Sfratti Esecutivi su Facebook

Sfratti Esecutivi su Facebook

Robert Scoble è stato sfrattato da Facebook. La situazione è fluida, come è possibile verificare collegandosi al suo blog e vedendo gli ultimi post sullargomento. Sembra infatti che Robert sia stato magnanimamente “riammesso” a patto che non faccia altri danni. Ossia che non violi più i termini d’uso sottoscritti in fase di registrazione eseguendo script non ammessi sull’account Facebook.

Che Facebook sia nel giusto o meno è discutibile. Probabilmente l’essere Scobleizer ha reso la riammissione di Scoble più rapida del normale. Sicuramente il fatto è significativo. Significativo perchè ci insegna un po’ di cose che, nel marasma dei nostri tempi dettati dal ritmo del 2.0, rischiano di sfuggirci

Primo: non siamo a casa nostra. Non lo siamo su Anobii, su Facebook, su LinkedIn, su Flickr e su tutti i social network presso i quali siamo registrati. Al più possiamo definirci ospiti, talvolta paganti. In altri termini, le “casette virtuali” nelle quali depositiamo parte della nostra identità non ci appartengono. Come tutti gli ospiti, quindi, dobbiamo rispettare le regole dettate da chi ci ospita. Che ci piaccia o no. E a me non è che piaccia poi tanto, in effetti. Soprattutto quando non sono nelle condizioni, cacciato da un albergo, di portarmi via i miei bagagli (ossia le informazioni generate).

Secondo: dovremmo porre più attenzione ai termini d’uso. Ossia alle regole della casa, che ci vengono fornite quando vi mettiamo piede per la prima volta, ossia quando ci registriamo. Quanti leggono le condizioni d’uso dei servizi che usano? Io, facendo ammissione di colpa, ammetto di non farlo quasi mai.

Terzo: Chi ci ospita non sempre è benevolo nei nostri confronti. Come un albergatore, ci caccia quando non gli andiamo più a genio. Ed il bello è che – legalmente parlando – ha quasi sempre ragione. Conviene riflettere bene, quindi, prima di scegliere una residenza, per quanto provvisoria.

Quarto: A volte, chi predica condivisione razzola accentramento. Ossia, non sempre chi si professa “2.0” è poi – nei fatti – orientato alla condivisione dell’informazione e della conoscenza. Non è un caso che Facebook abbia delle ottime procedure per importare i dati dei contatti dagli account di posta elettronica dei suoi utenti, ma non consenta di riestrarli. Nulla di strano, basta saperlo. E sapere se essere disposti a stare alle regole di chi ci ospita…

Sarà per questo che mi piacciono i blog, soprattutto quando stanno su server indipendenti? 🙂

UPDATE: (appena pubblicato il post, ho visto che ne parla anche Gigi…)

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19 Comments
  • markingegno
    Rispondi
    Posted at 0:37, 4 gennaio 2008

    Ti segnalo una stimolante conversazione sul tema della evoluzione dei blog e identita’ online nata un po’ per caso qui: http://insertcoin.kurai.eu/403/mi-aiutate/

    Spero con questo tips di essermi meritato un pizzico di vanesia e di poterti quindi segnalare anche http://mkg.tumblr.com/post/22897822 [per quel che riguarda il caso Scoble / Facebook]

    Cosi’, nel caso soffrissi di insonnia 🙂

  • gigicogo
    Rispondi
    Posted at 10:13, 4 gennaio 2008

    Diciamo che avevo solo dato la notizia perchè aggrego Robert nel mio lettore di feed 🙂

    Quoto in toto, quanto riporti tu:

    A volte, chi predica condivisione razzola accentramento. Ossia, non sempre chi si professa “2.0” è poi – nei fatti – orientato alla condivisione dell’informazione e della conoscenza. Non è un caso che Facebook abbia delle ottime procedure per importare i dati dei contatti dagli account di posta elettronica dei suoi utenti.

    In toto e proprio per questo rilancio ed enfatizzo quello che hai detto. Mi piacciono i blog e i blog di blog e le reti di blog.
    Ovviamente ho un account anche sui vari SN, ma più per curiosità e stimolo ad apprenderne le funzioni.

    Fare reti di reti e reti di persone è affascinante. Lo scopo dei grossi player penso sia quello di metterci a nostro agio con le varie funzionalità per poi curare la nostra identità di “consumatori” come ben sanno fare 🙁 Facebook ne è l’esempio più lampante.

