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	<title>Commenti a: Qualche considerazione sulla Net Neutrality</title>
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	<description>Internet, Web, Società. Note sconnesse su un mondo interconnesso</description>
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		<title>Di: Gianmarco</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/qualche-considerazione-sulla-net-neutrality/#comment-5915</link>
		<dc:creator>Gianmarco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 10:54:03 +0000</pubDate>
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		<description>Mi scuso degli errori grammaticali e dalla ripetizione di alcune parole tipo &quot; in merito&quot; o cos&#236;&quot;
Gianmarco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi scuso degli errori grammaticali e dalla ripetizione di alcune parole tipo &#8221; in merito&#8221; o cos&#236;&#8221;<br />
Gianmarco</p>
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		<title>Di: Gianmarco</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/qualche-considerazione-sulla-net-neutrality/#comment-5914</link>
		<dc:creator>Gianmarco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 10:50:44 +0000</pubDate>
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		<description>Salve a tutti ragazzi, sono uno studente neo diplomato al liceo scientifico della mia citt&#224;, Augusta in sicilia. Ho da poco concluso il concorso d&#039;ammissione alla scuola superiore di Catania, un istituto d&#039;eccellenza a statuto speciale finanziato dal MIUR e da regione provincia e comune. Ahim&#232;, non ho passato il concorso che consisteva nel comporre due temi d&#039;italiano scritti su argomenti socio - economici, politico sociali e giuridico istituzionali. Il tema che ho scelto di svolgere riguardava prorpio la net neutrality. Il titolo era questo: &quot;LA RETE COME MONOPOLIO NATURALE E IL PROBLEMA DELLA NET NEUTRALITY&quot;.In allegato mi fornivano un articolo di Massimo Fobini da commmentare.
A dire il vero, prima di leggere questa prova avevo solo sentito parlare di questa problematica e quindi avevo poche superficiali conoscenze in merito. Nonostante ci&#242; mi imbarcai nello svolgere questa prova che schematizzai cos&#236;:
cos&#236;:
1) Esposizione concetti di monopolio naturale e di net neutrality.
2) Analisi della problematica della neutralit&#224; della rete, parti a favore e pareri contrari.
3) Posizione personale.

