Archivio

Posts Tagged ‘Comunicazione Politica’

Su Punto Informatico – Il ruolo della Rete nelle Elezioni Amministrative: 2009 – 2011 a confronto

21 maggio 2011

Come sa chi mi segue da un po’, da ormai molti anni con un motivato gruppo di collaboratori (Salvatore, popola ‘sto blog, sennò chiudilo!!! :-) ) analizzo le modalità di comunicazione online dei politici italiani. Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato un’anteprima dei risultati della rilevazione delle Amministrative di quest’anno su Punto Informatico. Nell’anteprima riportiamo i dati relativi ai Capoluoghi al voto. Stiamo concludendo l’elaborazione dei dati relativi ad un campione rappresentativo di tutti i Comuni italiani al voto, con un panel di quasi 2.000 candidati monitorati in profondità.

Al di là dei valori assoluti è interessante confrontare i trend di crescita rispetto alla tornata elettorale del 2009, anno nel quale effettuammo – con la stessa metodologia – un’analoga rilevazione.

Riporto qui l’articolo scritto per Punto Informatico…

Prosegui la lettura…

Detto in giro , , ,

Amministrative 2011: Che succederebbe se i Like di Facebook fossero voti? (infografica)

15 maggio 2011

Cosa succederebbe se le preferenze su Facebook si trasformassero in voti? In altri termini che scenario si delineerebbe se nelle urne elettorali finissero i “Mi Piace” e le “amicizie virtuali” dei candidati alla carica di Sindaco dei Capoluoghi di Provincia italiani? Probabilmente uno scenario molto diverso da quello che sarà disegnato dall’esito delle amministrative che proprio da oggi vedono coinvolti centinaia di migliaia di cittadini italiani: De Magistris sbanca a Napoli, Fassino vince di tre lunghezze a Torino, Corticelli arriva con fatica al successo seguito dappresso da Bernardini, Zedda vince a Cagliari, Pisapia trionfa a Milano.

I responsi di Facebook hanno qualche validità per predire i reali risultati elettorali? Sicuramente no, ma sono un buon indicatore della capacità dei candidati di “essere” online ed aprirsi al dialogo con gli utenti. Non è un caso che candidati meno noti e meno presenti nei canali di comunicazione tradizionale abbiano su Facebook più sostenitori di nomi blasonati della politica italiana. Oggi l’ago della bilancia – quanto a capacità di influenzare gli esiti elettorali – pende ancora pesantemente verso i media mainstream, ma in un futuro non troppo lontano il ruolo degli strumenti conversazionali è destinato a crescere d’importanza. La rete fornisce gli strumenti per restituire alla politica quella dimensione di dialogo e di confronto che si è inesorabilmente persa con la televisione. Gli elettori pian piano inizieranno a capirlo. E cominceranno a dare un peso sempre maggiore alla disponibilità al dialogo dimostrata dai candidati. Una disponibilità al dialogo che non può  e non deve fermarsi alla richiesta del voto.

Ora si tratta di vedere, nel caso in cui i “vincitori” su Facebook si riveleranno tali anche alle urne, quanto sapranno mantenere questa capacità di dialogo. E qualora la perdessero, sarà bene ricordarsene quando si ricorderanno nuovamente di noi per chiederci il voto. Reale o virtuale che sia.

 

Considerazioni Sparse , , ,

La strategia di Obama: unforced error? io avrei detto di peggio: un doppio fallo…

30 aprile 2011

Antonella commenta su Facebook un post di Micah Sifry, che ho avuto il piacere di conoscere recentemente a Perugia, chiedendosi se il post in questione possa essere considerato o meno un seguito di quanto ci siamo detti durante il nostro panel. Il nocciolo della questione, a mio giudizio, consiste – in breve – nell’assenza, all’interno della mail con la quale Obama si rivolge ai suoi elettori per avviare le attività di ricerca fondi, di un riferimento alla dibattuta questione del suo certificato di nascita. Assenza che Ari Melber definisce come un “unforced error“. Ossia, nello sport, un errore dovuto non tanto all’abilità dell’avversario quanto piuttosto ad una propria mancanza. O alla semplice sfortuna.

