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	<title>Commenti a: Conoscenza e processi di interazione negli strumenti di Social Networking: una proposta di classificazione</title>
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	<description>Internet, Web, Società. Note sconnesse su un mondo interconnesso</description>
	<lastBuildDate>Mon, 19 Jul 2010 14:57:51 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Hidden Side</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/conoscenza-e-processi-di-interazione-negli-strumenti-di-social-networking-una-proposta-di-classificazione/#comment-7889</link>
		<dc:creator>Hidden Side</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 10:55:46 +0000</pubDate>
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		<description>Le analisi di questo tipo, che partono dallo strumento, peccano sempre in un punto: la contestualizzazione antropologica della comunicazione.

La platea di utilizzo degli strumenti in rete è ormai così ampia che non è più possibile applicare analisi che non siano riferite alle culture che adottano gli strumenti.
Differenti bacini sociografici che sono differenziati per comportamenti, finalità, linguaggi e costumi sociali adottati anche nello specifico dei comportamenti in rete.

La stessa curva d&#039;adozione di una piattaforma rispetto ad un altra è sostanzialmente determinata dalla cultura adottante.

Con una banalizzazione estremamente rozza, ma facilmente verificabile, si può verificare che la penetrazione e le finalità di scopo di Flickr si adattano a culture che possiamo rozzamente dire &quot;di sinistra, culturalmente impegnate&quot;, mentre FaceBook e trasversale a culture diverse.

Non a caso FaceBook non viene facilmente analizzato in analisi di questo tipo.
Il motivo che le modalità di utilizzo dello strumento sono evidentemente e drammaticamente differenti per le differenti enclavi sociografiche che l&#039;adottano.
Per cui lo strumento, molto plastico, viene adottato in modi e scopi differenti ... 
Le curve di Epifani per Facebook sarebbero sostanzialmente differenti se riferite alle numerose differenti microculture che insistono sulla piattaforma.
E differente sarebbe la finalità di scopo per ciascuna piattaforma riferita a ciascuna differente microcultura.
Senza questa distinzione si fa solo una analisi riferita ad una particolare ed endemicamente autoreferenziale microcultura .... quella dei geek-networkologhi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le analisi di questo tipo, che partono dallo strumento, peccano sempre in un punto: la contestualizzazione antropologica della comunicazione.</p>
<p>La platea di utilizzo degli strumenti in rete è ormai così ampia che non è più possibile applicare analisi che non siano riferite alle culture che adottano gli strumenti.<br />
Differenti bacini sociografici che sono differenziati per comportamenti, finalità, linguaggi e costumi sociali adottati anche nello specifico dei comportamenti in rete.</p>
<p>La stessa curva d&#8217;adozione di una piattaforma rispetto ad un altra è sostanzialmente determinata dalla cultura adottante.</p>
<p>Con una banalizzazione estremamente rozza, ma facilmente verificabile, si può verificare che la penetrazione e le finalità di scopo di Flickr si adattano a culture che possiamo rozzamente dire &#8220;di sinistra, culturalmente impegnate&#8221;, mentre FaceBook e trasversale a culture diverse.</p>
<p>Non a caso FaceBook non viene facilmente analizzato in analisi di questo tipo.<br />
Il motivo che le modalità di utilizzo dello strumento sono evidentemente e drammaticamente differenti per le differenti enclavi sociografiche che l&#8217;adottano.<br />
Per cui lo strumento, molto plastico, viene adottato in modi e scopi differenti &#8230;<br />
Le curve di Epifani per Facebook sarebbero sostanzialmente differenti se riferite alle numerose differenti microculture che insistono sulla piattaforma.<br />
E differente sarebbe la finalità di scopo per ciascuna piattaforma riferita a ciascuna differente microcultura.<br />
Senza questa distinzione si fa solo una analisi riferita ad una particolare ed endemicamente autoreferenziale microcultura &#8230;. quella dei geek-networkologhi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano Epifani</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/conoscenza-e-processi-di-interazione-negli-strumenti-di-social-networking-una-proposta-di-classificazione/#comment-7887</link>
		<dc:creator>Stefano Epifani</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 10:19:29 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;blockquote cite=&quot;#commentbody-7627&quot;&gt;
&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;#comment-7627&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Folletto Malefico&lt;/a&gt; :&lt;/strong&gt;
&lt;p&gt;Il mio dubbio iniziale è lo scopo, nel senso: nessuna categorizzazione è universale, quindi ogni categorizzazione ha uno scopo. Che scopo stavi perseguendo con questa?&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
L&#039;idea è quella di identificare le funzionalità di alcuni SN e SNS rispetto alle caratteristiche indicate in merito alla costruzione &quot;condivisa&quot; (o collaborativa) della conoscenza...
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Forse non è molto chiaro solamente a me, ma mi è necessario per capire - e anche per criticare costruttivamente - la schematizzazione di analisi che hai proposto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vediamo un po’…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il primo dubbio è: le vedi contrapposte? Perché il grafico a 4 quadranti da un punto di vista inforgrafico suggerisce che ci sia una forma di polarità. Io leggendole posso vedere una polarità, ma è minima. Forse sono io che non ho afferrato il senso complessivo, ma magari cercare di farmelo capire può aiutarti per costruire il modello.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
in effetti i quadranti sono quattro perchè le dimension iidentificate sono quattro, ma lo vedrei più come un grafico radar. In effetti questa visualizzazione trae in inganno...

