Suicidi comunicazionali

Suicidi comunicazionali

Non c’è che dire: davvero da manuale un messaggio del moderatore del forum di TopHost del quale vengo a conoscenza tramite Napolux.
Non conosco l’azienda, ma il suggerimento è di leggere il post perchè è davvero un fantastico concentrato di tutto ciò che non si deve fare nella comunicazione d’impresa…

Si parte con un inconsapevole svilimento del target (“…mettere anche il più squattrinato dei ragazzi in condizione di avere un suo sito“) che fa si che implicitamente si posizioni il brand dell’azienda in uno dei posti peggiori possibili (“molto risparmio = poca qualità” è un’equazione difficile da sradicare, e poi nessuno ama sentirsi definire “squattrinato“).

Si prosegue con sgrammaticature varie (“certo abbiamo problemi, come li hanno tutti dei quali siamo molto consci” ehh… le virgole!) che celano un riconoscimento del fatto che i problemi ci sono davvero. Ma che volete farci, chi non ne ha, sembra dire (e poi dice) l’incauto moderatore…

Poi c’è un’autoincensazione in grassetto (“non possiamo non rilevare che la disponibilità dei servizi sia comunque alta“). Ragazzi, chi si loda si sbroda…

Ma qui c’è la chicca: l’apoteosi del “cosa non fare“: Prima si comincia a sbeffeggiare genericamente i clienti che hanno protestato, definendoli come dei “gruppetti” che agiscono “in giro per la rete” con “acredine e violenza“. E poi, addirittura, additanto al pubblico ludibrio alcuni di essi. Si va dal “Giornalista Radical scic” (che sarebbe Luca Conti) al “nostalgico” che parla di “Pueblo Unito” (che sarebbe sw4n), passando per l'”illuminato altruista” (Aggery).

Si conclude con una meravigliosa captatio benevolentiae nella quale si chiede ai “clienti soddisfatti” di manifestarsi, per esprimere solidarietà alla povera azienda in cerca di conferme…

Che dire? Non conoscevo se non per sentito dire TopHost prima di questa simpatica faccenda, non esprimo quindi giudizi sul fatto in sè… Ciò che è certo, è che i ragazzi di TopHost non escono a testa alta da questa storia, dimostrando di non sapere che la comunicazione d’impresa è una cosa seria, che la comunicazione di crisi ha regole precise e che le aziende non sono il luogo dal quale sfogarsi delle paturnie adolescenziali come sembra aver fatto l’incauto moderatore.

Capisco l’ingenuità e la buona fede, ma a tutto c’è un limite…

Update delle 18.00: pensavo di aver visto tutto, ma con questa i signori di TopHost si sono superati. Che il condizionamento delle sale server funzioni male ed il caldo dia alla testa?

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87 Comments
  • PseudoTecnico
    Rispondi
    Posted at 17:26, 21 agosto 2007

    Cosa dire? In due anni abbondanti dalle parti di TopHost hanno migliorato poco in termini di comunicazione (sui servizi non posso parlare non essendo loro cliente) 😉

    A quella prima scornata iniziale, sei mesi dopo ha fatto seguito anche questa discussione, dove tanto per cambiare se la prendevano con qualche blog
    http://www.pseudotecnico.org/blog/2005/11/06/tophost-ancora-2/

  • Napolux
    Rispondi
    Posted at 17:35, 21 agosto 2007

    Ottimo riassunto. In 2 anni con tophost ne ho viste di cose. Addirittura un mass-defacement su migliaia di domini 😛

  • Gioxx
    Rispondi
    Posted at 17:48, 21 agosto 2007

    I clienti insoddisfatti sono molti più di quelli citati da TopHost per difendersi e cercare approvazioni tra la gente. Anche io ho riassunto quanto accaduto con un post semi-demenziale, come al mio solito 😉

    http://gioxx.org/2007/08/21/e-bello-sentirsi-vittimizzati/

  • badmime
    Rispondi
    Posted at 19:23, 21 agosto 2007

    Caro Professore (il professore mi sembra d’obbligo, un po di timore reverenziale non fa mai male), un professore prima di essere tale è studioso ed è ricercatore.

    Sono cliente di Tophost (non voglio dire se soddisfatto o meno, perché non voglio “prestarmi” al giochino) e come tale ho ricevuto l’email in questione, sono anche “uomo di business” e la mail mi ha incuriosito molto in quanto “diversa” dallo stile comunicativo tipico di Tophost che comunque si è sempre contraddistinto per originalità ma sempre aderente ai canoni riportati in tutti i “bignamini del perfetto comunicatore” che tu hai egregiamente riassunto nel tuo interessante articolo.

    Se avessi letto il tuo articolo *prima* di ricevere l’email di Tophost lo avrei condiviso al 100% senza per questo trovarlo in nessun passaggio “innovativo”, ripeto e con tutto il rispetto del caso: si tratta degli assiomi base del “comunicatore fai da te”.
    Avendolo letto *dopo* l’email e *dopo* alcuni altri articoli di “risposta” che stanno popolando il mondo dei blog il tuo articolo è come se si “sapesse un po di naftalina”.

    Leggo che tu non conosci Tophost, permettimi di dirtelo per il tuo lavoro è una “grave lacuna” in quanto Tophost, fin dalla sua nascita, si è distinta per aver portato moltissima innovazione del settore dell’Hosting, soprattutto circa il suo modo di porsi verso il mercato, le metodologie di comunicazione e di marketing. A suo modo è stato uno dei pochi fenomeni “innovativi” in un settore per il resto “giovane” ma già “morto”.

    Mi piacerebbe ragionare su un aspetto diverso: e se questa di Tophost fosse una “operazione di comunicazione non convenzionale”, non è la prima volta che fanno cose del genere. Anzi sono nati esattamente con un’operazione “anticonvenzionale”.

    Del resto si comunica per “stabilire relazioni” e, siccome alla fine fanno business, per “monetizzare queste relazioni”, la bravura nel farlo dipende da “quanto” riescono a raggiungerte l’obiettivo. Mi chiedo: tu lo conosci il loro obiettivo? sei in grado di dire se con questa operazione vi si sono avvicinati o meno?

    Sei proprio sicuro che si sono “suicidati” come dici tu?

  • Posted at 20:31, 21 agosto 2007

    Beh BadMine, TopHost ha iniziato regalando i propri servizi per più di un anno. Vanta un track-record invidiabile di diversi anni di maleducazione e disservizi totali con le scuse più assurde inventate, indegne di ciascuna società seria.
    Non è la prima volta (vedi una simile reazione più di un anno fa a Pandemia) che si lamentano come adolescenti se qualcuno parla male di loro.
    Ora addirittura mandano una newsletter a più di 30mila persone, chiamando a raccolta i clienti soddisfatti e puntando il dito contro il cliente insoddisfatto, insultandolo e accostandogli aggettivi poco carini. Questa è una cosa incredibile …

    Mi sembra che si possa essere proprio sicuri, solo un cretino non si accorgerebbe del contrario.

  • getup_standup
    Rispondi
    Posted at 20:41, 21 agosto 2007

    Badmime, potresti spiegare nel dettaglio cosa è di preciso più “anticonvenzionale” ?
    Dev’essere la grammatica da prima media ? Oppure l’insulto e l’esposizione di alcuni clienti insoddisfatti (nel caso di pandemia peraltro con un post di più di un anno fa) al pubblico ludibrio tramite newsletter interna ?

    Persino l’ambulante sottocasa riuscirebbe ad evitare almeno uno dei due errori.

    Eh si, una strategia di successo :’D

  • badmime
    Rispondi
    Posted at 20:50, 21 agosto 2007

    Per “anticonvenzionale” intendo che non segue le famose “prescrizioni del bignamino di scienza della comunicazione” di cui ho parlato e, ciononostante, raggiunge dei risultati interessanti.

    Io vorrei tanto capire una cosa: qual’è il loro obiettivo?

    Secondo voi non ne hanno, sono dei dementi a cui la fortuna arride in maniera smodata visto che hanno messo insieme 30000 clienti in poco tempo e sono in crescita “verticale”, poco probabile non credete?

    E’ difficile pensare che siano veramente alla “prima media”, tutto qua.

  • getup_standup
    Rispondi
    Posted at 20:59, 21 agosto 2007

    Non siamo più ai tempi del boom della new economy, il numero dei clienti non crea di per se valore.