Secondo Melber, infatti, Obama avrebbe dovuto affrontare il tema. Magari, aggiungo io, cercando di trasformare il potenziale problema in un elemento di forza che dimostrasse come i suoi avversari devono ricorrere a mezzi così bassi per contrastarlo. Insomma, se ne fa un problema di “opportunità tattica”.

Se devo essere sincero, per rispondere in breve alla domanda di Antonella direi di si, senz’altro è un seguito del Panel di Perugia. Ma direi anche che, forse, Micah ed Ari sono stati sin troppo buoni. Perchè più che un unforced error quello di Obama mi sembra – sempre per rimanere nella metafora sportiva – un doppio fallo.

  • un errore è quello tattico, ossia non aver citato nella mail il tema del fatidico certificato di nascita cercando di volgerlo a proprio favore;
  • l’altro errore è quello strategico. Ed è più grave. Non farlo ha voluto dire non dare ascolto a tutti quegli elettori con i quali Obama si vanta di aver aperto un dialogo (ma l’ha aperto davvero?) dando loro voce ed ascolto. Dov’è finito quell’ascolto ora, che una parte importante della Rete (e che sia importante lo si vede anche, ad esempio, dal numero di visitatori di alcuni video su YouTube) pone una domanda in maniera così pressante? Se si vuol avviare un dialogo non si possono ignorare le domande dei nostri interlocutori.

E’ vero, in rete si dice “don’t feed the Troll“, ma in questo caso i troll non sono tali ma sono elettori e sono molti, e sono parte importante di quel popolo che dovrebbe rinnovargli la fiducia. Ignorarli non mi sembra un buon modo di costruire il dialogo.

Considerazioni Sparse , , , ,

Tra Open Data e Politica online

12 aprile 2011

La coda di questa settimana è ricca di appuntamenti pubblici e di impegni nei quali incontrerò amici e colleghi con i quali lavoro da tempo.

Insomma, una settimana densa, al termine della quale non mancherò di raccontarvi, da qui, le mie considerazioni su quelle che – sicuramente – saranno esperienze belle ed arricchenti.

Incontri , , , , ,

ATTENTO: Epifani ti guarda!!!

25 marzo 2011

…visto oggi in un ufficio della Camera dei Deputati, nella stanza di un Deputato particolarmente attivo online, in un monito rivolto al suo staff!

… una copia (cartacea) del nostro libro a chi indovina chi è! :)

Considerazioni Sparse

Comunicazione politica in rete: qualche segnalazione

11 marzo 2011

Come sa chi ha la sventura di seguirmi da un po’, da alcuni anni con un gruppo di ricerca diretto da me e coordinato da Mauro Gallinaro monitoriamo le attività di comunicazione online di diversi gruppi politici, tra i quali i Parlamentari, i Sindaci dei Capoluoghi di Provincia ed i giovani amministratori locali.

Quest’attività, nata alcuni anni fa, è cresciuta nel tempo ed è diventata – con tutto ciò che comporta – un interessante filone di lavoro e di ricerca. Per questo motivo, assieme ai miei amici e colleghi di ventura, abbiamo deciso – un po’ di tempo fa – di strutturare le esperienze fatte in un libro. Con Alessio Jacona, Roberto Lippi (no, il blog non lo ha. E nemmeno Facebook. Nessuno è perfetto) e Magda Paolillo abbiamo quindi scritto un “manuale” che si propone di aiutare chi si occupa di comunicazione politica a comprendere come cambiano le dinamiche della comunicazione nell’era del social networking. L’Istituto di Studi Politici San Pio V, che ci ha supportato nell’attività di ricerca, con molta lungimiranza ha accettato la nostra proposta di scrivere un testo che fosse stampato e distribuito nelle librerie ad un prezzo “politico” (10 euro) ma che fosse anche distribuito gratuitamente online, per massimizzarne la distribuzione. Il risultato del nostro lavoro, oltre che in libreria, lo trovate quindi anche qui. Naturalmente, aspettiamo tutti le vostre impressioni. Per quanto mi riguarda è stata una bella esperienza: un bel modo per strutturare l’esperienza acquisita nel tempo e cementare il rapporto con persone di grande valore professionale ed umano (se si rimane ancora amici dopo aver scritto un libro assieme, allora è amicizia vera. Provare per credere).

