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Posts Tagged ‘e-Gov’

Italia.it. Ma guarda quanto è piccolo il mondo…

27 febbraio 2007

nicolais.jpgLeggo in un articolo di Anna Masera sulla nota questione del portalaccio italiota l’opinione di Falavolti, Amministratore Delegato di “SI Innovazione Italia”:



“Col nuovo governo/ministro (Nicolais) si è deciso che fosse comunque utile partire, per evitare di interrompere un’iniziativa importante per il settore turistico, che in Italia rappresenta il 10 per cento del prodotto interno lordo. D’ora in poi sarà l’Enit, infatti, a gestire il portale” conclude l’ad di “Si Innovazione Italia”


Se non sbaglio l’attuale Ministro Nicolais nel 2005 è entrato nel Consiglio di Amministrazione di ITS S.p.A., la società che in cordata con IBM ha realizzato il portale… ma mi sa proprio che non sbaglio…


Ma guarda tu com’è piccolo il mondo


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Su TelePA parlo di blog…

27 gennaio 2007

telepa.jpgLa brava Alessandra Flora ha avuto il coraggio di intervistarmi per TelePA. Il tema centrale è stato quello del rapporto tra Pubblica Amministrazione e nuove tecnologie di comunicazione. In sostanza: come cambiano i rapporti tra pubblica amministrazione e cittadino con l’avvento delle nuove tecnologie, dei blog, del Web 2.0? A brevissimo, un post sull’argomento. Per il momento, l’intervista è qui

Detto in giro ,

Blog: Questo sconosciuto. Tristi esperienze nella PA

7 gennaio 2007

tristemavero.jpgAtto Unico. Scena Unica.


















Personaggi:

L’Assessore alla Comunicazione



Il Consulente Esterno



L’”Esperto” del Comune



Lo Stagista



Il Segretario dell’Assessore alla Comunicazione







Contesto: Un grande Comune Italiano. Assessorato alla Comunicazione. Un pomeriggio di fine Dicembre. Riunione informale con l’Assessore alla Comunicazione.


L’Assessore
[...] …e quindi, come le dicevo, mi piacerebbe, per il 2007, inaugurare una modalità nuova di comunicazione tra il Consiglio Comunale ed i cittadini…


Il Consulente Esterno
Cosa intende per “nuova”?


Lo Stagista
prende appunti…


L’Assessore
mha… diversa da quelle che abbiamo; l’URP, l’Ufficio Stampa… Vero Tiberio?
(Tiberio è l’esperto del comune nelle tematiche attinenti la comunicazione – consigliere dell’Assessore)


Tiberio (L’esperto del Comune)
(come svegliato da un bel sogno)
eh? si si! una modalità nuova!


L’Assessore
mi piacerebbe poter parlare direttamente ai cittadini, senza troppi filtri istituzionali, consentendo loro di esprimersi e magari dire la loro, vero Tiberio?


Tiberio (L’esperto del Comune)
si si! Dire la loro!


Lo Stagista
prende appunti…


Il Consulente esterno
Avete pensato a un blog?


Lo Stagista
Alza la testa incuriosito, smettendo di prendere appunti. Si legge speranza nei suoi occhi…


L’Assessore
(leggermente sorpreso, ma da buon politico si riprende subito)
Un che? un blob? ehm… bhè… si… vero Tiberio?


Tiberio (L’esperto del Comune)
(preso in contropiede, le mani sudate)
si si! Come no! Un Blob!


Il Segretario dell’Assessore alla Comunicazione
(dal fondo dell’ufficio, stava leggendo il giornale)
ah si un blog! Con Internet!! Ne ha uno anche mio figlio! per il Karate! Ci parla pure con la fidanzata, sa, usano sky! Si risparmia!


L’Assessore
Certo, via Internet! è un sistema innovativo! Abbiamo bisogno di mostrare che la nostra amministrazione si muove con i nuovi strumenti di comunicazione. Abbiamo anche la pagina Web del nostro assessorato! Dov’è, Tiberio?


Tiberio (L’esperto del Comune)
(completamente in confusione. Agitandosi sulla sedia)
eh? Sissi! la pagina Web! è su Internet! con Explorer!


L’Assessore
Quanto costerebbe un blob?


Il Consulente esterno
ehm… magari parliamone dopo Natale…


Lo Stagista
(riabbassa la testa. Visibilmente abbattuto)



(…continua …forse)

Considerazioni Sparse

…e poi non parlatemi di Innovazione nella Pubblica Amministrazione…

13 novembre 2006

A volte, nella mia vita professionale, capitano delle cose che riescono a lasciarmi ancora basito ed interdetto…


Sto lavorando per conto di un ente della Presidenza del Consiglio ad una rilevazione di dati da effettuare in pubbliche amministrazioni locali e centrali. Lo scopo della rilevazione è quello di definire il livello di penetrazione di alcune metodologie operative e, per effettuare la rilevazione, è stato usato un banale questionario on-line.