    Chi conosce il settore sa che hanno così tanti clienti solo per i prezzi estremamente bassi e che nessun altro fa, avendo elevato un dominio web a status di commodity ovviamente chiunque puo’ comprarlo come comprerebbe una cartolina in riva al mare.

    Questo significa pero’ anche che la maggior parte dei loro clienti non valuta niente il servizio che sta acquistando, che si traduce nel fatto che le loro fortune possono dissolversi in poco tempo, e non stanno a mio modo di vedere creando valore a lungo termine, ma distruggendolo.

    Chi conosce bene il settore può anche immaginare che stanno lavorando su margini effettivi (dopo spese vive, personale, hardware, spese di transazione e gateway di pagamento, ecc), di non più di 1 euro a cliente l’anno considerando il costo dei domini, il programma di affiliazione, i coupon adwords, ecc. in regalo con l’hosting, per cui si potrebbe addirittura dubitare del raggiungimento del break-even.

    In tutto ciò, visti anche gli attegiamenti, si, ci vedo solo demenza.

    Ad ogni modo ognuno è libero di avere ed esprimere la sua opinione sull’argomento.

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 20:59, 21 agosto 2007

    @badmine
    Caro badmine, ho la vaga impressione che l’incipit del tuo commento sia una leggera presa per i fondelli, ma mi presto volentieri al gioco.

    Supponiamo pure per un attimo che i signori di TopHost stiamo attuanto una strategia di marketing “anticonvenzionale” o, meglio, di marketing non convenzionale. A cosa mira questa strategia? quali sono gli obiettivi che raggiunge, a quale prezzo?
    Decine di blogger inferociti? certo, una volta si diceva “bene o male, purchè se ne parli”, ma non mi sembra molto sensata, come strategia. Insultare i clienti non è MAI una buona strada verso il successo, specie quando i clienti sono anche degli opinion maker, nel loro piccolo.

    Certo, è possibile che dietro l’operazione vi sia una qualche arcana strategia, e ce ne accorgeremmo nei prossimi giorni (ed in tal caso sarei il primo a scusarmi ammirato), ma quanto è probabile?
    Mi pare molto più probabile che TopHost non sappia granchè di comunicazione d’impresa. Quanto ai clienti, 30.000 clienti sono molti, ma sarebbe più interessante sapere quanto sono redditizi questi 30.000 fortunati, quale è il loro margine operativo, ed altre cose del genere.

    Non è difficile arrivare a 30.000 clienti se si fa dumping, con i risultati di non riuscire a gestire la complessità. Una complessità che non è soltanto o necessariamente tecnologica, ma anche relazionale.

    In conclusione, BadMine, ad oggi se c’è una strategia non si vede, e sembra che non sia la prima volta che TopHost si produce in “strategie” di comunicazione non particolarmente azzeccate, ma hai ragione.. chi vivrà vedrà!

    è stato un piacere averti da queste parti!
    s.e.

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 21:00, 21 agosto 2007

    @getup
    non posso che essere d’accordo.

  • badmime
    Rispondi
    Posted at 21:17, 21 agosto 2007

    Intanto Stefano grazie della risposta, il mio incipit non era una presa per i fondelli era un invito a fare il resto del tuo lavoro: nell’articolo hai fatto solo il professore, ti volevo stimolare a fare il ricercatore, e non per polemica ma per spingerti ad un’analisi più profonda di quella che hai presentato nell’articolo che secondo me non ti rende giustizia.

    Su una frase non concordo: …”sembra che non sia la prima volta che TopHost si produce in “strategie” di comunicazione non particolarmente azzeccate”… come fai a dirlo? io invece sono abbastanza convinto che le hanno “imbeccate tutte” fin’ora. Sei sicuro di conoscere bene i dettagli della loro breve vita?

    Certo: chi vivrà vedrà, ma come faremo a sapere se quello che oggi tu ritieni “un suicidio comunicazionale” gli gioverà o meno? dovrebbero essere loro a dircelo 🙂

  • stefigno
    Rispondi
    Posted at 21:29, 21 agosto 2007

    a prescindere dal criticare o no un’azienda, il loro linguaggio ha destato molte perplessità…solo questo.
    Chi vivrà, vedrà…

  • PseudoTecnico
    Rispondi
    Posted at 6:49, 22 agosto 2007

    Giusto un esempio per far presente che si possono spiegare i problemi anche in modo “informale” senza insultare gli altri.

    http://blog.dreamhost.com/2007/08/21/it-all-falls-down/

  • badmime
    Rispondi
    Posted at 7:28, 22 agosto 2007

    @PseudoTecnico
    Non mi sembra che tophost in quella news volesse spiegare nessun problema tecnico, l’incipit iniziale della mail era “puramente estetico” giusto per far vedere che se ne stavano accupando.
    Qui stiamo discutendo del modello di comunicazione, non ti sarà sfuggita la diversità di stile tra l’incipit iniziale ed il resto (che poi è quello di cui stiamo discutendo qui).

  • Stefano Bellasio
    Rispondi
    Posted at 7:47, 22 agosto 2007

    Da admin di hostingtalk posso dire di aver gia parlato sul nostro portale della cosa e più o meno rimango del parere di Stefano, tengo pero a precisare diversi passaggi che ho letto in questi post e che sono un po “buttati la”:

    il mercato hosting italiano è giovane, ma non è morto, anzi è uno dei settori particolarmente attivi, il fatto che siano pochi i provider a lanciarsi in operazioni lowcost non significa che sia un mercato morto. Ci sono centinaia di provider con offerte professionali e non, con ottimi uptime e un’assistenza da far invidia. Per cui prendere le parti di un’azienda perchè “ha rinnovato il mercato” non è proprio la strada giusta in questo caso. Non si discute però dell’azienda e del servizio, quanto della strategia comunicativa; ho letto di paragoni con l’estero, con DreamHost(che però ha alle spalle una storia e infrastrutture un tantino diverse :D) ma credete che all’estero inviino simili email ai loro clienti? Negli USA soprattutto, il cliente, anche quando “rompe” viene trattato sempre con i guanti, magari snobbato, ma difficilmente attaccato. Per cui questa nemmeno è la giusta strada.

    Ripropongo la domanda fatta su HT, se Aruba,che io davvero definirei come l’innovatrice di qualche anno fa, proponesse una simile email ai suoi clienti, cosa accadrebbe?(ha un parco clienti un po piu vasto e i disservizi, ahimè, ci sono anche da loro, tenete conto di questi dati!)

    Stefano

  • PseudoTecnico
    Rispondi
    Posted at 7:57, 22 agosto 2007

    @badmime Mea culpa, hai perfettamente ragione (e lo dico senza ironia nei tuoi confronti): rileggendo quel comunicato mi rendo conto che l’unico scopo di quel comunicato era fare un po’ di sana e inutile polemica, non di comunicare qualcosa ai clienti 😉

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 8:00, 22 agosto 2007

    @Stefano Bellasio
    Credo che il tuo post ponga nella giusta prospettiva il problema.
    Il vero problema, come ho tentato di dire in chiusura del post, non è se TopHost sia un’azienda valida o meno, ma se faccia una comunicazione valida o meno. Badmine sostiene di si, ma me ne sfuggono i motivi. E mi sembra che sia pure in tema l’osservazione di pseudotecnico, che riportando il post di dreamhost fa vedere cosa dovrebbe fare un’azienda nella segnalazione di un disservizio!
    Sono d’accordo con te sul tema del mercato.
    Grazie dell’intervento!

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 8:01, 22 agosto 2007

    @Badmine
    Ecco.. questo mi sembra un buon argomento: qual’era lo scopo del comunicato? e della mail linkata in coda al mio post? ..questo è un buon punto di partenza, se vogliamo parlare di marketing non convenzionale! 😉

  • Stefano Bellasio
    Rispondi
    Posted at 8:33, 22 agosto 2007

    @Stefano:

    grazie, si però paragonare il nostro mercato, anche solo una nostra azienda, con l’estero, è davvero impensabile. Lo stesso Stefano Cecconi, nella nostra intervista condotta da poco, ha chiaramente risposto alla mia domanda dicendo che attualmente anche un’azienda come Aruba non ha possibili paragoni con l’estero, e al contempo l’estero con noi non ha paragoni per alcuni aspetti.