Dunque, riassumendo, ho da prima esposto distintamente il concetto di monopolio naturale ( come termine economico) e di net neutrality. Successivamente ho definito la posizione di Massimo fobini e di tutti coloro che erano a favore della net neutrality ( tra gli altri ho pure infilato Beppe Grillo), e coloro che erano contro, ovvero tutte le aziende che sullo sviluppo di internet hanno investito. Infine, ho definito la mia posizione che coincide con quella di coloro che sono a favore della net neutrality, concludendo in questo modo: &quot;In nome del vincolo comune, condiviso da tutti i paesi democratici che si rispettino, di una informazione libera e trasparente, liberaiamo Internet!
Concluso il tema pensavo fosse andato tutto bene, ma visto l&#039;esito negativo ( addirittura non ho raggiunto neanche la sufficienza) mi sono giunti forti dubbi.
Visto il vostro alto grado d&#039;informazione in merito alla net neutrality desiderei delucidazioni in merito ringraziandovi anticipatamente.  Gianmarco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti ragazzi, sono uno studente neo diplomato al liceo scientifico della mia citt&#224;, Augusta in sicilia. Ho da poco concluso il concorso d&#8217;ammissione alla scuola superiore di Catania, un istituto d&#8217;eccellenza a statuto speciale finanziato dal MIUR e da regione provincia e comune. Ahim&#232;, non ho passato il concorso che consisteva nel comporre due temi d&#8217;italiano scritti su argomenti socio &#8211; economici, politico sociali e giuridico istituzionali. Il tema che ho scelto di svolgere riguardava prorpio la net neutrality. Il titolo era questo: &#8220;LA RETE COME MONOPOLIO NATURALE E IL PROBLEMA DELLA NET NEUTRALITY&#8221;.In allegato mi fornivano un articolo di Massimo Fobini da commmentare.<br />
A dire il vero, prima di leggere questa prova avevo solo sentito parlare di questa problematica e quindi avevo poche superficiali conoscenze in merito. Nonostante ci&#242; mi imbarcai nello svolgere questa prova che schematizzai cos&#236;:<br />
cos&#236;:<br />
1) Esposizione concetti di monopolio naturale e di net neutrality.<br />
2) Analisi della problematica della neutralit&#224; della rete, parti a favore e pareri contrari.<br />
3) Posizione personale.</p>
<p>Dunque, riassumendo, ho da prima esposto distintamente il concetto di monopolio naturale ( come termine economico) e di net neutrality. Successivamente ho definito la posizione di Massimo fobini e di tutti coloro che erano a favore della net neutrality ( tra gli altri ho pure infilato Beppe Grillo), e coloro che erano contro, ovvero tutte le aziende che sullo sviluppo di internet hanno investito. Infine, ho definito la mia posizione che coincide con quella di coloro che sono a favore della net neutrality, concludendo in questo modo: &#8220;In nome del vincolo comune, condiviso da tutti i paesi democratici che si rispettino, di una informazione libera e trasparente, liberaiamo Internet!<br />
Concluso il tema pensavo fosse andato tutto bene, ma visto l&#8217;esito negativo ( addirittura non ho raggiunto neanche la sufficienza) mi sono giunti forti dubbi.<br />
Visto il vostro alto grado d&#8217;informazione in merito alla net neutrality desiderei delucidazioni in merito ringraziandovi anticipatamente.  Gianmarco</p>
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		<title>Di: MFP</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/qualche-considerazione-sulla-net-neutrality/#comment-5913</link>
		<dc:creator>MFP</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Oct 2007 12:10:13 +0000</pubDate>
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		<description>Nicola, purtroppo una definizione di net neutrality che ben si adatti ad ogni circostanza non c&#039;&#232; (Vittorio Bertola forse ne conosce una buona; ma io devo ancora arrivarci). Ad esempio quella che hai riportato tu non include il problema vodafone!
I modi per sgretolare la neutralit&#224; sono virtualmente infiniti... ad esempio questa volta si passa per il prezzo... che &#232; certamente meno esplicito di bloccare le porte (e quindi determinati servizi) o prioritizzare il traffico &quot;proprio&quot; rispetto a quello degli altri; ma porta allo stesso risultato: l&#039;operatore sceglie i servizi e/o i contenuti veicolati in rete (e in mobilit&#224;, che &#232; il mercato tlc pi&#249; interessante e forse l&#039;unico che sar&#224; finanziariamente autonomo ancora per un po&#039; di tempo). Non potendolo fare istantaneamente perch&#232; hanno provato pi&#249; volte ed hanno fallito sistematicamente (es: il WAP non &#232; attraente quanto il WEB), l&#039;operatore introduce delle piccolissime barriere di potenziale (es: di prezzo) che nel tempo (questo &#232; fondamentale: nel tempo) porta allo stesso risultato. Spalmare nel tempo permette di rendere pi&#249; complicata la comprensione... ma l&#039;obiettivo, il traguardo che si pongono, &#232; sempre lo stesso; che non &#232; far saltare la neutralit&#224;; &#232; lucrare... tutto lecito... per&#242; per farlo senza cambiare pelle, cambiare ottica, cambiare posizione, cambiare organizzazione, devono per forza abbattere la neutralit&#224;... l&#039;amministrazione delle telco &#232; un po&#039; ad un bivio: &quot;abbattiamo la neutralit&#224;, o perdiamo il lock-in sulla mobilit&#224;, che significa doversi mettere in competizione anche con il primo Mario Rossi che inventa un servizio 2.0 che tira, e oltretutto ci carichiamo gli switching costs necessari a diventare orizzontali?&quot;

