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	<title>Commenti a: MySpace e l&#8217;abbandono dei modelli consolidati&#8230;</title>
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	<description>Internet, Web, Società. Note sconnesse su un mondo interconnesso</description>
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		<title>Di: Valentino</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/myspace-e-labbandono-dei-modelli-consolidati/#comment-6695</link>
		<dc:creator>Valentino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2007 13:36:53 +0000</pubDate>
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		<description>Ho aperto un account su MySpace, per provarlo, visto che se ne parlava tanto...che casino! Non so proprio come facciamo quelli che lo usano tutti i giorni!

Comunque pu&#242; essere incasinato quanto vuole, ma conosco tanti gruppi musicali e collaborazioni per mixtape e canzoni che sono nate tramite MySpace, sotto questo punto di vista sembra ottimo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho aperto un account su MySpace, per provarlo, visto che se ne parlava tanto&#8230;che casino! Non so proprio come facciamo quelli che lo usano tutti i giorni!</p>
<p>Comunque pu&#242; essere incasinato quanto vuole, ma conosco tanti gruppi musicali e collaborazioni per mixtape e canzoni che sono nate tramite MySpace, sotto questo punto di vista sembra ottimo&#8230;</p>
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		<title>Di: alberto d'ottavi</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/myspace-e-labbandono-dei-modelli-consolidati/#comment-6694</link>
		<dc:creator>alberto d'ottavi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2007 06:48:45 +0000</pubDate>
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		<description>ciao stefano, grazie :) 

usabilit&#224; in senso esteso, of course. centrale per&#242; &#232; (dico cosa banale) la viralit&#224;, il navigare da amico ad amico, etc...

estenderei il ragionamento: secondo me le metodologie di analisi dovrebbero proprio essere centrate sul concetto di &quot;cambiamento&quot;, anzich&#233; di &quot;fenomeno&quot;. cio&#232; in un ambiente come myspace (/digg /youtube, etc) per forza si creano dinamiche nuove, specifiche, che ridefiniscono lo &quot;spazio concettuale&quot; per forza di cose

ma scusa, le mie sono solo considerazioni da osservatore, non da studioso :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao stefano, grazie <img src='http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  </p>
<p>usabilit&#224; in senso esteso, of course. centrale per&#242; &#232; (dico cosa banale) la viralit&#224;, il navigare da amico ad amico, etc&#8230;</p>
<p>estenderei il ragionamento: secondo me le metodologie di analisi dovrebbero proprio essere centrate sul concetto di &#8220;cambiamento&#8221;, anzich&#233; di &#8220;fenomeno&#8221;. cio&#232; in un ambiente come myspace (/digg /youtube, etc) per forza si creano dinamiche nuove, specifiche, che ridefiniscono lo &#8220;spazio concettuale&#8221; per forza di cose</p>
<p>ma scusa, le mie sono solo considerazioni da osservatore, non da studioso <img src='http://blog.stefanoepifani.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: thumbria</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/myspace-e-labbandono-dei-modelli-consolidati/#comment-6693</link>
		<dc:creator>thumbria</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 May 2007 18:07:11 +0000</pubDate>
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		<description>Ottima questione. Se ben ricordo, infatti, sia MySpace che SecondLife (per citare un altro caso famoso) erano considerati spazzatura senza alcuna speranza di successo, o comunque con potenzialit&#224; minori dei big dell&#039;epoca. In seguito, invece, sono esplosi e mi ricordo (anche se &#232; pur vero che all&#039;epoca non frequentavo molto blog &quot;tecnici&quot;) di aver saputo del loro successo dai media classici e non da internet.
Il &quot;Web 2.0&quot;, in effetti, &#232; un cambiamento che riguarda gli utenti prima che i servizi, ovvero sono nuovi utenti che hanno sentito la necessit&#224; di nuovi servizi e che i vecchi non hanno compreso.

Secondo me questo errore &#232; originato dal fatto che gli analisti erano parte del fenomeno da analizzare, od almeno si consideravano tali, anche per la difficolt&#224; di inquadrare internet (conosci solo te stesso, quindi &#232; impossibile avere una visione di insieme della rete e dunque non puoi sapere quale nodo ad un certo punto diventer&#224; dominante). La soluzione non pu&#242; che consistere nell&#039;adattare le metodologie di analisi al sistema, perci&#242; all&#039;utenza, da studiare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottima questione. Se ben ricordo, infatti, sia MySpace che SecondLife (per citare un altro caso famoso) erano considerati spazzatura senza alcuna speranza di successo, o comunque con potenzialit&#224; minori dei big dell&#8217;epoca. In seguito, invece, sono esplosi e mi ricordo (anche se &#232; pur vero che all&#8217;epoca non frequentavo molto blog &#8220;tecnici&#8221;) di aver saputo del loro successo dai media classici e non da internet.<br />
Il &#8220;Web 2.0&#8243;, in effetti, &#232; un cambiamento che riguarda gli utenti prima che i servizi, ovvero sono nuovi utenti che hanno sentito la necessit&#224; di nuovi servizi e che i vecchi non hanno compreso.</p>
<p>Secondo me questo errore &#232; originato dal fatto che gli analisti erano parte del fenomeno da analizzare, od almeno si consideravano tali, anche per la difficolt&#224; di inquadrare internet (conosci solo te stesso, quindi &#232; impossibile avere una visione di insieme della rete e dunque non puoi sapere quale nodo ad un certo punto diventer&#224; dominante). La soluzione non pu&#242; che consistere nell&#8217;adattare le metodologie di analisi al sistema, perci&#242; all&#8217;utenza, da studiare.</p>
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