Twitter, uffici stampa e piccoli esempi di intelligenza collettiva

Twitter, uffici stampa e piccoli esempi di intelligenza collettiva

Come spesso mi accade, Venerdì scorso stavo facendo lezione. Questa volta ad un gruppo di professionisti di un ufficio stampa che si stanno avvicinando al mondo dei Social Network. Mi sono quindi trovato a parlare di Twitter e, per mostrare il suo funzionamento, ho spedito questo tweet:

Naturalmente alcune delle persone che mi seguono (e che seguo) hanno risposto con dei semplici – ma sempre utili – consigli. Rileggendo le loro risposte mi sono accorto che è sorto un bel decalogo a più voci, frutto di quella stupenda cosa che è l’intelligenza collettiva della rete, in grado di sviluppare processi di costruzione condivisa della conoscenza (cosa sempre più rara, tuttavia, con la frammentazione delle conversazioni che è conseguente alla sempre maggiore diffusione dei Social Network Site come Facebook e, appunto, Twitter).

Riporto quindi qui di seguito il decalogo, ad uso e consumo di quanti vogliano leggerlo in un contesto più “strutturato” del fluidissimo Twitter…

  1. Non incollare “paro paro” il titolo di un comunicato stampa, ma adattarlo alle potenzialità, allo stile ed alle regole di Twitter (Valentina Di Leo);
  2. Usare un linguaggio asciutto ed essenziale, visto che Twitter nei suoi 140 caratteri lascia passare solo pensieri “nudi e crudi” (Samuele Vinanzi);
  3. Non importare contenuti (solo) da Facebook (Luca Becattini)
  4. Twitter è come un puzzle: ognuno mette una tessera e il quadro d’insieme emerge spontaneamente (Damiano)
  5. Twitter è informazione in tempo reale: sfruttare questa caratteristica (Paolo Rinaldo)
  6. Giocare [NDR: con gli utenti, per creare engagement] (Framino)
  7. Bandire l’ufficiostampese dai Tweet (Antonio Rettura)
  8. Twitter è un do ut des di sintesi: l’impegno che ci metti a scrivere in 140 caratteri lo guadagni in rapidità di lettura (Gianfranco Andriola)
  9. Evitare di inondare l’utente di Tweet: cercare di trasmettere la personalità, piuttosto che il flusso (Alessandra)
  10. Il decimo è un consiglio di Tambu (al secolo Marco Cilia) che letto così come è stato scritto può sembrare un po’ iettatorio, ma vogliamo considerarlo un sano invito all’aggiornamento professionale! 🙂
Grazie a tutti e dieci!
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