jobs, una sorta di iPhone con gli steroidi, stabilisce nuovi criteri, segna nuove modalità e delinea nuovi contesti d’uso per uno strumento che già molti hanno provato a lanciare. Apple, ancora una volta,  è stata la prima ad avere successo. E come tale sta delineando e definendo il mercato.
Un mercato che – malgrado le reazioni entusiastiche dei fan della mela – lascia intravedere delle nuvole sul futuro della Rete per come la conosciamo oggi.

Un po’ come l’America On Line degli anni novanta, iPad – con il suo store e le migliaia di applicazioni – si interpone tra l’utente e la rete. L’intento è quello di rendere l’esperienza dell’utente più semplice. Il risultato è quello di creare un ecosistema estremamente chiuso tanto a monte (l’hardware) quanto a valle (il software e le applicazioni). Un ecosistema nel quale – alla faccia del Web Sociale – è Apple a dettare le regole, a costruire il contesto, a  definire i costi. Un ecosistema nel quale ai produttori di contenuto conviene stare, in considerazione del fatto che le “Apps” sono a pagamento. E quindi conferiscono un modello di business sostenibile a quanti fino ad oggi vedevano nella Rete l’inferno del “tutto (e solo) gratis”. Ma quello che per gli operatori è un inferno per gli utenti è stato sino ad ora un paradiso: quello della rete dai contenuti liberi e gratuiti.

Apple – ed altri assieme a lei, come Amazon con il suo Kindle – stanno tracciando una strada che ridisegnerà gli scenari dell’accesso all’informazione on-line.

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