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Archivio per la categoria ‘Detto in giro’

Alcune riflessioni su PA e social network per la rivista eGov di Maggioli

22 settembre 2011

L’amico Claudio Forghieri qualche giorno fa mi ha chiesto di rispondere a due domande relative al rapporto tra Pubblica Amministrazione e Social Network per il canale YouTube InnovazioneTV della rivista eGov, di Maggioli (nel comitato scientifico della quale sono entrato da quest’anno).

Le due domande sono le seguenti:

  • cosa deve avere il sito di una PA per potersi definire “2.0″?
  • quali sono le principali considerazioni da fare rispetto al make or buy di soluzioni di social networking per una PA?
Il target è quello degli amministratori pubblici che vogliono avvicinarsi a questa tematica… Ogni domanda in realtà richiederebbe ben più dei 5 minuti impiegati per fornire una primissima risposta, ma mi piacerebbe avere le vostre opinioni in proposito!


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Direste che questa ragazza non esiste? La storia di Eguchi Aimi, Star “virtuale” …e per questo perfetta?

21 agosto 2011

Nella mia rubrica Non Solo Cyber, sull’Espresso di qualche settimana fa, ho parlato del caso di Eguchi Aimi, star “virtuale” giapponese. Eh si, perché la gentile fanciulla dell’immagine qui di fianco in realtà non esiste. O meglio, esiste solo nella memoria dei computer che l’hanno generata. Ecco le mie considerazioni, e voi che ne pensate?

Eguchi Aimi è una cantante giapponese del gruppo AKB48. È bella, brava e molto famosa (…in patria). Ma non saremmo certo qui a parlarne se non fosse per un piccolo particolare: in realtà non esiste. La bella star sedicenne, infatti, è un prodotto “virtuale” realizzato dalla sintesi dei tratti somatici delle altre cantanti del gruppo. A rivelarlo è stato il management delle AKB48, messo alle strette dal video di uno sponsor che mostra come Eguchi sia stata “prodotta” utilizzando il computer. Insomma: centinaia di migliaia di fan non si sono appassionati per una nuova giovane stella della musica giapponese, ma per un hard disk contenente i 150 gigabyte di dati che ne rappresentano la reale essenza.

Non è la prima volta che in Giappone si tenta la strada della star virtuale (un ologramma canterino di nome Hatsune Miku riempie da tempo gli stadi del Sol Levante), ma è la prima volta in cui lo si fa senza che i fan siano realmente consapevoli di emozionarsi per un avatar.

La bella Eguchi fa riflettere su quanto sia facile, oggi, alterare la realtà dei nostri limitati sensi grazie alle meraviglie della tecnologia. In un mondo in cui analogico e digitale si fondono, fisico e immateriale si confondono, virtuale e reale si integrano e si compenetrano in un gioco di specchi e di rimandi sempre più inestricabile, forse la bella Eguchi rappresenta la star perfetta. Realmente virtuale e virtualmente eterna.

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A Start (Radio 1), per parlare della crisi di Wikipedia e delle sue motivazioni

11 agosto 2011

Recentemente Jimmy Wales, nel corso della conferenza annuale di Wikimedia Foundation, si è dichiarato preoccupato per il significativo calo di collaboratori che alimentano Wikipedia. La causa è probabilmente da ricercare nel dilagare dei Social Network, che rubano tempo a quelli che in precedenza questo tempo lo impiegavano per popolare Wikipedia, sostiene Wales.

Personalmente ritengo invece che il calo dei collaboratori sia solo il sintomo del vero problema: non esser stati in grado di rinnovare l’interesse verso un progetto di importanza fondamentale (Wikipedia, con tutti i suoi difetti, è comunque l’esperimento di costruzione condivisa ed organizzata della conoscenza più articolato e significativo della storia dell’uomo).

Nell’era delle reti, Wikipedia ha mantenuto il suo approccio basato, più che su di esse, su un sistema di tipo prettamente comunitario. Qualche anno fa mi sono soffermato, sempre su questo blog, nel descrivere la differenza tra il concetto di comunità e quello di rete nella gestione delle relazioni online. Wikipedia, in questi anni, ha sviluppato una forte comunità di contributori. Tuttavia, nell’era delle reti, l’approccio individualistico che dai blog si è sviluppato nei social network site non favorisce un processo anonimo di “cessione” della propria conoscenza, che nelle comunità (virtuali come reali) dall’individuo fluisce nel gruppo. I Social Network consentono un processo di conferimento del valore individuale verso la comunità con un modello che consente di mantenere la visibilità del proprio apporto. Wikipedia, al contrario, lavora su un principio del tutto opposto. Per intenderci: chi conosce il nome di un autore dell’enciclopedia libera?

Ecco: questa in estrema sintesi ritengo sia l’origine del problema. Non sono i social network site come Facebook che stanno “rubando tempo” agli autori di Wikipedia, è quest’ultima che non è stata in grado di sfruttare e valorizzare quelle dinamiche sociali proprie delle reti che – lavorando su elementi come la reputazione – possano spingere le persone a collaborare.