Non &#232; una posizione invidiabile... potrebbero addirittura scoprire che fare gli operatori non &#232; pi&#249; tanto redditizio quanto lo &#232; stato fino ad oggi...
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nicola, purtroppo una definizione di net neutrality che ben si adatti ad ogni circostanza non c&#8217;&#232; (Vittorio Bertola forse ne conosce una buona; ma io devo ancora arrivarci). Ad esempio quella che hai riportato tu non include il problema vodafone!<br />
I modi per sgretolare la neutralit&#224; sono virtualmente infiniti&#8230; ad esempio questa volta si passa per il prezzo&#8230; che &#232; certamente meno esplicito di bloccare le porte (e quindi determinati servizi) o prioritizzare il traffico &#8220;proprio&#8221; rispetto a quello degli altri; ma porta allo stesso risultato: l&#8217;operatore sceglie i servizi e/o i contenuti veicolati in rete (e in mobilit&#224;, che &#232; il mercato tlc pi&#249; interessante e forse l&#8217;unico che sar&#224; finanziariamente autonomo ancora per un po&#8217; di tempo). Non potendolo fare istantaneamente perch&#232; hanno provato pi&#249; volte ed hanno fallito sistematicamente (es: il WAP non &#232; attraente quanto il WEB), l&#8217;operatore introduce delle piccolissime barriere di potenziale (es: di prezzo) che nel tempo (questo &#232; fondamentale: nel tempo) porta allo stesso risultato. Spalmare nel tempo permette di rendere pi&#249; complicata la comprensione&#8230; ma l&#8217;obiettivo, il traguardo che si pongono, &#232; sempre lo stesso; che non &#232; far saltare la neutralit&#224;; &#232; lucrare&#8230; tutto lecito&#8230; per&#242; per farlo senza cambiare pelle, cambiare ottica, cambiare posizione, cambiare organizzazione, devono per forza abbattere la neutralit&#224;&#8230; l&#8217;amministrazione delle telco &#232; un po&#8217; ad un bivio: &#8220;abbattiamo la neutralit&#224;, o perdiamo il lock-in sulla mobilit&#224;, che significa doversi mettere in competizione anche con il primo Mario Rossi che inventa un servizio 2.0 che tira, e oltretutto ci carichiamo gli switching costs necessari a diventare orizzontali?&#8221;</p>
<p>Non &#232; una posizione invidiabile&#8230; potrebbero addirittura scoprire che fare gli operatori non &#232; pi&#249; tanto redditizio quanto lo &#232; stato fino ad oggi&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: vb</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/qualche-considerazione-sulla-net-neutrality/#comment-5912</link>
		<dc:creator>vb</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Oct 2007 09:17:26 +0000</pubDate>
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		<description>La network neutrality &#232; un problema politico, ci mancherebbe: non riguarda solo la distribuzione del valore tra i vari attori della catena, ma anche la libert&#224; di espressione e altri valori fondamentali.

Personalmente, tramite la campagna per la Carta dei Diritti della Rete (che molti vedono come il fumo negli occhi, salvo poi scoprire che di principi generali da difendere ce ne sono eccome), sto cercando di fare in modo che la network neutrality diventi un principio riconosciuto in sede internazionale, a partire dalle Nazioni Unite.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La network neutrality &#232; un problema politico, ci mancherebbe: non riguarda solo la distribuzione del valore tra i vari attori della catena, ma anche la libert&#224; di espressione e altri valori fondamentali.</p>
<p>Personalmente, tramite la campagna per la Carta dei Diritti della Rete (che molti vedono come il fumo negli occhi, salvo poi scoprire che di principi generali da difendere ce ne sono eccome), sto cercando di fare in modo che la network neutrality diventi un principio riconosciuto in sede internazionale, a partire dalle Nazioni Unite.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Maurizio Goetz</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/qualche-considerazione-sulla-net-neutrality/#comment-5911</link>
		<dc:creator>Maurizio Goetz</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 18:10:42 +0000</pubDate>
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		<description>Stefano chiarisco meglio il mio pensiero, hai fatto bene a &quot;costringermi&quot; a puntualizzare. La penso come te, avrei dovuto dire, sono per il mercato quando &#232; libero e aperto.

Sono molto preoccupato, da una serie di cose: il disegno di legge relativo alla riforma sull&#039;editoria in relazione ai blog, la proposta U.S.A della Internet Tax, insomma c&#039;&#232; di che stare all&#039;erta. Ribadisco, credo che internet sia da equiparare all&#039;acqua &#232; una risorsa per tutti.