&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Forse è necessario dettagliarli un po’ di più, perché i blog in generale han bassa “costruzione condivisa” per come la vedo io, ma è di contro un buon media per veicolare processi di costruzione condivisa. In altri termini, è una particolare modalità di costruzione condivisa.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
ecco: su questo punto sarebbe interessante discutere: perchè dici bassa costruzione condivisa? (concordo appieno sul fatto che è una particolare modalità di costruzione condivisa)

&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Anche sui processi di interazione ho un po’ di dubbi, perché quelli esistono indipendentemente dalla capacità di fare rete, quindi presuppongo che tu ti stia riferendo ad una casistica precisa di processi, ovvero “processi a/di rete”. In altri termini, processi che sfruttano il sistema rete.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Insomma, di spunti ce ne sono una infinità, ma credo che commentando qui io non riesca a innescare un dialogo sufficiente… perché richiederebbe cicli stretti di chiarimento. Insomma, sarebbe utile trovarsi vis-a-vis. &lt;img src=&quot;http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif&quot; alt=&quot;;)&quot; class=&quot;wp-smiley&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
ottimo: Quando? ;-)
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Spero però cmq di averti dato un po’ di spunti.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<blockquote cite="#commentbody-7627"><p>
<strong><a href="#comment-7627" rel="nofollow">Folletto Malefico</a> :</strong></p>
<p>Il mio dubbio iniziale è lo scopo, nel senso: nessuna categorizzazione è universale, quindi ogni categorizzazione ha uno scopo. Che scopo stavi perseguendo con questa?</p>
</blockquote>
<p>L&#8217;idea è quella di identificare le funzionalità di alcuni SN e SNS rispetto alle caratteristiche indicate in merito alla costruzione &#8220;condivisa&#8221; (o collaborativa) della conoscenza&#8230;</p>
<blockquote>
<p>Forse non è molto chiaro solamente a me, ma mi è necessario per capire &#8211; e anche per criticare costruttivamente &#8211; la schematizzazione di analisi che hai proposto.</p>
<p>Vediamo un po’…</p>
<p>Il primo dubbio è: le vedi contrapposte? Perché il grafico a 4 quadranti da un punto di vista inforgrafico suggerisce che ci sia una forma di polarità. Io leggendole posso vedere una polarità, ma è minima. Forse sono io che non ho afferrato il senso complessivo, ma magari cercare di farmelo capire può aiutarti per costruire il modello.</p>
</blockquote>
<p>in effetti i quadranti sono quattro perchè le dimension iidentificate sono quattro, ma lo vedrei più come un grafico radar. In effetti questa visualizzazione trae in inganno&#8230;</p>
<blockquote>
<p>Forse è necessario dettagliarli un po’ di più, perché i blog in generale han bassa “costruzione condivisa” per come la vedo io, ma è di contro un buon media per veicolare processi di costruzione condivisa. In altri termini, è una particolare modalità di costruzione condivisa.</p>
</blockquote>
<p>ecco: su questo punto sarebbe interessante discutere: perchè dici bassa costruzione condivisa? (concordo appieno sul fatto che è una particolare modalità di costruzione condivisa)</p>
<blockquote>
<p>Anche sui processi di interazione ho un po’ di dubbi, perché quelli esistono indipendentemente dalla capacità di fare rete, quindi presuppongo che tu ti stia riferendo ad una casistica precisa di processi, ovvero “processi a/di rete”. In altri termini, processi che sfruttano il sistema rete.</p>
<p>Insomma, di spunti ce ne sono una infinità, ma credo che commentando qui io non riesca a innescare un dialogo sufficiente… perché richiederebbe cicli stretti di chiarimento. Insomma, sarebbe utile trovarsi vis-a-vis. <img src="http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif" alt=";)" class="wp-smiley"/> </p>
</blockquote>
<p>ottimo: Quando? <img src='http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<blockquote>
<p>Spero però cmq di averti dato un po’ di spunti.</p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano Epifani</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/conoscenza-e-processi-di-interazione-negli-strumenti-di-social-networking-una-proposta-di-classificazione/#comment-7886</link>
		<dc:creator>Stefano Epifani</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 10:15:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.stefanoepifani.it/?p=772#comment-7886</guid>
		<description>&lt;a href=&quot;#comment-7583&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@Lorenzo&lt;/a&gt; 
proprio di questo ne ho parlato un po&#039; di tempo fa qui: http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/esiste-la-comunita-dei-bloggher-qualche-differenza-tra-comunita-e-rete/ 
Saluti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-7583" rel="nofollow">@Lorenzo</a><br />
