Tra SIAE e petizioni la soluzione statunitense: il Fair Use

Tra SIAE e petizioni la soluzione statunitense: il Fair Use

lisasimpson.jpgLa SIAE è una vergogna nazionale. Lo dico e lo sottoscrivo. E non perchè sia contrario a priori al concetto di diritto d’autore, che anzi sostengo e ritengo fondamentale. Ma perchè credo fermamente che le modalità di funzionamento della “Società Italiana Autori ed Editori” siano assolutamente inadeguate a quelle che sono le realtà odierne in tema di right management. Quello che è successo in questi giorni a Galavotti è solo l’ultimo esempio di quanto a volte si possa essere beceri nell’applicazione pedissequa del diritto e delle regole. E non perchè io ritenga almeno un po’ strano che oggi copiare un DVD sia penalmente più rilevante che non passare sopra ad un pedone sulle strisce, ma perchè tali regole sono state applicate ad un sito evidentemente dedicato all’istruzione. E sono ormai moltissimi i paesi civili che sono in grado di comprendere le differenze tra l’uso di materiale protetto da copyright a fini di lucro (o di profitto, vabbè) e l’uso di tale materiale a fini didattici. La nostra beneamata SIAE, evidentemente, non è in grado di farlo, o non vuole, o non le importa nulla. Ma tant’è.

L’uso di materiale protetto da copyright a fini didattici negli Stati Uniti si chiama Fair Use ed in molti paesi anglosassoni o di cultura anglosassone (Inghilterra, ma anche Canada, Australia, Nuova Zelanda, ecc…) si chiama Fair Dealing.

Il concetto è semplicissimo: chi vuole utilizzare materiale protetto da copyright in un contesto didattico può farlo, purchè l’obiettivo di tale utilizzo sia effettivamente quello di svolgere attività didattica. Tale approccio nasce focalizzato sulla didattica d’aula, ma sono diverse le interpretazioni che lo estendono alla didattica on-line. E comunque, prima ancora delle leggi dovrebbe bastare il buonsenso. Buonsenso che – evidentemente – alla SIAE è mancato e continua a mancare.

Meditiamo gente, meditiamo…

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13 Comments
  • Robert
    Rispondi
    Posted at 11:19, 6 febbraio 2007

    chi organizza una petizione per ridimensionare le cose? 🙂

  • antoniocontent
    Rispondi
    Posted at 13:42, 6 febbraio 2007

    Si potrebbe partire da una interpretazione nemmeno troppo estensiva dell’art. 70 della Convenzione di Berna, che recita: “Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera”. 🙂 a

  • Mario
    Rispondi
    Posted at 22:00, 6 febbraio 2007

    Ciao Stefano,

    non trovando il commento che ti avevo postato lo riscrivo + o – nel suo senso originario.

    Concordo pienamente sul tuo modo di descrivere la SIAE e la sua attività.

    A mio avviso la legge sul diritto d’autore VA RIVISTA A LIVELLO EUROPEO E ANCHE AMERICANO (Lawrence Lessig docet).

    Internet non può essere “ostaggio” di pochi interessi dominanti nel settore della cultura e della conoscenza in generale.

    Inoltre, ricordo l’esistenza del COPYLEFT come strumento di divulgazione della cultura.

    OCCORRE UNA PETIZIONE di AMPIO RESPIRO, concordo con Robert.

    Ma occorre una mobilitazione di tutta la Blogosfera.

    La facciamo questa battaglia?

    Ciao

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 22:32, 6 febbraio 2007

    @Robert
    Mea culpa, avrei dovuto dirlo, ma lo davo per scontato. La petizione c’è già! sul sito dell’Anitel! 🙂

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 22:33, 6 febbraio 2007

    @Antonio
    Grazie dell’utile suggerimento. In realtà, però, temo che il problema non sarà “solo” legislativo! 🙁

  • roberto marini
    Rispondi
    Posted at 9:28, 9 maggio 2007

    Occorre ragionare molto bene sulle cose e non sparare alla cieca. Sono d’accordo che la SIAE debba ristrutturarsi soprattutto nella comunicazione…
    Secondo me la maggioranza delle persone vede la SIAE come un ente d’esazione (forse perchè hanno anche mandato dal ministero delle finanze per il controllo dell’iva per le attività di spettacolo) che ne ha fortemente negativizzato l’immagine.
    Ci sarebbe tanto da dire sull’argomento. La sola domanda che vorrei porre è: “Ma gli autori sanno che la SIAE per incassare il loro giusto compenso fà leva anche su strumenti quali “ispettore delle finanze”, causando un danno d’immagine (agli stessi autori)?
    Come mai solo in Italia esiste un Ente che oltre alla tutela del diritto d’autore si occupa anche di attività istituzionali che nulla c’entrano con la tutela dell’opera dell’ingegno ?
    Visistatemi su http://spettacoloitaliano.blogspot.com

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 9:46, 9 maggio 2007

    vuoi dire che ho sparato a caso? e dove, esattamente? 🙂
    grazie mille.