Se qualcuno vuole un canale preferenziale, costruisca una Internet due riservata, con solo contenuti pregiati e niente spam, perch&#232; la rete attuale non appartiene agli operatori, ma &#232; una rete aperta, &#232; cos&#236; per me dovrebbe rimanere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stefano chiarisco meglio il mio pensiero, hai fatto bene a &#8220;costringermi&#8221; a puntualizzare. La penso come te, avrei dovuto dire, sono per il mercato quando &#232; libero e aperto.</p>
<p>Sono molto preoccupato, da una serie di cose: il disegno di legge relativo alla riforma sull&#8217;editoria in relazione ai blog, la proposta U.S.A della Internet Tax, insomma c&#8217;&#232; di che stare all&#8217;erta. Ribadisco, credo che internet sia da equiparare all&#8217;acqua &#232; una risorsa per tutti.</p>
<p>Se qualcuno vuole un canale preferenziale, costruisca una Internet due riservata, con solo contenuti pregiati e niente spam, perch&#232; la rete attuale non appartiene agli operatori, ma &#232; una rete aperta, &#232; cos&#236; per me dovrebbe rimanere.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Folletto Malefico</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/qualche-considerazione-sulla-net-neutrality/#comment-5910</link>
		<dc:creator>Folletto Malefico</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 13:20:44 +0000</pubDate>
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		<description>Parto rispondendo alla tua domanda conclusiva: la net neutrality &#232; un valore universale.

Faccio quindi un leggero paragone con la libert&#224; di stampa: la stampa non &#232; universalmente diffusa, accessibile in egual modo, n&#233; di facile produzione. Ha dei costi di produzione e dei canali di diffusione da pagare.

In egual modo, la net neutrality deve esserci, intesa come &quot;libert&#224; di poter diffondere potenzialmente l&#039;informazione, che vuole e deve essere libera&quot;.
Sulle modalit&#224; con cui questo avviene, poi, si pu&#242; discutere. In altri termini, non dovrebbe esserci discriminazione a priori dei contenuti per recare vantaggio a qualcuno, l&#039;unica discriminazione possibile &#232; quella dettata da limiti tecnici (i.e. se non c&#039;&#232; ADSL in una data regione, poco si pu&#242; fare, al pi&#249; dovrebbe intervenire lo stato).

