Qualche settimana fa, in occasione del Datacamp organizzato a Perugia nel corso dell’IJF2012, abbiamo parlato dei “saputelli dell’Open Data”. Una specie endemica nel mondo dell’open government, perniciosa ed in grande espansione in questo momento. Noi – come novelli Linneo – abbiamo pensato di classificarli in alcune famiglie, descrivendone caratteristiche, comportamenti, vizi e virtù. Ve le racconto assieme ad Ernesto in una serie di post sul nostro nuovo blog, dedicati appunto ai Saputelli dell’Open Data.
Buona lettura!
Ho cambiato idea. L’open data non s’ha da fare. Dopo tanto tempo passato a promuoverne lo sviluppo, ad impegnarmi per farne una realtà, a scrivere linee guida e lavorare con la mia associazione, mi sono improvvisamente reso conto che tutto sommato è meglio non farlo.
In un breve pezzo su Tech Economy vi spiego i cinque motivi per non fare Open Data. Buona lettura!
Chi mi legge da un po’ di tempo ricorda che meno un anno fa, assieme ad un gruppo di amici e colleghi, abbiamo dato vita all’Associazione Italiana per l’open Government. Il suo obiettivo è quello di promuovere la cultura dell’Open Government nel nostro Paese. Di farlo attraverso azioni concrete ed attività finalizzate a supportare la nostra società in un percorso tanto importante quanto complesso da intraprendere, consapevoli di come non possa esistere un reale sviluppo dell’Open Government senza una vera e concreta apertura della Pubblica Amministrazione in tal senso.
L’Associazione, malgrado le tante difficoltà derivanti dal fatto che ognuno di noi è preso da mille impegni, si era posta obiettivi che al tempo in cui li abbiamo concepiti non esitavamo a definire molto ambiziosi.
Volevamo redigere un Manifesto. Lo consideravamo un passaggio fondamentale per tracciare i contorni di un concetto, di un’idea, di un modello di sviluppo per la società civile del quale troppo spesso si parla in astratto e che invece va sostanziato con una linea d’azione concreta. Volevamo redigerlo in forma partecipata: coinvolgendo istituzioni, privati, associazioni. Il Manifesto vide luce il 30 novembre scorso, in una conferenza che si tenne presso la mia Facoltà, a Roma.
Volevamo incontrare cittadini ed istituzioni in seminari, conferenze e dibattiti pubblici, per sensibilizzare sul tema attraverso il confronto. Per questo abbiamo organizzato incontri in eventi come la Social Media Week di Roma, nella quale abbiamo inscenato un vero e proprio processo all’Open Gov; o durante il Forum PA, nel quale un insuperabile Claudio Forghieri ha condotto – di fronte ad una sala gremita – un interrogatorio serrato ad un panel di esperti in un incontro dal titolo Open Data: dalle parole ai fatti. E ancora, altri convegni a Roma, Bologna, Milano…
Volevamo fornire alle Amministrazioni delle linee guida per supportarle nel processo di liberazione e di apertura dei loro dati. Lo abbiamo fatto con la pubblicazione della Guida “Come si Fa Open Data: Istruzioni per l’uso per Enti ed Amministrazioni Pubbliche“. Una guida semplice ed operativa curata da Ernesto Belisario , Gigi Cogo, Claudio Forghieri ed il sottoscritto che è nata grazie alla partecipazione di molti tra i più autorevoli esperti italiani di Open Data.
Ma soprattutto volevamo coinvolgere le Istituzioni in un progetto concreto che promuovesse realmente l’Open Data nella Pubblica Amministrazione. Per questo immaginammo un contest, sulla falsariga di quelli realizzati in tante altre parti del mondo, che mettesse in contatto l’Amministrazione con il mondo degli sviluppatori, in cui questi ultimi sviluppassero applicazioni a partire dai dati liberati dalle prime. Con questo spirito è nato Apps4Italy, che ha visto il coinvolgimento diretto del Ministero della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, del Formez e di ForumPA, oltre che di un parterre rappresentativo delle principali realtà italiane che si occupano di Open Data. Non è stato certo facile (e non lo sarà nei prossimi mesi) ma il contest rappresenta un esempio virtuoso di come Enti pubblici, privati ed Associazioni possano lavorare assieme nella realizzazione di un’idea nell’interesse e per il bene comune. Anche questo, quindi, è stato fatto, e verrà presentato oggi a Roma, nel corso di una conferenza stampa con i Ministri Brunetta, Brambilla e Gelmini. Conferenza stampa nella quale verrà presentato – oltre al concorso AppsItaly – anche il Vademecum “Open Data, come rendere aperti i dati delle Pubbliche Amministrazioni“, realizzato da un gruppo di lavoro composto – tra gli altri – da me, Ernesto Belisario e Salvatore Marras nel contesto delle Linee Guida per il Web nella PA curate dal Formez (ed anche questo è stato fatto…).
Insomma, ogni tanto serve guardarsi indietro per controllare il percorso fatto. In questo caso guardare a quanto abbiamo fatto nel corso dell’ultimo anno serve di stimolo per rinnovare l’entusiasmo da riversare in quanto ancora abbiamo da fare per il prossimo futuro. In passato dissi che raramente avevo trovato un gruppo simile per competenze, impegno, capacità di visione e spirito di collaborazione. Oggi posso aggiungere che in questo gruppo, dopo un anno passato assieme, ci sono alcuni di coloro che non esito a considerare tra i miei più cari amici. Grazie quindi ad Ernesto Belisario, Andrea Casadei, Gianluigi Cogo, Luca De Pietro, Gianni Dominici, Claudio Forghieri, Carmelo Giurdanella, Salvatore Marras, Flavia Marzano, Guido Scorza.
