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Posts Tagged ‘e-Learning’

Blogcattedre di tutto il mondo, unitevi!

4 dicembre 2007

Molto interessante l’idea di Luca di aggregare tutti i blog usati dai docenti come strumenti di lavoro nella formazione universitaria. Personalmente, è qualche anno ormai che uso tale strumento; quello del mio corso di quest’anno è qui.


I risultati, raggiunti declinando lo strumento blog ed una metodologia didattica tagliata ad-hoc – mi sembrano più che soddisfacenti.


Per questo motivo condivido con voi qualche riflessione che riassume l’esperienza di questi anni…


La blotcattedra: un esperimento di didattica collaborativa
La BlogCattedra è lo strumento implementato dalla cattedra di “Organizzazione e gestione della comunicazione interattiva” per sperimentare un processo di didattica collaborativa finalizzato a favorire il coinvolgimento attivo degli studenti alle lezioni, in aula e da remoto, partendo dal presupposto che per spiegare la comunicazione interattiva il modo migliore sia praticarla.


Il modello
L’approccio scelto si basa su alcuni elementi chiave:



  1. L’utilizzo di un blog quale strumento di contatto e collaborazione con i discenti;

  2. L’adozione di una modalità di gestione della didattica d’aula che coinvolga attivamente gli studenti;

  3. La non obbligatorietà della partecipazione al blog ed ai momenti di interazione attivati on-line.

Il blog
Per quanto attiene il primo punto, è sufficiente implementare un qualsiasi sistema di blog management che consenta di gestire le funzioni principali necessarie all’attuazione pratica del modello didattico identificato. In particolare, accesso multi-utente, possibilità di commentare i post, possibilità di inserire file ed allegati (altrimenti si possono comunque adottare altri servizi di supporto, come slideshare). La scelta del Blog rispetto a sistemi di forum o di community dipende dalla possibilità insita nel modello di comunicazione proprio dei blog di “guidare” in maniera puntuale l’andamento delle discussioni, configurandosi con una struttura gerarchica più enfatizzata di quella consentita da un forum (in sostanza, il blog è uno strumento one-to-many, il forum uno strumento many-to-many).
Il blog, inoltre, è una forma di comunicazione che risulta più familiare agli studenti di quanto non lo siano meccanismi di partecipazione più complessi ed articolati.


La modalità di gestione della didattica
Il Blog – in quanto strumento tecnologico – è un completamento ed un complemento all’attività didattica d’aula, che si propone di favorire il coinvolgimento degli studenti attraverso una serie di momenti in presenza che rappresentano il compimento e la presentazione all’aula di processi svolti da remoto attraverso il blog ed i normali strumenti di comunicazione on-line (e-mail, instant messenger, ecc…).
In particolare, il coinvolgimento degli studenti è previsto in due momenti specifici: l’avvio della lezione (per circa 20 minuti) e la ripresa dopo la pausa (circa 15 minuti). In questi momenti gli studenti presentano – con slide powerpoint di sintesi degli interventi fatti nel Blog – le attività realizzate nel corso della settimana. In particolare:



  • Una breve sintesi della lezione precedente, che riassume gli argomenti affrontati in aula;

  • Uno o più approfondimenti sui temi affrontati in aula;

  • Una selezione di fonti utili;

  • Una valutazione del gradimento e della comprensione degli argomenti affrontati durante la lezione precedente;

Ovviamente, tutti i materiali presentati in aula convergono verso il Blog, che si configura in questo caso come il repository dei materiali sviluppati durante il corso.


La non obbligatorietà
È significativo evidenziare come la partecipazione al Blog sia stata presentata come facoltativa. Questo per comprendere quanto lo strumento fosse utile e risultasse gradito, al di là dei possibili vantaggi derivanti da una partecipazione “orientata al voto”.


I Risultati


I risultati della sperimentazione della Blogcattedra possono considerarsi positivi. La quantità di interventi on-line, visibile ed aggiornata in tempo reale sul blog, fornisce una prima indicazione della partecipazione degli studenti. La gestione del corso attraverso questo strumento e questa modalità operativa hanno prodotto inoltre i seguenti risultati:



  • Il coinvolgimento di un numero rilevante di studenti ad una attività didattica attiva (10 incontri, con gruppi di mediamente 5 persone, “movimentano” circa 50 studenti), che li ha spinti peraltro ad approfondire gli argomenti oggetto del corso per poterne riferire in aula;

  • La modalità di lavoro, orientata ad un approccio di tipo collaborativo, ha richiesto agli studenti di lavorare in gruppo, auto-organizzandosi e coordinandosi con modalità che sono state soltanto suggerite dalla cattedra, responsabilizzando ogni partecipante rispetto al gruppo sul compimento di un processo operativo complesso e da svolgere in poco tempo;

  • L’esposizione degli argomenti in aula ha fatto si che molti studenti dovessero parlare in pubblico in un contesto strutturato (con una presentazione, un programma preciso, tempi identificati a priori);

  • Lo sviluppo dei contenuti (sintesi, approfondimenti, ecc…) non soltanto come presentazioni powerpoint, ma anche come post nel forum, ha consentito agli studenti di esercitarsi nella scrittura on-line;

  • La redazione delle sintesi e degli approfondimenti ha consentito di creare una base di contenuti utile agli studenti assenti per alcune lezioni o ai non frequentanti, consentendo loro di “non perdere il filo” dei discorsi affrontati in aula;

  • L’utilizzo del Blog come strumento attraverso il quale valutare comprensione e gradimento ha consentito al docente di tenere costantemente sotto controllo tali fattori, dedicando il giusto tempo ad eventuali approfondimenti tematici e/o spiegazioni più approfondite.

