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Posts Tagged ‘Blogging’

Ma perchè i blogger ce l’hanno tutti con Beppe Grillo?

9 gennaio 2008

Ma perchè voi blogger parlate sempre male di Beppe Grillo, non sarà mica invidia?

Dite la verità, a chi non è capitato almeno una volta di dover rispondere a questa domanda? Per questo motivo voglio ringraziare Alessandro Gilioli per aver scritto un bel post al quale potrò far riferimento la prossima volta che mi verrà posta.

In passato ho già parlato a più riprese del blog di Beppe Grillo, attirando commenti vagamente talebani da parte delle orde dei suoi innumerevoli fan.

Qualche tempo fa dissi:

se i blog sono conversazioni, quello di Beppe Grillo non è un blog. Grillo non conversa con nessuno, salvo che con sè stesso. Dice di far battaglie per gli invisibili, ma si guarda bene dal regalare visibilità. Quello di Beppe Grillo più che un blog è un buco nero, che attira link da tutti ma dal quale non esce nulla. Del blog ha solo la semantica, ma non ne condivide euristiche, grammatica, comportamenti…
Questo fatto, evidente a chi nella blogosfera è abituato a conversare, non è così chiaro a tutti gli altri. Parlo di coloro i quali dei blog conoscono solo quello di Grillo, e che magari si perdono e sguazzano nel ciarpame dei suoi commenti. Eppure voglio ribadirlo: il motivo della perplessità di molti blogger sta nel fatto che chi conosce la blogosfera sa che il comico genovese ne deprime le possibilità, facendone un uso strumentale e diametralmente opposto a quelle che sarebbero le sue reali potenzialità. Nulla di male in sè, ed a Beppe Grillo va probabilmente anche il merito di aver fatto conoscere il termine blog al grande pubblico.

Ma da qui ad usare veramente il blog ce ne corre.


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Semolino in Brodo per Polli

4 gennaio 2008

Ingredienti
100 gr Semolino, 30 gr Burro, 1 Lt di Brodo di carne, 4 Cucchiai Grana, Sale.


Preparazione
Fra bollire il brodo, quindi unire poco alla volta il semolino mescolando spesso: cuocere per 15 minuti a fuoco basso (verificando ogni tanto la cottura, che varia di semolino in semolino). A cottura ultimata incorporare il burro a pezzetti, il grana grattugiato e servire.


…ecco… ora su internet c’è tutto… mica serviva fare tante storie! ;-)


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Agosto: blog mio non ti conosco

14 agosto 2007

Sembra proprio che anche a Ferragosto ci si debba scambiare gli auguri!


Ne approfitto per farli a tutti gli amici che mi leggono da queste parti, ed in particolare a quelli che – anche a ferragosto – si troveranno a passare da qui…
Chi di voi è anche oggi – come me – alle prese con il PC? Lasciatemi un saluto, e sarò più che felice di ricambiare con un link! :-)


Aggiornamento delle 23:30: Anche a ferragosto non perdono di vista la blogosfera (in ordine di apparizione): Elena, Stefigno, Bayle, Gianni, Pietro e Silvia, Luca, iMod, Pseudotecnico, Catepol, bloggointestinale, Ilaria, Roberto, Gigi, Marco, Senseni, Andrea, Lucia, Luigi


e… un po’ in ritardo: Luca, Mitì e Giorgio!


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Non c’ho la stoffa…

6 luglio 2007

eh no.. non c’ho proprio la stoffa, per fare il blogger. Anzi, il bloggher. Che basta un po’ di confusione, troppo lavoro e altri piccoli disastri che pluf! mi dimentico del blog. Anzi, non è che mi dimentichi. E’ proprio che dico “dopo dopo, che ora non posso“. Ma dimmi tu!


Ed ecco che il tempo infingardo mi fa passare dieci giorni. E per dieci giorni il mio bloggetto è abbandonato, e i miei amici cominciano a chiedersi che fine abbia fatto (e così mi sento pure colpevole!). Come passano in fretta dieci giorni, nella blogosfera! E dire che non ho ancora espresso la mia profonda opinione sulla faccenda di Nova100, non ho dato il mio parere sull’iPhone, mi sono perso chissà quanti meme…


Ma come farà a sopravvivere il mondo alle mie illuminate opinioni ed ai miei preziosi contributi?