Nel frattempo, abbiamo anche pubblicato l’ultimo report di ricerca (la sintesi la trovate nel terzo capitolo del libro, la versione integrale la distribuiremo prossimamente):  i risultati principali sono stati ripresi in diversi articoli pubblicati da media nazionali. Un grazie in particolare, in tal senso, va a Alessandro Gilioli de L’Espresso e Jaime D’Alessandro di Repubblica.

I dati delle ricerche saranno riassunti in una serie di infografiche, la prima delle quali è stata ripresa anche da Repubblica e che comunque è riportata in coda a questo post.

Per coordinare le attività che riguardano la comunicazione politica online che stiamo portando avanti abbiamo creato una pagina su Facebook, Vox Politica, tramite la quale vi terremo aggiornati sulle prossime novità!

Detto in giro , , , , ,

Comunicazione politica on-line: una scelta etica?

4 agosto 2010

Un amico mi ha chiesto un intervento da pubblicare su un mensile, tema: la comunicazione politica. Sarà che son reduce dell’elaborazione di una ricerca i cui risultati sono …diciamo così… strazianti,  ma questa è (l’amara) considerazione – o meglio, lo stralcio saliente che riporto qui – che ho partorito.

Quelle dei politici in tema di comunicazione sono spesso scelte di opportunità pesate sul breve o sul medio periodo, mentre la rete – essendo basata sulla costruzione di una “relazione” – è per definizione orientata a rapporti di più lungo respiro. Oltretutto, costruire una relazione implica tempo, impegno, disponibilità al dialogo ed all’autocritica. Non è un caso, quindi, che non sempre i social media rientrino nelle scelte di comunicazione dei politici. È da notare, infatti, che se sino a poco tempo fa l’assenza dei politici dalle piazze virtuali era da ricondurre prevalentemente al fatto che essi, semplicemente, ne ignorassero l’esistenza, oggi è spesso il risultato di una valutazione d’opportunità ben precisa: essere on-line spinge al dialogo, il dialogo spinge al confronto, il confronto consente la critica, la critica può generare difficoltà. Meglio rifiutare il dialogo. D’altro canto, il nostro sistema elettorale fa si che Deputati e Senatori non debbano rendere conto al cittadino, ma a logiche interne di partito. Il cittadino non è più – quindi – il loro referente ed il loro interlocutore principale, ma qualcosa di più vicino ad un “incidente di percorso” del quale tener conto. Magari il meno possibile.

Con il mio gruppo di ricerca abbiano analizzato le attività di comunicazione on-line di tutti i parlamentari, e di moltissimi politici locali. Non è un caso che le dinamiche di comunicazione cambino radicalmente in funzione del fatto che il politico risponda direttamente al suo elettorato o meno.

A ciò si aggiunge il fatto che l’idea in base alla quale Obama abbia vinto le elezioni grazie ad Internet è finalmente e fortunatamente passata di moda ed abbondantemente ridimensionata. Internet non sposta voti con la forza della televisione, ma è estremamente efficace per consolidare consenso e smuovere gli indecisi. Certo, un ruolo più difficile e meno attraente. Anche se forse più importante.