  • Gli studenti, superata la diffidenza e le difficoltà iniziali, hanno dimostrato di gradire molto l’iniziativa, come è desumibile dai post di commento scritti da loro stessi nel blog.

C’è da considerare, come aspetti potenzialmente ostativi, che questa modalità di gestione del corso:



  • richiede un maggior carico di lavoro, che comunque può essere svolto con il supporto di un assistente (nel caso specifico, un assistente è dedicato interalmente alla gestione del Blog, con un carico di lavoro di circa un’ora al giorno per tutta la durata del corso);

  • complessivamente sottrae tempo (circa 4/5 ore) alla didattica tradizionale, di tipo frontale. In altri termini, ha sottratto tempo alle spiegazioni del docente. Riguardo a ciò, c’è però da considerare che gli approfondimenti degli studenti hanno consentito di ottimizzare i tempi e garantire una maggiore comprensione degli argomenti trattati.

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Di nuovo in aula con la blogcattedra…

23 novembre 2007

Questa settimana ho iniziato il mio corso di Organizzazione e Gestione della Comunicazione Interattiva. Anche quest’anno utilizzerò il blog come strumento di gestione dei rapporti con gli studenti e come piattaforma di lavoro collaborativo.


I partecipanti cureranno approfondimenti che pubblicheremo on-line, sviluperanno le sintesi delle lezioni che metteranno a disposizione dei colleghi e – naturalmente – avranno modo di conoscere un bel po’ di blogosfera (sia in termini “accademici“, nel senso che ne parleremo, che “fisici“, nel senso che alcuni amici con molte cose da dire saranno invitati a lezione).


L’esperienza di quest’anno riprende quanto già fatto l’anno scorso, con alcune modifiche relative al modello didattico. Nella scorsa edizione io e gli studenti siamo stati molto soddisfatti di come sono andate le cose, quindi spero che la bella esperienza si ripeta anche quest’anno (anche se a dire il vero li ho visti un po’ più titubanti, ma conto di “convertirli“).


La blogcattedra è qui. Che ne pensate? Naturalmente, siete tutti i benvenuti!


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10 anni fa, parlando di e-learning…

14 novembre 2007

Scartabellando tra vecchie cose, oggi ho trovato questo mio articolo, pubblicato 10 anni fa (era il 1997) in un inserto dell’edizione italiana della rivista Technology Review. Il tema è quello dell’e-learning e dell’apprendimento in rete, il focus è sui social network.


Rileggengolo, l’ho trovato estremamente attuale …forse anche in maniera un po’ inquietante… che ne pensate?


In tema di Formazione a Distanza è immediato pensare a strumenti come il telefono o il servizio postale quali sistemi di contatto e comunicazione tra l’insegnante e lo studente. Le limitazioni fisiche dei mezzi utilizzati nella FAD hanno finito per rendere l’insegnante non solo “lontano” come localizzazione fisica, ma anche e soprattutto lontano nei pensieri dei discenti. Le nuove tecnologie, con specifico riferimento allo sviluppo delle reti di computer e di Internet in particolare, hanno il potere di rendere al processo di apprendimento quella dimensione sociale – altrimenti persa nella tradizionale FAD – data dalla partecipazione ad un gruppo di lavoro con il quale condividere l’esperienza di apprendimento vissuta nel momento della formazione.


Il passaggio dalla tradizionale Formazione a Distanza a quella definita On Line Education, infatti, vedrà trasformarsi sempre di più il computer da strumento accessorio per l’auto-apprendimento personale a mezzo di comunicazione collegato in rete che consente allo studente di dialogare con la “classe virtuale” composta da docenti, tutor, e soprattutto altri studenti. Creando con questi, oltre che una rete nel senso “tecnologico” del termine, una vera e propria rete di conoscenze condivise. L’avvento del concetto di Rete rappresenta probabilmente la prima vera novità nell’utilizzo delle tecnologie informatiche come sistema di supporto alla FAD dagli anni ’50 ad oggi. La Teaching Machine, nata nella seconda metà di questo secolo, non si discosta di molto dai più avanzati sistemi basati sul computer e sulle tecnologie multimediali dei giorni nostri.