    Conosco Tophost e Alessandro, che lavora in TopHost, posso confermare la buona volontà dell’azienda di fare bene, purtroppo non vi sono strategie di marketing cosi sottili in quel comunicato, solo uno sfogo “sfuggito di mano” forse, per cui non si colpevolizza nessuno, anzi può darsi che questa “onda mediatica” che ha scatenato porti nuovi clienti, anche se come te, ne dubito 🙂 Grazie a te, ciao Stefano

  • antoniocontent
    Rispondi
    Posted at 14:48, 22 agosto 2007

    ragazzi, con questa siete promossi ufficialmente “becer-hunters” 🙂 a

  • Uncino
    Rispondi
    Posted at 19:32, 22 agosto 2007

    Tengo solo a precisare una cosa, che peraltro potrà essere anche confermata dallo stesso Gioxx che ha commentato in precedenza: quello non è il forum di TopHost.
    E’ il forum di ProZone, sul quale vi è ospitata una sezione dedicata a TopHost.
    Noi che lì vi facciamo da moderatori e supervisori, non lavoriamo per TopHost.

  • badmime
    Rispondi
    Posted at 20:18, 22 agosto 2007

    Eccomi di nuovo qua; nonostante la giornata di lavoro ho trovato il tempo per seguire (poco) la questione che, c’è da dire, ha assunto una proporzione assolutamente interessante, almeno nel mondo dei blog. Sono arrivati anche i commenti dei vertici di tophost e non mi sono sembrati i commenti di qualcuno a cui è “partito un colpo” per la rabbia e lo stress… anzi per la verità trovano anche il tempo per ironizzare sul tuo articolo e contestare una mia frase (anche io ho il mio pezzo di celebrità in questa storia 🙂 ): http://blog.hostingtalk.it/2007/08/hosting_strategie_comunicative.php (commento di Umberto)

    In sostanza: lo hanno fatto apposta, scientemente e dopo averci ragionato e l’operazione di comunicazione non ha nulla a che vedere con i disservizi. Questo da ragione alla mia impressione iniziale di ieri, non ho elementi per argomentarla e motivarla ma qualcosa si comincia a delineare.

    Mi sono ricordato di una cosa: il “Cluetrain Manifesto” (http://www.cluetrain.com/), le sue 95 tesi e le teorie sul “Gonzo Marketing” (winning through worst practices…)

    Secondo me è questo è il modello, se è così è geniale e anche la prima applicazione in Italia.

    Se così fosse, e lo vedremo dalle loro prossime mosse (visto che ne preannunciano) mi sa che ti tocca farne una dispensina per il tuo prossimo corso come case of study 🙂

    Ciao.

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 21:13, 22 agosto 2007

    @badmine
    bene, la cosa diventa interessante.
    SE i tipi di TopHost riescono a trarre qualcosa di positivo da questa faccenda, altro che dispensa, li porto in aula!
    Ma rimango dell’idea – per il mmomento – che non basta che una cosa sia nuova per essere positiva. e per il momento, non mi sembra che la pubblicità che si son fatti sia particolarmente positiva…

  • antoniocontent
    Rispondi
    Posted at 21:35, 22 agosto 2007

    a questo punto, credo che convenga loro dire comunque di averne cavato fuori qualcosa di positivo…
    a

  • gianluca diegoli
    Rispondi
    Posted at 9:17, 23 agosto 2007

    continuo a pensare che l’idea di base era geniale, ma il tono sbagliato (troppo offensivo, troppo ‘vi siete messi d’accordo, ce l’avete con noi apposta’)
    gluca

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 9:48, 23 agosto 2007

    @gianluca
    posso anche concordare con te sul fatto che l’idea di base fosse interessante, ammesso che vi sia stata un’idea di base, ma qual’era? Ho difficoltà a capirlo. A volte, per come la vedo io, le idee (sempre ammesso che ci siano, ripeto) non bastano, serve anche la capacità di portarle a termine positivamente!

  • gianluca diegoli
    Rispondi
    Posted at 13:53, 23 agosto 2007

    l’idea secondo me era quella di attivare nella discussione anche i clienti soddisfatti. perche’ spesso nella blogsfera – ma ovunque del resto – si parla solo quando si è insoddisfatti. sarebbe stato coraggioso, perche’ dimostrava trasparenza (anche clienti che non avevano avvertito i problemi sarebbero stati avvisati di quello che succedeva) e anche fiducia nel livello di soddisfazione della maggioranza dei propri clienti. Ma con quel tono troppo pesante la cosa è sembrata molto un “denial of voice” verso i dissidenti.
    PS: mi sembra pero’ che i blogger (parlo in generale) rivalutino l’informalità solo quando son loro a usarla. Mentre ci sia un bel po’ di permalosismo quando qualcuno usa sarcasmo nei loro confronti.

  • Posted at 11:32, 24 agosto 2007

    concordo in parte, sono un ormai ex-cliente tophost. cambio provider per disperazione e un po innervosito per i disservizi avuti negli ultimi mesi.
    non capisco come l’assistenza tecnica ad un nodo possa protrarsi così a lungo e francamento non tollero il disservizio “pagato da me”.
    tuttosommato in questo annetto passato da loro le cose sono andate bene, di rado durante la notte il solito serverdb down. 2 o 3 volte il sito down direttamente. questo però esclusi gli ultimi 2 mesi in cui il disservizio è stato molto frequente.
    ora per disperazione passo ad aruba.
    avendo un server a casa, ho una sparc64, avevo inizialmente pensato di non spendere molto per l’hosting del sito poichè avrei dovuto aggiungerci le spese di manutenzione del mio server casalingo.
    però il servizio di tophost si è rivelato essere decisamente peggio del previsto.
    non mi va l’idea che il mio blog possa essere irraggiungibile per quasi un girono in futuro, serverdb down da mezzanotte fino alla prima serata del giorno dopo.
    questo fatto è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

    questo è stata la mia esperienza personale.
    salve.

  • giuseppe
    Rispondi
    Posted at 11:33, 24 agosto 2007

    Sono un cliente di tophost da un paio di anni ed ho assistito piu volte a guasti tecnici, malfunzionameti dei server, etc.. Nonostante questi inconvenienti, devo dire che il loro staff è stato sempre disponibile, rispondendo sempre ai ticket e cercando di risolvere tutto nel tempo piu breve possibile. Chi spende 10 euro/anno per un servizio di hosting sa già di acquistare un servizio non affidabilissimo. Sinceramente questi accanimenti mi sembrano esagerati verso un’azienda giovane (probabilmente fatta da gente giovanissima), i loro prodotti sono destinati ad un target non proprio da bussinness. Per quanto riguarda le capacità comunicative di tophost, ai tecnici webdesigner e webmaster poco importa se il loro staff non sa mettere la punteggiatura in una frase, ci interessa solo che i loro server funzionino SEMPRE.

  • Giuseppe Siciliani
    Rispondi
    Posted at 11:43, 24 agosto 2007

    CARO PROFESSORE MI SA’ CHE HAI PRESO UN ABBAGLIO CON QUESTI RAGAZZI. TOPHOST E’ UN’OTTIMA SOCIETA’ DI HOSTING E NON LO DICO PER LECCACULISMO (i miei server in U.S.A.).

    Abbiamo diverse realtà on-line sugli hosting TopHost e non ci siamo mai presi il lusso (perchè è un lusso) di lamentarci per qualche ora o giorno di out.

    Caro professore…se paghi 10 Euro, hai 10 euro di prodotto, se paghi 100 Euro, hai 100 euro.

    Per ciò che riguarda la presunta ed eventuale comunicazione “spicciola”, Vi assicuro che funziona…e non sarà certo il 3-4% dei clienti che si lamenta a far crollare TopHost.

    Comunichiamo con i nostri 66.000 utenti allo stesso modo, e chi non se la sente di avere a che fare col nostro target, si cancella dai servizi che offriamo senza rompere però le palline a chi lavora e vuole comunicare a suo modo. Ognuno applica la politica e strategia di marketing che ritiene opportuno per la propria azienda!

    Per quanto riguarda i “ragazzini che possono permettersi un hosting” con TopHost…che volete dire? Che non è vero?

    Hai pagato 10 euro per un servizio di hosting ed un dominio e ti lamenti? Ti compri un utilitaria e vorresti fare bella figura davanti al casinò di montecarlo?

    L’utilitaria cammina…ti porta…ma se un giorno ti fà arrabbiare perchè non si accende, che fai? Uccidi il tipo dell’autosalone che te l’ha venduta?

    Gli sfoghi li capisco e li condivido pienamente…forse, forse, forse…io non avrei dato così tanta confidenza ai diffamatori vari in giro per il web!