In quest&#039;ottica, non trovo che sia del tutto sbagliato l&#039;esistenza di un canale preferenziale. In fondo, se io voglio dei dati, posso anche volerli pagare di pi&#249; per averli prima. Il punto &#232; che questo non dovrebbe inficiare tutti gli altri. Purtroppo per&#242; questo avverrebbe automaticamente (i cavi sono quelli, se ne riservo una parte...) e quindi tale possibilit&#224; dovrebbe essere preclusa, per evitare abusi che sicuramente ci sarebbero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Parto rispondendo alla tua domanda conclusiva: la net neutrality &#232; un valore universale.</p>
<p>Faccio quindi un leggero paragone con la libert&#224; di stampa: la stampa non &#232; universalmente diffusa, accessibile in egual modo, n&#233; di facile produzione. Ha dei costi di produzione e dei canali di diffusione da pagare.</p>
<p>In egual modo, la net neutrality deve esserci, intesa come &#8220;libert&#224; di poter diffondere potenzialmente l&#8217;informazione, che vuole e deve essere libera&#8221;.<br />
Sulle modalit&#224; con cui questo avviene, poi, si pu&#242; discutere. In altri termini, non dovrebbe esserci discriminazione a priori dei contenuti per recare vantaggio a qualcuno, l&#8217;unica discriminazione possibile &#232; quella dettata da limiti tecnici (i.e. se non c&#8217;&#232; ADSL in una data regione, poco si pu&#242; fare, al pi&#249; dovrebbe intervenire lo stato).</p>
<p>In quest&#8217;ottica, non trovo che sia del tutto sbagliato l&#8217;esistenza di un canale preferenziale. In fondo, se io voglio dei dati, posso anche volerli pagare di pi&#249; per averli prima. Il punto &#232; che questo non dovrebbe inficiare tutti gli altri. Purtroppo per&#242; questo avverrebbe automaticamente (i cavi sono quelli, se ne riservo una parte&#8230;) e quindi tale possibilit&#224; dovrebbe essere preclusa, per evitare abusi che sicuramente ci sarebbero.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Nicola Mattina</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/qualche-considerazione-sulla-net-neutrality/#comment-5909</link>
		<dc:creator>Nicola Mattina</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 11:27:09 +0000</pubDate>
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		<description>Un momento, mi sembra che ci sia un equivoco di fondo. Se io non ho capito male la net neutrality consiste in tre cose: 
* i pacchetti di dati hanno tutti la stessa dignit&#224; e quindi non possono essere rallentati o velocizzati in funzione del contenuto; 
* ogni porzione della rete ha diritto di connettersi al resto della rete e il dovere di offrire connessione ad altre porzioni; 
* ogni nodo della rete deve potersi connettere a tutti gli altri nodi e qualunque pacchetto di dati deve poter essere originato e ricevuto da qualsiasi nodo. 
Se &#232; cos&#236;, non significa che tutti devono avere diritto alla banda larga, ma che nel momento in cui due nodi si connettono essi debbano poter comunicare sulla base della migliore performance disponibile per entrambi a prescindere da quello che scambiano.
La questione di Vodafone pu&#242; essere pi&#249; spinosa: qui si dovrebbe dire al gestore che non pu&#242; includere nel costo del traffico anche dei contenuti, o che non pu&#242; confezionare una offerta di contenuti che discrima i contenuti prodotti da altri! Ma come si fa a imporre una cosa del genere quando il gestore ha comprato una licenza per usare in eslusiva quel canale come meglio gli pare e piace?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un momento, mi sembra che ci sia un equivoco di fondo. Se io non ho capito male la net neutrality consiste in tre cose:<br />
* i pacchetti di dati hanno tutti la stessa dignit&#224; e quindi non possono essere rallentati o velocizzati in funzione del contenuto;<br />
* ogni porzione della rete ha diritto di connettersi al resto della rete e il dovere di offrire connessione ad altre porzioni;<br />
* ogni nodo della rete deve potersi connettere a tutti gli altri nodi e qualunque pacchetto di dati deve poter essere originato e ricevuto da qualsiasi nodo.<br />
Se &#232; cos&#236;, non significa che tutti devono avere diritto alla banda larga, ma che nel momento in cui due nodi si connettono essi debbano poter comunicare sulla base della migliore performance disponibile per entrambi a prescindere da quello che scambiano.<br />
La questione di Vodafone pu&#242; essere pi&#249; spinosa: qui si dovrebbe dire al gestore che non pu&#242; includere nel costo del traffico anche dei contenuti, o che non pu&#242; confezionare una offerta di contenuti che discrima i contenuti prodotti da altri! Ma come si fa a imporre una cosa del genere quando il gestore ha comprato una licenza per usare in eslusiva quel canale come meglio gli pare e piace?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco Romeo</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/qualche-considerazione-sulla-net-neutrality/#comment-5908</link>
		<dc:creator>Francesco Romeo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 08:56:00 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Stefano,
come ho gi&#224; commentato sul blog di Quintarelli, ritengo fondamentale il distinguo che hai fatto nel tuo post. Una discriminazione sulla banda e/o sulla velocit&#224; etc. pu&#242; o meno essere rilevante nella valutazione dell&#039;abuso di posizione dominante, mentre una tassazione (e non uso questa parola a sproposito) differente a seconda del contenuto &#232; un diritto da sempre e ovunque riservato allo stato. Questa &#232; secondo me la discriminante quando si parla di Net Neutrality, dobbiamo distingure la rete a 2 o pi&#249; velocit&#224; dal walled garden. Se l&#039;operatore propone l&#039;accesso a una rete chiusa ha tutti i diritti di proporre i contenuti, se si propone (anche nella comunicazione al cliente) come tramite per l&#039;accesso ad Internet no.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Stefano,<br />
come ho gi&#224; commentato sul blog di Quintarelli, ritengo fondamentale il distinguo che hai fatto nel tuo post. Una discriminazione sulla banda e/o sulla velocit&#224; etc. pu&#242; o meno essere rilevante nella valutazione dell&#8217;abuso di posizione dominante, mentre una tassazione (e non uso questa parola a sproposito) differente a seconda del contenuto &#232; un diritto da sempre e ovunque riservato allo stato. Questa &#232; secondo me la discriminante quando si parla di Net Neutrality, dobbiamo distingure la rete a 2 o pi&#249; velocit&#224; dal walled garden. Se l&#8217;operatore propone l&#8217;accesso a una rete chiusa ha tutti i diritti di proporre i contenuti, se si propone (anche nella comunicazione al cliente) come tramite per l&#8217;accesso ad Internet no.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano Quintarelli</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/qualche-considerazione-sulla-net-neutrality/#comment-5907</link>
		<dc:creator>Stefano Quintarelli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 08:29:53 +0000</pubDate>
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		<description>@Maurizio &quot;io sono per il libero mercato MA credo che..&quot;
perche&#039; metti l&#039;avversativa ?
Una previsione sulla Net Neutrality non serve se il mercato e&#039; libero ed efficiente.

