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Archivio per la categoria ‘Cronache Universitarie’

Tecnologie applicate alla Comunicazione d’Impresa: partiti!

17 novembre 2009

Ieri è iniziato il mio corso all’Università. Quest’anno il glorioso “Organizzazione e gestione della comunicazione interattiva” va in cantina dopo qualche replica, e lascia il posto a “Tecnologie applicate alla comunicazione d’impresa“. Il programma prevede qualche ampliamento e degli approfondimenti; un maggiore focus sui processi ed una minore attenzione alle tematiche organizzative, ma i temi non differiscono di molto da quanto proposto negli anni passati. Si parlerà di Social Networking, di TV Interattiva, di prospettive legate al mondo della mobilità. Avendo a disposizione qualche ora in più, questa volta riuscirò  a portare in cattedra alcuni amici, che sicuramente avranno molto da dire ai partecipanti (qualcuno è stato già invitato, se qualcuno vuole candidarsi su argomenti ancora “liberi” è il benvenuto…). Naturalmente, anche quest’anno il blog rimane lo strumento di contatto principale tra me e gli studenti. Per chi volesse curiosare nei contenuti del corso, l’indirizzo è questo:  http://tci09.wordpress.com. Ancora è quasi vuoto, ma si riempirà con le slide e le dispense che man mano io e gli studenti produrremo. Quanto ai libri di testo, la mia scelta è radicale. Solo testi suggeriti, e poi tutte dispense acquisite nell’ormai ricco mondo del Creative Common. Speriamo che l’Accademia non si arrabbi troppo…

Chi ci viene a trovare?

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Dove ti piacerebbe lavorare?

2 luglio 2009

Alla domanda espressa nel titolo cerca di dare una risposta la ricerca Best100, giunta ormai alla sua nona edizione ed alla quale lavoro assieme all’amico Fabio Ricceri (vera anima di questa attività).

L’obiettivo della ricerca è quello di capire quali siano le aziende nelle quali neolaureati e giovani proefessional vorrebbero andare a lavorare. L’ambito della ricerca è ovviamente quello dell’Employer Branding, tema del quale ho parlato in passato da queste parti. Uno dei risultati più interessanti della ricerca è un indice (Best100, appunto), ove vengono “misurate” le 100 aziende …più “amate” dagli italiani.

La scorsa edizione ha decretato la seguente top-ten:

  1. Ferrari
  2. Barilla
  3. Eni
  4. Microsoft
  5. Fiat
  6. Procter & Gamble
  7. Ferrero
  8. Enel
  9. Mediaset
  10. Vodafone

Per quanti volessero contribuire – in forma naturalmente anonima – alla costruzione dell’indice della Best100 2009, il questionario è disponibile on-line e richiede pochi minuti per essere compilato!

Non appena avremo chiuso la rilevazione ed elaborato i risultati, ve li farò avere qui sul blog!

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La Comunicazione Politica nell’era dei media relazionali: un’occasione perduta?

11 maggio 2009

parlamento-italianoSu Repubblica di oggi  è presente l’anteprima di un lavoro di ricerca che mi ha tenuto impegnato negli ultimi mesi. Il tema è quello della Comunicazione Politica e di come essa stia cambiando con il Web 2.0. Con il mio gruppo di ricerca (composto oltre che dal sottoscritto da Mauro Gallinaro, Roberto Lippi, Jessica Arcamone e Silvia Farina) abbiamo effettuato una mappatura approfondita delle attività di comunicazione on-line di tutti i deputati della attuale legislatura, censendone strumenti e modalità di comportamento. Il risultato è un quadro dettagliato delle modalità di comunicazione on-line dei Deputati e dei Senatori italiani, delle quali vi darò conto nei prossimi giorni, man mano che procederà l’analisi di dettaglio dei numerosissimi dati raccolti. Nel frattempo, spendo solo poche parole sulla ricerca e sulle modalità con le quali essa è stata e sarà portata avanti nei prossimi mesi.

