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Posts Tagged ‘Comunicazione Politica’

Political Divide sull’Espresso del 16 Luglio

17 luglio 2009

Alessandro Gilioli, su L’Espresso del 16 Luglio, ha pubblicato un pezzo dal significativo titolo ”L’onorevole non vota PC” sulla mia ricerca dedicata alla comunicazione on-line dei nostri Parlamentari.

Ringrazio Alessandro per il bel lavoro ed il pezzo lo riporto qui in PDF, per quanti fossero interessati al tema. 

Con Antonio Sofi stiamo presentando i dati della ricerca a puntate su SpinDoc, con una serie di articoli che presentano le evidenze principali desunte dall’analisi delle attività on-line dei Parlamentari della XVI Legislatura.

 

 

Detto in giro , , ,

Michele Ficara Manganelli, non siamo ridicoli…

10 giugno 2009

Non amo entrare nelle conversazioni quando non sono direttamente coinvolto ma, visto che se errare è umano perseverare è diabolico, questa volta faccio un’eccezione e rispondo da qui a chi non ha avuto la buona grazia (diciamo così) di coinvolgermi direttamente commentando alcune mie osservazioni.

Prima di entrare nel merito, una questione di metodo. Devo constatare con dispiacere che Michele Ficara Manganelli (vedi? basta un link, e l’interlocutore sa che si sta parlando di lui…) usa nella comunicazione on-line i migliori sistemi del peggior giornalismo off-line per portare avanti le sue idee. E’ abbastanza evidente (a chi vuol vederlo) che dire “Il Web in Italia ancora non è in grado di spostare voti come fa la televisione” è appena un po’ diverso dall’affermare che “il web non influenza le elezioni“. La sottile e maliziosa variazione di una citazione è qualcosa che si addice alla carta stampata, dove il citato non ha possibilità di replica. Non certo al web. Ma pare che pur criticando il mainstream, se ne stiano acquisendo alcune cattive abitudini.

Ora la questione di merito. Avremo modo di approfondire il tema in uno dei prossimi appuntamenti su SpinDoc e nel convegno che stiamo organizzando, ma ravvedo alcune tendenze pericolose e ingenue nelle discussioni attorno agli impatti del web e dei social media sulla comunicazione politica.

  • Pericolose, perchè sovradimensionando anzitempo una realtà o un fenomeno si finisce quasi sempre per sortire effetti nefasti. Non si fa un buon servizio alla diffusione della Rete millantandone effetti che essa (ancora) non ha. Un po’ come quando migliaia di aziende alla fine degli anni novanta si buttarono precocemente sul commercio elettronico, restandone inevitabilmente scottate. Il risultato fu una sfiducia generalizzata e acritica nei confronti dello strumento, che rallentò di alcuni anni l’effettivo sviluppo del fenomeno. Chi c’era lo ricorda bene. Lo stesso vale per la comunicazione politica. Far si che gli attori della politica si aspettino oggi dal Web risultati che esso ancora non può offrire rischia di allontanarli dallo strumento, invece che avvicinarli. 
    E’ assolutamente evidente che il Web – ed in particolare i social network – sono destinati a mutare radicalmente non solo la comunicazione politica, ma la politica nel suo complesso, ma voler affermare che in Italia tale mutamento sia già avvenuto vuol dire dimostrare di non conoscere molto l’argomento.
  • Ingenue perchè ridurre la complessità della politica e della comunicazione politica on-line al fatto che Obama abbia vinto le elezioni grazie ai blog è di una ingenuità disermante. Ho sentito più volte affermare che se Obama non avesse usato Internet sarebbe ancora uno sconosciuto senatore. Affermazioni del genere possono forse stimolare clap virtuali nelle discussioni tra blogger della prima ora, ma temo che siano piuttosto destinate a farci sommergere di ridicolo se portate fuori dalla blogosfera. I motivi della vittoria di Obama vanno ben oltre il fatto che abbia fatto un buon uso degli strumenti di comunicazione on-line (abilmente sfruttati, peraltro, per acquisire fondi da investire nella comunicazione off-line). Quanto ha influito l’on-line? Sicuramente ha avuto un ruolo importante. Alcune ricerche parlano di diversi punti percentuali, ma la realtà è che non abbiamo strumenti per saperlo con certezza.