    Nei blog è come nei gruppi…tutti a giudicare, tutti a dire la loro anche quando non ci hanno capito un bel niente del discorso.

    Spero che questa storia finisca al più presto perchè al loro posto sarei venuto nelle vostre case a chiarire.

    Non vi mettete contro le aziende che lavorano e si sforzano di fare al loro meglio…pellegrini del web!

    Una buona giornata
    Non vi affogate in acque così profonde.

  • Federico
    Rispondi
    Posted at 12:18, 24 agosto 2007

    Francamente: a me interessa poco, anzi, per nulla, se quelli di TopHost devono andare a scuola di comunicazione.
    Mi importa invece il rapporto qualità/prezzo del loro prodotto, che per le mie esigenze è del tutto soddisfacente.
    Non mi interessa che assumano qualcuno, o facciano un corso, impegnando tanti soldi che comunque così risparmiano contribuendo a stare bassi sui prezzi, per sfornare comunicati in cui spiegano cordialmente ai clienti i problemi che hanno avuto, e li pregano di scusarli, quando sotto sotto li stanno invece prendendo per il culo come succede, per esempio, con tutti gli operatori di telefonia mobile. Nessuno escluso.
    Certo, dopo avere letto tutti i link da loro segnalati mi è venuto il dubbio che forse si sono esposti un po’ troppo sopra le righe. Ma almeno l’hanno fatto pubblicamente, apertamente, permettendo a tutti di leggere anche le critiche più serie nei confronti della loro iniziativa. I proclami del tipo “si sono suicidati” mi sembrano del tutto fuori luogo.
    Quindi, abbasso la comunicazione. Abbasso i fautori del modello di una buona comunicazione markettara, l’essenza dell’evanescenza. Viva i fatti.

  • Antonio LdF
    Rispondi
    Posted at 12:18, 24 agosto 2007

    Sono riusciti a destarmi dal torpore estivo, incendiato e siculo..dedicargli un post sarebbe eccessivo, ma dalla camera del mio amico dietro Ortigia nella polìs siracusana, qulcosa devo pure dirla:

    Con queste mail adolescenziali mi hanno davvero rotto le scatole!

    Si meravigliano dell’opportunismo e delle chiacchiere che si stanno facendo ma cavolo, hanno inviato una newsletter farneticante a 30.000 utenti; hanno scritto una letterina adolescenziale che tutto sembra fuorchè una comunicazione strategica e alla fine che fanno? Riscrivono peggiorando la situazione citando tutti quelli che, giustamente e professionalmente, hanno commentato il loro operato; primo fra tutti l’ironico PROFESSOR Stefano.

    Non critico il tono, ma cavolo..cosa scrivono? Con che frequenza e con che autorità? Con chi credono di avere a che fare? Chi sono i loro consulenti? Chi se ne frega della loro strategia autunnale?

    A me hanno dato fastidio con queste mail e non tollero che una persona che pago per un servizio occupi anche un solo kilobite di memoria con mail assurde e non richieste!
    Tollero i disservizi, non queste uscite!

    Con loro ho due domini, ero soddisfatto perché sono il cliente tipo, squattrinato e con poche pretese, ma mi sposterò immediatamente perché non ho intenzione di avere a che fare con persone che non rispettano i clienti.
    Sti ragazzi di tophost non solo non mi hanno rispettato, ma mi hanno pure reso partecipe a forza di cose di cui non mi frega assolutamente nulla, con un atteggiamento pietoso smielato e indigesto.

    Mi hanno davvero fatto arrabbiare.
    Adesso torno a mare per farmi sbollire i nervi!
    E che minchia!

  • Jonny
    Rispondi
    Posted at 12:19, 24 agosto 2007

    Italia?
    Moralismo, repressione, proibizionismo e tante kiakkere !!

  • Federico
    Rispondi
    Posted at 12:23, 24 agosto 2007

    Che dire?
    Ho appena letto un post di TopHost dove vengo sconfessato
    http://blog.hostingtalk.it/2007/08/hosting_strategie_comunicative.php
    Si tratterebbe dunque di un’iniziativa curata nei particolari con dei massimi esperti di comunicazione.
    Per coerenza, lo dico: soldi buttati al vento. Non mi interessa la comunicazione, mi interessano i fatti. Sarebbe stato meglio sapere che l’iniziativa fosse scaturita da loro e solo da loro. Sad but true.

  • fppp
    Rispondi
    Posted at 12:26, 24 agosto 2007

    Anch’io sono un cliente di Tophost da più di 2 anni (solo topmail) e ho avuto in totale un disservizio di qualche ora e un giorno senza filtri antispam (l’anno scorso).

    Tophost ha sempre mantenuto nelle newsletter un tono pacato e professionale.
    Le ultime tre si è un po’ allentato, imho, per questo motivo: ci sono dei vecchi utenti (SICURAMENTE bambini di 12-13 anni) che una volta ottenuto dal papi il codice della Visa per iscriversi a Tophost, si aspettano prestazioni e affidabilità vicine a quelle dell’housing, piazzano il loro bel CMS da 2 tonnellate e si lamentano se poi il nodo 3 va sempre down…
    Siccome non hanno niente di meglio da fare sconsigliano a cani e porci il servizio però solo l’1% di questi arriva a cambiarlo.

    Nei gruppi di discussione poi è uno spreco parlarne: secondo me la stragrande maggioranza sono tutti concorrenti che fanno una campagna appositamente mirata.
    Se ne saranno accorti anche quelli di Tophost, ma non possono dire candidamente le cose come stanno… (per questo hanno scritto molto genericamente che ci sono dei “soggetti” senza stare ad approfondire, perchè è NORMALE e in teoria uno ci dovrebbe arrivare da solo).

    Dopotutto Tophost è uno dei servizi di hosting più usati in Italia e quindi pesta molti piedi.

    Il motivo è che il loro prezzo è decisamente basso; se però uno vuole un canone annuale così basso (quando di norma si dovrebbe spendere almeno 8-12 euro al mese) non può che accettare il compromesso.

    Un giorno mi è capitato di seguire un disservizio sul mio nodo ma nel servizio web (che non ho): ho visto che scrivevano e informavano gli utenti in tempo reale, nonostante fosse un giorno festivo.

    Qualcuno se lo ricorderà, era partito un disco e dovevano fare un restore dello spazio web che poi si è protratto (qualcuno dirà) per colpa loro, non per colpa dei bambinetti che chissà cosa buttano dentro i loro spazi web…

    Ho visto che sono arrivati a fare la notte per rimettere in funzione il servizio. Questa mi sembra molto più che professionalità….

    Concludo dicendo che hanno fatto BENISSIMO a cambiare tono nelle ultime newsletter, perchè hanno “attirato l’attenzione”: se avessero scritto 2 righe formali SICURAMENTE avrei cestinato tutto e non mi sarei mai prso la briga di andare a indagare personalmente.

    Gentile sig. Epifani, se non ha mai gestito un network che viene preso quotidianamente di mira dagli attacchi informatici (e non solo), per favore non si limiti a bollare cose come “Ci scusiamo per il disagio, abbiamo avuto dei problemi…” delle mere scuse da quattro soldi.

    Onestamente io, quando pago, prediligo la trasparenza alla formalità.

    Saluti,
    Fabio.

  • Jonny
    Rispondi
    Posted at 12:30, 24 agosto 2007

    Piu spendi meglio espandi……..!!
    in siciliano ” quantu spinni, manci!!”

    Una margherita €4,00 …….. un’aragosta € 35,00

    Vivi e lascia vivere………….

  • Roberto Zanandrea
    Rispondi
    Posted at 12:35, 24 agosto 2007

    Sono un cliente di tophost sinceramente anche se hanno avuto qualche ora di out non mi sono lamentato, ho scelto questa ditta non per il costo “10 EURO” ma per il servizio fornito, nessuno offre tanto per così poco.
    Quelli non soddisfatti del servizio possono tranquillamente cambiare per quelli che rimangono continuare a lavorare e discutere in modo costruttivo.
    Saluti

  • Carlo Magni aka Luachan
    Rispondi
    Posted at 12:51, 24 agosto 2007

    Stefano, nel tuo post hai giustamente messo in evidenza alcuni errori che nella comunicazione d’impresa non dovrebbero essere commessi.
    Permettimi però di dissentire sul resto: nel tuo post scrivi“Prima si comincia a sbeffeggiare genericamente i clienti che hanno protestato…” ma, aggiungo io, alcuni di quei clienti “sbeffeggiati” non sono stati poi così gentili con TopHost (dall’invettiva sulla caduta dei piselli dell’intero staff lì dove non batte mai il sole alla speranza di veder fallire l’azienda…).
    Sono perfettamente d’accordo con il ragionamento fatto da Giuseppe Siciliani: vuoi essere una blog star? Allora acquista servizi da star, spendendo da star.
    Sì, sono un cliente – soddisfatto – di TopHost.

