Se devo essere sincero, credo che siano state le parole di Ennio Flaiano a far si che mi venisse davvero voglia di tornare a scrivere sul mio blog:
I giorni che contano, nella vita di un uomo, sono cinque o sei. Il resto serve a fare volume
Non è stato un anno facile, molte cose sono cambiate da quando ero assiduo da queste parti. Tuttavia mi son reso conto che, della parte che ho già vissuto di quei cinque o sei giorni, almeno mezza giornata la devo a persone cho ho incontrato qui.
E quindi eccomi di nuovo. E stavolta per davvero…
PS: eh si, tra le altre cose sono anche passato a WordPress. Ma di questo tornerò a parlare. Per ora grazie Daniele…
Considerazioni Sparse Blogging, Personale
Mio padre è morto. L’ho detto. L’ho scritto. Eppure mi sembrano parole vuote, irreali.
In effetti mi rendo conto di come non ci siano molte cose da dire in proposito. Quasi tutti dedicherete a questo dato di fatto pochi secondi, per poi tornare alla vostra vita. Ed è naturale, è giusto che sia così. Solo chi ha perso un padre – e per di più un padre come il mio – potrà comprendere davvero. Solo chi aveva con lui un rapporto come il nostro potrà capire l’entità del vuoto che mi porto dentro. Ma la realtà è che siamo soli nella profondità del nostro dolore. Anche lui aveva un blog che ogni tanto aggiornava. Lo avevo convinto ad aprirlo sperando che vi si appassionasse. La vita e le cose lo hanno portato altrove.
Sto vivendo questo momento come posso, come meglio riesco a farlo. Le cose che prima mi appassionavano – e che attendo tornino a farlo – ora nella migliore delle ipotesi mi lasciano quasi indifferente; nella peggiore sollecitano fitte di dolore. Dolore che nasce dal fatto che so che non potrò più confrontarmi con lui.
Voglio ringraziarvi. Voglio ringraziarvi perché neanche immaginate quanto mi sia stata d’aiuto la vostra presenza in questi giorni. La presenza di coloro che hanno lasciato un commento al mio post precedente. La vicinanza di quanti (colleghi, amici, studenti) – letto il post – mi hanno chiamato, hanno inviato SMS, mail, messaggi per sapere cosa stesse accadendo. La disponibilità di coloro i quali mi hanno offerto il loro aiuto, o che hanno avuto la pazienza di ascoltarmi quando ne avevo bisogno. L’amicizia di quanti hanno letteralmente lasciato tutto, per venire da me nei giorni più duri.
Non ho impiegato molto per rendermi conto di come in alcuni preziosi casi la conoscenza nata qui si sia trasformata discretamente, silenziosamente, in amicizia. È vero, siamo soli nel nostro dolore. Ma avere voi vicino mi ha aiutato ad affrontarlo. Grazie amici.
PS: Tornerò a scrivere qui delle cose di sempre, ma ancora non riesco, ancora i miei pensieri sono altrove. Ma vi leggo sempre, tutti. Nel frattempo, senza di me la blogosfera va benissimo avanti da sola…
Fuori dai denti Personale
Cari Amici,
purtroppo altre cose mi allontanano da qui… spero di rivedervi presto.
D’altro canto l’unica cosa che posso fare in questi giorni è sperare…
Stefano
Fuori dai denti Personale
“…tra le pagine chiare e le pagine scure“.
E quindi eccomi qui, l’ultimo giorno del 2007, a chiedermi cosa rimanga tra le pagine chiare e le pagine scure …di questo blog. A chiedermi cosa rimanga – ma soprattutto cosa mi rimanga – di un “luogo” che è diventato, nel tempo, parte integrante delle mie giornate. Un luogo che ha raccolto riflessioni sugli argomenti dei quali tratto professionalmente, ma anche su tanti scorci di vita che vanno ben al di là della mia professione. Parlando con un amico ritrovato dopo tanti anni on-line, dissi di aver aperto il blog per sperimentare. Ed era vero. Riflettendo sull’opportunità di aprire un blog, pensai inoltre che vi avrei potuto inserire le cose scritte per altri contesti, per concentrare tutto in un unico posto. Ed era vero. Ciò che non avevo considerato è che – con il tempo – le cose sarebbero cambiate. Ed ecco che il luogo di sperimentazione si è trasformato in un luogo di incontro, ed il luogo ove cetralizzare tutte le cose scritte per altri contesti si è trasformato nel luogo ove preferibilmente scrivo. Al punto che se non posso pubblicare qui ciò che scrivo, evito addirittura di scriverlo.
Senz’altro essere qui mi ha consentito di comprendere potenzialità e limiti di forme di comunicazione nuove ed interessanti, ma – con mia grande sorpresa – il valore maggiore proveniente dell’esser qui non è stato rappresentato da tutto ciò.
Ciò per cui sono davvero grato al mio blog, invece, viene dalle tante persone che ho trovato o ritrovato in questo periodo. Persone che nel tempo avevo perso di vista, e che tramite i blog ho incontrato di nuovo. Persone che non conoscevo e che tramite la blogosfera ho conosciuto e subito riconsciuto. Persone che in poco tempo sono entrate a far parte della mia vita al punto che difficilmente, quando penso ai miei pochi, veri amici (gli amici veri non possono che esser pochi), oggi riesco a farlo senza includerne alcuni che ho conosciuto dai loro blog. Persone che sento spesso, on-line come off-line, ma anche persone con le quali i rapporti sono radi, ma profondi. Veri e reali, malgrado il contesto virtuale dell’incontro. Persone che ho visto poche volte, ma anche persone che ormai vedo così spesso da dimenticare di averle conosciute da un blog. Persone con le quali ho molto in comune, ma anche persone con le quali condivido solo la grande passione della condivisione.
A tutte queste persone, che non cito perchè son certo che si riconosceranno nelle mie parole, delle quali non collego i blog perchè questo è tutto tranne che un meme, va un grazie sincero.
Buon anno a tutti…
Stefano
Considerazioni Sparse Personale
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