proprio di questo ne ho parlato un po&#8217; di tempo fa qui: <a href="http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/esiste-la-comunita-dei-bloggher-qualche-differenza-tra-comunita-e-rete/" rel="nofollow">http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/esiste-la-comunita-dei-bloggher-qualche-differenza-tra-comunita-e-rete/</a><br />
Saluti!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano Epifani</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/conoscenza-e-processi-di-interazione-negli-strumenti-di-social-networking-una-proposta-di-classificazione/#comment-7885</link>
		<dc:creator>Stefano Epifani</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 10:09:57 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;a href=&quot;#comment-7578&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;@gba&lt;/a&gt; 
più o meno nella tua stessa stessa direzione sostanzialmente vanno le osservazioni di capobecchino e Gigi.. in sostanza mi sembra che il tema della catalogazione degli strumenti sia governato da alcuni fattori come la cultura d&#039;uso dell&#039;utenza (vedi twitter negli States), le modalità di utilizzo scelte dagli utenti (vedi il discorso di Gigi con Meemi), le linee di sviluppo dello strumento (vedi le osservazioni di capobecchino, che in effetti ricordano il fatto che gli strumenti sono &quot;vivi&quot;, come dici tu). Ora, il punto è che però - pur concordando sul fatto che non si possa prescindere dalle pratiche &quot;vive&quot; - mi chiedo se esistano delle caratteristiche &quot;intrinseche&quot; dello strumento che lo rendano particolarmente adatto o meno ad un dato utilizzo. Faccio un esempio: Twitter negli USA è usato per condividere informazioni, ma ha le caratteristiche per supportare tale processo di condivisione? (vedi sistemi di tagging, direzionalità, ecc...). Il che potrebbe &quot;girare&quot; il discorso in un&#039;altra direzione, parimenti interessanti: Quali sono le caratteristiche abilitanti rispetto alle diverse possibili funzioni di un Social Network o di un SNS?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="#comment-7578" rel="nofollow">@gba</a><br />
più o meno nella tua stessa stessa direzione sostanzialmente vanno le osservazioni di capobecchino e Gigi.. in sostanza mi sembra che il tema della catalogazione degli strumenti sia governato da alcuni fattori come la cultura d&#8217;uso dell&#8217;utenza (vedi twitter negli States), le modalità di utilizzo scelte dagli utenti (vedi il discorso di Gigi con Meemi), le linee di sviluppo dello strumento (vedi le osservazioni di capobecchino, che in effetti ricordano il fatto che gli strumenti sono &#8220;vivi&#8221;, come dici tu). Ora, il punto è che però &#8211; pur concordando sul fatto che non si possa prescindere dalle pratiche &#8220;vive&#8221; &#8211; mi chiedo se esistano delle caratteristiche &#8220;intrinseche&#8221; dello strumento che lo rendano particolarmente adatto o meno ad un dato utilizzo. Faccio un esempio: Twitter negli USA è usato per condividere informazioni, ma ha le caratteristiche per supportare tale processo di condivisione? (vedi sistemi di tagging, direzionalità, ecc&#8230;). Il che potrebbe &#8220;girare&#8221; il discorso in un&#8217;altra direzione, parimenti interessanti: Quali sono le caratteristiche abilitanti rispetto alle diverse possibili funzioni di un Social Network o di un SNS?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tra comunità di pratiche e burocrazia ottocentesca &#171; Speculum Maius</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/conoscenza-e-processi-di-interazione-negli-strumenti-di-social-networking-una-proposta-di-classificazione/#comment-7827</link>
		<dc:creator>Tra comunità di pratiche e burocrazia ottocentesca &#171; Speculum Maius</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 16:59:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.stefanoepifani.it/?p=772#comment-7827</guid>
		<description>[...] post annesso, dalla cui discussione ho scoperto meemi.com, una piattaforma di social network / microblog, che [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] post annesso, dalla cui discussione ho scoperto meemi.com, una piattaforma di social network / microblog, che [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Folletto Malefico</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/conoscenza-e-processi-di-interazione-negli-strumenti-di-social-networking-una-proposta-di-classificazione/#comment-7627</link>
		<dc:creator>Folletto Malefico</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 21:00:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.stefanoepifani.it/?p=772#comment-7627</guid>
		<description>Il mio dubbio iniziale è lo scopo, nel senso: nessuna categorizzazione è universale, quindi ogni categorizzazione ha uno scopo. Che scopo stavi perseguendo con questa?

