Il blog di Stefano Epifani
Appunti su Web, Tecnologia, Società...

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Barcamp

Alla faccia di chi sostiene che si tratti ormai di un format morto, con l’arrivo del bel tempo sono in arrivo anche diversi BarCamp interessanti. Ne voglio citare due in particolare:

  • Il primo è il PMICamp, organizzato dalla vulcanica Federika Sani di PromoSiena con l’aiuto di alcune vecchie conoscenze. Si terrà l’11 Giugno a Siena. Ho conosciuto Federika qualche mese fa, in occasione di un convegno sulle reti d’impresa al quale ho partecipato. Devo dire che rare volte ho incontrato, in contesti simili, persone così determinate e piene di voglia di fare. Il suo obiettivo è quello di far incontrare blogger e piccole aziende del senese, in una cornice organizzativa che per una volta non viene dalla rete, ma dalle aziende. Sarà una buona occasione per confrontarsi con realtà spesso molto lontane dalle logiche alle quali siamo abituati e che – erroneamente – riteniamo facciano ormai parte del sentire comune. E sarà una buona occasione anche per scoprire, al contrario, piccole aziende che il Web lo usano davvero. In quest’occasione, avrò il piacere di aprire i lavori nella sessione della mattina…
  • Il secondo è il Social Innovation Camp, al quale mi ha invitato Matteo, che si terrà a Roma il prossimo 11 Maggio. Il BarCamp è promosso da IdeaTRE60 ed è gemello di un analogo appuntamento previsto per il 6 maggio a Milano. L’obiettivo, tra le altre cose, è quello di presentare un concorso di idee sull’educazione alimentare che si intitola  “Alimentarsi bene, vivere meglio”  ed è realizzato in partnership con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano. Il concorso prevede un premio in denaro per il vincitore, che potrà poi realizzare la sua idea con il supporto di IdeaTRE60, ed è aperto a tutti. Il tema mi pare particolarmente interessante, le idee non mancheranno.  Mi rivolgo quindi, in particolare, agli studenti con i quali tante volte abbiamo parlato di tecnologie mobili e delle loro possibili applicazioni: non sarà il caso di spremersi le meningi e partorire qualcosa di interessante?

Ci vediamo!

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Il potere di una preposizione. L’anno scorso avrei titolato un saluto “dal” MateraCamp. Quest’anno, causa matrimonio (NON mio), sono costretto a cambiare il titolo di questo post. Eppure non posso fare a meno di essere – con la testa e con il cuore – tra gli amici di Matera. Amici che vedo magari una sola volta l’anno, è vero, ma ai quali sono legato da interessi comuni e da una comune passione per quello che non posso che il “nostro” mondo. Un mondo fatto di relazioni fragili, ultimamente un po’ sovraffollato, ma che la malinconia che mi assale in questo momento rivela tutt’altro che virtuale. Un mondo che a Matera più che in qualsiasi altro posto ogni anno si materializza (o materalizza?) per un attimo, grazie all’impegno di Caterina, Clarita e tanti altri.

Un abbraccio a tutti, amici…

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…tra il Barcamp di Matera e gli altri, consiste nel fatto che l’incontro materano – prima di tutto – è un’esperienza emozionale.

E’ un’esperienza che va al di là della qualità degli interventi, dei temi, della blogosfera, dei social network, di tutto ciò che sta intorno alle relazioni. E’ un’esperienza che le relazioni le crea, le salda, le valorizza.
E’ il prima e il dopo, è il mentre che non è il durante, è il come.

Altro – per ora – secondo me non c’è da dire…

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Se il successo di una manifestazione dipende dal numero di spunti ai quali da vita, allora non vi sono dubbi nel dire che PiùBlog è stato un successo. Il numero di visitatori “debloggizzati” (privi di blog) ad occhio non è stato altissimo, ma i “soliti noti” hanno comunque lanciato un mucchio di idee interessanti, sulle quali vorrei tornare nei prossimi giorni ma che riporto qui per sommi capi, tanto per non dimenticare nulla…


Ho partecipato ad un dibattito sul “Blog 3.0″ (si ignora il responsabile del titolo, al quale potrebbe essere attribuita la colpa di aver coniato un nuovo, inquietante termine). Il dibattito è stato condotto dall’amico Antonio Sofi, che nel ruolo di moderatore è a dir poco eccezionale e che – usando le parole di Marina Bellini – “buca il video“. Oltre a me hanno partecipato Diego (bellissima la figlia!), Tony, Massimo (manteliiiini :-) ), Tommaso, Sergio e Stefano. Oggetto del contendere: cosa ne sarà del blog? Con un tema simile non c’è da meravigliarsi poi tanto del fatto che serpeggiasse il terrore tra le fila dei relatori alle domande di Antonio, ad ogni modo – “futurabilia” a parte – sono emersi spunti di grande respiro e sicuro interesse:



