"Beati monoculi in terra caecorum"

"Beati monoculi in terra caecorum"

E bravo Del Boca, che ammette che il giornalismo italiano è cieco!

(suvvia, proviamo a vedere il bicchiere mezzo pieno!)

Eh si… perchè il comunicato stampa nel quale in sostanza ci dice che i blog sono cicaleccio da piazza ma il giornalismo vero è un’altra cosa (e poi, chi ha detto che i blogger sono giornalisti?), comincia proprio così:

“Nel paese dei ciechi, chi ha un occhio sembra vedere in modo straordinario. Ricordiamoci che dove il conformismo e l’omologazione sono la regola e’ facile che i blog vengano visti come il maggiore strumento di liberta’ di stampa”

Ma a questo punto, caro Sig. Del Boca, mi chiedo perchè, prima di pensare ai blog – che magari hanno davvero un occhio solo, ma almeno quello lo hanno – non pensa al giornalismo cieco (come LEI STESSO lo definisce) che affligge il nostro paese da operetta? In fondo, è il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti… come la vede una partnership con l’UIC?

Ne hanno parlato anche: Netturbino, Luca Mondini, Telcoeye, Manteblog, Piovono rane (Alessandro Gilioli), Andreamartines, In the name of blog, Roberto Dadda.

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4 Comments
  • Paolo Iasevoli
    Rispondi
    Posted at 8:16, 10 luglio 2007

    Vorrei anche sapere cosa ne pensa Del Boca dei giornalisti che hanno un blog, o delle testate che si danno tanto da fare per aprire network di blog (Nòva100 è solo l’ultimo di una lunga serie di esempi) facendo a gara per accaparrarsi le blogstar.

  • toleno
    Rispondi
    Posted at 20:50, 10 luglio 2007

    …allora a questo punto visto che la sua visione ‘è suprema’, le testate on line come Repubblica.it e Corriere.it dovrebbero chiudere le loro piattaforme blog che attira una grande fetta dei loro lettori….come la mettiamo?
    Saluti professore.

  • antoniocontent
    Rispondi
    Posted at 8:39, 11 luglio 2007

    Sottoscrivo ogni parola.
    Attenzione però: molti blogger (quelli più influenti e rigorosi) stanno passando al servizio degli editori tradizionali. Il che è molto bello, ma temo che molto presto scopriranno che il fatto di non verificare le fonti, oltre ad essere “mancanza di competenza e di professionalità”, è anche e soprattutto un preciso diktat dell’editore, al fine di trasformare solenni menzogne in verità conclamate.
    Per non parlare delle omissioni, della scelta delle aperture, del rapporto di sudditanza con gli uffici stampa degli inserzionisti (o dei “mandanti” politico-economici).
    Sarò felice di vedere una nuova generazione di giornalisti ex-blogger in grado di resistere a queste pressioni e al preciso mandato dell’editore.
    Oppure, ancor meglio, sarò felice di veder sorgere, tra gli ex-editori online, editori offline “puri”, come in Italia non sono mai esistiti.
    Altrimenti sarebbe imbarazzante dover ripescare negli archivi dei blog queste pur condivisibili dichiarazioni di sdegno.
    Antonio

  • antoniocontent
    Rispondi
    Posted at 8:40, 11 luglio 2007

    ovviamente su di te, Stefano, sono pronto a giurare, hai un bel “track record” di incorruttibilità 🙂 a

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