  • Il leviatano
    Rispondi
    Posted at 12:53, 24 agosto 2007

    Sono un utente tophost con diversi domini e spazi web acquistati ; cerco sempre di essere super partes senza farmi influenzare da una email o da pareri altrui che mi invitano a compiere azioni di difesa. Essendo un utente Tophost ho ricevuto la tanto discussa email. Premesso che Tophost penso che sia una realtà nata grazie al supporto di Seeweb molto più grande e potente della stessa ed è per questo che si spiega il costo irrisorio di spazio e domini. Molto probabilmente le macchine ormai datate di SeeWeb invece di essere buttate sono state riciclate in un servizio con costi molti bassi. Altrimenti come è possibile creare un’azienda dal nulla e sperare di sopravvivere nel marasma dell’hosting, facendosi pagare solamente 11 euro circa per dello spazio web php-mysql?
    Quanti anni devono passare per ammortizzare i costi di struttura?

    Ho avuto anch’io alcuni problemi con il loro hosting, ma non ho detto ” oddio e adesso cosa faccio” oppure ” che ladri il servizio fa schifo” e sapete perché? La risposta è molto semplice ed intuitiva; quando decisi di acquistare lo spazio web feci una bella cernita di tutti gli hosting disponibili sul mercato ed i loro relativi prezzi. Ovviamente tra tutti spiccava tophost che aveva il rapporto servizi-prezzo migliore. Cercavo uno spazio dove poter studiare ed applicare le conoscenze di php e mysql. Scelsi tophost e rimasi soddisfatto perché questo è il suo target ovvero persone che non vogliono spendere molto avendo uno piccolo spazio completo dove crearsi il proprio sito web AMATORIALE, anche utilizzando i CMS.

    Parlate tutti di incapacità di marketing e comunicazione…ma credo proprio non abbiate capito nulla del target di tophost. Gente che si lamenta perché il sito della sua azienda non va! Fanno solo ridere poveri pezzenti. Come si fa a credere che un servizio a 10 euro circa possa essere solo lontanamente equiparato a servizi di hosting del valore di 50 o 100 Euro? Ma sapete contare? Gente che crede ancora che vendano le Ferrari in saldo al costo delle 500 e loro sono i fortunati ai quali è capitata questa grande occasione. Credeteci! e già che ci siete credete pure a Babbo Natale. Smettetela di voler viaggiare in turistica ed avere lo stesso trattamento della prima classe.

    Gente che sceglie come hosting AZIENDALE il servizio che costa meno e offre meno garanzie di tutti e si lamenta. E parlo dell’hosting della propria azienda, dell’immagine che si vuole dare di se stessi. Volete il meglio per il vostro business? Sì? Allora cacciate fuori la grana! Per dirla in modo molto gergale.

    Su tophost si può veramente caricare di tutto e lasciare il proprio sito-studio a marcire e in balia di attacchi da parte di hacker “fancazzisti” che cercano sempre di bucare il php mal programmato per dare un senso alla loro insulsa vita. Attaccare siti di gente comune del valore di 11 euro/anno è veramente da vili e bisogna solo avere pietà di questa gente.

    A differenza di altri hosting tophost, ad esempio, non costringe l’utente a continui aggiornamenti del proprio CMS, non cancella siti che non hanno accessi da mesi, è un calderone dove fare i test. Ecco per dirla tutta è come Trinity, il primo sito americano dove sono stati fatti test nucleari.
    Se il servizio rende più delle aspettative, allora meglio per noi che abbiamo fatto veramente un buon affare.

    Se il target è quello di studenti e persone con “pochi soldi” direi che la comunicazione è azzeccata. Ovvero “noi sappiamo di offrirti un servizio ad un costo bassissimo, però cercheremo di darti il meglio possibile” ovviamente non viene aggiunta la frase ” ma non ti lamentare se il servizio non sarà all’altezza di altri e più blasonati servizi di hosting”;
    non viene aggiunta perché è implicito nel discorso, nell’offerta, nel costo, costo che è il primo segnale di un servizio potenzialmente di bassa qualità.

    Non trovo che l’autocritica dell’admin di tophost sia così “blasfema”. Trovo invece spiacevoli e sterili i commenti di molti utenti che sparano a zero e che quando si tratta di spendere 20 euro per un cocktail la sera non dicono nulla, ma quando si tratta di spendere 11 euro per un hosting di bassa qualità gridano e si contorcono come peccatori ai piedi della torre di babele appena nascono problemi.
    State attenti che i vostri cocktail sono un furto perché pieni di ghiaccio e acqua e di bassa qualità … però in questo caso non dite nulla e continuate a bere.

    La comunicazione mi sembra più che azzeccata, forse un po’ troppo confidenziale; non che sia errata, solamente non adatta ad un pubblico che cerca la ferrari F50 a diecimila euro.
    In questo caso dovrebbero essere più formali e non calare le braghe con questo tipo di gente, ma essere più professionali e superare la crisi.
    Come sempre vige la regola :”non importa che parlino male di te … basta che ne parlino”. Stiamo a vedere come ne usciranno.

    Per quello che ho pagato su tophost posso ritenermi soddisfatto.

  • Un cliente
    Rispondi
    Posted at 13:26, 24 agosto 2007

    Carissimi,
    pagare tot, pretendere tot..

    Tutto quello che c’è in TopHost di buono, sicuramente supera gli undici euro ivati.

    Il discorso è a zero; o così o non vi lamentate.

    Buon weekend!

  • PseudoTecnico
    Rispondi
    Posted at 14:08, 24 agosto 2007

    Vedo che il numero di commenti cresce, sembra però sfuggire che questo post parla di strategie di comunicazione in relazione al primo intervento di TopHost, non se TopHost valga o meno i soldi che chiede: probabilmente molti dei commentatori arrivano direttamente dalla malefica seconda mail, per cui non si prendono nemmeno la briga di leggere e partono con la filippica pro-TopHost senza aver capito che si sta parlando d’altro.

  • Carlo Magni aka Luachan
    Rispondi
    Posted at 14:49, 24 agosto 2007

    Sono stati coraggiosamente incoscienti: su questo, penso, siamo tutti d’accordo. Ma, caspita, ci lamentiamo sempre dei formalismi e della freddezza della comunicazione aziendale e adesso che facciamo? Mettiamo in croce un’azienda solo perchè ha risposto – in modo educato, secondo me – a commenti non proprio eleganti di alcuni clienti insoddisfatti che si sentono in dovere di gettare fango sul lavoro di altra gente in ragione delle migliaia di accessi mensili ai loro blog? Io la vedo così, senza polemizzare più di tanto.
    Non sei contento del servizio? Ok, emigra su un altro hosting e abbandona TopHost. So perfettamente che se e quando il mio blog genererà una miriade di accessi, sarò costretto a cambiare servizio hosting. D’altronde le specifiche tecniche, la banda a disposizione e tutte le caratteristiche del servizio sono ben specificate sia nel sito dell’azienda che nel contratto.
    Non si tratta di filippica pro TopHost, @pseudotecnico: è solo che ogni tanto noi “blogger” crediamo che con i nostri post possiamo fare lo scoop del giorno.

  • Federico
    Rispondi
    Posted at 14:56, 24 agosto 2007

    Cosa ti si può rispondere? Hai già detto tutto tu.
    La strategia di tophost è un suicidio, perderanno tutti i clienti e falliranno.
    Non ho le tue solide certezze, io da piccolo cliente tophost mi auguro che non sia così. E penso che non sia così. Ribadisco ciò che ho già detto nella mia (non)risposta (secondo te): alla fine, ciò che dovrebbe contare sono i fatti, e non la comunicazione.
    Perché la nostra vita quotidiana è già piena di “successi comunicazionali” (di tutti: operatori di telefonia, commercianti, fornitori di servizi, politici), indipensabili a mettercelo in quel posto, ogni giorno.
    Che continuino pure a parlare come tredicenni viziati, l’importante è che il loro prodotto continui a essere accettabile.