Forse non è molto chiaro solamente a me, ma mi è necessario per capire - e anche per criticare costruttivamente - la schematizzazione di analisi che hai proposto.

Vediamo un po&#039;...

Il primo dubbio è: le vedi contrapposte? Perché il grafico a 4 quadranti da un punto di vista inforgrafico suggerisce che ci sia una forma di polarità. Io leggendole posso vedere una polarità, ma è minima. Forse sono io che non ho afferrato il senso complessivo, ma magari cercare di farmelo capire può aiutarti per costruire il modello.

Sulle dimensioni, ne hai poste 4: costruzione condivisa  condivisione, sviluppo di processi  strutturazione di reti.

Forse è necessario dettagliarli un po&#039; di più, perché i blog in generale han bassa &quot;costruzione condivisa&quot; per come la vedo io, ma è di contro un buon media per veicolare processi di costruzione condivisa. In altri termini, è una particolare modalità di costruzione condivisa.

Anche sui processi di interazione ho un po&#039; di dubbi, perché quelli esistono indipendentemente dalla capacità di fare rete, quindi presuppongo che tu ti stia riferendo ad una casistica precisa di processi, ovvero &quot;processi a/di rete&quot;. In altri termini, processi che sfruttano il sistema rete.

Insomma, di spunti ce ne sono una infinità, ma credo che commentando qui io non riesca a innescare un dialogo sufficiente... perché richiederebbe cicli stretti di chiarimento. Insomma, sarebbe utile trovarsi vis-a-vis. ;)

Spero però cmq di averti dato un po&#039; di spunti.

Btw, tu hai visto l&#039;ultimo paper che abbiamo pubblicato? ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio dubbio iniziale è lo scopo, nel senso: nessuna categorizzazione è universale, quindi ogni categorizzazione ha uno scopo. Che scopo stavi perseguendo con questa?</p>
<p>Forse non è molto chiaro solamente a me, ma mi è necessario per capire &#8211; e anche per criticare costruttivamente &#8211; la schematizzazione di analisi che hai proposto.</p>
<p>Vediamo un po&#8217;&#8230;</p>
<p>Il primo dubbio è: le vedi contrapposte? Perché il grafico a 4 quadranti da un punto di vista inforgrafico suggerisce che ci sia una forma di polarità. Io leggendole posso vedere una polarità, ma è minima. Forse sono io che non ho afferrato il senso complessivo, ma magari cercare di farmelo capire può aiutarti per costruire il modello.</p>
<p>Sulle dimensioni, ne hai poste 4: costruzione condivisa  condivisione, sviluppo di processi  strutturazione di reti.</p>
<p>Forse è necessario dettagliarli un po&#8217; di più, perché i blog in generale han bassa &#8220;costruzione condivisa&#8221; per come la vedo io, ma è di contro un buon media per veicolare processi di costruzione condivisa. In altri termini, è una particolare modalità di costruzione condivisa.</p>
<p>Anche sui processi di interazione ho un po&#8217; di dubbi, perché quelli esistono indipendentemente dalla capacità di fare rete, quindi presuppongo che tu ti stia riferendo ad una casistica precisa di processi, ovvero &#8220;processi a/di rete&#8221;. In altri termini, processi che sfruttano il sistema rete.</p>
<p>Insomma, di spunti ce ne sono una infinità, ma credo che commentando qui io non riesca a innescare un dialogo sufficiente&#8230; perché richiederebbe cicli stretti di chiarimento. Insomma, sarebbe utile trovarsi vis-a-vis. <img src='http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Spero però cmq di averti dato un po&#8217; di spunti.</p>
<p>Btw, tu hai visto l&#8217;ultimo paper che abbiamo pubblicato? <img src='http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/conoscenza-e-processi-di-interazione-negli-strumenti-di-social-networking-una-proposta-di-classificazione/#comment-7583</link>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 08:56:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.stefanoepifani.it/?p=772#comment-7583</guid>
		<description>Ciao a tutti,
da un po&#039; mi chiedevo che rapporto c&#039;è se c&#039;è, tra comunità virtuale e Social network?
Sono uno l&#039;evoluzione dell&#039;altra oppure sono due realtà che si fondano su idee di base profondamente diverse?
Che analogie e che differenze le caratterizzano?
Alla fine secondo me non è così scontata come domanda, in fondo assolvono entrambi alla loro funzione comunicatica, ma comunicare attraverso una mailing list o su facebook è così profondamente diverso dal mio punto di vista che non è facile considerarli una l&#039;evoluzione dell&#039;altra. Mi piacerebbe avere un&#039;opinione del forum su questo argomento, per vedere un po&#039; cosa ne esce... e se riesco a schiarirmi le idee