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Fenomenologia del Blog: la frequenza dei post…

3 giugno 2007

In chat…


Lui: Ciao!
Io: Ciao!
Lui: ma va tutto bene?
Io: Certo… o almeno, tutto a posto e niente in ordine… perché?
Lui: Bhè …è qualche giorno che non blogghi!
Io: Ah si! Nulla di che, ho avuto solo un po’ da fare! :-)
Lui: Si ma così ti calano le visite!
Io: Vabbè …ma tanto quando riscrivo qualcosa risalgono, mica mi cancelleranno dall’aggregatore se non scrivo per 3 giorni!
Lui: Ma scusa, non stai in blogbabel?
Io: Si…
Lui: E allora??
Io: Come allora?
Lui: BlogBabel verifica le statistiche di feedburner ogni giorno!
Io: …ah…
Lui: Vedi? Devi scrivere qualcosa, sennò scendi…
Io: Ma ora non ho tempo… non può essere mica un obbligo!
Lui: Ma ci vogliono 5 minuti!
Io: Ma in cinque minuti scrivo una fesseria …e poi non ho nulla da dire…
Lui: Si, ma almeno non perdi posizioni in classifica!
Io: ma…


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Sono criptico, e pessimista. Ma…

26 aprile 2007

Gaspar mi dice che sono pessimista, e forse ha ragione. Massimo mi dice che sono criptico, e sicuramente ha ragione. A Gaspar non posso sfuggire. Pessimista sono e pessimista resto. Ma a Massimo posso rispondere …per essere meno criptico.


Mi telefona un’amica, redattrice di un noto programma televisivo nazionale:


Tema della telefonata: saluti e richiesta di intervento nella sua trasmissione per un parere esperto (son contento! la trasmissione mi piace pure!).


Tema della trasmissione: la bioetica.


La mia reazione: “E IO CHE C’ENTRO CON LA BIOETICA!?!??”


La sua risposta: “bhè sai, insegni all’Università…”


La mia reazione: un perplesso silenzio, e nel frattempo penso “si, ma insegno comunicazione interattiva, mica teologia morale…”


La sua conclusione: “…e poi ne hai parlato in un Post, e ci piacerebbe avere l’opinione dei blogger!”


Alcune conclusioni personali:



  1. non sono rappresentativo della categoria (eh si, perchè ormai quella dei blogger, anzi bloggher, è una categoria, ci manca solo il sindacato!!!);
  2. non capisco un acca di bioetica e non sono titolato a parlarne! (di comunicazione si, di reti si, ma di bioetica???);
  3. perchè dovrei essere titolato a parlare di bioetica in quanto tenutario di un blog? (forse che il canale che uso per parlare delle mie cose mi autorizza a sparlare di tutto su altri canali?)

Alcune conclusioni generali:



  1. non basta avere un blog (per non parlare dell’essere blogger) per poter (s)parlare di tutto;
  2. alcuni media adottano i blogger come strumenti di rivergination;
  3. non è questa la strada migliore per l’ibridazione cross mediale;
  4. è vero quello che dice Gaspar, c’è la coda lunga e la blogosfera non rischia, ma i singoli blogger si! Cosa rischiano? Di finire a fare i nani di corte, appunto…

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Nani di corte?

23 aprile 2007

Già gli antichi romani avevano compreso come il modo migliore per controllare una provincia dell’impero fosse quello di incorporarne gli amministratori nella struttura burocratica centrale.
Succede spesso, nell’economia moderna, che un’azienda batta la concorrenza semplicemente comprandosi i concorrenti.

Non è che stiamo correndo lo stesso rischio con il blog?
Non è che basta poter dire di avere un blogger appollaiato in una postazione o in organico nella trasmissione di turno per costruirsi una verginita neomediatica?
Non è che stiamo correndo il rischio che i blogger finiscano per fare la funzione dei nani di corte?
Non è che stiamo rischiando che i blogger ci caschino, ammaliati dai fasti del mainstream?

Sarà che oggi sono pessimista?


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Una piccola prova: Fenomenologia del meme

1 marzo 2007

crittografia.jpgCome sa chi legge da un po’ di tempo questo blog, non ho in gran simpatia i sistemi e le scorciatoie per scalare le classifiche conquistando link più o meno (imm)meritatamente. Tuttavia ho sempre considerato i meme come qualcosa di intrinsecamente positivo. Positivo e sociologicamente interessante, peraltro. Infatti la logica alla base del meme è notevole: si tratta di un ottimo sistema per “generare” contenuti su temi anche complessi, consentendo confronti e verifiche incrociate e – nella migliore delle ipotesi – concludendosi con un’analisi condivisa. Quasi una Delphi un po’ semplificata, per certi versi.


Poi ho letto questo post di Giovy che – essendo uno che stimo – mi ha fatto riflettere. I meme sono degli strumenti utili per generare sapere su di un tema oppure delle scorciatoie per scalare le classifiche di Technorati e compagnia cantante? Giovy protende per la seconda ipotesi. Immediatamente, un’altra persona che leggo e che stimo – Gaspar Torriero – in maniera netta e bruciante (ma simpatica come al solito) gli da torto.
Per cercare di sciogliere il nodo sui meme ho quindi fatto una piccola prova (Vob Qjddpmb Qspwb). Ho scritto un messaggio dai contenuti decisamente insignificanti lanciandolo come un vero e proprio meme.


