Sulla rimediazione della blogosfera…
Capita che Roldano, nella sua foga di polemista, spesso colga nel segno. E capita che in suo post su FriendFeed si sviluppi una interessante discussione sul rapporto tra quest’ultimo ed i blog.
Uno degli elementi centrali della conversazione, a margine delle osservazioni più o meno caustiche sul rapporto tra blogstar e FF (con un interessante scambio di battute tra Catepol e Giovanni e condivisibilissime osservazioni di Luca), è emerso grazie ad una osservazione dello stesso Roldano:
Io (generale) nel mio blog sono un unicum e posso trascinare le folle (vedi Grillo), qui su FF siamo tutti bene o male paritetici, se escludi il numero di iscritti
Con questa osservazione viene messa in evidenza una differenza fondamentale tra il blog e strumenti come FF, consistente nel sostanziale abbattimento dell’asimmetria informativa tra gli attori coinvolti nel processo di comunicazione. Asimmetria che diminuisce la centralità dell’autore rispetto al suo contenuto, privilegiando la velocità di diffusione dello stesso e la facilità nel coinvolgere la rete di contatti rispetto alla sua strutturazione.
Che questo porti i blogger – soprattutto i più noti – ad allontanarsi da FriendFeed è un altro discorso, del quale la veridicità è tutta da dimostrare. E’ indubbio tuttavia, come ho già avuto modo di osservare qui, che FriendFeed, più di quanto non abbia fatto Twitter, stia rimediando profondamente la blogosfera cambiandone le dinamiche. Che poi ciò porti verso un miglioramento o un peggioramento della qualità di ciò che viene veicolato on-line, è pure un altro tema interessante.
Certamente molti blogger postano di meno, preferendo FF per “conversare” piuttosto che il blog, riservato a contenuti più strutturati. Se questi contenuti più strutturati rimangono nella penna (pardon, nella tastiera) di chi dovrebbe scriverli, dipende da tanti fattori (Tempo? Visibilità? Interesse?). La conseguenza è che molti contenuti potenzialmente interessanti si perdono nelle conversazioni di FriendFeed, quando potrebbero essere sistematizzati nelle pagine di un blog. Ma è pur vero che molte conversazioni – e quella dalla quale siamo partiti ne è un esempio – stimolano lo sviluppo di contributi che probabilmente non avrebbero visto luce.
Nel mutevole equilibrio tra contenuti e conversazioni, quindi, ci avviamo verso un contesto in cui le conversazioni sono più fluide, ma – per certi versi – forse meno incisive?










Già il solo fatto che, parlo per me, non so più se mettere un commento su blog o su FF, se cercare di seguire i commenti su blog o su FF.
La sensazione che si sente da tempo in giro, è che FF “stanchi”, che porti via molto più tempo che seguire i blog, e che alla fine, tanti concetti e ragionamenti si perdano un po’ per la difficoltà di ritrovare i contenuti.
(nel dubbio, stavolta, il commento l’ho messo qui
)
(istintivamente ti avrei commentato su ff e decido invece di commentarti qui)
La mia esperienza di ff è alquanto personale, ma credo in fondo lo sia per tutti. Mi occupo principalmente di turismo, argomento di cui su ff interessa poco o niente. Per cui per me gli ambiti sono sempre rimasti notevolmente separati. Un approfondimento sui temi che tratto nel mio blog avviene, di solito, sul blog stesso o su FB. Friendfeed è stato ed è (sempre per me) una grande fonte di informazioni e segnalazioni (pure troppe…) che poi potevo autonomamente adattare o rielabolare in chiave turistica. Da tempo, però, sento la necessita di ridurre il tempo dedicato a ff perchè, sempre mia opinione, è un pubblico troppo selezionato e quindi, per i miei temi, assai poco rappresentativo. Non riesco ancora a farlo perchè su ff mi deverto, anche molto. Ma fossi più razionale, e comunque in mancanza di tempo, la scelta sarà obbligata. Come vedi nel mio caso non conta tanto la questione dell’assimetria informativa, anzi il problema risulta quasi rovesciato.
commentato… sul blog,
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commentato… sul blog
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Non ritengo il commento di cui sopra del tutto vero (anche se forse ho perso qualche sfumatura dettata dal contesto che ora non riesco a leggere interamente).