A presto!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti,<br />
da un po&#8217; mi chiedevo che rapporto c&#8217;è se c&#8217;è, tra comunità virtuale e Social network?<br />
Sono uno l&#8217;evoluzione dell&#8217;altra oppure sono due realtà che si fondano su idee di base profondamente diverse?<br />
Che analogie e che differenze le caratterizzano?<br />
Alla fine secondo me non è così scontata come domanda, in fondo assolvono entrambi alla loro funzione comunicatica, ma comunicare attraverso una mailing list o su facebook è così profondamente diverso dal mio punto di vista che non è facile considerarli una l&#8217;evoluzione dell&#8217;altra. Mi piacerebbe avere un&#8217;opinione del forum su questo argomento, per vedere un po&#8217; cosa ne esce&#8230; e se riesco a schiarirmi le idee</p>
<p>A presto!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gba</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/conoscenza-e-processi-di-interazione-negli-strumenti-di-social-networking-una-proposta-di-classificazione/#comment-7578</link>
		<dc:creator>gba</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 22:19:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.stefanoepifani.it/?p=772#comment-7578</guid>
		<description>Ogni tentativo di classificazione è sempre un modo di parzializzare la complessità del ragionamento possibile, eppure è uno sforzo tuile per addentrasi nelle forme di possibile comparazione e tipizzazione.

Detto questo non entro nel merito delle categorie scelte epr costruire gli assi ma noto che usi delle dimensioni che richiamano le “pratiche vive” e che quindi non possono essere solo vincolate alle possibilità dello strumento. Mi spiego: Twitter in america è molto di più condivisione di informazione e forse meno processi di interazione. Oppure: gruppi sociali diversi o generazionali differenti forse possono usar il mezzo in modo differenziato rispeto agli assi che hai scelto.

La prospetiva quindi per me non può essere di pura comparazione tra mezzi (applicazioni) così, in assoluto, ma deve comunque partire da una prospetiva cultural di uso &quot;vivo&quot; del mezzo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni tentativo di classificazione è sempre un modo di parzializzare la complessità del ragionamento possibile, eppure è uno sforzo tuile per addentrasi nelle forme di possibile comparazione e tipizzazione.</p>
<p>Detto questo non entro nel merito delle categorie scelte epr costruire gli assi ma noto che usi delle dimensioni che richiamano le “pratiche vive” e che quindi non possono essere solo vincolate alle possibilità dello strumento. Mi spiego: Twitter in america è molto di più condivisione di informazione e forse meno processi di interazione. Oppure: gruppi sociali diversi o generazionali differenti forse possono usar il mezzo in modo differenziato rispeto agli assi che hai scelto.</p>
<p>La prospetiva quindi per me non può essere di pura comparazione tra mezzi (applicazioni) così, in assoluto, ma deve comunque partire da una prospetiva cultural di uso &#8220;vivo&#8221; del mezzo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco Cardi</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/conoscenza-e-processi-di-interazione-negli-strumenti-di-social-networking-una-proposta-di-classificazione/#comment-7566</link>
		<dc:creator>Francesco Cardi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 12:52:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.stefanoepifani.it/?p=772#comment-7566</guid>
		<description>Bellissimo post, grazie!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo post, grazie!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Attilio Viscido</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/conoscenza-e-processi-di-interazione-negli-strumenti-di-social-networking-una-proposta-di-classificazione/#comment-7535</link>
		<dc:creator>Attilio Viscido</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 08:56:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.stefanoepifani.it/?p=772#comment-7535</guid>
		<description>Da utente di Meemi.com , posso confermare l&#039;unicità del servizio offerto.

Mi ero iscritto a Facebook, ma sono stato sommerso di spazzatura, richieste, gruppi, gente che manco conosci amici di amici....sono scappato

FriendFeed mi ci sono iscritto, ma mi sembra abbia la schiena di legno.

Meemi invece mi ha subito catturato. Tante informazioni, variegate, interessanti e correttamente organizzate. Una gestione mobile di tutto rispetto mi consente di pubblicare contenuti ovunque mi trovi con il mio palmare in modo semplice e veloce.

Pubblicatela una foto su Twitter dal cellulare ;) In Meemi si fa in due secondi (sia dal web che spedendola come allegato ad un indirizzo email personalizzato).

