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Posts Tagged ‘Comunicazione’

Suicidi comunicazionali

21 agosto 2007

Non c’è che dire: davvero da manuale un messaggio del moderatore del forum di TopHost del quale vengo a conoscenza tramite Napolux.
Non conosco l’azienda, ma il suggerimento è di leggere il post perchè è davvero un fantastico concentrato di tutto ciò che non si deve fare nella comunicazione d’impresa…


Si parte con un inconsapevole svilimento del target (“…mettere anche il più squattrinato dei ragazzi in condizione di avere un suo sito“) che fa si che implicitamente si posizioni il brand dell’azienda in uno dei posti peggiori possibili (“molto risparmio = poca qualità” è un’equazione difficile da sradicare, e poi nessuno ama sentirsi definire “squattrinato“).


Si prosegue con sgrammaticature varie (“certo abbiamo problemi, come li hanno tutti dei quali siamo molto consci” ehh… le virgole!) che celano un riconoscimento del fatto che i problemi ci sono davvero. Ma che volete farci, chi non ne ha, sembra dire (e poi dice) l’incauto moderatore…


Poi c’è un’autoincensazione in grassetto (“non possiamo non rilevare che la disponibilità dei servizi sia comunque alta“). Ragazzi, chi si loda si sbroda…


Ma qui c’è la chicca: l’apoteosi del “cosa non fare“: Prima si comincia a sbeffeggiare genericamente i clienti che hanno protestato, definendoli come dei “gruppetti” che agiscono “in giro per la rete” con “acredine e violenza“. E poi, addirittura, additanto al pubblico ludibrio alcuni di essi. Si va dal “Giornalista Radical scic” (che sarebbe Luca Conti) al “nostalgico” che parla di “Pueblo Unito” (che sarebbe sw4n), passando per l’”illuminato altruista” (Aggery).


Si conclude con una meravigliosa captatio benevolentiae nella quale si chiede ai “clienti soddisfatti” di manifestarsi, per esprimere solidarietà alla povera azienda in cerca di conferme…


Che dire? Non conoscevo se non per sentito dire TopHost prima di questa simpatica faccenda, non esprimo quindi giudizi sul fatto in sè… Ciò che è certo, è che i ragazzi di TopHost non escono a testa alta da questa storia, dimostrando di non sapere che la comunicazione d’impresa è una cosa seria, che la comunicazione di crisi ha regole precise e che le aziende non sono il luogo dal quale sfogarsi delle paturnie adolescenziali come sembra aver fatto l’incauto moderatore.


Capisco l’ingenuità e la buona fede, ma a tutto c’è un limite…


Update delle 18.00: pensavo di aver visto tutto, ma con questa i signori di TopHost si sono superati. Che il condizionamento delle sale server funzioni male ed il caldo dia alla testa?


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Considerazioni Sparse

Beppe Grillo? Non è un blog…

16 agosto 2007

Carlo si chiede, in merito al discorso sui commenti e sulle conversazioni del quale si è parlato anche da queste parti nei giorni scorsi, cosa ne pensi io del blog di Beppe Grillo. Cosa ne penso del personaggio in generale credo si desuma da qui. Non mi piacciono i santoni, e Beppe Grillo (che pur mi piaceva tanto) non è più un comico, nè uno che si dedica alle battaglie civili. E’ uno che ha da tempo sostituito le battaglie civili con una sua personalissima battaglia per la visibilità. E visto che ‘sta battaglia è pure redditizia, buon per lui.
Nel merito dei commenti e delle conversazioni, la mia opinione è molto netta: se i blog sono conversazioni, quello di Beppe Grillo non è un blog. Grillo non conversa con nessuno, salvo che con sè stesso. Dice di far battaglie per gli invisibili, ma si guarda bene dal regalare visibilità. Per come la vedo io, quello di Beppe Grillo più che un blog è un buco nero, che attira link da tutti ma dal quale non esce nulla. Del blog ha solo la semantica, ma non ne condivide euristiche, grammatica, comportamenti…
Scommettiamo che prima o poi Beppe Grillo ce lo troviamo in parlamento? :-)
Update del 13 Luglio 2009: OK, per ora non è il parlamento, ma sono le primarie del PD. Ma la sostanza è la stessa…

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Considerazioni Sparse

Sircana: due pesi e due misure?

17 marzo 2007
bilancia.jpgChi segue questo blog sa che in questa sede sono abbastanza lontano dalle vicende di attualità.
E comunque, di queste, mi interessano gli elementi legati alle dinamiche di comunicazione.
Proprio relativamente a tali dinamiche, leggendo la riflessione di Carlo Felice della Pasqua (che peraltro sostanzialmente condivido), mi chiedo: tutto questo fervore in tutela della privacy, con tanto di decreti (ad hoc?) del Garante e generale levata di scudi, non appare singolarmente tempestivo?

Come mai qualche mese fa non è emerso il problema, quando a far scoppiare il caso del momento fu – ad esempio – Salvatore Sottile?

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Fuori dai denti ,

Ma in che mani siamo?