    Hai fatto bene ad alzare l’attenzione.
    Ciao

  • Sir Drake
    Rispondi
    Posted at 10:52, 4 gennaio 2008

    Sarà per questo che oggi ho deciso di cancellare il mio account di Facebook!
    😉

  • stefigno
    Rispondi
    Posted at 12:20, 4 gennaio 2008

    Condivido in pieno tutto quello che hai detto….ed ammetto in realtà di non leggere mai le condizioni ed i termini di utilizzo.
    facebook agli inizi mi piaceva , ma poi tutta quella serie enorme di applicazioni inutili mi hanno fatto passare un pò la voglia e credo che emulerò Sir Drake, cancellando l’account…

  • Davide Tarasconi
    Rispondi
    Posted at 15:18, 4 gennaio 2008

    Per quanto riguarda i fatti: l’account di Scoble è stato in principio temporaneamente sospeso (non “sfrattato”) perchè stava utilizzando uno script “illegale” per l’esportazione dei contatti.

    Facebook, che fortunatamente in questo caso dimostra di avere un pò di sale in zucca, non ha fatto altro che proteggere la sua piattaforma da quello che poteva essere una attacco per sottrarre dati.

    Scoble stesso, spesso vittima di isterismi (l’ho cacciato fuori dal mio feedreader a calci nel sedere tempo fà), non ha fatto le solite sceneggiate e si è reso conto di essere nella parte del torto su tutta la linea.

    Per quanto riguarda i termini d’uso: “2.0” o non “2.0”, i termini d’uso sono ancora scritti in legalese.
    Siamo onesti, nella maggior parte dei casi, se leggessimo e traducessimo da legalese a italiano i termini d’uso dovremmo astenerci ad usare qualsiasi software e applicazione.

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 16:01, 4 gennaio 2008

    @Markingegno
    Grazie mille! (ma tanto il tuo tumblr era già nel feed reader!) 😉

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 16:05, 4 gennaio 2008

    @Gigi
    Parole sante! …consumatori, non utenti.. ma basta saperlo! 🙂

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 16:05, 4 gennaio 2008

    @SirDrake
    …mi sa che ti seguirò…

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 16:06, 4 gennaio 2008

    @stefigno
    e quattro (gaspar per primo, tu, sirdrake e io…)

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 16:09, 4 gennaio 2008

    @Davide Tarasconi
    Sospeso o sfrattato, Scoble è stato cordialmente defenestrato. Per come la vedo io non è questione di torto o ragione. è questione di fatti: il fatto è che – ovviamente – non siamo padroni dei social network che usiamo. Loro possono scacciarci, ma noi non possiamo prenderci i nostri dati…

  • Davide Tarasconi
    Rispondi
    Posted at 16:25, 4 gennaio 2008

    Stefano, come cittadini digitali dovremmo essere più consapevoli del fatto che, come giustamente sottolinei, siamo “in casa di altri”.

    Le regole della pacifica convivenza vengono dettate proprio dai termini d’uso delle applicazioni: spesso sono di difficile comprensione perchè la nostra percezione “sociale” della Rete ci rende disinibiti nei rapporti con gli altri utenti, facendoci dimenticare l’infrastruttura che ci permette di mantenere i contatti stessi.

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 16:47, 4 gennaio 2008

    @Davide
    non sto affatto sindacando sulla sostanza, e sono d’accordo con te al 100% Il punto lo tocchi perfettamente nell’ultima frase: “facendoci dimenticare l’infrastruttura che ci permette di mantenere i contatti stessi”. Dovremmo invece ricordarcelo, perchè è dei padroni di casa, che – a casa loro – fanno quello che vogliono! …con i nostri dati! 😉

  • catepol
    Rispondi
    Posted at 18:11, 4 gennaio 2008

    Il tuo post stefano come al solito è ottimo e obiettivo.
    E’ chiaro che utilizziamo servizi non nostri. E’ chiaro che diamo i nostri dati in cambio di giocattolini sociali.

    O meglio è chiaro a noi utilizzatori (permettetemelo) avanzati…che pur consapevoli, pur non leggendo mai le condizioni d’uso (disposta ad offrire una cena a chi mi dice che ne ha letta qualcuna…)
    poi ci iscriviamo e proviamo i vari social cosi…aggreghiamo contatti ecc.