L’abbattimento dell’asimmetria non sussiste. O meglio, è strutturato in modo differente:
1. Asimmetria verso l’esterno: per commentare devo essere loggato. Non dimentichiamolo, perché altrimenti si continua a fare l’errore dell’autoreferenzialità.
2. Asimmetria verso l’interno: seppure non c’è più uno spazio delimitato – e quindi cognitivamente rilevante e significativo – comunque il numero di follower condiziona sensibilmente le conversazioni. Se io scrivo lo stesso messaggio postato da qualcuno che ha migliaia di follower, è tanto se ricevo una risposta.
FF diminuisce l’effort percepito per la risposta al costo di aumentare l’effort di entrata, e questo rimodella le interazioni.
Ma abbattere, decisamente, mi sembra eccessivo.
@Folletto Malefico
Non credo che sia così. L’asimmetria esistente tra un blogger ed il suo commentatore (anzi, tra il blogger e la nuvola dei suoi commentatori) è più forte di quella esistente tra un post su friendfeed e le sue risposte. La rete delle relazioni su friendfeed è molto più densa di collegamenti, ma più povera di hub. nel blog ci sono commenti ad un post, su friendfeed ci sono botta e risposta. Tanto che qualcuno (a mio giudizio comunque impropriamente per altri motivi) ha paragonato FF ad una chat (per essere precisi ad IRC).
Condivido invece la riflessione di Roberta per quanto attiene le diverse modalità d’uso che assumono tali strumenti in base al singolo utilizzatore. Cosa enfatizzata anche da GBA in un commento ad un mio precedente post…
risposto sul blog!
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letto da mobile, stamattina sul tram
Io sto coi blog. Lo so che non c’è lotta né contrapposizione, voglio solo dire che preferisco le conversazioni che si sviluppano sui blog, perché le trovo (mediamente) più ponderate, e significative. Tutte le altre considerazioni su presunte blogstar, hanno stancato, e da parecchio. Almeno quanto chi ha problemi di ipertrofia dell’ego.
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Eccomi. commento qui. Adoro commentare i post dei blog (come adoro che venga gente a commentare i miei). Non solo, aggiungo, è sempr eun piacere ri-leggere il prof epifani
sul blog (le apparizioni sporadiche su FF e Twitter ecc. sono oramai fin troppo sporadiche!!)
Bando alle ciance. La mia premessa non è casuale.
Continuo ad essr contro le classificazioni blogosferiche (o friendfeedosferiche). Solo su twitter mi tengo cara la classificazioen di queen…quella consentitemela.
Il blog continua a rimanere il mio “per sempre”, come continuo a dire.
FF, FB e twitter (e tutto il resto) sono lo scorrere continuo, il lifestreaming. L’esserci nel momento esatto in cui la discussioen a luogo, il botta e risposta, le conversazioni che altrimenti forse non avrebbero luogo.
Sono luoghi di aggregazione, la piazzetta, il baretto, il pubetto della blogosfera (e non solo, oramai su tutti e tre i canali, FF, FB e Twitter non c’è solo la componente blogosferica, diciamocelo, forse è questo il problema per molti, la fine della nicchia protetta dove io son qualcuno e mi distinguo chiaramente).
Come luoghi di aggregazione, è bello esserci e partecipare, o anche chiedere le novità al ritorno da periodi di assenza per un qualunque motivo, e ricominciare a frequentare, quando si può, come si può.
Il blog però è per sempre. Il link di un post magari interessantissimo se su FF (o twitter o FB) passa nel flusso al momento sbagliato, non se lo caga nessuno). Invece sul blog arrivano commentatori anche giorni dopo la pubblicazione, perchè l’argomento (futile o utile che sia) ha vita propria nell’intero web e non solo nel recintino (per quanto aperto, se non si ha il lucchetto sull’account) che un qualunque social netqwork comporta.
