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Posts Tagged ‘Alessandro Gilioli’

Non solo Cyber: L’equivoco dei nativi digitali…

3 agosto 2009

Nel numero della scorsa settimana de L’Espresso è iniziata la mia collaborazione con la rubrica Non Solo Cyber. Naturalmente, un grazie va ad Alessandro per avermi chiesto di affiancare altri amici che già vi scrivono. Come di consueto, riporto di seguito il pezzo pubblicato, per le vostre considerazioni.

Quando si parla di digital divide il pensiero corre subito al tema delle infrastrutture che mancano, della banda larga che non c’è e che quando c’è è sempre troppo stretta, della nostra congenita incapacità di usare il computer ed internet. Ci si consola pensando che con le nuove generazioni il problema sarà superato. Magari la banda sarà sempre poca, ma i ragazzi oggi considerano normale conoscersi su internet, usano Facebook come se fosse il muretto sotto casa, hanno il dito perennemente in azione sui tasti del cellulare. Problema risolto. Questione archiviata.

C’è però un rischio che si nasconde dietro la convinzione che i giovani – i cosiddetti nativi digitali – siano “naturalmente” affini alle nuove tecnologie. Il rischio di non rendersi conto di come essi siano spesso vittime di un’altra – più sottile – forma di digital divide.  Un digital divide culturale, che crea un divario tra chi usa gli strumenti e chi sa anche cosa sta facendo, tra chi usa Facebook e chi sa che Facebook è un social network. Per capirci meglio: una differenza simile a quella che c’è tra chi sa usare la macchina da scrivere e chi sa scrivere un buon testo.

Sostenere che i ragazzi che hanno affrontato l’esame di maturità conoscano i social network meglio dei loro insegnanti – indipendentemente dalla veridicità dell’affermazione – nasconde una inconsapevole delega di responsabilità nei confronti del problema del digital divide culturale. Tutto sta a capire se vogliamo una generazione di scrittori o di scrivani digitali.

Detto in giro , , ,

Political Divide sull’Espresso del 16 Luglio

17 luglio 2009

Alessandro Gilioli, su L’Espresso del 16 Luglio, ha pubblicato un pezzo dal significativo titolo ”L’onorevole non vota PC” sulla mia ricerca dedicata alla comunicazione on-line dei nostri Parlamentari.

Ringrazio Alessandro per il bel lavoro ed il pezzo lo riporto qui in PDF, per quanti fossero interessati al tema. 

Con Antonio Sofi stiamo presentando i dati della ricerca a puntate su SpinDoc, con una serie di articoli che presentano le evidenze principali desunte dall’analisi delle attività on-line dei Parlamentari della XVI Legislatura.

 

 

Detto in giro , , ,

Due parole sulla Carlucci

4 maggio 2009

Degli auguri della Carlucci ad Alessandro Gilioli hanno scritto in molti, anche se la costante dei diversi commenti non si discosta molto da una variazione sul tema del “sono senza parole“. Ed in effetti proprio non ci sono parole per commentare l’augurio fatto al figlio di Gilioli dalla Carlucci (vittima o meno di una imboscata). Mi chiedo quanto avrebbe impiegato la Carlucci a querelale chiunque avesse fatto lo stesso augurio a suo figlio. E mi chiedo se allora – solo allora – avebbe davvero capito la gravità di ciò che ha detto.

Ma non perdendo il sonno su questo interrogativo, vorrei porre l’accento su alcune questioni:

  • sul fronte istituzionale: siamo in un Paese in cui non non è stata una attrice, una soubrette, una conduttrice ad augurare al figlio di Gilioli di essere adescato da un pedofilo, ma il Vice Presidente della Commissione bicamerale per l’Infanzia. Credo che la differenza non sia irrilevante ed il fatto avrebbe dovuto avere risvolti che non son stati nemmeno prospettati. In nessun senso e da nessuna parte. Nemmeno – a quanto è noto – un timido messaggio di scuse.
  • sul fronte normativo: ancora una volta, abbiamo l’ennesima prova del fatto che i legislatori legiferano su argomenti che non conoscono, spesso sotto dettatura e senza alcun criterio, se non – peggio – con criteri di parte (o sarebbe più corretto dire di lobby). Ma non serviva la Carlucci a dimostrarlo un’altra volta. Resta il fatto che nel nostro Paese siamo ormai abituati a dare per scontate libertà che scontate non sono. E che vanno difese a tutti i costi.
  • sul fronte della comunicazione, ed in particolare della comunicazione on-line: aprire un blog non vuol dire ripubblicare su wordpress versioni riviste dei comunicati stampa. Vuol dire interloquire costruttivamente con la blogosfera. Non rispondere non è mai una strada vincente. Censurare i commenti non è la strada migliore per sviluppare un dialogo. E neanche la più furba, quando si censurano commenti di blogger che li ripubblicano sul proprio sito. Come nel caso di Roberto o nel mio, che ho visto scartare – sommerso da una cinquantina di commenti smielati e benevoli – una semplice domanda:

Gentile Onorevole Carlucci, augurare al figlio di Gilioli di essere adescato da un pedofilo fa parte di quel dialogo costruttivo del quale parla nella presentazione del suo sito?”.

Ancora attendo fiducioso risposta.

Considerazioni Sparse , , , , ,