Ecco quindi che essere on-line, per un politico, prima che essere una scelta di opportunità sempre più si avvicina ad essere una scelta di principio. E proprio per questo ancor più degna di nota. Esserci – ed esserci bene – è segnale della disponibilità al confronto, all’autocritica, alla necessità di rendere conto al proprio elettorato. è il segnale dell’importanza del ruolo rivestito – per il politico – dal suo principale interlocutore: il cittadino. È una scelta etica, prima che politica.

Detto in giro

Political Divide sull’Espresso del 16 Luglio

17 luglio 2009

Alessandro Gilioli, su L’Espresso del 16 Luglio, ha pubblicato un pezzo dal significativo titolo ”L’onorevole non vota PC” sulla mia ricerca dedicata alla comunicazione on-line dei nostri Parlamentari.

Ringrazio Alessandro per il bel lavoro ed il pezzo lo riporto qui in PDF, per quanti fossero interessati al tema. 

Con Antonio Sofi stiamo presentando i dati della ricerca a puntate su SpinDoc, con una serie di articoli che presentano le evidenze principali desunte dall’analisi delle attività on-line dei Parlamentari della XVI Legislatura.

 

 

Detto in giro , , ,

Michele Ficara Manganelli, non siamo ridicoli…

10 giugno 2009

Non amo entrare nelle conversazioni quando non sono direttamente coinvolto ma, visto che se errare è umano perseverare è diabolico, questa volta faccio un’eccezione e rispondo da qui a chi non ha avuto la buona grazia (diciamo così) di coinvolgermi direttamente commentando alcune mie osservazioni.

Prima di entrare nel merito, una questione di metodo. Devo constatare con dispiacere che Michele Ficara Manganelli (vedi? basta un link, e l’interlocutore sa che si sta parlando di lui…) usa nella comunicazione on-line i migliori sistemi del peggior giornalismo off-line per portare avanti le sue idee. E’ abbastanza evidente (a chi vuol vederlo) che dire “Il Web in Italia ancora non è in grado di spostare voti come fa la televisione” è appena un po’ diverso dall’affermare che “il web non influenza le elezioni“. La sottile e maliziosa variazione di una citazione è qualcosa che si addice alla carta stampata, dove il citato non ha possibilità di replica. Non certo al web. Ma pare che pur criticando il mainstream, se ne stiano acquisendo alcune cattive abitudini.

Ora la questione di merito. Avremo modo di approfondire il tema in uno dei prossimi appuntamenti su SpinDoc e nel convegno che stiamo organizzando, ma ravvedo alcune tendenze pericolose e ingenue nelle discussioni attorno agli impatti del web e dei social media sulla comunicazione politica.

  • Pericolose, perchè sovradimensionando anzitempo una realtà o un fenomeno si finisce quasi sempre per sortire effetti nefasti. Non si fa un buon servizio alla diffusione della Rete millantandone effetti che essa (ancora) non ha. Un po’ come quando migliaia di aziende alla fine degli anni novanta si buttarono precocemente sul commercio elettronico, restandone inevitabilmente scottate. Il risultato fu una sfiducia generalizzata e acritica nei confronti dello strumento, che rallentò di alcuni anni l’effettivo sviluppo del fenomeno. Chi c’era lo ricorda bene. Lo stesso vale per la comunicazione politica. Far si che gli attori della politica si aspettino oggi dal Web risultati che esso ancora non può offrire rischia di allontanarli dallo strumento, invece che avvicinarli. 
    E’ assolutamente evidente che il Web – ed in particolare i social network – sono destinati a mutare radicalmente non solo la comunicazione politica, ma la politica nel suo complesso, ma voler affermare che in Italia tale mutamento sia già avvenuto vuol dire dimostrare di non conoscere molto l’argomento.
  • Ingenue perchè ridurre la complessità della politica e della comunicazione politica on-line al fatto che Obama abbia vinto le elezioni grazie ai blog è di una ingenuità disermante. Ho sentito più volte affermare che se Obama non avesse usato Internet sarebbe ancora uno sconosciuto senatore. Affermazioni del genere possono forse stimolare clap virtuali nelle discussioni tra blogger della prima ora, ma temo che siano piuttosto destinate a farci sommergere di ridicolo se portate fuori dalla blogosfera. I motivi della vittoria di Obama vanno ben oltre il fatto che abbia fatto un buon uso degli strumenti di comunicazione on-line (abilmente sfruttati, peraltro, per acquisire fondi da investire nella comunicazione off-line). Quanto ha influito l’on-line? Sicuramente ha avuto un ruolo importante. Alcune ricerche parlano di diversi punti percentuali, ma la realtà è che non abbiamo strumenti per saperlo con certezza.