Con l’avvento e la diffusione massiccia del mezzo televisivo, il rapporto tra politici e cittadini è cambiato notevolmente e il sistema dei media, prima secondario, è venuto man mano imponendosi. La comunicazione politica, un tempo veicolata dalle organizzazioni partitiche e basata sul contatto diretto con gli elettori, si è modellata e adattata alle logiche mediatiche, relegando la figura del cittadino in una posizione di sostanziale marginalità. L’avvento degli strumenti propri di quello che è stato definito “web 2.0” destruttura e ridefinisce secondo nuove modalità il rapporto tra gli attori della comunicazione politica. La ritrovata centralità dell’utente pone il politico nella condizione di dover ripensare attentamente la sua comunicazione. Se negli ultimi anni il sistema politico ha dialogato praticamente solo con quello dei media, gli strumenti orientati al web 2.0 possono far si che il cittadino-elettore torni ad avere un ruolo centrale in questo confronto. Alcuni politici hanno colto i segnali di cambiamento ed hanno tentato di entrare nella conversazione, rendendosi presto conto di quanto sia difficile gestire la propria immagine e la propria reputazione su un mezzo di comunicazione, qual è internet, in cui si agisce all’insegna della trasparenza e della condivisione. Ma tutti gli esponenti politici devono necessariamente oggi guardare con attenzione e interesse a tutte quelle forme di comunicazione “dal basso” che vanno sempre più chiaramente delineandosi.

  • Quanto questa consapevolezza ha penetrato il sistema politico italiano?
  • Quanto i nostri politici hanno compreso l’importanza del ruolo dei media conversazionali nell’ambito delle loro strategie di comunicazione politica e – ancora di più – nell’ambito della loro attività?
  • Quanto i rappresentanti eletti dal popolo italiano in Parlamento hanno compreso il fatto che strumenti come blog e social network, nella loro semplicità e nella loro immediatezza, rappresentano una risorsa di inestimabile valore per mantenere un contatto reale e quotidiano con i propri elettori ed il loro territorio?

Dalla volontà di cercare di dare una risposta a queste domande nasce la nostra ricerca. Ricerca che si è posta l’obiettivo di comprendere se e come i nostri politici facciano uso degli strumenti che oggi sono a loro disposizione per gestire il rapporto con i propri elettori. Senza entrare nella comunicazione dei singoli partiti e dei diversi schieramenti, senza addentrarci nella comunicazione istituzionale.
Ma semplicemente tracciando una mappa dettagliata delle attività di comunicazione on-line dei singoli Deputati e Senatori della corrente legislatura.

Il lavoro si è posto come obiettivo principale, quindi, quello di analizzare le modalità con le quali i Parlamentari della XVI Legislatura abbiano scelto di utilizzare (o di non utilizzare) gli strumenti disponibili per mantenere un contatto diretto con i propri elettori.

Per farlo il progetto di ricerca si è articolato in tre fasi:

  • Analisi quantitativa. La prima fase di analisi, nell’ambito della quale il gruppo di ricerca ha tracciato le attività on-line di tutti i Deputati e di tutti i Senatori della corrente legislatura, con l’obiettivo di verificarne la presenza in rete. Un vero e proprio censimento del territorio virtuale, che ha tracciato una mappa nominativa nella quale è riportata la presenza dei singoli Deputati on-line nei diversi spazi virtuali presi in considerazione (Siti Web, Blog, Social Network, ecc…)
  • Analisi di dettaglio. La seconda fase di analisi, nell’ambito della quale ci si è concentrati nell’analisi di dettaglio delle modalità di comportamento dei singoli Deputati e Senatori rispetto ai diversi strumenti presi in considerazione. In altri termini si è analizzato come ogni singolo Parlamentare faccia uso degli strumenti presi in considerazione, registrandone le modalità di comportamento e le attività pubblicamente riscontrabili.
  • Analisi qualitativa. La terza fase di analisi, nella quale – attraverso gli strumenti della ricerca qualitativa – si darà voce ad esperti ed ai Politici oggetto di analisi nelle due precedenti fasi e, attraverso focus group ed interviste in profondità, si traccerà un quadro complessivo del contesto di riferimento.