  • Il leviatano
    Rispondi
    Posted at 15:22, 24 agosto 2007

    Non è una filippica pro-tophost e ho capito benissimo di cosa stiamo parlando. Ho semplicemente scelto questo blog tra i tanti disponibili in giro per commentare quello che a mio giudizio non è altro che un’insulsa polemica contro un servizio che vale i soldi che costa. Prima di prendere un dominio su tophost mi sono letto per bene i commenti e il regolamento e non ho trovato grandi sorprese. Anzi per certi versi sono rimasto contento.

    La comunicazione scelta da tophost mi piace perché IO ( che non cerco la ferrari a diecimila euro) so cosa ho comprato e mi è arrivato fin da subito il concetto. Non mi sento ne “svilito” ne sto li a fare le pulci se sbagliano a mettere una virgola. Sono d’accordo che si debba dare sempre il massimo per la comunicazione sia d’impresa che non e probabilmente questo è il massimo che tophost riesce a dare. Ed è già tanto per 11 euro.

    Parlando di comunicazione d’impresa prendo come esempio quello di un provider telefonico molto conosciuto ( evito di scriverlo in modo esplicito perché non è oggetto di discussione in questo momento); predica molto bene e poi io ed altri abbiamo avuto dei disservizi che non sto a raccontare e un servizio clienti a volte quasi inesistente dovendo ricorrere a vie legali perché la comunicazione mancava completamente. Decine di telefonate, ore passate in attesa, operatori che riattaccavano il telefono. Questa per voi è comunicazione visto che si parla di questo? e poi arrivano le e-mail che iniziano con: Gentile Cliente, la informiamo che la società bla bla bla…. In certi momenti era come essere soli in balia del vento, infatti si chiama Vento la società… a buon intenditor…

    Con tophost nei momenti “grigi” invece ho sempre avuto almeno una risposta, che a livello comunicativo mi sembra essere un grande passo avanti rispetto ai colossi che vanno combattuti a colpi di fax ed esposti.

    Perché penalizzare un’azienda che ammette di aver avuto problemi e di aver cercato di risolverli. Mi sembra molto chiara da questo punto di vista.

    La comunicazione d’impresa ha le sue regole e lo accetto, ma non per questo non è possibile stravolgerle provando nuove soluzioni che a prima vista, andando contro ogni aspettativa teorica, possono dare risultati soddisfacenti.

    Se la gente fosse diversa, più vigile, attenta e leggesse il cartello non occorrerebbe una falsa comunicazione d’impresa per vendere un servizio. La pubblicità, che è una forma di comunicazione, spesso e volentieri è ingannevole perché la maggior parte della gente vuole essere ingannata; questo è colpa del basso livello culturale che abbiamo in Italia, della totale ignoranza e preparazione nei riguardi di quello che si sta per acquistare. Questo lo insegnano sui libri di strategia aziendale? Non ricordo di averlo letto sui miei…però poi la realtà è così.

    L’Italia è il paese dove il cliente ha sempre ragione anche quando è un ignorante che non ha capito di cosa si stava parlando, ma ha comunque sempre ragione perché invoca, a sua difesa, l’uso di una comunicazione troppo difficile e incomprensibile anche quando è da asilo nido.

    Che senso ha utilizzare tecniche più o meno corrette di comunicazione d’impresa, se poi il target non è in grado di recepire il messaggio ed il risultato finale è il medesimo con ognuna di esse?

  • Valerio Callegaro
    Rispondi
    Posted at 15:50, 24 agosto 2007

    Ho anch’io un paio di domini con Tophost ed ogni tanto succede qualche rallentamento o piccolo down, per la verità. Tuttavia non ho applicazioni o website mission critical, per cui va benissimo così per quello che costa. Tra l’altro è uno dei pochi servizi low-cost ad avere MySql. Che sia un’azienda giovane e fatta da giovani è palesato dal tono delle email, tuttavia è anche bello per certi versi il carattere ruspante e combattivo che hanno questi ragazzi. In un mondo di vecchi businessman in giacca e cravatta, un po’ di sana aria di gioventù con tanta voglia di fare. In bocca al lupo, intanto godiamoci la battaglia da una poltroncina comoda al lato dell’arena.

  • mastino
    Rispondi
    Posted at 16:12, 24 agosto 2007

    sì va bene… però dai..non te la tirare…mica hai il nobel in comunicazione!

  • Michela
    Rispondi
    Posted at 17:12, 24 agosto 2007

    Queste mail possono anche aver infastidito un po’, ma come è statogià detto, qualora il tono fosse stato più formale e pacato, non avrebbero suscitato alcuna reazione. Invece così anche io, che non sono molto interessata, ho preso e ho iniziato a leggere gli attacchi a TopHost.
    Penso che ci sono diverse aziende che fanno pena chiedendo molto di più: questa chiede poco, dà un servizio direi discreto… potrebbero migliorare ampliando lo spazio web a disposizione, o inserendo nuovi servizi come i terzi livelli, ecc. potrebbero insomma ottimizzarsi ancora, ma del resto già così sono una buona opzione per chi inizia. Non vanno bene per le aziende? E allora? I neofiti sono anche di più, per non parlare dei dilettanti o dei webmaster di poche pretese.
    Tutta la mia solidarietà a TopHost: non mollate e cercate di non stressarvi con queste accuseda parte degli insoddisfatti.

  • Mario
    Rispondi
    Posted at 17:15, 24 agosto 2007

    Copol ….Come si dice CHAPAUX (chissà se scritto correttamente) ..tanto di capello….credo che un intervento di tophost, per chiudere in bellezza ,sia che si trattava di un pesce di aprile partito in ritardo….o no!!!

    Tophost ci lasci alla ns. calda estate comunicaci solo quando scadono i ns servizi …o se hai aggiunto ho cambiato qualcosa ai vs prodotti…le vs beghe risolvetele con i vs clienti …ma in un dialogo tra voi e il cliente stesso…e ho detto tutto.

    ciauz

  • Francesco
    Rispondi
    Posted at 17:41, 24 agosto 2007

    Ho registrato un dominio ed avuto spazio web per un anno per – mi pare – 11 o 12 euro.
    Devo dire che in cambio non ho avuto nulla di meno di ciò che avrei potuto aspettarmi per il controvalore di una pizza scadente e di una birra, anzi.
    Ma le persone che polemizzano sanno davvero cos’è il business?

  • mario pettinenghi
    Rispondi
    Posted at 19:23, 24 agosto 2007

    C’è poco da dire, epifani ha ragione. Non entra nelle questioni tecniche, cosa che molti di voi non hanno nemmeno visto, ma parla della strategia di comunicazione!

  • antoniocontent
    Rispondi
    Posted at 20:25, 24 agosto 2007

    è un vecchio sistema, basato sulla tecnica dello sperare che la gente dimentichi l’oggetto del contendere

    1) tizio dice “piove!”
    2) inizia una clamorosa discussione tra quelli che dicono “effettivamente Tizio ha ragione: sta piovendo”, e quelli che dicono “Tizio ha torto, c’è il sole”
    3) a un certo punto arriva qualcuno che dice “Tizio ha torto, non sta affatto nevicando”
    4) un gruppo sempre più folto di persone dicono che Tizio ha torto, perchè effettivamente non ha mai nevicato

    Ma perchè stiamo ancora a discutere?

    a

  • luca
    Rispondi
    Posted at 20:26, 24 agosto 2007

    “Suicidi comunicazionali”

    Chi fà un titolo cosi’ nulla dovrebbe aggiungere , altro che fare il professore…

  • Maurizio Epifani
    Rispondi
    Posted at 20:28, 24 agosto 2007

    Mamma mia, alla faccia di chi disse “Chi bene distingue, bene insegna”! Ma che lingua parlate?.
    Per postare (!?) il commento mi si chiede di dire quanto fa otto+uno. E se vi chiedessi di risponedere alla seguente domanda:
    “Una madre è 21 anni più vecchia di suo figlio. Tra 6 anni, il figlio sarà 5 volte più giovane della madre.
    Domanda: DOVE si trova il padre?”
    Provate a rispondere voi; si tratta di impostare una banale equazioncina.
    Maurizio Epifani.