Dando uno sguardo ai primi risultati, ho notato che su un paio di centinaia di questionari compilati, ricorreva per circa un centinaio di volte (traduco: il 50% dei casi), nell’indirizzo e-mail al quale spedire la password per l’attivazione dell’acconto, l’e-mail del nostro operatore dell’help desk.


Risposta alla mia domanda di chiarimenti da parte del volenteroso operatore: “Nei casi in cui ho inserito la mia password sono stato io, su richiesta dell’ente X, a compilare il questionario, con il funzionario dell’ente al telefono, oppure a partire da una copia del questionario inviata per FAX o per e-Mail“.


In sostanza, i solerti funzionari non erano in grado (o non avevano voglia) di compilare un questionario on-line, ed hanno ripiegato sulla “compilazione telefonica” o sull’invio di un FAX.


Mi chiedo se il nostro “illuminato” Ministro, quando parla di Innovazione nella Pubblica Amministrazione, (con tutte le iniziali maiuscole) sappia a che realtà si riferisce…


.s.e.


PS: Per concludere in bellezza, leggete anche questo post


Considerazioni Sparse ,

Linux, Beppe Grillo e le guerre di religione

2 novembre 2006

Vagando in rete, mi sono imbattuto poco fa nel blog “DelleFragiliCose” ove, tra (condivisibili) discorsi di politica e (divertenti) divagazioni su Lapo Elkann, l’autore affronta il tema del software libero. Anzi, mi sembra di capire che il tema dell’opensource, affrontato in risposta ad un post di Beppe Grillo, sia stato proprio il pretesto che lo ha spinto a lanciare il suo blog.


In sintesi, DelleFragiliCose (che proprio per la loro dichiarata fragilità temo si siano ormai rotte) se la prende con il Grillone Nazionale in relazione alla sua ultima crociata, lanciata questa volta a favore del software OpenSource nella Pubblica Amministrazione.
Lo fa affermando che Grillo, nel suo post nel quale sostiene che la Pubblica Amministrazione per risparmiare debba scegliere soluzioni Open Source, pecchi di populismo. A tal proposito, a mio giudizio è opportuno fare delle considerazioni di metodo e delle considerazioni di merito.


Per quanto riguarda il metodo, NelleFragiliCose ha fatto due errori madornali:



  • se la è presa con Beppe Grillo, ormai promosso a Guru Nazionale dei buoni principi e delle cause perse (!), e quindi automaticamente infallibile in temi riguardanti la tecnologia, la tecnica, l’economia, la finanza, la cura della calvizie e la coltivazione dei gerani;
  • non ha parlato bene di Linux (che è diverso dal dire che ne ha parlato male!), suscitando la jihad dei “linuxari” nostrani.
    Queste due cose bastano per classificarlo tra i “pericolosi provocatori”.

Per quanto riguarda il merito, ha semplicemente fatto notare come asserire che grazie al software OpenSource “Le applicazioni software della Pubblica amministrazione non costeranno più niente” equivalga a fare una cattiva, anzi pessima informazione, populista e demagogica. Cosa che mi trova assolutamente d’accordo (avrà mai sentito parlare, il buon Grillo, del concetto del Cost of Ownership?).


Al di là però delle considerazioni che si potrebbero fare in merito ai fondamentalismi informatici (e quello di Linux è uno dei più vivi, nel bene e nel male: le reazioni al succitato post lo dimostrano abbondantemente) ritengo sia estremamente interessante notare come, quando si parla del problema connesso alle scelte tecnologiche, si tenda sempre a tentare di sbrogliare la matassa a partire dal capo sbagliato del filo.


Meglio linux o windows? PC o Mac? Bho… dipende…

Non si può affrontare un discorso serio, in questo ambito, senza tener ben presente il contesto nel quale le tecnologie verranno applicate. Fare innovazione tecnologica, in una pubblica amministrazione come in un’azienda, non passa dall’implementazione dell’ultima tecnologia disponibile, ma dall’analisi delle condizioni di riferimento. Ma questo discorso non piace né ai responsabili dei sistemi informativi, che in tal modo dovrebbero ammettere una dipendenza dai processi aziendali, né ai responsabili di tali processi, che in tal modo sarebbero costretti a pensare come gestirli.
In conclusione: un po’ tutti pensano che la tecnologia possa risolvere i problemi dell’organizzazione, con il risultato che invece di affrontare seriamente il discorso inerente la scelta tecnologica, tutti si accapigliano per dire che questo è meglio di quello e peggio di quell’altro, senza sapere a cosa ci si riferisca in realtà…


Pensare l’innovazione tecnologica a partire dalla tecnologia equivale a sperare che la Ferrari vinca il Gran Premio infilando a forza il motore nel cockpit del pilota. La tecnologia è senz’altro motore dell’innovazione, ma non può esserne pilota.

Le aziende che lo hanno sperato, sono ancora a leccarsi le ferite.
Quando non hanno già chiuso i battenti…


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