  • roberto marini
    Rispondi
    Posted at 14:05, 9 maggio 2007

    No Stefano, non intendevo il tuo articolo che è ben strutturato e – da me – condivisibile a parte il fatto dell’istruzione (vedi l’intevento che ho postato su apogeonline).
    E’ sul principio assoluto che la SIAE è un male che deve scomparire. E’ su questo punto che occorre riflettere.
    Ottimo blog. Complimenti

    Roberto

  • alivert
    Rispondi
    Posted at 10:14, 10 maggio 2007

    Che bello polemizzare con la SIAE, che bello scaricare gratis film, che bello senza bollini siae, ma e` ancora piu` bello farlo pensare alle persone che non sanno che grazie allo stipendio che ricevono dal diritto di autore, unico salario di noi autori possiamo vivere e dare la possibilita` di creare, se la SIAE diventasse privata e non pubblica, come e` adesso perche` lo stato esercita il suo controllo, e fosse affidata a tante associazioni che riscuotessero i nostri diritti, immaginate che confusione sarebbe un magna magna incontrollabile a vantaggio di solo lobby di potere, (molti editori lo vorrebbero ahime`!);
    Che bello senza bollini SIAE, essendo l`unico mezzo che hanno le foze dell`ordine di riconoscere un prodotto pirata da uno lecito, significherebbe che la pirateria sarebbe incontrollabile.
    Ho sentito … perche` la SIAE svolge il compito di ispettore della finanza? facile perche` grazie al servizio reso dallo STATO, la SIAE viene retribuita ( e non dagli autori ed editori!) e questo comporta avere una organizzazione capillare su tutto il territorio, che porta ad un controllo migliore sul diritto di autore di noi piccoli autori, perche` in ogni paese esiste l`omino della SIAE, che controlla che il repertorio effettuato e` tale, immaginate se non ci fosse controllo, ci sarebbe solo rappresentazioni teatrali di grossi autori, proiezioni di film dei piu` grossi produttori, musiche su programmi musicali falsi ecc. e se qualcuno puo` dire perche` la guardia di finanza ha la divisa, direi che serve per facilitare i propri compiti istituzionali, ebbene la SIAE ha la divisa della FINANZA, per poter tutelare meglio sia gli interessi dello stato che non avrebbe tale organizzazione capillare, ne potrebbe affidarla alla guardia di finanza, ne all` Agenzia delle Entrate, vista la peculiaruta` del settore sia tutelare appieno un diritto sacrosanto che e` quello del diritto dell`autore.
    Il mio sfogo e` quello di dire alle lobby, alle associazioni che vogliono l`incontrollabile, ai grossi EDITORI che vorrebbero una SIAE privata ai blog che vorrebbero solo lucrare dico basta, facendo credere che il diritto di autore e` una tassa …. il diritto di autore e` la cultura di uno stato, che grazie ad esso fa vivere tutto l`indotto industriale dello spettacolo, e senza retribuzione l`autore morirerebbe e non creerebbe piu` e allora …. nenche l`industria (cinema, teatro, impresari, manager, blog ecc.) esisterebbe, la verita` e` che quanto l`indotto crea e genera miliardi, tutti vorrebbero bagnare il biscottino tanto parliamo di un diritto immateriale che senza controllo l`autore non avrebbe piu` possibilita` di rivendicare alcun suo diritto rendendolo indifendibile a danno di appropriazioni indebite, nate grazie al lavoro intellettuale e al sudore degli autori.

  • roberto marini
    Rispondi
    Posted at 13:06, 10 maggio 2007

    Caro Aliver,
    penso che nessuno abbia mai messo in discussione il diritto d’autore. Infatti quello che tu dici a proposito del giusto stipendio agli autori, sfido chiunque a pensare al contrario.
    Il problema è sull’efficenza delle strutture deputate a questa attività.
    E’ vero che la SIAE è territorialmente presente con molta efficenza – ma sfido – anche qui – che alla domanda “che cos’è il diritto d’autore” quasi tutte le persone che con la siae hanno a che fare rispondano : “una tassa”.

    [Ho sentito … perche` la SIAE svolge il compito di ispettore della finanza? facile perche` grazie al servizio reso dallo STATO, la SIAE viene retribuita ( e non dagli autori ed editori!)] : non è vero : costa acnhe agli autori ed editori.