  • badmime
    Rispondi
    Posted at 20:57, 24 agosto 2007

    o Madonna….. qui ormai è un caos.
    Io volevo solo segnalarti questo ragionamento che mi sembrava interessante:
    http://h1dr0gen0.blogspot.com/2007/08/tutti-contro-tophost-e-tophost-contro.html

    e farti inoltre notare come due frasi usate nelle loro email, in particolare:
    1) “anche le aziende appartengono a una comunità della comunicazione”
    2) “Le aziende che parlano il linguaggio dei ciarlatani già oggi non stanno più parlando a nessuno”

    sono direi “identiche” ai claims 40 e 16 delle famose 95 tesi del cluetrain manifesto.
    Direi che questa è una buona prova che “non stanno andando a caso”

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 21:33, 24 agosto 2007

    @dax
    caro Dax, concordo sulla sostanza, anche se rimango dell’idea che fanno una cattiva comunicazione indipendentemente dalla qualità dei servizi.

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 21:33, 24 agosto 2007

    @giuseppe
    si, ma qui parlavamo proprio della comunicazione, la qualità del servizio è un altro problema.

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 21:34, 24 agosto 2007

    @Giuseppe Siciliani.
    Sei fuori tema, si parla di comunicazione, non di qualità.

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 21:35, 24 agosto 2007

    @Federico
    a me molto.

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 21:36, 24 agosto 2007

    @Antonio LdF
    🙂 non ho letto la loro ultima letterina perche non hanno avuto cura di mandarmela, me la giri?
    grazie!

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 21:37, 24 agosto 2007

    @Federico
    anche perchè non mi sembra che abbiano fatto un buon investimento

  • Vito
    Rispondi
    Posted at 21:38, 24 agosto 2007

    Non capisco perchè tutti questi messaggi sulla qualità del servizio quando il post parla della qualità della comunicazione!

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 21:41, 24 agosto 2007

    @Jonny
    si, ma a fare una buona comunicazione costa quanto farne una cattiva, ma rende di più..

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 21:48, 24 agosto 2007

    @Carlo Magni
    uff.. ragazzi, qui ci sentite poco. NON si sta parlando di qualità del servizio, ma della comunicazione (Grazie Vito…)

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 21:49, 24 agosto 2007

    @Maurizio Epifani
    è un sistema di selezione. chi non sa la matematica non posta.

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 21:52, 24 agosto 2007

    @Badmine
    continuo a dire che se è una strategia alla lunga non paga. e se è stata “studiata” è ancora peggio. Il dialogo tra azienda e cliente non deve essere simmetrico, nel senso che se il cliente è becero l’azienda diventa becera. Sono d’accordo con AntonioContent, sul fatto che stanno creando senz’altro attenzione attorno a loro, ma dubito fortemente che il sentiment sia positivo.

  • mary
    Rispondi
    Posted at 22:40, 24 agosto 2007

    Gentile Stefano,
    in effetti non avevo visto la questione sotto questo aspetto. non ha tutti i torti. Se lo hanno fatto apposta, forse, è anche peggio. Non credo sia etico trattare in questo modo i clienti, indipendentemente da come si comportano loro!

  • Il leviatano
    Rispondi
    Posted at 22:45, 24 agosto 2007

    Caro Stefano vedo che non mi hai incluso ancora nei tuoi commenti @. Con il mio commento mi sono dilungato inizialmente spiegando a grandi linee cosa è per me Tophost evidenziandone pregi e difetti (l’ho scritto per chi non conosce la diatriba).

    Successivamente ho cercato di affrontare il discorso della comunicazione da loro utilizzata ritornando sul sentiero del blog.

    Probabilmente hai solo espresso il tuo punto vista basato sulle tue esperienze personali certamente superiori alle mie oppure hai semplicemente riportato quello che possiamo trovare su di un libro di testo a pagina X o Y “Cap 1.2.3 Come affrontare una crisi aziendale”; probabilmente hai ragione a puntualizzare evidenziando i capisaldi della comunicazione. Forse i ragazzi di tophost non hanno quel libro e non hanno mai letto quel capitolo; forse stanno improvvisando una forma di comunicazione oppure stanno imparando a farsi le ossa a spese loro provando e rischiando.

    Cosa ne pensi della comunicazione ambigua di molti colossi della telefonia come l’esempio che ho riportato? Le loro “scorrettezze”, false promesse e comunicazione pessima con i clienti vengono scusate perchè utilizzano metodi comunicativi presenti in qualche libro di testo tematico dal titolo “come fottere il consumatore” ? E’ meglio essere il primo della classe ma “bastardo” oppure quello che utilizza forme comunicative da adolescenti ( così le hai definite) ma onesto che non ha paura di dire che ha sbagliato?

    Per quanto riguarda i costi di una buona o cattiva comunicazione. Non sono molto convinto che il bilancio finale sia lo stesso. Anche perchè senza fare nomi è facile intuire chi fa cattiva comunicazione e non sono certo pesci piccoli. Più che cattiva direi subdola e ambigua. Pensi che sia casuale fare cattiva comunicazione?
    Non potrebbe essere voluto mal informare il target finale per mascherare e ottenere il proprio tornaconto? E’ illusionismo comunicazionale tanto per rimanere in tema di titoli hollywoodiani vedi titolo del post.

    Che dire di più se non: stiamo a vedere se ci hai preso oppure no. Se hai ragione allora assisteremo alla scomparsa di Tophost, altrimenti credo che dovrai riflettere sul perchè delle paturnie adolescenziali sono riuscite a salvare una azienda sull’orlo di una crisi… chissà potrebbe essere il titolo di una tesi da discutere.

    p.s: faresti qualche esempio di aziende affermate che utilizzano forme corrette di comunicazione con i clienti? Nomi reali non Azienda XYZ del libro di testo però 😀
    Bye

  • paolo
    Rispondi
    Posted at 23:55, 24 agosto 2007

    ma chi ti credi di essere? te lo dico io: un geek. soffri.
    tophost funziona bene. se non ti piace perché devi parlare male? per fare accessi provenienti da altri geeks come te e commentare allegramente con tecnicismi che non hanno alcunché di scientifico?

    vaneeeeeeeeee
    😛

  • claus
    Rispondi
    Posted at 23:58, 24 agosto 2007

    secondo me i commenti non c’entrano nulla con il post. ‘sto esaltato di paolo qui sopra è un esempio.

  • Carlo Magni aka Luachan
    Rispondi
    Posted at 0:26, 25 agosto 2007

    @Stefano, mi preme specificare che quando dico “Mettiamo in croce un’azienda solo perchè ha risposto – in modo educato, secondo me – a commenti non proprio eleganti di alcuni clienti insoddisfatti che si sentono in dovere di gettare fango sul lavoro di altra gente in ragione delle migliaia di accessi mensili ai loro blog?” non mi riferisco certamente al tuo post. Se sono qui a commentare è perchè so che ci può essere un dialogo aperto a ogni soluzione.
    Io continuo a ripetere che la strategia di TopHost è stata coraggiosa. Hai ragione: probabilmente la maggior parte delle persone percepiranno il sentiment negativo del brand e, fossi stato in loro, non avrei agito in questo modo. Ma apprezzo la genuinità del loro messaggio, senza troppi fronzoli o formalismi davvero abietti.
    Chi vivrà, vedrà…

  • PseudoTecnico
    Rispondi
    Posted at 5:09, 25 agosto 2007
  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 8:10, 25 agosto 2007

    @leviatano
    tanto per chiarirci, per alcune delle multinazionali delle quali parli mi son rifiutato di lavorare, proprio per non essere costretto a scrivere cosa palesemente false. Ma fare comunicazione d’impresa, anche secondo quelli che qualcuno (correttamente) chiama azioni di marketing non convenzionale, NON PUO’ passare per una messa alla berlina dei clienti. del cliente SI DEVE avere rispetto. e questo per due motivi, per una questione di correttezza e per una questione di convenienza. La correttezza va da sè. La convenienza consiste nel fatto che quando passeranno pochi igiorni da oggi, i signnori di top host si renderanno conto che il sentiment negativo ha un potere di sedimentazione molto più forte di quello del sentiment positivo. In altri termini, chi se ne è fatta una idea negativa la manterrà molto di più di quelli che se ne sono fatta un’idea positiva. Scatenare campagne “contro” alcuni clienti è non solo scorretto, ma anche stupido. Ed alla lunga se ne renderanno conto anche loro…

  • badmime
    Rispondi
    Posted at 11:30, 25 agosto 2007

    mai avere certezze 🙂 sul “sentiment negativo” non ci scommetterei:

    http://masque.splinder.com/post/13551646

    e questo è “a caldo”, mi aspetto che il tempo smorzi ulteriormente le ire e i risentimenti.