    Cioè lui alla fine a quanto ho capito utilizzava uno script non previsto. E’ chiaro che minimo Facebook in quanto albergo decide che tu cliente non gli stai bene..lo mandi con un calcio nel sedere…
    Scusate la cruda metafora.
    Ora solo perchè è Scoble ti scatena contro polemiche infinite…ma non è che solo perchè hai migliaia di Truppe che ti seguono sei il padrone del mondo. facebook non è tua. Punto.

    Sto ancora cercando di capire la situazione, ammetto non ho letto tutto per cui quello che dico è solo la mia opinione…

    Magari è il caso di spiegare bene dai nostri blog agli utenti dei servizi Internet anche cosa comporta l’iscrizione a Flickr, a Gmail, a yahoo, a facebook, a Myspace ecc.. ecc…

    A noi fa comodo utilizzare dei servizi, soprattutto social…però è il caso di capire prima a che titolo stamo nell’albergo, entro quali limiti dobbiamo stare, sotot quali regolamenti ecc…

    no?

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 18:22, 4 gennaio 2008

    @catepol
    questa mi sembra un’ottima idea per una serie di post… piacerebbe senz’altro all’amico Gigi! 😉 Io, dal canto mio, comincio la prox settimana! 🙂

  • hermansji
    Rispondi
    Posted at 19:26, 4 gennaio 2008

    Forse bisognerebbe anche circoscrivere ulteriormente. Quali sono i “nostri” dati e quali appartengono ad “altri” che pur finiti nel mucchio dei nostri contatti continuano a non appartenerci?

    Sinceramente, la questione, dal punto di vista giuridico mi pare anche troppo banale per avere generato tutta questa enfasi.

    Anche attorcigliarsi su script o non script mi sembra buttare nel mucchio informazioni. Da quando in qua un servizio fornito da terzi, che si chiami in un modo od in un altro, dovrebbe essere oggetto di analisi così approfondita da permettere ad un utente o peggio ad un concorrente di fare quello che vuole con il codice altrui? Dovremmo distinguere il fine A dalla finalità B? Mi pare che qualche volta gli utenti debbano tornare con i piedi nella realtà concreta.

    .:.

  • Annarella
    Rispondi
    Posted at 16:37, 5 gennaio 2008

    La questione Scoble vs Facebook mi ha lasciata un po’ perplessa. Per mesi Facebook ha cacciato utenti per le ragioni piu’ bizzarre, la piu’ famosa delle quali era “non essersi iscritti col vero nome”. Nel frattempo Scoble agiva da FB evangelist chiamando il mondo alla Nuova Terra Promessa nonche’ Futuro del Web. Linkedin, per gestire i contatti business, pareva essere divenuto il MALE anche se, a differenza di FB, non e’ un walled garden.
    Poi Scoble, che lo usava per ragioni business tra l’altro, scopre che non puoi portare fuori i tuoi contatti senza utilizzare script e farti sospendere l’account.
    Se da PM facessi una cosa del genere, il cliente mi prende a calci ed il mio capo mi manda in orbita attorno a Marte senza passare dal via. Se lo fa uno dei blogger piu’ famosi al mondo, poverino e cattivi gli altri che lo sospendono perche’ non ha letto le T&C.
    Il punto e’ che quando accedo ad un sito social sottoscrivo le T&C ossia un contratto e accetto quanto c’e’ scritto. Esattamente come quando apro un conto in banca.
    Quello che non capisco e’ perche’ l’accettazione che faccio delle Term&Conditions debba avere meno valore su un sito social che quando compro qualcosa o apro un c/c.
    Ed e’ quest’ultimo punto, di tutta la faccenda, a rimanermi oscuro.

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 19:30, 5 gennaio 2008

    @hermansji
    il problema, infatti, non è giuridico, a mio parere…

  • Stefano Epifani
    Rispondi
    Posted at 19:34, 5 gennaio 2008

    @Annarella
    e infatti il punto a mio giudizio non è se Scoble abbia ragione o torto perchè – sicuramente – dal punto di vista contrattuale ha torto. Il tema che però questo fatto rilancia è quello della portabilità dei dati..

  • Posted at 2:10, 9 aprile 2009

    Rear side. ,

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