Nei prossimi giorni pubblicheremo i risultati della prima e della seconda fase…

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SdC… Morcellini risponde a Vespa

1 febbraio 2009

Azienda ed Università: collaborare è possibile…

25 maggio 2008

Chi era su twitter ieri verso le sei di sera a un certo punto è incappato in un mio twit generato da Qik (lo so, lo so… sono fissato). Ero in un Centro Commerciale di Tor Vergata ove, assieme ad un manipolo di studenti, al mio amico Francesco Gallucci di 1to1Lab ed ai suoi fidi tecnici stavamo concludendo un laboratorio che darà luogo ad una ricerca. In breve l’obiettivo della ricerca, della quale Francesco parla sul suo blog, è quello di capire cosa succeda “nella testa” delle persone negli attimi immediatamente precedenti all’acquisto di un prodotto.

La strada scelta da 1to1Lab consiste nel cercare di interpretare i “segnali” del corpo. Per rilevarli sono stati adottati strumenti di rilevazione del biofeedback, come potete vedere nel filmato che ho realizzato ieri con il mio Nokia…

Sono doppiamente soddisfatto del laboratorio che ieri ha concluso la fase sul campo (ora si tratta di analizzare i dati). In primo luogo per l’oggetto della ricerca, particolarmente interessante, ma anche e soprattutto perchè abbiamo dimostrato una volta di più come la strada verso la collaborazione tra Università ed Aziende, in un contesto che consenta ai giovani laureandi di crescere e sperimentare, sia realmente percorribile.

Basta volerla percorrere

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Professional Blogging?

8 maggio 2008

Mentre ci si interroga sul tema degli UGC, in una settimana dominata da conversazioni più o meno dal basso (ma continua a piacermi poco la dizione “dal basso“), la simpatica Barbara Chicca, di Uniroma Network, mi intervista su Bloglab e – in particolare – sul professional blogging. Posto qui le risposte all’intervista, per conoscere il vostro punto di vista in proposito…

Cos’è Bloglab?
Un laboratorio ideato dalla sinergia tra blogger, docenti universitari (anch’essi blogger per passione) ed aziende. Nasce lo scorso anno da un’idea mia e di Antonio Sofi, docente dell’Università di Firenze e – visto il successo dell’iniziativa – abbiamo pensato di replicarla quest’anno, con l’aggiunta delle Università di Torino, di Genova e di Urbino. Sostanzialmente è una “scuola di blogging”, nella quale i partecipanti sono chiamati ad aprire un blog con il supporto di esperti, e completano il loro percorso con uno stage in azienda.

Perchè una “scuola” di blog, quali competenze è necessario acquisire per gestire un blog in modo professionale?
Per “aprire” un blog non sono necessarie particolari competenze, l’operazione è semplicissima e bastano pochi minuti. Ma avere un blog personale ed usare il blog come strumento di comunicazione “professionale” sono due cose ben diverse. Che lo si usi nella comunicazione d’impresa (ad esempio nel corporate blogging) o che lo si adotti nel contesto di una attività editoriale (come nel caso del micro-publishing) il ricorso al blog richiede competenze e know-how specifici che vanno ben oltre quelli che servono per aprire uno spazio su myspace.
È necessario comprendere le relazioni che esistono tra la blogosfera ed il sistema dei media “tradizionali”, quali sono i linguaggi da adottare in quello che è un vero e proprio mondo, quali le metodologie per entrarvi in contatto. Spesso a tutto ciò le aziende ed i media “classici” non sono preparati. Non si tratta di “piegare” il blog a linguaggi e mondi per i quali non è nato, ma di comprendere come il blog, con il suo linguaggio, possa essere utilizzato in tali contesti. Per questo motivo io ed Antonio abbiamo pensato a bloglab.