Il testo del messaggio era il seguente:



Se Giovy avesse ragione, questo meme dovrebbe generare moltissimi link come se avesse senso. o no Gaspar? …chissà che ne pensano:”


e giù una lista di link in vero stile meme


Piccolo particolare: il testo del messaggio era “criptato” con un semplicissimo algoritmo ottenuto traslando ogni lettera di una posizione, così che “ciao” apparisse “djbp“.


Cosa è successo? Alcune cose molto divertenti



  • Primo risultato: questo post è stato il più commentato del mio Blog (cosa che non so se deve farmi contento…)
  • Secondo risultato: alcuni amici blogger hanno ripreso il meme, con il risultato di riempire gli aggregatori ed i feed reader di messaggi un po’ “strani“.

Ma cos’è che ha scatenato il putiferio di commenti sul mio e di post sugli altri blog? Non certo il contenuto del messaggio, quanto la sua forma. Se avessi scritto il messaggio in chiaro, nessuno avrebbe risposto al meme. Riprova ne sia il fatto che praticamente nessuno ha risposto al meme riprendendo l’argomento del meme stesso, ma pressochè tutti hanno commentato la boutade della scrittura trasposta.


Qual’è la lezione? Semplice (e scontata): il meme, per funzionare, deve avere un elemento di interesse. Questo elemento può essere la forma, come nel mio caso, o il contenuto, come nella maggior parte dei casi. Se ripubblicassi oggi un meme “crittografico” non riceverei nemmeno una risposta, avendo rapidamente (e fortunatamente) esaurito l’effetto novità. D’altro canto, il meme può generare Post se l’opinione in risposta è forte e netta e di conseguenza il blogger che risponde la vuole ospitare sulle sue pagine; oppure semplici commenti al post originale, quando la questione non è di particolare interesse…


La mia conclusione, quindi, è che anche se Giovy avesse ragione, i meme sarebbero comunque una cosa utile. Mi spiego meglio: dal momento in cui il meme è seguito perchè solleva un interesse condiviso con chi vi risponde, poco importa se chi lo promuove ne ottiene un vantaggio. Anzi: è giusto e corretto che chi lo promuove ne ottenga un vantaggio, soprattutto se poi costui si carica dell’onere di trarre delle conclusioni che facciano tesoro dei diversi interventi dei partecipanti al meme.


Tra i commenti al mio post, cito quello di Davide, che dice:



“Ma il meme non è un tormentone? Quindi che io sappia non è chi lo lancia che deve stabilire se una cosa è un meme o meno ma è ciò che gravita attorno ad esso che se “impazzirà” per qualcosa lo farà diventare un meme, ovvero un tormentone.
E’ come nelle canzoni alla radio: quella che viene lanciata è la canzone, poi se piace al pubblico verrà mandata in onda tante di quelle volte che diventerà un tormentone”


In teoria è così, ma nella pratica è invalso l’uso di “lanciare un meme” inserendo nel post l’invito diretto ai propri amici e contatti (ovviamente autoreferenziali), sollecitandone l’intervento. Quindi, Davide, dividerei i meme in due grandi categorie:



  • quelli naturali, che cioè si diffondono per l’interesse che sollecitano, indipendentemente dalla presenza al loro interno di “chiamate alle armi”;
  • quelli indotti, che sono innescati in genere da un listone di indirizzi in coda al post. Non credo che questo secondo tipo di approccio sia negativo in assoluto. Mi sembra invece un simpatico ed efficace modo di chiamare a raccolta i propri contatti, per sapere cosa ne pensano su di un argomento.

Per concludere, saluto i coraggiosi che hanno scritto in uno strano linguaggio dei post nei loro blog, come Catepol – sempre simpatica, Camu – che è un po’ critico ma ho il sospetto che non abbia seguito “all’indietro” il discorso, perdendone così parte del senso (ma se sbaglio corregimi!), Luigi, Tambu, Estroversa (che mi fa arrossire), Andrea, Vittorio (che ritiene che il mio meme sia “potenzialmente devastante” …è positivo, vero? :-) ), Davide, JokerRulez, Gabriele, e quelli che ancora non ho notato…


Certo, però, anche soltanto per principio, varrebbe davvero la pena di lanciare un “metamemesull’utilità dei meme


Luca, Matteo, Samuele, Vittorio, Maurizio, Andrea, Gaspar, Davide, Mau, Mavero, Napolux, Marco, Plamasco, Tony, Antonio, Davidonzo, Catepol, Placida, Estroversa, Luigi, Luciano, Giovy, Fullo, Federico, Lele, Stefano, Cristian, Tambu, Antonio, Maurizio, Svaroschi, Giorgio, Francesco, Vito, Senzastile, Axell, Luca, Valentino, Nicola, Antonio, Camu


che ne dite?


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