Vuoi contribuire alla costruzione dell’agenda dell’Innovazione in Italia? Farlo è semplice: partecipa a “INNOVATORI JAM 2011”, iniziativa organizzata dall’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione che si svolgerà in Rete (all’indirizzo www.innovatorijam.it, hashtag:#ij11) dalle ore 8,00 del 13 settembre alle 24 del 14 settembre 2011.
L’evento – una vera e propria maratona di 40 ore – si propone di far convergere il maggior numero possibile di esperti, appassionati o semplici interessati intorno a 10 temi importanti per l’innovazione nel nostro Paese:
1. Innovazione e internazionalizzazione: Italia degli Innovatori
2. Giovani, talento e merito nella ricerca e nell’innovazione
3. Start up, incubatori, venture capital
4. I ranking dell’innovazione
5. Accessibilità, apps e nuovi canali
6. Digital agenda: open data, cloud computing e banda larga
7. E-commerce & e-tourism
8. Il Codice dell’Amministrazione Digitale
9. Informazione e nuovi canali
10. Le Smart Cities del futuro
Ad animare i dieci forum sono state chiamate alcune delle realtà italiane più attive sui temi dell’innovazione, tra le quali l’Associazione Italiana per l’Open Government, della quale sono direttore.
Citando Ernesto:
La sfida è ambiziosa: definire, in 40 ore, gli obiettivi dell’agenda digitale di cui l’Italia ha bisogno; si tratta di un’occasione imperdibile per affermare l’utilità e l’urgenza di intraprendere politiche di Open Data in ragione dei benefici che ne ricaverebbero Enti, imprese e cittadini.
Il metodo, finalmente, è open, usa gli strumenti del Web e fa ricorso all’intelligenza collettiva.
La promessa degli organizzatori è che i risultati della discussione saranno portati all’attenzione dei decisori.
Io sarò coinvolto nelle discussioni che riguardano l’Open Data. Tutti coloro che vogliono partecipare possono richiedere un invito all’indirizzo eventi@datagov.it
Immaginate un Amministratore Pubblico con la A maiuscola: curioso, interessato, attivo, intraprendente (si, bisogna faticare un po’ per trovarli, ma a saperli cercare ce ne sono tanti). Immaginate che senta parlare di Open Data e che si incuriosisca: “può essere utile alla mia Amministrazione?“. Immaginate che inizi a cercare degli esperti. Una ricerca lunga e difficile, fatta di falsi profeti e guru improvvisati, ma alla fine fruttuosa. Immaginate che una volta trovati gli esperti li contatti. Li incontri. Faccia loro delle domande. Domande per conoscere. Per capire. Per decidere. Immaginate che per comprendere le dinamiche organizzative, tecniche e giuridiche connesse all’Open Data abbia l’opportunità di confrontarsi con esperti come Ernesto Belisario, Salvatore Marras, Gianluigi Cogo, Roberto Moriondo, Guido Scorza e tanti altri.
Avete appena immaginato quanto verrà “messo in scena” il prossimo 10 Maggio, a partire dalle ore 15.00, al ForumPA, durante il convegno ”Open Data dalle parole ai fatti“. L’incontro è organizzato dall’Associazione Italiana per l’OpenGov, che in quest’occasione presenterà e distribuirà anche la nuova versione della sua guida “Come si fa Open Data? Istruzioni per l’uso per Enti ed Amministrazioni Pubbliche” ed il Contest AppsforItaly, organizzato assieme a Top-ix, IWA ed altre Istituzioni pubbliche e private. Di che si tratta? Venite a scoprirlo Martedì 10 Maggio. Ne varrà la pena.
Open Data: da dove partire? A questa domanda abbiamo tentato di rispondere con l’ultimo lavoro dell’Associazione Italiana per l’Open Government. In un momento in cui gli Stati Uniti (da sempre tra i principali promotori delle iniziative connesse allo sviluppo dell’Open Government) paiono subire una battuta d’arresto, abbiamo ritenuto assolutamente importante fornire alle Amministrazioni italiane una semplice guida operativa per iniziare a muoversi su questo tema. Il testo, curato da me, Ernesto Belisario, Gigi Cogo, Claudio Forghieri e che ha visto il contributo di una folta comunità di esperti, si propone di fornire una prima panoramica delle tematiche da affrontare quando si decide di sviluppare una strategia orientata all’implementazione di modelli basati sulla condivisione dei dati.
Cosa vuol dire Open Data? Perché l’Open Data rappresenta una strada verso l’Open Government, e perché l’Open Government è uno strumento di sviluppo? Quali sono i principali problemi da affrontare quando si vuole “fare” Open Data”? Quali le tematiche giuridiche da tenere in considerazione? Quali gli aspetti tecnici e gli impatti organizzativi? A queste domande (ed a qualcuna in più) abbiamo voluto fornire una prima risposta, per consentire a tutti di iniziare a comprendere i motivi della centralità di questo tema per lo sviluppo del Paese.
Queste linee guida fanno seguito al Manifesto per l’Open Government, che la nostra associazione ha pubblicato a novembre dello scorso anno. Le prossime iniziative che contiamo di portare avanti grazie all’aiuto di un sempre più nutrito gruppi di esperti saranno annunciate nei prossimi giorni, nel corso di alcuni eventi ai quali stiamo lavorando.
Stay Tuned!