Beppe Grillo
…odio dover dire che l’avevo detto…
Ora, almeno, nella comica politica italiana ci sarà anche un comico vero…
…odio dover dire che l’avevo detto…
Ora, almeno, nella comica politica italiana ci sarà anche un comico vero…
Degli auguri della Carlucci ad Alessandro Gilioli hanno scritto in molti, anche se la costante dei diversi commenti non si discosta molto da una variazione sul tema del “sono senza parole“. Ed in effetti proprio non ci sono parole per commentare l’augurio fatto al figlio di Gilioli dalla Carlucci (vittima o meno di una imboscata). Mi chiedo quanto avrebbe impiegato la Carlucci a querelale chiunque avesse fatto lo stesso augurio a suo figlio. E mi chiedo se allora – solo allora – avebbe davvero capito la gravità di ciò che ha detto.
Ma non perdendo il sonno su questo interrogativo, vorrei porre l’accento su alcune questioni:
“Gentile Onorevole Carlucci, augurare al figlio di Gilioli di essere adescato da un pedofilo fa parte di quel dialogo costruttivo del quale parla nella presentazione del suo sito?”.
Ancora attendo fiducioso risposta.
Li riconosci dalla camminata. Persi tra via della Scrofa e via del Corso. Ignari eppure tronfi. Smarriti e prepotenti. Ancora vestiti con il vestito buono del primo giorno di scuola. Le scarpe lucide, di chi non cammina a piedi. Con quella pienezza di sé che solo la consapevolezza del potere sa dare. Un potere appena conquistato eppure già familiare, che al potere ci si abitua presto. Un potere tutto ancora da agire, da sperimentare, da provare. Proprio come un giocattolo nuovo.
Li riconosci dalla camminata. Dal passo con il quale percorrono le vie del centro. Un passo goffo, di chi ancora non sa bene dove andare e cosa fare; l’altro prepotente, di chi – pur senza sapere dove – va avanti comunque. Va avanti aspettandosi che la gente si sposti, che “gli altri” cedano il passo. Sono i nuovi potenti. I nuovi titolari di una poltrona, di una poltroncina o di uno scanno. Ma anche di uno strapuntino, che tutto va bene per saziare la fame di potere. È il nuovo turno di potenti, che per la loro fame affamano l’Italia.
Questa settimana su ePolis ho pubblicato una breve riflessione – fatta decisamente a caldo – sulle primissime evidenze di una ricerca che sto conducendo assieme a due mie giovani e brave tesiste (ogni tanto qualche complimentoa chi se lo merita non guasta). Il tema della ricerca è la comunicazione politica nell’era del Web 2.0. In altri termini, l’idea è quella di rispondere alla domanda “i nostri amministratori ed i nostri politici che uso fanno delle tecnologie di comunicazione interattiva?“…
Ultimamente si fa un gran parlare di come il Web e le nuove forme di comunicazione on-line possano cambiare il modo di vivere la relazione tra il cittadino ed i suoi rappresentanti. Ma quelli che vengono definiti “social media” stanno mutando realmente tale rapporto? In altri termini, quanto sono usati dai nostri politici e dai nostri amministratori i potenti strumenti di relazione che internet mette a disposizione? A questa domanda abbiamo tentato di rispondere con una ricerca condotta dal La Sapienza, Università di Roma. I risultati preliminari sono forse prevedibili, ma non per questo meno sconfortanti. A parte pochi sperimentatori, che della comunicazione on-line hanno fatto un vero e proprio cavallo di battaglia, nella sostanza c’è il vuoto. Un vuoto fatto di indifferenza completa nei confronti delle potenzialità che la Rete metterebbe a disposizione se soltanto vi fosse qualcuno pronto a sfruttarle. Un vuoto colmato al più da qualche candidato che apre un sito elettorale con il quale dialogare con il cittadino durante le elezioni, ma che quando da candidato diviene eletto, dimentica completamente tale dialogo, incurante persino di cancellare i resti di eteree promesse. Resti che il più delle volte rimangono nella memoria della Rete, a testimoniare che le buone intenzioni e la volontà di dialogo con il cittadino sono presto scomparse, durate il tempo di uno spoglio.
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Come non condividere il punto di vista del nostro Presidente del Consiglio, che poco fa da Fabio Fazio ha affermato che la Ragion di Stato gli ha impedito di incontrare questo pericoloso dissidente?