  • Qual’è il limite del diritto di cronaca, quando questo lede la privacy del normale cittadino? Il tutto condito in salsa di copyright. In altri termini: è corretto che i media prendano contenuti da blog ed affini e se ne approprino? E che succede quando questi contenuti sono prodotti dai protagonisti di fatti di cronaca?
  • Che rapporto c’è tra i blog ed i social network? In che relazioni entrano la rete sociale propria della blogosfera, basata sui contenuti, e le reti sociali come Facebook? L’incontro si trasforma in confronto?
  • Oltre il blog: quale futuro per il microblogging e quali saranno gli strumenti che prenderanno piede nei prossimi anni? Ed in tale contesto, che ruolo avrà il blog?

Subito a seguire, nell’incontro sul tema “blog e azienda” ho visto in azione tra gli altri, in un panel moderato dall’impeccabile Alberto: Alessio, Mafe, Leonardo ed Antonio. Anche in questo caso la discussione è stata interessante (e – nota personale – devo riconoscere al dolorante Alessio di essere un vero animale da poltrona televisiva). La discussione ovviamente è stata orientata sulle opportunità e le minacce che si pongono di fronte alle aziende che scelgono di aprire un blog. Alberto ha aperto la discussione chiedendo se un’azienda possa essere social. Dopo che tutti hanno dato la loro risposta, pierineggiando dal pubblico ho provato a chiedere ai relatori se ritenessero che oggi un’azienda possa non esserlo e sopravvivere. In altri termini: aprire un blog è un scelta che l’azienda fa in funzione di molti fattori endogeni ed esogeni. Può essere una scelta positiva o meno. Ciò che invece l’azienda non può scegliere è che i suoi utenti parlino di lei (bene o male che sia), indipendentemente dal fatto che lei lo voglia. Quindi, nella sostanza, le aziende hanno oggi l’obbligo di rendersi conto del fatto che il mercato è e sarà sempre di più de facto social. Se interagirvi attivamente è una scelta, ascoltarlo è un obbligo. Parlare di blog ed aziende, quindi, non vuol dire soltanto parlare di blog aziendali, ma anche e soprattutto di come le aziende debbano relazionarsi con la blogosfera.


Sabato mattina, infine, sono stato invitato in un panel gestito dalla comunità legata al progetto ibridamenti, sul tema dei blog e la scrittura. Ho avuto l’impressione di essere incappato in una vera e propria blogosfera parallela, una community estremamente coesa fatta da ricercatori che stanno portando avanti un interessante progetto del quale tornerò a parlare…


Domani, probabilmente, farò un salto al PiuBlogCamp


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Estroversa dice di aver avuto la sensazione d’esserci. Mi verrebbe da dire beata lei!
Non riesco a “respirare” l’aria dei barcamp da remoto. Esserci e partecipare, in effetti, continuano ad essere due cose molto, molto diverse.


Ma grazie al videostreaming di Robin, alla diretta del Cineca, alla chat con la quale ho conosciuto BlownAWish e Francesca, alle foto su Flickr e – per la prima volta – ad Andrea (novello Robin Good…), le informazioni proprio non mancano


Come è andata? Bene, secondo alcuni. Poteva andare meglio, secondo altri. Ai post(eri) l’ardua sentenza…


Da quello che ho visto, però, una considerazione la voglio fare (e ti pareva…).
Molto belli alcuni interventi. Feba ed Elena in particolar modo hanno letteralmente brillato per humor e capacità di non prendersi troppo sul serio (la loro presentazione è qui). E non sono state certo le uniche, a proporre interventi brillanti ed interessanti. Ma alcune partecipanti, in alcune presentazioni, mi son sembrate un po’ troppo prese dal ruolo di neo-suffragette in salsa Web.


Come dire che le donne, quando tra donne parlano di donne, a volte tendono a prendersi un po’ troppo sul serio… Son perplesso di fronte a tutti gli “-ismi” ed il femminismo (piuttosto: ha ancora senso?) mi lascia freddino… ma vi prego, convincetemi del contrario.. ho sempre desiderato essere politically correct


UPDAtE DELLE 20:30mentre scrivo, Robin Good parla da solo da un treno, ed io parlo con Andrea Beggi, Alessio Jacona, Gioxx e Samuele Silva che sono seduti su una panchina e mandano tutto in streaming via Ustream e HSDPA, mentre telefonano ai parenti e salutano via web…


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