L’ipertestualità – che concerne il modo in cui viene strutturata l’informazione – rappresenta una logica evoluzione della Macchina di Skinner; la multimedialità, in fondo, costituisce un “vestito” (siapure fondamentale) con il quale presentare l’informazione ipertestuale. Ad oggi l’inscindibilità di questi due termini è sancita dal sempre più frequente utilizzo del termine “ipermedia”, che li comprende entrambi. Ad ogni modo anche il più complesso dei sistemi ipermediali di formazione esistenti è basato su di una struttura chiusa nella quale i contenuti sono predefiniti, le domande e le relative risposte standardizzate e le azioni dell’utilizzatore già previste dall’autore del sistema.


L’interattività in sé – quindi – non rappresenta l’obbiettivo primario delle nuove tecnologie di rete applicate alla FAD; il vero arco di volta è costituito piuttosto dalla nascita di quella che viene definita CMC: Computer Mediated Communication. La CMC regala alla formazione a distanza il concetto di “collaborative learning”. Anche questo, si noti bene, non è un elemento nuovo nel panorama della formazione (Ahern fa risalire le prime esperienze di apprendimento collaborativo all’Accademia di Platone). La vera novità è costituita dalla possibilità reale di sfruttarlo nell’ambito di un sistema di rete distribuito. Grazie alla Computer Mediated Communication si aggiunge all’ipermedialità degli strumenti informatici tradizionali il concetto di collaborazione. Collaborazione tra gruppi di lavoro che comunicano per mezzo degli strumenti forniti dalla Rete; si parla, infatti, di “Collaborative Hypermedia”. Paradossalmente la rete elimina dalla Formazione a Distanza il concetto stesso di “distanza”.


Annullando le barriere fisiche consente la nascita di vere e proprie “classi virtuali” ove gli studenti possano affiancare al momento cognitivo individuale la possibilità di confrontarsi tra di loro e con l’insegnante, arricchendo la comprensione attraverso il confronto delle diverse prospettive e dei vari punti di vista dei singoli individui del gruppo. I diversi sistemi di comunicazione regalano alla FAD possibilità insperate. Gruppi di lavoro “virtuali”, forum in linea, gruppi di discussione, la possibilità di dialogare con il proprio docente e – soprattutto – di farlo assieme agli altri studenti, sono tutte caratteritiche della On Line Education.


Tuttavia la strada della On Line Education è stata appena aperta. Gli esperimenti sono numerosissimi, ma i risultati spesso alterni. È fondamentale, a questo punto, la creazione di un modello di istruzione on line valido ed affidabile: la ricerca per quello che viene definito “CHEF”, Collaborative Hypermedia Educational Framework, è aperta.


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Sulle inestricabili connessioni tra Web, Groviera e Conoscenza

25 settembre 2007

Gianni Marconato è uno dei pochi ad esser sempre capaci di offrire spunti interessanti anche rispetto ad un tema trito e ritrito come l’e-learning. In questo post, ad esempio, riprende una citazione di Louis Berry nella quale il professore di Pittsburgh afferma che la rappresentazione della conoscenza sul Web è come il formaggio svizzero: ampia, sottile e piena di buchi.


Ciò, secondo Gianni, porta ad una minaccia per abilità cognitive come l’attenzione, la riflessione, la comprensione. Che siano diverse le ricerche che tendono a dimostrare come le strutture ipertestuali tendano ad ingenerare confusione nell’utente non v’è dubbio (Marchionini già nel 1988 parlava di HyperChaos).


Il dubbio, invece, mi viene quando penso al fatto che – riprendendo la metafora di Berry – un chilo di groviera ed un chilo di pecorino hanno evidentemente lo stesso peso, ma il grovierà è più voluminoso, e quindi appare più leggero.


Lasciando da parte le metafore alimentari, cerco di essere più esplicito. Gli studi sui livelli di attenzione e sulle potenzialità del cognitive retraining (inteso non in senso terapeutico, ovviamente) partono da modelli di analisi basati su approcci ed euristiche consolidati, di tipo essenzialmente lineare (come dire che si tratta di chiedere ad un appassionato di pecorino se gli piace il groviera). In uno studio condotto qualche anno fa si è dimostrato come i bambini che imparano a leggere attraverso un sistema ipertestuale acquisiscono da subito capacità di muoversi in tale sistema nettamente superiori alla media dei bambini che hanno seguito percorsi di apprendimento tradizionali. In altri termini, riescono a fruire di un sistema in cui la conoscenza è presentata in modo diverso con un rapporto efficienza/efficacia migliore.


Il punto, quindi, non è tanto se il web sia adatto o meno a rappresentare la conoscenza, quanto piuttosto se il nostro modo di rappresentarla (e quindi di fruirne) sia adeguato o meno ad una struttura come il Web. Non si sta qui teorizzando il primato dello strumento sull’essere umano, ma va dato atto al fatto che – disponendo di un sistema di rappresentazione della conocenza di tipo indubbiamente nuovo – sia necessario comprenderne le logiche per sfruttarlo al meglio.


Con il Web, e più in generale con le strutture ipermediali, cambia la struttura intrinseca di rappresentazione della conoscenza e ciò non può non entrare in relazione con la nostra capacità di fruirne.


Il vostro parere, ovviamente, è sempre il benvenuto…


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