  • Il leviatano
    Rispondi
    Posted at 13:11, 25 agosto 2007

    @Stefano
    intanto grazie per la risposta. Quindi se ti sei rifiutato di lavorare per loro ammetti che queste società giocano sporco soprattutto utilizzando un marketing disonesto.
    Personalmente la comunicazione utilizzata da tophost non mi fa né caldo né freddo perché tanto ero cosciente del bene che acquistavo; possono anche piangere in cinese e fare manifestazioni di piazza ma ciò non toglie che se dovessi scegliere un hosting da spendere poco con un servizio più che sufficiente, sceglierei ancora loro ( ovviamente parlo di livello amatoriale e/o studio, per l’immagine dell’azienda sceglierei soluzioni professionali con garanzie).

    Il sentiment negativo, quando si parla di soldi, può anche essere non considerato. Del tipo: dammi pure del pezzente ma se quello che offri a me serve e mi conviene vince l’opportunismo e me lo compro.

  • Luca
    Rispondi
    Posted at 8:50, 28 agosto 2007

    Navigo da qualche giorno per forum e blog alla ricerca di consigli per un buon hosting. Per le mie esigenze (vedi spazio) non ho considerato TopHost. Però è chiaro che questi luoghi di discussione sugli hosting sono infestati dagli stessi marketer delle aziende, che non esitano a mascherarsi dietro semplici ed innocenti utenti per glorificare il loro servizio. Forse le modalità sono state un po’ forti, ma sono d’accordo con chi scrive che per i loro prezzi sono considerati il nemico numero uno.

  • utente anonima
    Rispondi
    Posted at 1:11, 29 agosto 2007

    Salve,
    nn conoscevo il suo blog, e mi firmo anonima unicamente perchè tempo le ripicche di tophost, che ha dimostrato di essere perisolosa da questo punto di vista. Proprio non capisco come un’azienda possa permettersi di comportarsi in questo modo con dei clienti!

  • Giancarlo
    Rispondi
    Posted at 12:57, 29 agosto 2007

    Tophost sta deludendo troppe persone ed ora anche me!! Basta mi vedo costretto a spostare tutti i miei domini!!

  • Simone
    Rispondi
    Posted at 7:58, 31 agosto 2007

    Forza Blogger! Sono un blogger anche io! Abbiamo finalmente capito che quando tophost non sa come risolvere i suoi problemi attacca i suoi clienti e concorrenti per mettergli il cerotto alla bocca! Vergognoso!

    Questo comunque è il mio ultimo pensiero su Tophost perchè ho trasferito i miei domini su SoloDomini – http://www.solodomini.com azienda di hosting che ho proprio conosciuto nella newsletter di Tophost. Si sono proprio tirati la zappa sui piedi andando contro ai loro clienti!

  • R.P.
    Rispondi
    Posted at 15:24, 1 settembre 2007

    Questi ultimi tre messaggi puzzano un po’..
    che ne dite?? ..posso anche sbagliare..
    ma sento un po’ di puzzetta…

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 16:30, 1 settembre 2007

    @R.P.
    provengono tutti e tre da IP diversi. L’Anonima mi ha scritto in privato. L’ultimo, del blogger che non dice qual’è il suo blog, mi lascia perplesso, ma anche tu ti firmi anonimo, quindi…

  • jokerulez
    Rispondi
    Posted at 14:14, 5 settembre 2007

    quoto il titolare qui:
    < < Certo, è possibile che dietro l'operazione vi sia una qualche arcana strategia, e ce ne accorgeremmo nei prossimi giorni (ed in tal caso sarei il primo a scusarmi ammirato), ma quanto è probabile? >>
    e ancora più sotto:
    < < SE i tipi di TopHost riescono a trarre qualcosa di positivo da questa faccenda, altro che dispensa, li porto in aula! >>

    A questo punto tocca tirare le somme, no?
    stando a quanto riporta pseudotecnico pare che non abbiamo fatto altro che il loro gioco.

    Abbiamo parlato di loro e abbiamo fatto in modo che un mare di persone venisse a conoscenza di un hosting “che costa poco o niente” (è la cosa che si sente di più) e offre un ottimo servizio con qualche downtime di cui si lamentano i grandi blogger, ma che per il target a cui puntano quelli di tophost (il più squattrinato degli studenti) è cosa che conta veramente poco, soprattutto se poi a questo prezzo possono avere lo stesso host dei grandi blogger.
    Mi sembra una campagna pubblicitaria evidentemente geniale. Usare i grandi blogger per promuovere il proprio hosting. Se questo host lo ha scelto il professor epifani, allora perché non dovrebbe sceglierlo uno studentello squattrinato? D’altronde un paio di giorni di down all’anno non saranno insoportabili per quest’ultimo.
    Del resto si mette in evidenza come qui si paghi poco un servizio che soffre di alcune lievi instabilità, ma alla fine “vale più del prezzo che costa”. O no?
    Tophost con questa campagna ha colpito al cuore (anzi, al portafogli) il proprio target.

    Insomma? Li invitiamo in aula o no?
    Direi che la loro strategia comunicativa è stata talmente un successo da spiazzare anche i massimi esperti del settore.
    Come la mettiamo adesso?

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 8:46, 9 settembre 2007

    @joker
    i signori di TopHost hanno promesso “novità”… aspettiamole, per il momento non vedo elementi che possano far cambiare opinione..

  • Posted at 5:56, 21 settembre 2007

    Mah… io non credo ci sia nessuna analisi da fare… per lo meno dal punto di vista della comunicazione.
    TopHost è un’azienda che vende servizi complessi a prezzi stracciati contando su un’economia di scala che nel caso dei servizi informativi gli fà tirare il collo piano piano (pensi che scalando in dimensione oltre una certa soglia hai abbattuto i cosi definitivamente; ma sei solo un povero illuso indottrinato da anni di economia liberale: se produci “hard” allora c’è l’economia di scala, se produci “soft” allora c’è tutta un’altra economia).
    In quelle condizioni a contorno (8.99/anno, a cliente) non puoi permetterti il lusso di dedicare tempo al cliente… per lo meno non più del tempo necessario a controllare che sia stato il fatto il pagamento e attivato l’account… con 8.99 l’assistenza per quel cliente non ce la paghi… In quelle condizioni a contorno è difficile mantenere la calma.
    E poi normalmente chi scrive quei messaggi è gente che tutti i giorni appena tornato a casa deve svuotare gli zebedei per evitare di somatizzare… io quando avevo 16 anni, l’estate, aiutavo un provider all’helpdesk… mi è capitata quella che urlava come una matta perchè gli avevamo venduto l’abbonamento ad internet ma il computer non la faceva collegare, le dicevi di seguire la procedura che le dettavi passo passo e non ti seguiva pensando di poter fare meglio, dopo mezz’ora di improperi finalmente capisce che se non ti segue non puoi portarla da nessuna parte… e lì c’è voluta un’altra mezz’ora per arrivare a capire che la signora non aveva il modem… per risparmiare aveva detto alla ragazza che le aveva fatto il contratto che non lo voleva, che aveva speso tanti soldi per il computer quindi sicuramente “aveva già tutto”, e quindi non l’aveva comprato. Appena ho attaccato il capo mi ha rimproverato perchè ci avevo perso troppo tempo… “non è che con 300 mila lire all’anno possiamo permetterci il lusso di perdere tempo con una rincojonita”… figurati con 8,99 euro! capisci che poi quando arrivi a moderare il forum di tua competenza te ne sbatti della comunicazione aziendale… non vedi l’ora di arrivare a casa a svuotare. La comunicazione centra poco.

  • un loro ex cliente
    Rispondi
    Posted at 13:47, 25 settembre 2007

    C’è poco da dire: i tipi di top host oltre ad essere inaffidabili sono anche maleducati!!

  • Giuseppe Siciliani
    Rispondi
    Posted at 23:15, 25 novembre 2007

    Mi state facendo sbellicare dal ridere…e cmq vorrei proprio vedere fra tutti quelli che erano con TopHost, quanti lo hanno cambiato…davvero!

    Secondo me il 5% di chi preannunciava il “trasloco facile”!

    Buona giornata!
    Giuseppe

  • ex Top Host
    Rispondi
    Posted at 11:09, 26 dicembre 2007

    Non mi firmo che non mi sembrano tipi vendicativi, ma non posso che testimoniare UN PESSIMO SERVIZIO!!!! Li ho lasciati e da allora è andato tutto meglio!

  • Posted at 11:30, 7 luglio 2010

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