In che modo un blog realizzato da un blogger professionista si differenzia da quelli privati?


Premesso che più che formare “blogger professionisti” il nostro obiettivo è quello di formare professionisti che sappiano usare il blog, le differenze sono varie. Il blog professionale ha un obiettivo, una linea editoriale, un progetto. Non è fatto principalmente per piacere a chi lo scrive ma per essere compreso da chi lo legge. I blog personali non devono preoccuparsi di tutto ciò, devono piacere prima di tutto a chi li scrive. Tutto il resto viene in un secondo momento.

Si può fare del blog un lavoro, soprattutto nel settore della comunicazione?
Ricollegandomi alla domanda precedente, conoscere la blogosfera e le sue regole è secondo me ormai un obbligo per chiunque lavori nel mondo della comunicazione. In tal senso sono già molti i professionisti che – lavorando in tale settore – hanno quotidianamente a che fare con i blog. È una competenza che nelle aziende manca, e che comincia ad essere richiesta. Detto questo, ci sono persone che hanno fatto del loro blog una fonte di reddito. Anche se in Italia sono ancora decisamente poche.

Quali sono i prossimi passi per bloglab?
La seconda edizione è appena iniziata, ma stiamo già pensando a “spin off” del laboratorio, nei quali sperimentare nuovi linguaggi e nuove modalità di lavoro, dedicandoci a progetti specifici che vedano coinvolte aziende ed istituzioni già dalla prima fase del laboratorio.

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Bloglab: Incontri Romani…

13 aprile 2008

Bloglab è finalmente in partenza! Questo mercoledì, alla Sapienza, incontreremo gli studenti romani (ma l’invito è naturalmente aperto a tutti) e la settimana successiva, sempre a Roma, si terrà il primo incontro plenario, con la partecipazione degli altri amici che quest’anno ci affiancano nell’iniziativa.

Forse è proprio l’allargamento alle altre Università, possibile grazie alla collaborazione di Vittorio, Andrea, Fabio e Roberta – che si aggiungono al gruppo iniziale formato da me ed Antonio – una delle prospettive più interessanti di questa nuova edizione del Laboratorio.

Mercoledì raccoglieremo le idee per i blog che saranno proposti dagli studenti della Sapienza e nei giorni immediatamente successivi, come non mancheremo di comunicare sul blog del laboratorio, la stessa cosa avverrà per gli studenti delle altre Università. In breve quindi si partirà con la fase operativa del laboratorio, che speriamo davvero vada bene come quella dell’anno scorso. Saranno presenti alcuni dei partecipanti alla scorsa edizione, in qualità di fellow e per raccontare la loro esperienza.

Il fatto che una buona parte dei blog nati nel laboratorio sia ancora vivo e vegeto è per noi motivo di grande soddifazione. Il fatto poi che molti dei partecipanti abbiano avviato stage che si son conclusi felicemente non fa che confermarci che l’idea di mettere insieme Università, aziende e blogger sia una idea vincente.

Per quanti volessero farsi un’idea dei “risultati” del nostro laboratorio, penso che il modo migliore sia quello di farsi un giro in alcuni tra i più interessanti blog nati nella prima edizione, che riporto qui di seguito e che – in molti casi – meritano davvero di essere aggiunti all’aggregatore…

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Si riparte…

31 marzo 2008

Mai come in questo periodo mi sono reso conto di quanto sia difficile ripartire dopo essersi fermati. Ma proprio per questo sono felice che a darmi l’occasione di rimetter mano al mio blog sia una delle esperienze più belle vissute nel corso dell’ultimo anno: Bloglab.

Con un po’ di ritardo, infatti, stiamo ripartendo con la nuova edizione del nostro laboratorio.