Veniamo ora alla questione di Debora Serracchiani. Anche in questo caso, voler far passare la vittoria di Debora per una vittoria della rete mi sembra davvero scorretto, oltre che riduttivo. Lei stessa ha affermato che non ha dubbi sul fatto che la Rete l’abbia lanciata. Ma non ci sono memmeno dubbi sul fatto che se i media mainstream non l’avessero raccolta dopo che YouTube l’ha lanciata, avrebbe fatto un tonfo. Come per Obama, Debora non ha vinto per la Rete, ma per le sue idee, che la Rete le ha consentito di diffondere verso i suoi elettori e verso i media mainstream.

In conclusione, caro Ficara Manganelli, alla tua domanda “Chi ha detto che il Web non influenza le elezioni”, la risposta è non io. Ho detto, e lo ripeto con forza, che oggi in Italia (e nel resto del mondo, aggiungerei) il Web non ha ancora la forza di spostare voti come fa la televisione. Questo non vuol dire che non abbia impatto, o che sia inutile alla comunicazione politica (vedi Di Pietro, vedi Casini…) ma mi sembra abbastanza chiaro che il suo ruolo sia in gran parte potenziale e ancora da esprimere.

Il resto, è polemica.

 

 

Fuori dai denti , ,

Qualche segnalazione…

22 maggio 2009

…relativa a cose scritte e fatte (ma anche da fare) in questi giorni.

  • Ieri ho pubblicato su SpinDoc la prima parte dei risultati della ricerca sulla comunicazione politica, della quale ho già parlato da queste parti una decina di giorni fa. L’articolo è stato scritto a sei mani: le mie, quelle di Antonio e quelle di Mauro Gallinaro, “giovane e promettente” ricercatore che ha avuto l’ingrato compito di coordinare il gruppo che si è occupato della rilevazione dei dati. Ne seguiranno altri, che affronteranno nei dettagli i diversi aspetti che abbiamo analizzato nel corso della nostra attività. Qualche giorno fa, invece, Antonio mi ha intervistato per Quinta di Copertina.
    Sono naturalmente ansioso di conoscere le vostre opinioni sull’argomento della ricerca…
  • Martedì prossimo, il 26 maggio, dalle 14.00 alle 17.00 sarò ospitato dagli studenti del corso specialistico di Comunicazione della Conoscenza per le Imprese e le Organizzazioni, nella classe del caro amico Bruno Mazzara. Parleremo di come blog e social network contribuiscono alla costruzione collettiva della conoscenza (questo spiega il mio primo tentativo di sistematizzazione della scorsa settimana). Gli studenti saranno molto pochi, quindi sarà una buona occasione per discutere della tematica. Chi passasse da Via Salaria in quell’orario mi mandi una mail e sarà il benvenuto.
  • Giovedì prossimo, il 28 maggio, sarò invece con gli amici di ZeroUno a discutere di business intelligence con SyBase. Anche in questo caso ho ancora un paio di inviti (l’intervento è nella mattinata e si conclude a pranzo, dopo una tavola rotonda) quindi se l’argomento vi interessa inviatemi pure una mail…

Che altro dire? Ci si vede, ci si sente, ci si legge…

Detto in giro, Incontri , , , , , ,

La Comunicazione Politica nell’era dei media relazionali: un’occasione perduta?

11 maggio 2009

parlamento-italianoSu Repubblica di oggi  è presente l’anteprima di un lavoro di ricerca che mi ha tenuto impegnato negli ultimi mesi. Il tema è quello della Comunicazione Politica e di come essa stia cambiando con il Web 2.0. Con il mio gruppo di ricerca (composto oltre che dal sottoscritto da Mauro Gallinaro, Roberto Lippi, Jessica Arcamone e Silvia Farina) abbiamo effettuato una mappatura approfondita delle attività di comunicazione on-line di tutti i deputati della attuale legislatura, censendone strumenti e modalità di comportamento. Il risultato è un quadro dettagliato delle modalità di comunicazione on-line dei Deputati e dei Senatori italiani, delle quali vi darò conto nei prossimi giorni, man mano che procederà l’analisi di dettaglio dei numerosissimi dati raccolti. Nel frattempo, spendo solo poche parole sulla ricerca e sulle modalità con le quali essa è stata e sarà portata avanti nei prossimi mesi.

