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Posts Tagged ‘catepol’

iPad: chiuso a monte, chiuso a valle…

3 luglio 2010

Mi faccio vivo, in attesa di parlare del recente incontro veneziano, per pubblicare l’ultimo contributo alla rubrica Non Solo Cyber, dell’Espresso.

Una breve riflessione su una prospettiva di cambiamento introdotta da iPad e simili. Voi che ne pensate?

Chiunque lo abbia avuto per le mani, non ha dubbi sul fatto che l’iPad stia segnando nuovi paradigmi nell’interazione uomo-macchina. La tavoletta interattiva di Steve Jobs, una sorta di iPhone con gli steroidi, stabilisce nuovi criteri, segna nuove modalità e delinea nuovi contesti d’uso per uno strumento che già molti hanno provato a lanciare. Apple, ancora una volta,  è stata la prima ad avere successo. E come tale sta delineando e definendo il mercato.
Un mercato che – malgrado le reazioni entusiastiche dei fan della mela – lascia intravedere delle nuvole sul futuro della Rete per come la conosciamo oggi.

Un po’ come l’America On Line degli anni novanta, iPad – con il suo store e le migliaia di applicazioni – si interpone tra l’utente e la rete. L’intento è quello di rendere l’esperienza dell’utente più semplice. Il risultato è quello di creare un ecosistema estremamente chiuso tanto a monte (l’hardware) quanto a valle (il software e le applicazioni). Un ecosistema nel quale – alla faccia del Web Sociale – è Apple a dettare le regole, a costruire il contesto, a  definire i costi. Un ecosistema nel quale ai produttori di contenuto conviene stare, in considerazione del fatto che le “Apps” sono a pagamento. E quindi conferiscono un modello di business sostenibile a quanti fino ad oggi vedevano nella Rete l’inferno del “tutto (e solo) gratis”. Ma quello che per gli operatori è un inferno per gli utenti è stato sino ad ora un paradiso: quello della rete dai contenuti liberi e gratuiti.

Apple – ed altri assieme a lei, come Amazon con il suo Kindle – stanno tracciando una strada che ridisegnerà gli scenari dell’accesso all’informazione on-line.

Detto in giro , ,

Sulla rimediazione della blogosfera…

18 settembre 2009

Capita che Roldano, nella sua foga di polemista, spesso colga nel segno.  E capita che in suo post su FriendFeed si sviluppi una interessante discussione sul rapporto tra quest’ultimo ed i blog.

Uno degli elementi centrali della conversazione, a margine delle osservazioni più o meno caustiche sul rapporto tra blogstar e FF (con un interessante scambio di battute tra Catepol e Giovanni e condivisibilissime osservazioni di Luca), è emerso grazie ad una osservazione dello stesso Roldano:

Io (generale) nel mio blog sono un unicum e posso trascinare le folle (vedi Grillo), qui su FF siamo tutti bene o male paritetici, se escludi il numero di iscritti

Con questa osservazione viene messa in evidenza una differenza fondamentale tra il blog e strumenti come FF, consistente nel sostanziale abbattimento dell’asimmetria informativa tra gli attori coinvolti nel processo di comunicazione. Asimmetria che diminuisce la centralità dell’autore rispetto al suo contenuto, privilegiando la velocità di diffusione dello stesso e la facilità nel coinvolgere la rete di contatti rispetto alla sua strutturazione.

Che questo porti i blogger – soprattutto i più noti – ad allontanarsi da FriendFeed è un altro discorso, del quale la veridicità è tutta da dimostrare. E’ indubbio tuttavia, come ho già avuto modo di osservare qui, che FriendFeed, più di quanto non abbia fatto Twitter, stia rimediando profondamente la blogosfera cambiandone le dinamiche. Che poi ciò porti verso un miglioramento o un peggioramento della qualità di ciò che viene veicolato on-line, è pure un altro tema interessante.

Certamente molti blogger postano di meno, preferendo FF per “conversare” piuttosto che il blog, riservato a contenuti più strutturati. Se questi contenuti più strutturati rimangono nella penna (pardon, nella tastiera) di chi dovrebbe scriverli, dipende da tanti fattori (Tempo? Visibilità? Interesse?). La conseguenza è che molti contenuti potenzialmente interessanti si perdono nelle conversazioni di FriendFeed, quando potrebbero essere sistematizzati nelle pagine di un blog. Ma è pur vero che molte conversazioni – e quella dalla quale siamo partiti ne è un esempio – stimolano lo sviluppo di contributi che probabilmente non avrebbero visto luce.

Nel mutevole equilibrio tra contenuti e conversazioni, quindi, ci avviamo verso un contesto in cui le conversazioni sono più fluide, ma – per certi versi – forse meno incisive?

Considerazioni Sparse , , , , , ,

Un saluto “al” MateraCamp

2 maggio 2009

Il potere di una preposizione. L’anno scorso avrei titolato un saluto “dal” MateraCamp. Quest’anno, causa matrimonio (NON mio), sono costretto a cambiare il titolo di questo post. Eppure non posso fare a meno di essere – con la testa e con il cuore – tra gli amici di Matera. Amici che vedo magari una sola volta l’anno, è vero, ma ai quali sono legato da interessi comuni e da una comune passione per quello che non posso che il “nostro” mondo. Un mondo fatto di relazioni fragili, ultimamente un po’ sovraffollato, ma che la malinconia che mi assale in questo momento rivela tutt’altro che virtuale. Un mondo che a Matera più che in qualsiasi altro posto ogni anno si materializza (o materalizza?) per un attimo, grazie all’impegno di Caterina, Clarita e tanti altri.

Un abbraccio a tutti, amici…

Incontri , , , ,