Insomma, per me ormai come Meemi non c&#039;è n&#039;è, e se avessi un capitale da investire lo farei ad occhi chiusi perchè il progetto ha le sue potenzialità, e cosa molto importante, è a misura d&#039;utente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da utente di Meemi.com , posso confermare l&#8217;unicità del servizio offerto.</p>
<p>Mi ero iscritto a Facebook, ma sono stato sommerso di spazzatura, richieste, gruppi, gente che manco conosci amici di amici&#8230;.sono scappato</p>
<p>FriendFeed mi ci sono iscritto, ma mi sembra abbia la schiena di legno.</p>
<p>Meemi invece mi ha subito catturato. Tante informazioni, variegate, interessanti e correttamente organizzate. Una gestione mobile di tutto rispetto mi consente di pubblicare contenuti ovunque mi trovi con il mio palmare in modo semplice e veloce.</p>
<p>Pubblicatela una foto su Twitter dal cellulare <img src='http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  In Meemi si fa in due secondi (sia dal web che spedendola come allegato ad un indirizzo email personalizzato).</p>
<p>Insomma, per me ormai come Meemi non c&#8217;è n&#8217;è, e se avessi un capitale da investire lo farei ad occhi chiusi perchè il progetto ha le sue potenzialità, e cosa molto importante, è a misura d&#8217;utente.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: capobecchino</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/conoscenza-e-processi-di-interazione-negli-strumenti-di-social-networking-una-proposta-di-classificazione/#comment-7534</link>
		<dc:creator>capobecchino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 08:16:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.stefanoepifani.it/?p=772#comment-7534</guid>
		<description>@gigicogo: finchè nun ce smazzo tantissimo, perseguire i propri sogni ripaga ... se non altro ho:

- acquistato competenze
- acquistato conoscenze in problem solving su grosse quantità di dati
- conosciuto tanti amici (che per me è la cosa più importante) 
- confronti

per il resto non è proprio vero che quello che hai detto sia il business modell unico ed imprenscindibile ... quello che noi abbiamo analizzato è diverso ed è molto interessante in termini di ritorni economici ... solo che è &quot;nuovo&quot; e nessuno se la sente in Italia di provare ... infatti stiamo traducendo e contattiamo i &#039;mericani o i francesi ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@gigicogo: finchè nun ce smazzo tantissimo, perseguire i propri sogni ripaga &#8230; se non altro ho:</p>
<p>- acquistato competenze<br />
- acquistato conoscenze in problem solving su grosse quantità di dati<br />
- conosciuto tanti amici (che per me è la cosa più importante)<br />
- confronti</p>
<p>per il resto non è proprio vero che quello che hai detto sia il business modell unico ed imprenscindibile &#8230; quello che noi abbiamo analizzato è diverso ed è molto interessante in termini di ritorni economici &#8230; solo che è &#8220;nuovo&#8221; e nessuno se la sente in Italia di provare &#8230; infatti stiamo traducendo e contattiamo i &#8216;mericani o i francesi <img src='http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gigicogo</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/conoscenza-e-processi-di-interazione-negli-strumenti-di-social-networking-una-proposta-di-classificazione/#comment-7532</link>
		<dc:creator>gigicogo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 08:07:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.stefanoepifani.it/?p=772#comment-7532</guid>
		<description>Enrico le mie due prospettive riguardavano il &quot;business model&quot;. 
Non puoi che convenire che molte delle new web company seguono l&#039;onda o cercano di anticiparla, ma tenendo presente che il &quot;core&quot; del business model è il numero di utenti. Facebook insegna, e Twitter si accomoda dietro.

Tu sei troppo lungimirante e, permettimi, creativo. Mica paga sempre :-) Purtroppo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Enrico le mie due prospettive riguardavano il &#8220;business model&#8221;.<br />
Non puoi che convenire che molte delle new web company seguono l&#8217;onda o cercano di anticiparla, ma tenendo presente che il &#8220;core&#8221; del business model è il numero di utenti. Facebook insegna, e Twitter si accomoda dietro.</p>
<p>Tu sei troppo lungimirante e, permettimi, creativo. Mica paga sempre <img src='http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Purtroppo!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: capobecchino</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/conoscenza-e-processi-di-interazione-negli-strumenti-di-social-networking-una-proposta-di-classificazione/#comment-7531</link>
		<dc:creator>capobecchino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 07:50:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.stefanoepifani.it/?p=772#comment-7531</guid>
		<description>@danilo: appena esce se non abbiamo gia sviluppato le nostre cosette in meemi vediamo se riusciamo ad usare wave ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@danilo: appena esce se non abbiamo gia sviluppato le nostre cosette in meemi vediamo se riusciamo ad usare wave <img src='http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Danilo</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/conoscenza-e-processi-di-interazione-negli-strumenti-di-social-networking-una-proposta-di-classificazione/#comment-7530</link>
		<dc:creator>Danilo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 07:47:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.stefanoepifani.it/?p=772#comment-7530</guid>
		<description>@Enrico, suppongo che la tua mamma non riesca a utilizzare Google Wave. Dal poco che ho potuto leggere e vedere sia abbastanza complessa, spero di essere smentito in futuro.