Sono modalità diverse di presenza in rete che, nel mio caso, si integrano tranquillamente.
Io scherzo molto sulla mia internet addiction, lo sapete. Ma, esempio, in vacanza non sentivo il bisogno di Twittare ogni passaggio ogni singola foto. Di contro, con uno strumento in mano (l’iphone) e la possibilità di farlo comunque (wifi dei B&B), quando mi andava lo facevo, quando potevo lo facevo. Perchè è normale, fa parte del flusso. Solo che magari chiedeva troppo dispendio di energie seguire i vari thread e i vari flame (e il gioconeFF) e tanto altro che nei 15 giorni di mia lontananza fisica da una tastiera accadevano su FF.
Non per questo non si vive senza. COnsapevole che è tutto un flusso di informazioni e conversazioni che scorrono, ho vissuto benissimo senza l’ultimo gossip o l’ultima conversazione interessantissima da 1000 like.
E’ il singolo utilizzatore che decide come utilizzare i canali che ha a disposizione. Non esiste una categoria “blogger” che decide le dinamiche del cosa utilizzare e quando per comunicare. Esiste il singolo che trova la sua dimensione. Chi chiude un account FF ad esempio…lo fa sicuramente per buoni motivi personali che prescindono dall’essere blogger della vecchia guardia, blogger di nicchia, fighetto che se la tira. Ad ogni modo per me, non detta alcuna tendenza.
@catepol
Cara Caterina,
condivido ciò che dici (quanto alla presenza on-line che vuoi farci… si va a periodi!). Tuttavia ritengo sia molto interessante osservare come il nuovo contesto strumentale di fatto ristrutturi e rimedi i vecchi mentre essi non son ancora stabilizzati nelle dinamice d’uso, come pure vedere come cambino le dinamiche, i ritmi di pubblicazione, i post sui blog in funzione dell’esistenza di nuovi canali che aprono nuove potenzialità. QUanto tu sostieni in merito alla rimodulazione degli strumenti, penso sia oro colato.
@donato: un po’ con quelli che vanno con le bionde e sposano le more (come si diceva un tempo), anche io preferisco i blog, ma forse uso più FF… bha…
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E’ verissimo che nell’ultimo anno abbiamo assistito ad una grande ristrutturazione delle dinamiche, anch ele mie son cambiate un po’, non lo nego. Però vedo che si ragiona sempre come trend generali che generali non sono. Ma perchè osserviamo sempre quello che fa un gruppo ristretto di persone, che fino a poco tempo fa circoscrivevamo in blogosfera (che comunque era già molto più ampia di quello che credevamo). Ci son persone che hanno cominciato a scrivere post nelle note di facebook. Persone che un blog non ce l’avevano. Ora hanno facebook, hanno il canale. Poi magari fanno il salto e passano al blog perchè incrociano un “blogger” amico tra i contatti che gli suggerisce di scrivere in un luogo più adatto e magari di relazionare il tutto con facebook.
La cosa positiva è che non riversiamo più i pensieri lunghi un solo periodo sui blog.
Che sui blog ci riserviamo lo psazio per scrivere e approfondire, per diffondere meglio il nostro pensiero (che sia un diario o un blog tecnico).
la differenza fondamentale che ora si delinea secondo me è che sul blog devo un attimo pernsare, concentrarmi, scrivere, argomentare. Allora lo facico quando ho qualcosa da raccontare, quando ho il tempo materiale di fare tutto ciò, quando posso farlo al meglio.
Mentre nel lifestreaming sostanzialmente traduco un pensiero, un’idea, un link, un video, una foto nel momento stesso in cui mi viene. Senza pensarci troppo su.
Può andar bene che diventa conversazione, può andar male che si perde nel flusso.
Può andar bene che diventa nuovo spunto, nuova linfa, che coinvolga tanti contatti. Può andar male che non ci si fila nessuno.