La ricetta rimane sostanzialmente invariata negli ingredienti di base (prendere studenti, docenti universitari, blogger ed aziende, miscelare il tutto, servire ben caldo) ma con Antonio abbiamo immaginato qualche cambiamento nel meccanismo complessivo che racconteremo nel corso della giornata introduttiva, che si terrà a metà Aprile ed alla quale – ovviamente – siete tutti invitati.

Non mi dilungo qui nel raccontare il funzionamento di Bloglab. Coloro i quali l’anno scorso se lo fossero perso, infatti, troveranno tutto nel blog del laboratorio. Ci tengo soltanto a ringraziare ancora una volta tutti quelli che hanno collaborato con noi e grazie ai quali il laboratorio è stato un vero successo. E naturalmente rinnovo anche per quest’anno l’invito a partecipare a quanti vogliano darci una mano. Come? Nei prossimi giorni vi terremo informati tramite i nostri blog ed il blog del laboratorio, che quest’anno vedrà al suo interno ben quattro Università!

Ancora una volta, grazie a tutti (di tutto…).

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La Sapienza mancata

16 gennaio 2008

Chi mi legge sa che insegno alla Sapienza. Mi sono astenuto dal commentare la penosa e squallida vicenda che ha avuto come protagonisti la nostra Università, il nostro Rettore, 67 professori, un mucchio di studenti con molto tempo libero ed i media. E’ finita nell’unico modo possibile. L’unico modo sostenibile per il Vaticano. Ricordo una frase di Voltaire che suona più o meno così: “Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo
diritto di dirlo
“. Mi chiedo quanti di quelli che hanno protestato scompostamente la conoscano. Mi chiedo se impedire di parlare a chi si sostiene abbia impedito di parlare sia un comportamento coerente. Mi chiedo se rispondere con l’intolleranza alla presunta intolleranza sia saggio. O anche semplicemente intelligente. Mi chiedo se i 67 “scienziati” avrebbero promosso la stessa levata di scudi se ad essere invitato fosse stato un Rabbino o un
Ayatollah. E mi chiedo infine, qualora lo avessero fatto, se gli stessi studenti che hanno accolto con grida di soddisfazione l’improvvida lettera dei 67 non avrebbero invece gridato per la stessa lettera, giustamente indignati, allo scandalo.

Altri si son già espressi con efficacia sul tema, io mi limito a linkare il testo che domani non sarà letto da Ratzinger all’inaugurazione di un anno accademico che non potrà che partire all’insegna della più stupida intolleranza.

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Di chi è la colpa dei nostri asini?

5 dicembre 2007

In questo numero di e-Polis il tema è l’ignoranza dei nostri studenti, e la responsabilità di tale ignoranza. Non manca un riferimento a PiùBlog


Peggio di noi, in Europa, solo Grecia e Portogallo. È questo – in sintesi – il risultato della ricerca OCSE-Pirls ( Progress in International Reading Literacy Study) che indaga sul livello di preparazione dei giovani studenti nel mondo. Un risultato che non si può ignorare, se si vogliono oggi porre le basi per un cambiamento futuro. Ma per farlo non si potrà prescindere dalla capacità di conoscere e gestire la complessità che viene dall’universo della Rete. Una Rete che troppo spesso si immagina sia ben nota ai giovani, che senza difficoltà vi navigano e che – a volte – vi si perdono. Tuttavia ritenere il digital divide soltanto un problema generazionale equivarrebbe a sottostimarne enormemente la portata. I nostri giovani (qualcuno li chiama “nativi digitali”), abilissimi a mandare MMS ma molto meno ad usare un semplice foglio elettronico, non sempre comprendono le potenzialità degli strumenti che hanno a disposizione. Dare loro le chiavi di lettura per un uso efficace delle tecnologie è una responsabilità da non sottovalutare, dalla quale dipende in buona parte la possibilità di sviluppo del nostro Paese. Anche di questo, tra le altre cose, si discuterà al convegno PiùBlog, organizzato nell’ambito della Fiera della Piccola e Media editoria, che si terrà a Roma a partire da giovedì presso il Palazzo dei Congressi dell’EUR.


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