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Posts Tagged ‘Pedofilia’

Due parole sulla Carlucci

4 maggio 2009

Degli auguri della Carlucci ad Alessandro Gilioli hanno scritto in molti, anche se la costante dei diversi commenti non si discosta molto da una variazione sul tema del “sono senza parole“. Ed in effetti proprio non ci sono parole per commentare l’augurio fatto al figlio di Gilioli dalla Carlucci (vittima o meno di una imboscata). Mi chiedo quanto avrebbe impiegato la Carlucci a querelale chiunque avesse fatto lo stesso augurio a suo figlio. E mi chiedo se allora – solo allora – avebbe davvero capito la gravità di ciò che ha detto.

Ma non perdendo il sonno su questo interrogativo, vorrei porre l’accento su alcune questioni:

  • sul fronte istituzionale: siamo in un Paese in cui non non è stata una attrice, una soubrette, una conduttrice ad augurare al figlio di Gilioli di essere adescato da un pedofilo, ma il Vice Presidente della Commissione bicamerale per l’Infanzia. Credo che la differenza non sia irrilevante ed il fatto avrebbe dovuto avere risvolti che non son stati nemmeno prospettati. In nessun senso e da nessuna parte. Nemmeno – a quanto è noto – un timido messaggio di scuse.
  • sul fronte normativo: ancora una volta, abbiamo l’ennesima prova del fatto che i legislatori legiferano su argomenti che non conoscono, spesso sotto dettatura e senza alcun criterio, se non – peggio – con criteri di parte (o sarebbe più corretto dire di lobby). Ma non serviva la Carlucci a dimostrarlo un’altra volta. Resta il fatto che nel nostro Paese siamo ormai abituati a dare per scontate libertà che scontate non sono. E che vanno difese a tutti i costi.
  • sul fronte della comunicazione, ed in particolare della comunicazione on-line: aprire un blog non vuol dire ripubblicare su wordpress versioni riviste dei comunicati stampa. Vuol dire interloquire costruttivamente con la blogosfera. Non rispondere non è mai una strada vincente. Censurare i commenti non è la strada migliore per sviluppare un dialogo. E neanche la più furba, quando si censurano commenti di blogger che li ripubblicano sul proprio sito. Come nel caso di Roberto o nel mio, che ho visto scartare – sommerso da una cinquantina di commenti smielati e benevoli – una semplice domanda:

Gentile Onorevole Carlucci, augurare al figlio di Gilioli di essere adescato da un pedofilo fa parte di quel dialogo costruttivo del quale parla nella presentazione del suo sito?”.

Ancora attendo fiducioso risposta.

Considerazioni Sparse , , , , ,

Boy Love Day: non spegnete il Colosseo…

25 giugno 2007

2.400 caratteri, per esprimere tutto il mio sdegno per il Boy Love Day (la giornata dell’orgoglio pedofilo), stavolta sono proprio pochi. Tuttavia è questo l’argomento del mio ultimo intervento su ePolis, che riporto qui di seguito oltre che – come di consueto – in formato pdf


Sei minuti. Questo è stato il tempo necessario per aggirare il blocco verso il raccapricciante sito elogiante la giornata dell’orgoglio pedofilo che si è svolta “virtualmente” ieri. Giornata contro la quale si sono scagliati in molti proprio a partire dai giornali del gruppo ePolis, che hanno promosso una petizione che ha portato all’oscuramento del sito dell’evento.


Ma l’oscuramento del sito dell’International Boy Love Day può dirsi un successo? Due sono gli argomenti da affrontare prima di poter esprimere un giudizio: la liceità dell’azione e la sua efficacia.


Per quanto riguarda la liceità dell’azione, sarebbe forse troppo facile asserire che si sia trattato di un doveroso atto di censura anche quando, almeno ad opinione dello scrivente (sottoscrittore della petizione, sia chiaro), tale censura doverosa lo è stata davvero. Visitando l’irresponsabile sito, che si presenta con tanto di marchio registrato, non si trovano né immagini illegali né istigazioni a delinquere, rendendo comunque legittimo il “sequestro preventivo del traffico proveniente dall’Italia” in funzione dell’apologia di reato implicita nel messaggio stesso del sito.


Per quanto riguarda l’efficacia dell’azione, come sottolineato all’inizio, è sufficiente passare attraverso uno dei tanti anonymizer presenti in rete per aggirare il blocco e visitarlo. Certo, non tutti sanno cos’è un anonymizer, ma il dubbio che proprio chi non dovrebbe saperlo lo sappia invece molto bene, purtroppo, è forte. È evidente quindi come il problema sia lungi dal potersi dire risolto. Non è (solo) con un’opinabile censura che si affrontano questo tipo di problemi in rete. Una rete che fa proprio della possibilità di accedere all’informazione il suo principale punto di forza, anche quando il contenuto di tale informazione rischia di essere aberrante.


Se da una parte – quella di un mezzo di comunicazione di massa – una raccolta di firme è fondamentale per sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto ad un tema scottante, dall’altra – quella delle istituzioni – pensare di aver risolto il problema con un fallace atto censorio sarebbe ingenuo ed utopistico. Non sarà una mera soluzione tecnologica a contrastare la crisi dei valori che affligge la cosiddetta società civile. La speranza è che il Colosseo non resti illuminato solo per un giorno.


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