25 febbraio 2007


italia.jpgÈ un preservativo usato? È un peperone? No! È il nuovo logo dell’Italia, secondo il nostro delirante Rutelli che – preso in questi giorni da più importanti paturnie governative – avrà senz’altro avuto poco tempo per leggere i numerosissimi commenti che hanno scosso la blogosfera sui suoi due ultimi capolavori (il citato logaccio ed il super portale costato decine di milioni di euro). Un’ottima guida ragionata sul tema è quella di Federico, che riassume i post più interessanti.


Jacopo lancia un sondaggio, al quale nel momento in cui scrivo hanno risposto in 215 , nel quale chiede se il portalaccio italia.it (che non linko per pietà) piaccia o meno. La cosa allarmante è che ci sono pure 15 persone che hanno votato si!! Napolux infine, oltre al danno ci regala anche la beffa. Quella dei siti degli altri paesi


Il mio problema, però, supera il tema in questione (loghi, portali, ecc…). Io mi chiedo infatti, – al di là dei discorsi di fazione e di parte (tanto una vale l’altra) – ma se questi animali sulle questioni per le quali non sono competente (e che quindi non noto in maniera così evidente) lavorano con lo stesso livello di becera incompetenza dimostrata in quasi tutte le questioni delle quali capisco qualcosa, in che mani siamo?


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Ripreso mentre ruba. La soluzione? Semplice: eliminiamo le telecamere

15 febbraio 2007

mano.jpgNon passa giorno, ormai, nel quale non si parli dell’ennesimo filmato rubato con un cellulare in una scuola, piscina, palestra, chiesa, falegnameria, asl, e chi più ne ha più ne metta. Non più tardi di ieri su tutti i giornali si parlava dell’episodio di Lecce, che è soltanto l’ultimo di una lunga, lunghissima serie. Si è partiti con l’increscioso video sul ragazzo down, per passare ad altre scene di varia umanità che – chissà perchè – sono quasi sempre inquetantemente ambientate nelle nostre scuole.

Ma non è sull’infimo livello culturale degli attori di tali show che voglio riflettere, quanto piuttosto su uno strano meccanismo di comunicazione che – a valle di tali show – si scatena.

Vediamo che succede:

  • Delle piccole bestie a due zampe se la prendono con un ragazzo down in una scuola. Il filmato viene ripreso con il cellulare ed inviato su YouTube.
  • Una maestra si abbandona in effusioni con gli studenti e viene ripresa con il cellulare. Il filmato viene fatto girare on-line.
  • Gruppi interi di minorenni si danno alla pazza gioia in modo vagamente illegale e si riprendono con il cellulare. Il filmato viene inviato via MMS.

Quindi, riassumento, abbiamo: ragazzi down picchiati, episodi di sesso in aula, effusioni tra maestre e studenti. Tanto per citare i casi più noti.

Come risolviamo il problema? Semplice! Vietiamo l’uso del cellulare a scuola!! (questa sembra la soluzione che stanno adottando molte scuole).

Eh si, perchè qui il problema non è comportamento dei nostri sempre più scellerati ragazzi o dei loro sempre più scellerati insegnanti, quando il fatto che tale comportamento, grazie al cellulare, possa essere reso noto e divulgato.

Come dire che se qualcuno viene sorpreso e filmato mentre ruba, la soluzione non è denunciarlo, ma eliminare la videocamera che l’ha ripreso. E tutti a parlare di privacy, di diritti, di tutela.

Ma possibile che nessuno rifletta rendendosi conto che il fatto che tali episodi siano stati ripresi e divulgati ha consentito che siano venuti alla luce? Quanti sono i piccoli soprusi quotidiani che rimangono celati agli occhi del mondo – e quindi impuniti – sui quali mai si farà giustizia? Qualcuno pensa forse che se non ci fosse stato il cellulare le violenze sul ragazzo down non avrebbero avuto luogo? Ora, è evidente che non è pensabile che in barba alla privacy ed alle più elementari norme del Diritto chiunque possa divulgare senza colpo ferire fatti, immagini e scene con enorme facilità. Ma non è pensabile che si provi a scaricar la colpa su uno strumento che – per di più – è lo strumento che è stato utilizzato per divulgare i fatti! L’inquetante sospetto è che l’importante non sia risolvere i problemi, ma assicurarsi che nessuno li veda.

Ci sono delle dinamiche, nella comunicazione, che mi sfuggono, evidentemente.

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Firefox e il terrorismo… pessimo gusto e trovate di marketing

11 febbraio 2007

antifirefox.jpgRiprendo da MaestroAlberto la notizia di una iniziativa “di marketing” della TrianglePower che definire “singolare” è un tiepido eufemismo…

In sostanza chi si collega al sito della società con Firefox si trova con una immagine (riportata in miniatura in questo post) che declama “When you download firefox you are downloading terrorism“: quando scarichi Firefox, stai scaricando terrorismo.

Più sotto, illeggibile in corpo 4 (provare per credere!!!), è riportata questa scritta:

It’s a joke, lighten up. Firefox doesn’t support ASP.Net AJAX controls, so you won’t be able to download anything

Mi sembra davvero una trovata di pessimo gusto… sarà pure fatta per farne parlare (e facendolo cado nella trappola) ma scherzare su certi argomenti, in un certo modo, non mi piace…

Chissà Mozilla che ne pensa! :-)

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