(ma questo accade anche ad un post sul blog)
Pur’io letto stamattina prima di salire in tram, internet on mobile mi sta cambiando la vita… : P
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@catepol
Ma quanto mi piaci quando ti ci metti sul serio!
eh lo so
servono validi stimoli (qua una volta era tutta campagna e ci raccontavamo queste cose approfondendo di blog in blog)
spunti interessantissimi, sarebbero tutti da approfondire. aggiungo solo una cosa, ho trovato personalmente anche una via di mezzo tra i due , il semi-strutturalismo di Tumblr: non ponderato come un post del blog nè effimero come una conversazione su FF. in pratica lo uso come il blocco degli appunti, aperto a tutti. e forse lo preferisco a entrambi
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@Stefano
E’ quello che intendevo con: “FF diminuisce l’effort percepito per la risposta al costo di aumentare l’effort di entrata, e questo rimodella le interazioni.”
Ma non puoi dimenticare il resto.
@Folletto Malefico
ok, abbatte è un po’ forte. Diminuisce?
@catepol
però siamo sicuri che stavamo peggio?
e stavam meglio quando stavamo peggio!
Esattamente! Il termine “rimodellare” secondo me è perfetto nel descrivere quello che sta accadendo – e concordo anche io che parlare di trend generalizzati è anch’esso eccessivo.
Io ad esempio uso poco FriendFeed, ma apprezzo molto la sua capacità di organizzare discussioni, contemporaneamente apprezzo l’incisività e rapidità di Twitter. Questi spostano il bilanciamento del blog, ed è indubbio.
Infatti mi trovo perfettamente d’accordo con catepol quando dice: “la differenza fondamentale che ora si delinea secondo me è che sul blog devo un attimo pernsare, concentrarmi, scrivere, argomentare”.
Non era un caso, “prima”, che su molti blog – mio incluso – ci fossero nei temi due stili, uno per i “post grossi” e uno per i “post piccoli”. Credo che fosse un indicatore di una necessità, che poi è sfociata in Twitter e FF.
Stefano, non ne farei una questione di quantità di tempo dedicato, ma piuttosto di gratificazione ricevuta dall’utilizzo. Da questo punto di vista, per la mia personalissima opinione, anche twitter batte friendfeed. E’ una posizione estremamente soggettiva, ma sincera. — Luca, il mio tumblr si chiama Donato’s drafts, fai un po’ tu
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Markingegno penso che i due elementi vadano messi a sistema (tempo impiegato per ottenere gratificazione…)
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È proprio quello che intendevo: sul blog meno tempo, più soddisfazione (per me). Certo che se invece non hai nulla da fare tutto il giorno, non c’è niente che occupi il tempo come i flame di ff
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ok ho tempo da perdere… facciamo un flame ?
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stefano, tecnicamente — e ragionando anche al di là delle categorie in oggetto nella tua riflessione -: quale ritieni sia oggi la sede più adatta alle conversazioni incisive?
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Valentina, il fatto è che penso che oggi non ci sia "un solo" luogo per una conversazione incisiva. Cerco di spiegarmi meglio: se è vero che il blog consente una maggiore strutturazione dei contenuti allora potrò essere incisivo attraverso questo strumento utilizzando un approccio diverso da quello che dovrò utilizzare su un sistema come FF. In altri termini, ogni strumento sviluppa un suo linguaggio. Ed ogni linguaggio può essere – a suo modo – incisivo. Forse pià che "incisivo" avrei dovuto utilizzare il termine "strutturato" rispetto al tipo di contenuto. Ma il mio timore, in fondo, è che delle conversazioni su FF (et similia) rimanga molto meno di quello che rimane di quanto scritto su un blog…
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@Stefano difatti rimane molto meno delle conversazioni ff
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Domandona, perché il post di un blog avrebbe più dignitaà di un twitt o un post su FF? Se volgio scriver qualcosa di "serio" allora scrivo un articolo o addirittura un libro. Perché il "flusso" non dovrebbe essere considerato importante? Il fatto che "rimanga" (oh stiamo parlando di bit su un server, mica acciaio) è così impostante? Siamo tutti antiquari? Vogliamo lasviare qualcosa agli archeologi? IMHO il luogo non è importante e posso parlare di Aristotele pure durante una partita di calcetto.