Di questo tema parliamo oggi il 18 Agosto* alle 11.30 a Start, spazio informativo di Radio Uno, al quale sono stato invitato da Pietro Plastina. Se qualcuno di voi è d’accordo (o meno) con la mia visione dei fatti, sarò più che felice di portare anche il suo punto di vista in trasmissione!

* oggi sono saltate tutte le dirette per dare spazio a Tremonti e le sue comunicazioni in merito alla crisi finanziaria. L’occasione è buona per avere più tempo a disposizione per raccogliere i vostri pareri e portarli in trasmissione!

UPDATE: intervista fatta. L’audio lo trovate qui!

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Su Punto Informatico – Ce la meritiamo la libertà della Rete?

4 luglio 2011

Per la mia rubrica In Controluce, su Punto Informatico, questa settimana mi occupo della discussa delibera dell’AGCom. Il mio obiettivo non è certo quello di discuterne in termini di diritto, cosa che hanno già fatto amici e commentatori più bravi di me. Mi soffermo però su una specie di letargia che affligge la nostra rete. Una volta tanto, non me la prendo con “i soliti noti”, ossia con coloro i quali in rete ci vivono ed a volte di rete ci vivono, ma con gli utenti “normali”, che abituati ad Internet non si rendono conto che – a volte – i diritti bisogna guadagnarseli.

Ecco quindi il mio pezzo per Punto Informatico…

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Comunicare la politica online: il giorno dopo

24 giugno 2011

Tra messaggi su Facebook, SMS, mail e quant’altro non potevo non ritagliarmi cinque minuti per ringraziare tutti anche da qui. Di cosa? Naturalmente di aver contribuito – a vario titolo – a fare della giornata di ieri un momento interessante, interattivo, vivo. In una parola: speciale. E quindi grazie a tutti: agli ospiti che hanno accettato di partecipare, agli amici che si son prestati a moderare i panel, ai partecipanti che son arrivati sino al centro di Roma nella giornata più calda del mese, ai colleghi con i quali negli ultimi mesi ho condiviso il percorso che ci ha portato al libro (ed a molte altre cose).

Il convegno di ieri è andato bene. Bene oltre le aspettative. è andato bene per l’affluenza (i commessi della Camera hanno addirittura – purtroppo – lasciato fuori qualcuno perché la sala era troppo piena), per la presenza dei media, perché su 12 ospiti non c’è stata nemmeno una defezione (e chi organizza convegni sa quanto ciò sia raro). Ma soprattutto perchè sono state dette dai partecipanti molte, moltissime cose interessanti.

Nei prossimi giorni cercheremo con Alessio, Magda e Roberto di fare un po’ d’ordine nelle mille cose che sono emerse e pubblicheremo un post riassuntivo.

Per il momento, grazie a tutti!

 

Detto in giro

Su Punto Informatico – Sky, Current e l’apologia di un universo ingenuo

24 maggio 2011

Troppo spesso capita che si percorrano strade parallele senza mai incrociarsi: la Rete è bella anche perchè favorisce questi incroci. Ed è stato particolarmente stimolante prima incrociare Massimo Mattone, Direttore di Punto Informatico, e poi incontrare Luca Annunziata e Gaia Bottà, gli editor del quotidiano.  Dall’incontro con Luca e Gaia – due persone di raro entusiasmo e grande passione – è nata l’idea di uno spazio dal quale guardare “In Controluce” i fatti della Rete, che inauguro con un commento sulla vicenda Sky-Current.

Qualsiasi commento in proposito  non può che partire da una considerazione di fondo: sarebbe un grande peccato se l’esperienza di Current andasse in qualche modo persa o snaturata. Qualcuno si è posto il problema di chi in Current oggi lavora. Certo, per loro saranno giornate difficili, ma – conoscendo alcuni dei trenta professionisti che lavorano in Current – non ho alcun dubbio sul  fatto che con l’esperienza che hanno maturato sotto la guida di Tommaso e l’expertise specifico acquisito in questi anni non impiegherebbero che una manciata di giorni a piazzarsi sul mercato. Il punto è un altro: salvare un canale che fa davvero dell’informazione libera una bandiera ed un modo di essere. E farlo, purtroppo, passa dall’identificazione di un modello di business sostenibile.

…ma ecco il mio articolo per Punto Informatico…

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Su Punto Informatico – Il ruolo della Rete nelle Elezioni Amministrative: 2009 – 2011 a confronto

21 maggio 2011

Come sa chi mi segue da un po’, da ormai molti anni con un motivato gruppo di collaboratori (Salvatore, popola ‘sto blog, sennò chiudilo!!! :-) ) analizzo le modalità di comunicazione online dei politici italiani. Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato un’anteprima dei risultati della rilevazione delle Amministrative di quest’anno su Punto Informatico. Nell’anteprima riportiamo i dati relativi ai Capoluoghi al voto. Stiamo concludendo l’elaborazione dei dati relativi ad un campione rappresentativo di tutti i Comuni italiani al voto, con un panel di quasi 2.000 candidati monitorati in profondità.