Con l’avvento e la diffusione massiccia del mezzo televisivo, il rapporto tra politici e cittadini è cambiato notevolmente e il sistema dei media, prima secondario, è venuto man mano imponendosi. La comunicazione politica, un tempo veicolata dalle organizzazioni partitiche e basata sul contatto diretto con gli elettori, si è modellata e adattata alle logiche mediatiche, relegando la figura del cittadino in una posizione di sostanziale marginalità. L’avvento degli strumenti propri di quello che è stato definito “web 2.0” destruttura e ridefinisce secondo nuove modalità il rapporto tra gli attori della comunicazione politica. La ritrovata centralità dell’utente pone il politico nella condizione di dover ripensare attentamente la sua comunicazione. Se negli ultimi anni il sistema politico ha dialogato praticamente solo con quello dei media, gli strumenti orientati al web 2.0 possono far si che il cittadino-elettore torni ad avere un ruolo centrale in questo confronto. Alcuni politici hanno colto i segnali di cambiamento ed hanno tentato di entrare nella conversazione, rendendosi presto conto di quanto sia difficile gestire la propria immagine e la propria reputazione su un mezzo di comunicazione, qual è internet, in cui si agisce all’insegna della trasparenza e della condivisione. Ma tutti gli esponenti politici devono necessariamente oggi guardare con attenzione e interesse a tutte quelle forme di comunicazione “dal basso” che vanno sempre più chiaramente delineandosi.

  • Quanto questa consapevolezza ha penetrato il sistema politico italiano?
  • Quanto i nostri politici hanno compreso l’importanza del ruolo dei media conversazionali nell’ambito delle loro strategie di comunicazione politica e – ancora di più – nell’ambito della loro attività?
  • Quanto i rappresentanti eletti dal popolo italiano in Parlamento hanno compreso il fatto che strumenti come blog e social network, nella loro semplicità e nella loro immediatezza, rappresentano una risorsa di inestimabile valore per mantenere un contatto reale e quotidiano con i propri elettori ed il loro territorio?

Dalla volontà di cercare di dare una risposta a queste domande nasce la nostra ricerca. Ricerca che si è posta l’obiettivo di comprendere se e come i nostri politici facciano uso degli strumenti che oggi sono a loro disposizione per gestire il rapporto con i propri elettori. Senza entrare nella comunicazione dei singoli partiti e dei diversi schieramenti, senza addentrarci nella comunicazione istituzionale.
Ma semplicemente tracciando una mappa dettagliata delle attività di comunicazione on-line dei singoli Deputati e Senatori della corrente legislatura.

Il lavoro si è posto come obiettivo principale, quindi, quello di analizzare le modalità con le quali i Parlamentari della XVI Legislatura abbiano scelto di utilizzare (o di non utilizzare) gli strumenti disponibili per mantenere un contatto diretto con i propri elettori.

Per farlo il progetto di ricerca si è articolato in tre fasi:

  • Analisi quantitativa. La prima fase di analisi, nell’ambito della quale il gruppo di ricerca ha tracciato le attività on-line di tutti i Deputati e di tutti i Senatori della corrente legislatura, con l’obiettivo di verificarne la presenza in rete. Un vero e proprio censimento del territorio virtuale, che ha tracciato una mappa nominativa nella quale è riportata la presenza dei singoli Deputati on-line nei diversi spazi virtuali presi in considerazione (Siti Web, Blog, Social Network, ecc…)
  • Analisi di dettaglio. La seconda fase di analisi, nell’ambito della quale ci si è concentrati nell’analisi di dettaglio delle modalità di comportamento dei singoli Deputati e Senatori rispetto ai diversi strumenti presi in considerazione. In altri termini si è analizzato come ogni singolo Parlamentare faccia uso degli strumenti presi in considerazione, registrandone le modalità di comportamento e le attività pubblicamente riscontrabili.
  • Analisi qualitativa. La terza fase di analisi, nella quale – attraverso gli strumenti della ricerca qualitativa – si darà voce ad esperti ed ai Politici oggetto di analisi nelle due precedenti fasi e, attraverso focus group ed interviste in profondità, si traccerà un quadro complessivo del contesto di riferimento.

Nei prossimi giorni pubblicheremo i risultati della prima e della seconda fase…

Cronache Universitarie ,