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Domandona, perché il post di un blog avrebbe più dignità di un twitt o un post su FF? Se voglio scrivere qualcosa di "serio" allora scrivo un articolo o addirittura un libro. Perché il "flusso" non dovrebbe essere considerato importante? Il fatto che "rimanga" (oh stiamo parlando di bit su un server, mica acciaio) è così impostante? Siamo tutti antiquari? Vogliamo lasciare qualcosa agli archeologi? IMHO il luogo non è importante e posso parlare di Aristotele pure durante una partita di calcetto.
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io non penso in termini di dignità, prima di tutto penso in termini di "pubblici" e di "linguaggi"
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roldano si, ma in un blog post hai piu’ spazio, puoi anche postare 50 k se vuoi. qui no, e anche se si potesse fare un lifestream con post di 50 k e’ illeggibile. come a sua volta un blog post non puo’ sostituire un articolo pubblicato in pdf su un archivio di articoli.
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Roldano pensa all’aggiornamento professionale: ti è mai capitato di fare una ricerca su internet e trovare un post interessante su un blog? a me capita spesso. Molto meno su FF. Inoltre, senza dover essere antiquari, non credo che il ciclo di vita delle informazioni "visibili" su FF sia sufficiente.
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Roldano pensa all’aggiornamento professionale: ti è mai capitato di fare una ricerca su internet e trovare un post interessante su un blog? a me capita spesso. Molto meno su FF.
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@Folletto Malefico
Insomma, l’unico con il quale non sei d’accordo sono io!
stefano ma quella è una conseguenza, un corollario mica l’essenza. Ci sono discussioni "elevate" a questo mondo che non verrà mai a sapere nessuno. Pensa ad una lezione universitaria o una discussione privata tra matematici su un argomento specialistico. Non è il luogo che definisce l’importanza di un argomento, ma l’argomento stesso e chi lo discute. Poi se quei due ci fanno un post.meglio
IMHO
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io concordo con il ciclista del pennello Cinghiale: per un argomento grande occorre un pennello grande. La capacità di sintesi – di una sintesi "forte", non una banalizzazione – è il prodotto di una pratica stilistica e intellettuale continua. Il blog consente non solo di sviluppare un ragionamento, ma anche di esprimerlo con un proprio stile. Può essere una palestra in cui si perfezionano le proprie abilità – grandi o piccole, non è questo il punto – sia nell’esporre che nell’argomentare. Lo stesso commentatore ha a disposizione più materiale su cui ragionare, e non deve perdere tempo e faccine per sintonizzarsi: la conversazione può iniziare su un livello più "alto", senza perdersi in precisazioni. I 140 caratteri vanno benissimo per le battute (meno parole usi migliori sono), le dichiarazioni di principio, i proclami ("Spezzeremo le reni alla Grecia") e naturalmente per il cazzeggio spicciolo. Narrazioni così brevi sono già parecchio difficili ("For sale: baby shoes, never worn").
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@Ghostwriters On Demand dimentichi le discussioni lunghe. Anche Galileo scriveva trattati a mo di discussione. Il batti e ribatti può portare a sviluppare concetti più complessi del semplice onanismo autoreferenziale del post. Anzi dopo una discussione su FF o su Twitter puoi cristallizzare il tutto su un post.