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Guardate cosa spunta in decima posizione, scrivendo la stringa di ricerca Silvio Berlusconi, su Google…
…a Mountain View devono aver perso una puntata…
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Non riesco proprio ad immaginare il clima che si deve respirare in certi Consigli dei Ministri… Chi dorme, chi si mette le dita nel naso, chi pensa all’amato e chi all’amata (vabbè, ‘sti due non c’erano, ma tanto per dire i tipi…), chi legge Topolino, chi non ci va proprio. I nostri Ministri, come dei bambini beccati con le dita nella marmellata, si difendono dalla levata di scudi di ieri sul tema della Intenet Tax. C’è quello che ammette candidamente che aveva firmato senza leggere, l’altro che come a scuola ci dice che non c’era (ma porta la giustificazione: era corso a premiare i gggiovani, poverino), l’altro ancora che tra una visita a Second Life e l’altra precisa che il provvedimento al Consiglio dei Ministri non c’è proprio andato…
E così dopo la brutta figura che riguarda il provvedimento in sè, si aggiunge la pessima figura di governanti approssimativi, distratti e improvvisati…
Va bene l’equivoco.. ma un po’ di eleganza… Viene il dubbio che non ci sia mai limite al peggio…
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Vedete questi puntolini sulla destra? sono tutte persone che hanno preso un abbaglio. Le ho chiamate qui per questo, per dire loro che possono stare tranquille, perchè non può che esserci stato uno sbaglio. E’ inutile, quindi, sprecare tempo, bit ed energie per discutere di una cosa che non può che essere frutto di un madornale errore!
Eh si, perchè non può che essere un errore quello riportato su Repubblica.it e Punto Informatico. Deve esserlo. Deve essere un innocuo errore di un Governo distratto da questioni più serie; non può essere l’ennesimo atto di un governo l’ignoranza del quale è inferiore solo alla sua arroganza. Non possiamo essere così maligni da pensare che questa sia la risposta ad una operazione demagogica come il V-Day, non possiamo credere che sia un modo per iniziare ad eliminare alla radice un problema che si chiama democrazia. Non possiamo essere così pessimisti da dover immaginare di essere in un regime autoritario secondo solo alla Cina ed a Cuba.
Sono sicuro che a giorni, a ore, forse a minuti arriverà una tranquillizzante rettifica, nella quale con mille scuse per la paura che ci hanno fatto prendere il nostro Presidente del Consiglio Romano Prodi ed il prode capo del PD, nonchè Sindaco dell’amata Capitale (quale occasione migliore – peraltro – per mostrare a tutti l’armonia che regna tra di Voi?) ci chiariranno l’equivoco.
Eh si, perchè se così non fosse dovremmo aspettarci ancora più tristi novità! Che so, un decreto nel quale vengono vietati gli assembramenti non autorizzati di più di quattro persone, o una legge nella quale si impongono i libri di testo nelle Scuole e nelle Università…
Insomma, potremmo anche temere che a qualcuno vengano in mente forme di censura preventiva di Internet, ma sappiamo che non è possibile… o si?
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Di solito da queste parti non faccio segnalazioni. Ma Diego ricomincia, e mi tocca fare un’eccezione…
Stavolta il Grande Fratello non c’entra e si parla direttamente (anche) di (storia della) Politica. Il progetto si chiama Tolleranza Zoro, e penso proprio che ne vedremo delle belle…
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Se questa notizia è vera, questo signore è un imbecille o, nella migliore delle ipotesi, un ignorante.
Soltanto chi non sa di cosa parla, infatti, può pensare di impedire attraverso una procedura automatica l’accesso ad informazioni on-line potenzialmente pericolose ed utilizzabili a scopi terroristici.
Non si tratta, come in altri casi (parimenti inefficaci, peraltro), di inibire l’accesso ad un sito, ma ad una intera categoria di informazioni, in un modo che farebbe impallidire la Cina. Le mie impressioni sull’incapacità degli analisti che si occupano di terrorismo temo debbano spostarsi anche verso i politici che ne parlano.
“I do intend to carry out a clear exploring exercise with the private sector - afferma il pernicioso Frattini - on how it is possible to use technology to prevent people from using or searching dangerous words like bomb, kill, genocide or terrorism”.
Meno male che poi specifica magnanimo che:
“there would be no bar on opinion, analysis or historical information but operational instructions useful to terrorists should be blocked”.
Ma la frase più infida e pericolosa è questa:
“The right balance, in my view, is to give priority to the protection of absolute rights and, first of all, right to life”
E quindi, in ultima analisi, ben venga la vita in uno Stato di Polizia, se questo ci garantisce contro i possibili rischi del terrorismo, che è lo spauracchio di turno per far bere all’opinione pubblica quest’overdose di idiozie.
E quindi è giusto censurare internet, e perchè no magari i giornali, e la TV, se questo serve per garantire quel diritto assoluto che è il diritto alla vita.
E quindi è giusto anche impedire gli assembramenti di più di tre persone, perchè queste potrebbero cospirare pianificando atti di terrorismo.
E quindi…
(Via Aghost)
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