Il problema c&#039;e&#039; quando il mercato non e&#039; libero (e tantomeno efficiente) perche&#039; distorto e li&#039; serve l&#039;antitrust.

cio&#039; detto, 

@stefanoE: i miei post sul confronto delle sanzioni in Italia con il reddito sono ormai proverbiali. non devi dirlo a me... ma a prescindere dalle sanzioni a mio avvviso ridicolerrime (in Italia), un side effect e&#039; che le offerte illecite vengono sospese.

certo, poi ne faranno ancora, e poi ancora e quando il comportamento diventa reiterato e sei a Bruxelles, beh, il cinema cambia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Maurizio &#8220;io sono per il libero mercato MA credo che..&#8221;<br />
perche&#8217; metti l&#8217;avversativa ?<br />
Una previsione sulla Net Neutrality non serve se il mercato e&#8217; libero ed efficiente.</p>
<p>Il problema c&#8217;e&#8217; quando il mercato non e&#8217; libero (e tantomeno efficiente) perche&#8217; distorto e li&#8217; serve l&#8217;antitrust.</p>
<p>cio&#8217; detto, </p>
<p>@stefanoE: i miei post sul confronto delle sanzioni in Italia con il reddito sono ormai proverbiali. non devi dirlo a me&#8230; ma a prescindere dalle sanzioni a mio avvviso ridicolerrime (in Italia), un side effect e&#8217; che le offerte illecite vengono sospese.</p>
<p>certo, poi ne faranno ancora, e poi ancora e quando il comportamento diventa reiterato e sei a Bruxelles, beh, il cinema cambia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Maurizio Goetz</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/qualche-considerazione-sulla-net-neutrality/#comment-5906</link>
		<dc:creator>Maurizio Goetz</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 08:06:49 +0000</pubDate>
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		<description>Io sono per il libero mercato, ma credo che la net neutrality sia un valore universale e che contribuisca al progresso tout court, come tale dovrebbe essere tutelata. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono per il libero mercato, ma credo che la net neutrality sia un valore universale e che contribuisca al progresso tout court, come tale dovrebbe essere tutelata.</p>
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		<title>Di: Stefano Epifani</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/qualche-considerazione-sulla-net-neutrality/#comment-5905</link>
		<dc:creator>Stefano Epifani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 07:59:59 +0000</pubDate>
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		<description>@Fabio
concordo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Fabio<br />
concordo</p>
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		<title>Di: Fabio</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/qualche-considerazione-sulla-net-neutrality/#comment-5904</link>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 07:56:17 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo riguardo la necessit&#224; di isolare il problema. Mi pu&#242; far comodo sull&#039;immediato che la regolamentazione antitrust permetta di bloccare questo genere di iniziative, ma (essendo fortemente convinto del fatto che la neutralit&#224; sia un valore universale) ritengo che la questione vada affrontata di per s&#233;, e non lasciando  la soluzione alle virt&#249; autoregolatorie del mercato o a vincoli legali relativi a questioni di natura diversa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo riguardo la necessit&#224; di isolare il problema. Mi pu&#242; far comodo sull&#8217;immediato che la regolamentazione antitrust permetta di bloccare questo genere di iniziative, ma (essendo fortemente convinto del fatto che la neutralit&#224; sia un valore universale) ritengo che la questione vada affrontata di per s&#233;, e non lasciando  la soluzione alle virt&#249; autoregolatorie del mercato o a vincoli legali relativi a questioni di natura diversa.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano Epifani</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/qualche-considerazione-sulla-net-neutrality/#comment-5903</link>
		<dc:creator>Stefano Epifani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 06:07:51 +0000</pubDate>
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		<description>@Stefano Quintarelli
Caro stefano, lo so bene, ma purtroppo non credo - ahime- che a cosa sia particolarmente significativa. Se &#232; per questo infatti &#232; illegale anche fare politiche di cartello, &#232; illegale la pubblicit&#224; ingannevole, &#232; illegale - per i carrier - scontare la banda nella vendita di servizi. Ci&#242; non toglie che le reazioni delle autority e dell&#039;antitrust siano sempre pi&#249; che &quot;simboliche&quot;, autorizzando di fatto tali comportamenti. Quello che voglio dire &#232; che il discorso sulla net neutrality per come la vedo io non va &quot;giocato&quot; sulla sua convenienza o meno, ma semoplicemente sulla sua liceit&#224;. Tu come la vedi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Stefano Quintarelli<br />
Caro stefano, lo so bene, ma purtroppo non credo &#8211; ahime- che a cosa sia particolarmente significativa. Se &#232; per questo infatti &#232; illegale anche fare politiche di cartello, &#232; illegale la pubblicit&#224; ingannevole, &#232; illegale &#8211; per i carrier &#8211; scontare la banda nella vendita di servizi. Ci&#242; non toglie che le reazioni delle autority e dell&#8217;antitrust siano sempre pi&#249; che &#8220;simboliche&#8221;, autorizzando di fatto tali comportamenti. Quello che voglio dire &#232; che il discorso sulla net neutrality per come la vedo io non va &#8220;giocato&#8221; sulla sua convenienza o meno, ma semoplicemente sulla sua liceit&#224;. Tu come la vedi?</p>
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	<item>
		<title>Di: Stefano Quintarelli</title>
		<link>http://blog.stefanoepifani.it/considerazioni-sparse/qualche-considerazione-sulla-net-neutrality/#comment-5902</link>
		<dc:creator>Stefano Quintarelli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 00:05:07 +0000</pubDate>
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		<description>ATTENZIONE: fare un walled garden, per un operatore con significativo potere di mercato, e&#039; *illegale* (secondo le leggi antitrust in tutto il mondo)