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@ Roldano però li scriveva tutti lui. La forma "dialogo scritto da un solo autore" (esempi a migliaia) è appunto un metodo "controllato" per sviluppare un argomento e renderne espliciti i punti di forza (o di debolezza), o controbattere a obiezioni prevedibili. E’ un espediente retorico (e un genere letterario) che credo sia enormemente impegnativo per un autore. La discussione è utile, ci mancherebbe, ma spesso nei SN si applica e si svolge per frasette pro/contro (con tanto condimento ironico da nauseare uno struzzo). Il mezzo ha deformato la mano, a svantaggio delle abilità retoriche e della qualità stessa degli argomenti proposti. Il testo lungo è diventato tabù, ma non sono ancora utilizzate forme di espressione più sintetiche e ugualmente espressive (ma questo è un altro problema). Non parlo di "grande letteratura" o di "riflessioni profonde". Su questo hai ragione, l’onanismo e il narcisismo si sprecano: l’idea che dai blog potessero nascere "Autori" ha fatto solo dei danni. Parlo della cura nel preparare un proprio…
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be’, il dialogo scritto da una sola mano consente molte libertà, come ci mostra il signor Bannister al minuto 3 circa di questo spezzone: http://www.youtube.com/watch?v=VBPco5yJ4yY&feature=PlayList&p=EFEC9D83E866A211&index=6
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Ghostwriters On Demand io capisco appieno quello che dici e in parte concordo. Ti vorrei far notare questo http://ff.im/8nqm0 . Grazie per il video
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Hai perfettamente ragione a evidenziare questo punto. Molti blogger sono scoraggiati dalla scarsa visibilità che riescono ad ottenere, del tutto indipendentemente dalla qualità o dalla frequenza dei loro post. Un tempo era solo il ben noto fenomeno "the rich gets richer", e il blog novellino cercava di emergere smarchettando a più non posso nei siti delle blogstar e cercando di incrociare link. Oggi non credo sia una strategia sensata (almeno per un blog non professionale) e sospetto che, a meno di disporre di quantità di tempo illimitate da dedicare al marketing su millemila piattaforme, lo sforzo richiesto per mettere insieme un pubblico "affezionato" sia enorme. Anche questo ha un effetto depressivo su quantità e qualità dei contenuti: a che pro stare lì a lavorarci sopra se poi li legge solo la fidanzata ?
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Hai perfettamente ragione a evidenziare questo punto. Molti blogger sono scoraggiati dalla scarsa visibilità che ottengono, del tutto indipendentemente dalla qualità o dalla frequenza dei loro post. Un tempo era solo il ben noto fenomeno "the rich gets richer", e il blog novellino cercava di emergere smarchettando a più non posso nei siti delle blogstar e cercando di incrociare link. Oggi non credo sia una strategia sensata (almeno per un blog non professionale) e sospetto che, a meno di disporre di quantità di tempo illimitate da dedicare al marketing su millemila piattaforme, lo sforzo richiesto per mettere insieme un pubblico "affezionato" sia enorme. Anche questo ha un effetto depressivo su quantità e qualità dei contenuti: a che pro stare lì a lavorarci sopra se poi li legge solo la fidanzata ?
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Mah, per me esiste solo il blog e i suoi commenti (e tumbrl per appuntarmi cose che mi piacciono, senza alcun impegno). Il blog è stabile, concreto. FF lo trovo sempre più dispersivo, superficiale e disordinato; anche i discorsi più interessanti (brillanti o seri non importa) ad un tratto si perdono, tramutandosi sempre in un indistinto rumore, come una sala troppo affollata. Sarà che ho sempre più bisogno di punti fermi, ma per me è “sempre W il blog”. :-**
Gost & Roldano: penso che i vostri utlimi scambi di battute dimostrino come si possa "costruire" collettivamente conoscenza anche su FF. Tuttavia, se qualcuno non si prenderà la briga di "cristallizzare" i risultati della discussione in un post, probabilmente tutto ciò sparirà nei meandri della rete nel giro di qualche giorno. Ecco, questo penso sia un grande limite della piega che stanno prendendo le cose da queste parti… è un po’ come partecipare ad un focus group e non stilare il report conclusivo. Una occasione (parzialmente?) perduta…
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Hai ragione, proprio l’altro giorno qualcuno ha postato un link ad un articolo molto interessante che a distanza di ore mi poteva servire e non sono più riuscito a trovarlo. Ci vorrebbe la possibilità di coniugare tags, archivio, con il lifestreaming, ma in modo davvero serio.