Credo che uno dei punti di forza sia anche la facilità &quot;user friendly&quot; del servizio. Sono convinto che l&#039;ultimo grafico, cambierà tra qualche mese, non ci sarà più l&#039;icona di FF e F, ma un onda.

Per quanto riguarda i servizi Web made in Italy, sono pienamente d&#039;accordo con te, il problema a mi avviso è la mancanza di soldi e di persone che voglio investire. Le idee, le persone che voglio fare ci sono !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Enrico, suppongo che la tua mamma non riesca a utilizzare Google Wave. Dal poco che ho potuto leggere e vedere sia abbastanza complessa, spero di essere smentito in futuro.</p>
<p>Credo che uno dei punti di forza sia anche la facilità &#8220;user friendly&#8221; del servizio. Sono convinto che l&#8217;ultimo grafico, cambierà tra qualche mese, non ci sarà più l&#8217;icona di FF e F, ma un onda.</p>
<p>Per quanto riguarda i servizi Web made in Italy, sono pienamente d&#8217;accordo con te, il problema a mi avviso è la mancanza di soldi e di persone che voglio investire. Le idee, le persone che voglio fare ci sono !</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: capobecchino</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/conoscenza-e-processi-di-interazione-negli-strumenti-di-social-networking-una-proposta-di-classificazione/#comment-7529</link>
		<dc:creator>capobecchino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 07:32:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.stefanoepifani.it/?p=772#comment-7529</guid>
		<description>Chiamato in causa rispondo :)

Prima di tutto complimenti a Stefano, bell&#039;articolo, l&#039;avevo visto ieri ma sono stato troppo preso.

Riguardo all&#039;ultimo commento di Gigi, sicuramente non è &quot;Essendo strumento sociale, evolve rincorrendo gli usi e le consuetudini, per attrarre utenti.&quot; altrimenti a quest&#039;ora saremo come FF.

Abbiamo una nostra linea e la stiamo seguendo, veniamo presi per visionari, per qualcuno che ha una piattaforma non ottima per fuoriscire dal mercato ... ma secondo me non è cosi.

Per sviluppare meemi abbiamo tenuto sempre conto che l&#039;utente è sempre al centro dell&#039;azione, è l&#039;unico che *sa cosa condividere*, l&#039;unico che sa a *chi indirizzarla* ed infine è l&#039;unico che sa come *collezionarla* (conservarla).

Partendo da questi presupposti abbiamo analizzato quelli che erano gli strumenti 2 anni fa e sul nostro voler creare una piattaforma di messagistica sincrona / asincrona (meemi non è solo quello che vedete ora ma molto molto di più ... come un&#039;onda :P :P :P).

I candidati erano Twitter e Tumblr, dal primo abbiamo preso la sua forza di socializzare e dal secondo abbiamo preso la sua forza di creare contenuti. Da soli erano e sono rimasti sterili nonostante abbiano utenti.

Abbiamo rafforzato le 2 priorità principali ed abbiamo creato una piattaforma che:

1) può servire da identity on line 
2) può servire per gruppi di lavoro
3) può servire per condividere informazioni veloci
4) può servire per comunicare in tempo reale o in differita
...
la lista potrebbe continuare ma mi fermo per ovvie ragioni.

Abbiamo in cantiere molte altre novità (se riusciamo a trovare qualcuno che ci da una mano monetariamente) ed abbiamo analizzato quelli che sono gli strumenti odierni.

Parlando con amici avevo profetizzato la chiusura di Jaiku, Pownce e Beemood ... cosa avvenuta.

Ora Google sta lanciando *Wave* progetto che va di pari passo con la nostra idea ... ma noi siamo nati in Italia :)

Tutto ciò per dire che in Italia si va come i pecoroni, dietro le mode e non ci si aggiorna e non mi stancherò mai di dirlo.

Un esempio fra tutti? Per postare un&#039;immagine su twitter bisogna passare per twitpic che mette un link da cui poter vedere la foto ... su meemi la vedi in tempo reale e la inserisci in tempo reale da web, mobile, link o webcam ... immaginate di avere un netbook ;)

Oppure seguite una discussione con twitter (originale e senza programmi) e poi venite su meemi o su ff.

In Italia manca la competizione (prima ce stava ... poco ma ce stava) ma sopratutto mancano le persone che *credono*, si chiacchiera tanto e male.