    [perche` in ogni paese esiste l`omino della SIAE, che controlla che il repertorio effettuato e` tale, immaginate se non ci fosse controllo, ci sarebbe solo rappresentazioni teatrali di grossi autori, proiezioni di film dei piu` grossi produttori, musiche su programmi musicali falsi ecc.]: non è vero: uno dei grossi problemi è la ripartizione – sfido chiunque a dire che non è un problema è che il modo attuale è perfettmaente funzionale !!!

    Saluti

  • Daniele
    Rispondi
    Posted at 13:48, 15 marzo 2008

    Vorrei parlare un po’ della SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) ed evidenziare su come vengono stabiliti “DEMOCRATICAMENTE” dalle elezioni i suoi rappresentanti, cioè chi alla fine governa la siae stessa e su ciò che comporta questo

    Sezione musica:

    IL 98,54% degli elettori pari a 63.832 su 64.778 vota in fascia A ed elegge 6 rappresentanti

    IL 1,46% degli elettori pari a 946 su 64.778 vota nelle fasce B+C+D ed elegge 10 rappresentanti

    Le Fasce ABCD sono fasce reddituali, la fascia D è la più ricca (redditi più di 100.000 euro l’anno) e via dicendo.
    In questa democrazia “rappresentativa” l’ 1,46% degli elettori governa la SIAE facendo subire le sue decisioni al restante 98,54%.

    E’ palese come nella SIAE siano gli euro a comandare e non il numero delle persone associate, ed è altrettanto palese il perchè passano solo decisioni che favoriscono i grandi.

    Ora poniamo l’attenzione sull’ultima ordinanza di ripartizione entrata in vigore il 1/1/2007 riguardante il cd “concertino” e della quale abbiamo appena toccato con mano il risultato.
    Per chi non lo sapesse tale ordinanza ha abolito di fatto la ripartizione ANALITICA privileggiando il campionamento (500 ore di rilevazioni/registrazioni)
    Voglio evidenziare che le rilevazioni sono segrete e valgono circa 10.000 euro a rilevamento, e che coprono solo 2 ore di serata, lasciando “fuori” molti brani effettuati nella serata stessa.
    Viene spontaneo anche il dubbio.
    E se nella rilevazione ci fossero brani NON CONOSCIUTI al rilevatore, con quale metodo verrebbero riconosciuti?? e soprattutto….verrebbero ripartiti?

    I dati salienti di questa nuova ordinanza di ripartizione (fonte Acep) sono i seguenti:
    Il Concertino ha incassato nel 1° semestre 2007, 8.835.000 euro.

    Le opere che hanno maturato incassi sul Concertino sono state 197.400.

    Gli associati che hanno percepito diritti d’autore sono stati 29.200

    Andando nel dettaglio vediamo che solo 5.300 opere si sono portati a casa quasi 8 MILIONI DI EURO pari all’88,7% del totale ripartito.

    Le restanti 192.100 opere (pari al 97,3%) hanno incassato complessivamente 1.002.000 euro, pari all’11,3%

    Gli associati alla SIAE (autori ed editori) che hanno percepito diritti d’autore sono stati 29.200.

    Fra questi 29.200 associati, 2.792 (pari al 9,6%) hanno incassato complessivamente 8.611.000 euro (pari al 97,4% del totale).

    I restanti associati circa 26.400 (pari al 90,4%) hanno incassato complessivamente appena 228.000 euro (pari al 2,6% del totale).

    E’ evidente che questa NUOVA RIPARTIZIONE funziona solo per i grandi, riservando ai piccoli autori ed editori solo le “briciole” (2,6% del totale ripartito).

    Saluti. Daniele

  • NO_SIAE!!!!
    Rispondi
    Posted at 14:03, 21 aprile 2008

    Basta SIAE…….in un paese democratico non ha senso di esistere, come già detto serve solo a difendere gli interessi di pochi privilegiati, e non certo a difendere i diritti di chi fa musica. Firmate la petizione!

    http://www.petitiononline.com/siae/

  • Lorenzo
    Rispondi
    Posted at 16:35, 3 ottobre 2009

    Ciao Daniele, leggo con interesse le tue argomentazioni e siccome mi sembri una persona ben informata sulla materia sapresti risopondere ad un quesito che ci poniamo :

    – affinchè un brano “campionato” in serata venga ripartito,

    quale durata minima deve avere ?

    Mi limito a questa domana, alcuni colleghi ne avrebbero tante altre..

    Attendiamo una tua delucidazione,via mail se possibile: vasce@hotmail.com

    Grazie.

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