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@stefano
esattamente quello che penso io
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@Mitì: mi permetto di girare il tuo commento su FF, dove c’è uno scambio di interventi in proposito molto interessante!
PS: Il problema della dispersione delle conversazioni, poi, è pure da analizzare: un po’ di commenti qui.. un po’ lì…
Riporto un commento di Mitì al mio post originale (lei non è da queste parti): "Mah, per me esiste solo il blog e i suoi commenti (e tumbrl per appuntarmi cose che mi piacciono, senza alcun impegno). Il blog è stabile, concreto. FF lo trovo sempre più dispersivo, superficiale e disordinato; anche i discorsi più interessanti (brillanti o seri non importa) ad un tratto si perdono, tramutandosi sempre in un indistinto rumore, come una sala troppo affollata. Sarà che ho sempre più bisogno di punti fermi, ma per me è “sempre W il blog”. :-**"
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la dispersione è il MALE, come direbbe qualcuno. O meglio, serve avere tempo e strumenti per seguire i diversi fili che prende una conversazione. Bello da una parte, perchè per serendipity una conversazione interessante oramai va ovunque. Quasi impossibile da seguire se non ti attrezzi di qualche strumento che (notificandoti via mail o via rss o coi piccioni viaggiatori) ti aiuti a perderci poco tempo dietro. E ad intervenire, se la conversazione parte da un tuo post, da una tua idea lanciata nella rete.
It takes time
(e voglia di farlo)
ti ho aricommentato là
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@stefano ho avuto una buona palestra di discussione, che a un certo punto è degenerata perché si è passati dal confronto di idee (a volte anche zeppo di colpi bassi) allo scazzo personale e all’insulto generico, o alla frasetta insulsa. (questo era il mio account: http://www.ilbarbieredellasera.com/user.php?op=userinfo&uname=Dust). Il punto di partenza era di solito un testo relativamente lungo (spesso troppo lungo, nel mio caso), che era passato al vaglio di una redazione. In più, difficilmente le domande pertinenti (e di solito lo erano) restavano senza risposta. Secondo me il BdS dei bei tempi continua a rimanere un ottimo modello a cui ispirarsi. [ una "Mitì" blogger ? forse ci conosciamo. Nel caso: saluti da Dust ] @Maurizio usando Delicious un qualche "circuito" tra tag, FF e archivio riesco a crearlo, anche se in effetti non è un’integrazione molto fluida.
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@tutti ma FF come laboratorio di intelligenza collettiva? Fucina di spunti per i post? Il problema è che i post necessitano di tempo. O forse è solo una questione di pigrizia o peggio di solitudine?
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fucina di spunti per i post suona un po’ come una nemesi, ma non mi sembra un’idea peregrina. Per come la vedo io di intelligenza collettiva si può parlare solo in presenza di un progetto o come risultato di un’interpretazione: non ho mai creduto che nascesse spontaneamente, come una specie di pattern. Il problema – almeno per me – è il tempo, sia quello degli impegni lavorativi e famigliari sia quello che voglio semplicemente trascorrere lontano dal web
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Roldano, nessuno sta dicendo che ff non serve a niente o che fa schifo. La polemica gratuita, i continui, costanti tentativi di buttarla in rissa anche per le questioni più futili, quello sì, lo dico io: è l’aspetto che meno apprezzo di ff.
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fucina di nuovi post secondo me si, possibile, anzi…io certe volte vorrei scrivere di cose che mi passano sotto gli occhi qui…poi se non lo faccio subito…tutto scorre.
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complimenti per il sito volevo segnalarvi il mio http://cucinapiemontese.blogspot.com non solo ricette, itinerari , eventi e curiosità sul piemonte. buon viaggio.
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triste… forse bisogna parlare solo delle cose che si sa bene o cui si e’ interessati e lasciare perdere, o stare alla finestra, di tutto il resto
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Credo che il bello (ma anche il brutto) della rete sia che il ciclo di vita delle piattaforme assomigli sempre più, come durata intendo, a quello delle farfalle. Per cui non si fa in tempo a conoscere una nuova piattaforma, che questa scivola già nell’obsolescenza.