Al di là dei valori assoluti è interessante confrontare i trend di crescita rispetto alla tornata elettorale del 2009, anno nel quale effettuammo – con la stessa metodologia – un’analoga rilevazione.

Riporto qui l’articolo scritto per Punto Informatico…

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Open Data al ForumPA: immaginate un amministratore pubblico…

8 maggio 2011

Immaginate un Amministratore Pubblico con la A maiuscola: curioso, interessato, attivo, intraprendente (si, bisogna faticare un po’ per trovarli, ma a saperli cercare ce ne sono tanti). Immaginate che senta parlare di Open Data e che si incuriosisca: “può essere utile alla mia Amministrazione?“. Immaginate che inizi a cercare degli esperti. Una ricerca lunga e difficile, fatta di falsi profeti e guru improvvisati, ma alla fine fruttuosa. Immaginate che una volta trovati gli esperti li contatti. Li incontri. Faccia loro delle domande. Domande per conoscere. Per capire. Per decidere. Immaginate che per comprendere le dinamiche organizzative, tecniche e giuridiche connesse all’Open Data abbia l’opportunità di confrontarsi con esperti come Ernesto Belisario, Salvatore Marras, Gianluigi Cogo, Roberto Moriondo, Guido Scorza e tanti altri.

Avete appena immaginato quanto verrà “messo in scena” il prossimo 10 Maggio, a partire dalle ore 15.00, al ForumPA, durante il convegno ”Open Data dalle parole ai fatti“. L’incontro è organizzato dall’Associazione Italiana per l’OpenGov, che in quest’occasione presenterà e distribuirà anche la nuova versione della sua guida “Come si fa Open Data? Istruzioni per l’uso per Enti ed Amministrazioni Pubbliche” ed il Contest AppsforItaly, organizzato assieme a Top-ixIWA ed altre Istituzioni pubbliche e private. Di che si tratta? Venite a scoprirlo Martedì 10 Maggio. Ne varrà la pena.

 

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L’Innovazione, nella PA, è un po’ come ballare la samba. Il mio intervento al convegno della rivista eGov sull’Innovazione nella Pubblica Amministrazione

25 aprile 2011

Lo scorso 14 Aprile, in occasione del Premio eGov di Maggioli, nel quale ho avuto l’onore di esser chiamato a far parte della giuria, mi è stato chiesto un breve speech sul tema delle problematiche connesse ai processi organizzativi dell’innovazione della PA. Noto ora che è stato pubblicato assieme agli altri, e lo condivido qui con voi…

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Comunicazione politica in rete: qualche segnalazione

11 marzo 2011

Come sa chi ha la sventura di seguirmi da un po’, da alcuni anni con un gruppo di ricerca diretto da me e coordinato da Mauro Gallinaro monitoriamo le attività di comunicazione online di diversi gruppi politici, tra i quali i Parlamentari, i Sindaci dei Capoluoghi di Provincia ed i giovani amministratori locali.

Quest’attività, nata alcuni anni fa, è cresciuta nel tempo ed è diventata – con tutto ciò che comporta – un interessante filone di lavoro e di ricerca. Per questo motivo, assieme ai miei amici e colleghi di ventura, abbiamo deciso – un po’ di tempo fa – di strutturare le esperienze fatte in un libro. Con Alessio Jacona, Roberto Lippi (no, il blog non lo ha. E nemmeno Facebook. Nessuno è perfetto) e Magda Paolillo abbiamo quindi scritto un “manuale” che si propone di aiutare chi si occupa di comunicazione politica a comprendere come cambiano le dinamiche della comunicazione nell’era del social networking. L’Istituto di Studi Politici San Pio V, che ci ha supportato nell’attività di ricerca, con molta lungimiranza ha accettato la nostra proposta di scrivere un testo che fosse stampato e distribuito nelle librerie ad un prezzo “politico” (10 euro) ma che fosse anche distribuito gratuitamente online, per massimizzarne la distribuzione. Il risultato del nostro lavoro, oltre che in libreria, lo trovate quindi anche qui. Naturalmente, aspettiamo tutti le vostre impressioni. Per quanto mi riguarda è stata una bella esperienza: un bel modo per strutturare l’esperienza acquisita nel tempo e cementare il rapporto con persone di grande valore professionale ed umano (se si rimane ancora amici dopo aver scritto un libro assieme, allora è amicizia vera. Provare per credere).

Nel frattempo, abbiamo anche pubblicato l’ultimo report di ricerca (la sintesi la trovate nel terzo capitolo del libro, la versione integrale la distribuiremo prossimamente):  i risultati principali sono stati ripresi in diversi articoli pubblicati da media nazionali. Un grazie in particolare, in tal senso, va a Alessandro Gilioli de L’Espresso e Jaime D’Alessandro di Repubblica.

I dati delle ricerche saranno riassunti in una serie di infografiche, la prima delle quali è stata ripresa anche da Repubblica e che comunque è riportata in coda a questo post.

Per coordinare le attività che riguardano la comunicazione politica online che stiamo portando avanti abbiamo creato una pagina su Facebook, Vox Politica, tramite la quale vi terremo aggiornati sulle prossime novità!

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