In definitiva è possibile identificare una persona in rete non dallo strumento ma dalla sua &quot;vita&quot;, resta per inciso che se lo strumento aiuta la persona la si conosce meglio.

Ah! dimenticavo, la mia mammina che ha 61 anni sa sempre dove mi trovo perchè ha imparato ad usare meemi, guarda le mie fotine e fra un po vedrà anche i nostri video e la nostra voce ... provate a far andare una mamma su twitter e farle vedere foto e video ... oppure su FF ;)

Gente il progresso ce sta ma non bisogna fossilizzarsi sullo strumento che è utile si ma bisogna aggiornarsi ;)

Le mie modeste opinioni logicamente ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Chiamato in causa rispondo <img src='http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Prima di tutto complimenti a Stefano, bell&#8217;articolo, l&#8217;avevo visto ieri ma sono stato troppo preso.</p>
<p>Riguardo all&#8217;ultimo commento di Gigi, sicuramente non è &#8220;Essendo strumento sociale, evolve rincorrendo gli usi e le consuetudini, per attrarre utenti.&#8221; altrimenti a quest&#8217;ora saremo come FF.</p>
<p>Abbiamo una nostra linea e la stiamo seguendo, veniamo presi per visionari, per qualcuno che ha una piattaforma non ottima per fuoriscire dal mercato &#8230; ma secondo me non è cosi.</p>
<p>Per sviluppare meemi abbiamo tenuto sempre conto che l&#8217;utente è sempre al centro dell&#8217;azione, è l&#8217;unico che *sa cosa condividere*, l&#8217;unico che sa a *chi indirizzarla* ed infine è l&#8217;unico che sa come *collezionarla* (conservarla).</p>
<p>Partendo da questi presupposti abbiamo analizzato quelli che erano gli strumenti 2 anni fa e sul nostro voler creare una piattaforma di messagistica sincrona / asincrona (meemi non è solo quello che vedete ora ma molto molto di più &#8230; come un&#8217;onda <img src='http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  <img src='http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  <img src='http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> ).</p>
<p>I candidati erano Twitter e Tumblr, dal primo abbiamo preso la sua forza di socializzare e dal secondo abbiamo preso la sua forza di creare contenuti. Da soli erano e sono rimasti sterili nonostante abbiano utenti.</p>
<p>Abbiamo rafforzato le 2 priorità principali ed abbiamo creato una piattaforma che:</p>
<p>1) può servire da identity on line<br />
2) può servire per gruppi di lavoro<br />
3) può servire per condividere informazioni veloci<br />
4) può servire per comunicare in tempo reale o in differita<br />
&#8230;<br />
la lista potrebbe continuare ma mi fermo per ovvie ragioni.</p>
<p>Abbiamo in cantiere molte altre novità (se riusciamo a trovare qualcuno che ci da una mano monetariamente) ed abbiamo analizzato quelli che sono gli strumenti odierni.</p>
<p>Parlando con amici avevo profetizzato la chiusura di Jaiku, Pownce e Beemood &#8230; cosa avvenuta.</p>
<p>Ora Google sta lanciando *Wave* progetto che va di pari passo con la nostra idea &#8230; ma noi siamo nati in Italia <img src='http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Tutto ciò per dire che in Italia si va come i pecoroni, dietro le mode e non ci si aggiorna e non mi stancherò mai di dirlo.</p>
<p>Un esempio fra tutti? Per postare un&#8217;immagine su twitter bisogna passare per twitpic che mette un link da cui poter vedere la foto &#8230; su meemi la vedi in tempo reale e la inserisci in tempo reale da web, mobile, link o webcam &#8230; immaginate di avere un netbook <img src='http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Oppure seguite una discussione con twitter (originale e senza programmi) e poi venite su meemi o su ff.</p>
<p>In Italia manca la competizione (prima ce stava &#8230; poco ma ce stava) ma sopratutto mancano le persone che *credono*, si chiacchiera tanto e male.</p>
<p>In definitiva è possibile identificare una persona in rete non dallo strumento ma dalla sua &#8220;vita&#8221;, resta per inciso che se lo strumento aiuta la persona la si conosce meglio.</p>
<p>Ah! dimenticavo, la mia mammina che ha 61 anni sa sempre dove mi trovo perchè ha imparato ad usare meemi, guarda le mie fotine e fra un po vedrà anche i nostri video e la nostra voce &#8230; provate a far andare una mamma su twitter e farle vedere foto e video &#8230; oppure su FF <img src='http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Gente il progresso ce sta ma non bisogna fossilizzarsi sullo strumento che è utile si ma bisogna aggiornarsi <img src='http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Le mie modeste opinioni logicamente <img src='http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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