Veniamo ora alla questione di Debora Serracchiani. Anche in questo caso, voler far passare la vittoria di Debora per una vittoria della rete mi sembra davvero scorretto, oltre che riduttivo. Lei stessa ha affermato che non ha dubbi sul fatto che la Rete l’abbia lanciata. Ma non ci sono memmeno dubbi sul fatto che se i media mainstream non l’avessero raccolta dopo che YouTube l’ha lanciata, avrebbe fatto un tonfo. Come per Obama, Debora non ha vinto per la Rete, ma per le sue idee, che la Rete le ha consentito di diffondere verso i suoi elettori e verso i media mainstream.

In conclusione, caro Ficara Manganelli, alla tua domanda “Chi ha detto che il Web non influenza le elezioni”, la risposta è non io. Ho detto, e lo ripeto con forza, che oggi in Italia (e nel resto del mondo, aggiungerei) il Web non ha ancora la forza di spostare voti come fa la televisione. Questo non vuol dire che non abbia impatto, o che sia inutile alla comunicazione politica (vedi Di Pietro, vedi Casini…) ma mi sembra abbastanza chiaro che il suo ruolo sia in gran parte potenziale e ancora da esprimere.

Il resto, è polemica.

 

 

Fuori dai denti , ,

Qualche segnalazione…

22 maggio 2009

…relativa a cose scritte e fatte (ma anche da fare) in questi giorni.

  • Ieri ho pubblicato su SpinDoc la prima parte dei risultati della ricerca sulla comunicazione politica, della quale ho già parlato da queste parti una decina di giorni fa. L’articolo è stato scritto a sei mani: le mie, quelle di Antonio e quelle di Mauro Gallinaro, “giovane e promettente” ricercatore che ha avuto l’ingrato compito di coordinare il gruppo che si è occupato della rilevazione dei dati. Ne seguiranno altri, che affronteranno nei dettagli i diversi aspetti che abbiamo analizzato nel corso della nostra attività. Qualche giorno fa, invece, Antonio mi ha intervistato per Quinta di Copertina.
    Sono naturalmente ansioso di conoscere le vostre opinioni sull’argomento della ricerca…
  • Martedì prossimo, il 26 maggio, dalle 14.00 alle 17.00 sarò ospitato dagli studenti del corso specialistico di Comunicazione della Conoscenza per le Imprese e le Organizzazioni, nella classe del caro amico Bruno Mazzara. Parleremo di come blog e social network contribuiscono alla costruzione collettiva della conoscenza (questo spiega il mio primo tentativo di sistematizzazione della scorsa settimana). Gli studenti saranno molto pochi, quindi sarà una buona occasione per discutere della tematica. Chi passasse da Via Salaria in quell’orario mi mandi una mail e sarà il benvenuto.
  • Giovedì prossimo, il 28 maggio, sarò invece con gli amici di ZeroUno a discutere di business intelligence con SyBase. Anche in questo caso ho ancora un paio di inviti (l’intervento è nella mattinata e si conclude a pranzo, dopo una tavola rotonda) quindi se l’argomento vi interessa inviatemi pure una mail…

Che altro dire? Ci si vede, ci si sente, ci si legge…

Detto in giro, Incontri , , , , , ,