http://www.regoleperiptv.it/tv_via_cavo3.php

La stessa cosa fu tentata da Telecom sulla rete fissa e assieme ad altri passammo i giorni a Bruxelles presso gli uffici del Commissario Monti a spiegare come tentavano di estendere la posizione dominante sull&#039;accesso in una posizione dominante sui contenuti che avrebbe innescato un circolo virtuoso per loro e vizioso per tutti gli altri.

Aperta la questione legale, Telecom fece marcia indietro di corsa e si arrivo&#039; a un patteggiamento in cui Telecom prese degli impegni precisi (molti dei quali non rispetto&#039;), ma almeno il pericolo fu scongiurato.

successivamente ci fu lo stesso tentativo con la rete All-IP rispetto alla rete basata su ATM e qui la questione era la stessa, anche se posta in termini piu&#039; sottili. Per cui ci fu la campagna &quot;regole per IPTV&quot; che porto&#039; alla ricerca di &quot;alleati&quot; in seno ai grandi fornitori di contenuti video ed editoriali; altri viaggi a Bruxelles in cui incontrammo il Cabinetto del commissario Reding, la sensibilizzazione dei massimi vertici RAI e di non pochi politici e funzionari che  fecero numerosi interventi, perche&#039; capirono la situazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ATTENZIONE: fare un walled garden, per un operatore con significativo potere di mercato, e&#8217; *illegale* (secondo le leggi antitrust in tutto il mondo)</p>
<p><a href="http://www.regoleperiptv.it/tv_via_cavo3.php" rel="nofollow">http://www.regoleperiptv.it/tv_via_cavo3.php</a></p>
<p>La stessa cosa fu tentata da Telecom sulla rete fissa e assieme ad altri passammo i giorni a Bruxelles presso gli uffici del Commissario Monti a spiegare come tentavano di estendere la posizione dominante sull&#8217;accesso in una posizione dominante sui contenuti che avrebbe innescato un circolo virtuoso per loro e vizioso per tutti gli altri.</p>
<p>Aperta la questione legale, Telecom fece marcia indietro di corsa e si arrivo&#8217; a un patteggiamento in cui Telecom prese degli impegni precisi (molti dei quali non rispetto&#8217;), ma almeno il pericolo fu scongiurato.</p>
<p>successivamente ci fu lo stesso tentativo con la rete All-IP rispetto alla rete basata su ATM e qui la questione era la stessa, anche se posta in termini piu&#8217; sottili. Per cui ci fu la campagna &#8220;regole per IPTV&#8221; che porto&#8217; alla ricerca di &#8220;alleati&#8221; in seno ai grandi fornitori di contenuti video ed editoriali; altri viaggi a Bruxelles in cui incontrammo il Cabinetto del commissario Reding, la sensibilizzazione dei massimi vertici RAI e di non pochi politici e funzionari che  fecero numerosi interventi, perche&#8217; capirono la situazione.</p>
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