Seguire queste mode può essere una cosa davvero interessante per hobbisti ed appassionati, ma diventa una dispersione di energie e risorse per i professionisti.
Vi ricordate (parliamo di mesi fa, non di anni) l’enorme battage di Second Life ? Con primarie aziende che si rincorrevano per sbarcare nel modo virtuale ? Beh credo che ben pochi abbiano ammortizzato gli investimenti in termini di denaro e risorse umane prima che la piattaforma fosse sostanzialmente abbandonata dai navigatori.
Segnalo anche questo interessante articolo sui blog: http://www.corriere.it/cronache/09_settembre_19/blogger_frattini_0bcc49b6-a4f3-11de-8486-00144f02aabc.shtml
Dove tra l’altro emerge che "il 94 per cento dei siti personali rilevati nel 2008 è stato chiuso o abbandonato".
Quindi dobbiamo dedurre che siamo già nella fase di maturità del ciclo vitale dei blog personali, cannibalizzati dai social networks più in voga.
Ma questi quanto dureranno ?
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tutto scorre. e su FF tutto scorre un pò troppo velocemente…
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Buongiorno
sono una studentessa dell’università Iulm e sto svolgendo la tesi di laurea sulla social media intelligence.Il professor Goetz, il mio relatore, mi ha consigliato di contattarla per importanti suggerimenti per la tesi, possiamo sentirci via mail e magari confrontarci anche per uno scambio di idee, la mia mail è wandabergamaschi@libero.it
Confido in una sua risposta
Saluti
Wanda Bergamaschi
scusa… dicevi?
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Mi aggancio al concetto del ciclo delle farfalle per quanto concerne la durata in termini di tempo, delle piattaforme social. Tant’è che persino twitter, in affanno di bilancio, ha deciso di "coomercializzarsi" ed aprirsi all’adv.
Io penso, e lo sostengo da tempo, che al di là di tutte le chiacchiere, vinca l’idea, il contenuto. Niente cntenuti, niente vittoria. Alla lunga, possiamo girarla come si vuole, ma chi ha un bel blog, come questo ad esempio, e ha cose intelligenti da dire, avrà vita lunga.
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io cerco di portare i miei 2 cents.
Il problema che ho incontrato io inizialmente nel “vivere” FF, è stato che spostava le discussioni fuori dal mio blog, impoverendone le pagine.
C’erano infatti più commenti sotto il link in FF che nel blog stesso.
Io ho risolto aggiungendo un plug in (sotto wordpress, altrimenti c’è anche intense debate) che mostra sotto il post, sia i commenti lasciati nel blog, sia i commenti e i like messi su Friendfeed.
Ora credo che sia il momento di fare un passo avanti, cioè aggiungere al blog non solo i commenti fatti su FF, ma i messaggi stessi.
Questo significherà trasformarlo da blog ad “aggregatore”? può essere, ma ritengo che ci siano strumenti adatti ad una cosa e strumenti adatti ad un’altra, ma quello che sicuramente serve sempre è un punto centrale da dove si può vedere tutto.
La contaminazione è alla base di tanti successi, io mi auguro che lo sia anche per il futuro di questi due strumenti.
con @Igor ne abbiamo poi parlato di persona, e non sembri il commento di chi non conosce: lui ne sa e molto, ma da operatore non vede ancora un ritorno all’altezza delle aspettative che tutti sbandierano (ah le aspettitive, gira che ti rigira si torna sempre li).
@Andreas: anche io mi sono espressa sull’argomento come te, sottolineando l’importanza dei contenuti, il vero spartiacque http://blog.tui.it/interviste/la-prof-del-turismo-online-intervista-a-roberta-milano/
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Girando per la blogosfera ho notato che molti bloggers ormai incorporano le conversazioni di ff dirattamente in calce al post nei commenti. Si sta avviando un processo di fusione tra questi due strumenti?