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Posts Tagged ‘Nativi Digitali’

Il “merito” dei “nativi digitali”

23 febbraio 2010

In questi giorni in rete si discute – spesso a partire da iniziative indubbiamente interessanti – di Nativi Digitali. Digitali o Micidiali che siano, la mia opinione in merito l’ho espressa anche in passato. Tuttavia l’enfasi sulla “natività digitale” attorno alla quale ruota (ed a volte pare avvitarsi) la discussione, nasconde il rischio di un errore di prospettiva.

Ho la fortuna di passare una parte rilevante del mio tempo assieme a quelli che definiamo “nativi digitali”. Di conoscerne vizi e virtù, pregi e difetti. E quando passo il mio tempo con loro, non vedo il mondo diviso in nativi digitali e nativi analogici, ma semplicemente in giovani ed adulti.

Certo, chiamarli nativi digitali va di moda, fa “sociologichese”, ma ci fa anche correre il rischio di non centrare il punto.

Ed il punto è che tra i giovani ci sono quelli che si perdono dietro Amici ed MTV, che non hanno prospettive, che sono pigri, inebetiti dalla TV, senza idee nè ideali. Ma ci sono anche quelli che son determinati, di buona volontà, con voglia di fare. Consapevoli della difficoltà del contesto nel quale stanno crescendo, ma pronti a dimostrare al mondo che hanno molto da dire. E da fare.

Gli uni e gli altri hanno un profilo su facebook. Gli uni e gli altri sono nativi digitali. Ma non c’è merito nell’esser nativi digitali. Si tratta semplicemente di una condizione. Di un fattore di contesto. Non basta essere nativi digitali per essere persone valide. E soprattutto non basta a noi che loro lo siano per avere una scusa per smettere di esser responsabili nei loro confronti.

Non esiste una generazione di nativi digitali che affronteranno il futuro in modo diverso. Esistono – tra i nativi digitali – dei giovani dotati di talento, che con il nostro aiuto potranno, sapranno e dovranno confrontarsi con un futuro non certo roseo.

E’ vero, Nicola e di suoi coetanei non hanno nessun merito nell’esser nativi digitali. Ma hanno la grande fortuna di essere ragazzi intelligenti ed il grande merito di essere armati di buona volontà. E’ in questo la loro vera risorsa. E’ in questo la speranza del nostro Paese per il suo futuro.

Considerazioni Sparse , , ,

Non solo Cyber: L’equivoco dei nativi digitali…

3 agosto 2009

Nel numero della scorsa settimana de L’Espresso è iniziata la mia collaborazione con la rubrica Non Solo Cyber. Naturalmente, un grazie va ad Alessandro per avermi chiesto di affiancare altri amici che già vi scrivono. Come di consueto, riporto di seguito il pezzo pubblicato, per le vostre considerazioni.

Quando si parla di digital divide il pensiero corre subito al tema delle infrastrutture che mancano, della banda larga che non c’è e che quando c’è è sempre troppo stretta, della nostra congenita incapacità di usare il computer ed internet. Ci si consola pensando che con le nuove generazioni il problema sarà superato. Magari la banda sarà sempre poca, ma i ragazzi oggi considerano normale conoscersi su internet, usano Facebook come se fosse il muretto sotto casa, hanno il dito perennemente in azione sui tasti del cellulare. Problema risolto. Questione archiviata.

C’è però un rischio che si nasconde dietro la convinzione che i giovani – i cosiddetti nativi digitali – siano “naturalmente” affini alle nuove tecnologie. Il rischio di non rendersi conto di come essi siano spesso vittime di un’altra – più sottile – forma di digital divide.  Un digital divide culturale, che crea un divario tra chi usa gli strumenti e chi sa anche cosa sta facendo, tra chi usa Facebook e chi sa che Facebook è un social network. Per capirci meglio: una differenza simile a quella che c’è tra chi sa usare la macchina da scrivere e chi sa scrivere un buon testo.

Sostenere che i ragazzi che hanno affrontato l’esame di maturità conoscano i social network meglio dei loro insegnanti – indipendentemente dalla veridicità dell’affermazione – nasconde una inconsapevole delega di responsabilità nei confronti del problema del digital divide culturale. Tutto sta a capire se vogliamo una generazione di scrittori o di scrivani digitali.

Detto in giro , , ,